Cronaca e Giudiziaria

L’Aquila e ricostruzione: la triste storia di un imprenditore marsicano…

Non sa più come pagare lo stipendio ai suoi operai per via della burocrazia che blocca i fondi della ricostruzione. Con il rischio di finire nelle mani degli strozzini o, peggio ancora, della mafia. È la storia di un imprenditore edile marsicano, impegnato nella ricostruzione de L’Aquila, che si è rivolto alla Cooperativa di garanzia regione Abruzzo per chiedere aiuto. Il presidente Mario Del Corvo lancia l’allarme: «Il Comune dell’Aquila sblocchi questa situazione, per evitare che le imprese si trovino in una tale difficoltà da cedere per disperazione alle tentazioni offerte dalla malavita».

«La storia dell’imprenditore che si è rivolto a noi», afferma Del Corvo, «non rappresenta un caso isolato. Come lui, uno dei pochi marsicani ad ottenere appalti diretti nella ricostruzione dell’Aquila, si trovano anche tante altre ditte del territorio». L’imprenditore marsicano ha demolito e ricostruito delle palazzine, su mandato di alcuni privati cittadini che hanno già avuto l’accredito di denaro in banca, per ricostruire la propria abitazione, almeno del 46% della cifra totale. Soldi con cui devono pagare le ditte, come in questo caso quella marsicana, ma non possono farlo fino a quando non c’è l’ok del Comune. Che per concederlo deve richiedere il Durc (documento unico di regolarità contributiva), e cioè l’attestazione dell’assolvimento degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile).

«Per richiedere il documento», commenta Del Corvo, «il Comune si prende almeno 30 giorni, e gli enti che lo emettono se ne prendono altrettanti. Così intanto il tempo passa e i titolari delle ditte si ritrovano con le uscite e senza le entrate». L’imprenditore, che preferisce rimanere nell’anonimato per ragioni di sicurezza, si è rivolto alla Cooperativa di garanzia, quando si è trovato senza più soldi per pagare i suoi operai. «Si tratta di persone che lavorano nella stessa impresa da 30 anni e ci rimangono per fiducia», continua Del Corvo, «quando è venuto ci ha detto: “Non voglio perdere la mia dignità, devo pagare in qualche modo i miei dipendenti. So già che finirò nelle mani degli usurai”». «Il direttore dei lavori di un cantiere fa già una perizia giurata», sottolinea il vicepresidente della cooperativa, Roberto D’Agostino, «e sarebbe giusto che bastasse per ottenere il pagamento». Il rischio è che poi si finisce in mano alla mafia. «Dal nostro associato sono andati già a dire “Il credito te lo diamo noi ma in cambio ci fai entrare nell’appalto al 50%”», sottolinea il presidente. «L’imprenditore marsicano», aggiunge Marisa Iezzi, vicepresidente, «ha tentato anche la strada offerta dalla legge antiusura, chiedendo preventivamente un credito alle banche, che però non gli è stato erogato».

«Ci appelliamo al sindaco Massimo Cialente», conclude Del Corvo, «affinché ponga fine all’iter macchinoso che impedisce al nostro associato il pagamento di fatture per 70/80mila euro».

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