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Gli ingegneri de L’Aquila schierati al fianco dei terremotati

 

Il Presidente dell’Ordine aquilano, Elio Masciovecchio, esprime solidarietà ai territori messi in ginocchio dal terremoto di mercoledì: “E’ stato come rivivere un incubo. Abbiamo già dato la nostra disponibilità per l’analisi degli edifici coinvolti. Ora la prevenzione non può più attendere”.

 

“Anche l’Aquila questa notte ha tremato. Non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutte quelle popolazioni che si trovano a vivere in queste ore quello che i nostri territori hanno vissuto nel 2009” così il presidente dell’Ordine degli Ingegneri dell’Aquila, Elio Masciovecchio, commenta il sisma che alle 3.36 di mercoledì 24  ha colpito i territori di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, al confine tra Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. “Siamo al fianco dei nostri colleghi che stanno vivendo le difficoltà di questa emergenza – spiega ancora Masciovecchio – abbiamo già dato la nostra disponibilità ad intervenire nei centri coinvolti per consentire l’analisi degli edifici, favorendo, laddove possibile, il rientro nelle proprie case dei cittadini e la graduale ripresa della normalità. Sappiamo quanto sia complesso gestire una calamità di queste dimensioni e non possiamo che offrire il nostro aiuto, mettendo in campo professionisti e competenze”.

Una storia, quella che lega Amatrice a L’Aquila che ha radici lontane: “Proprio la cittadina di Amatrice – prosegue Masciovecchio – in passato apparteneva al territorio della provincia dell’Aquila. Ci sentiamo in parte direttamente coinvolti in questa terribile tragedia”. Un sisma che mette nuovamente a nudo le numerose fragilità del territorio italiano: “Quanto accaduto non fa che ricordarci la debolezza strutturale dei nostri meravigliosi borghi. L’Italia, in particolare quella centrale, è ricca di centri storici che vanno assolutamente messi in sicurezza. Non possiamo ricordarcelo solo ad ogni ennesima tragedia. È necessario, non ci stancheremo mai di dirlo, investire nella prevenzione”.  Prevenzione che passa anche attraverso alcune importanti questioni tecniche. “Non è possibile che per un edificio, la nostra normativa preveda esclusivamente l’obbligo di certificazione energetica. È fondamentale che anche la certificazione sismica diventi vincolante. Il risparmio più importante deve essere quello di vite umane”.

 

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