Cronaca e Giudiziaria

L’Aquila e il “pasticciaccio” del Palazzetto dello Sport dei giapponesi

Nell’area di Centi Colella, adiacente al Centro Sportivo Universitario, dovrebbe sorgere il nuovo palazzetto dello sport aquilano, regalo del Giappone, promessa del dopo sisma, da ben 5,7 milioni di euro.

L’area, recintata, non e’ pero’ al momento interessata da lavori. Cantiere chiuso. Questo da dopo Natale quando l’impresa ha fermato i lavori, impresa scelta direttamente dai Giapponesi per la realizzazione. Cinque mesi di stop per un problema che, piu’ che un problema, appare come un vero e proprio paradosso.

Gli isolatori sismici, scelti direttamente da uno dei paesi piu’ sismici ed esposti a terremoti, non vanno bene e non possono essere montati sull’opera in quanto sprovvisti di marchio CEE. Manca la certificazione europea e dunque l’iter per chiedere a Bruxelles di ottemperare portera’ via altro tempo.

Ci si chiede di chi sia la responsabilita’ e soprattutto chi paghera’ i costi aggiuntivi che l’impresa si trovera’ a sostenere. Appare evidente che in sede di approvazione del progetto il Comun forse non abbia valutato bene questa eventualita’ perche’ a questo aspetto sicuramente ci si doveva e poteva pensare prima di iniziare i lavori e approvare il progetto stesso.

Fatto sta che ci si ritrova con 5,7 milioni di euro fermi, un cantiere chiuso, un iter da portare avanti presso Bruxelles e ancora pochi spazi in citta’ dove fare sport.

Di mezzo il cambio poltrone. Perche’ se della questione si erano occupati l’assessore allo sport e quello alle opere pubbliche adesso a dipanare la matassa ci sara’ il nuovo assessore che ha preso l’incarico del precedente Moroni e dunque spettera’ all’avvocato Maurizio Capri dare qualche rassicurazione agli sportivi aquilani e non soprattutto sui tempi.

Vale la pena ricordare che la prima pietra del palazzetto era stata posta il 16 Settembre del 2014 dopo ben cinque anni di ritardi. Difficile immaginare che si riesca a rispettare il tempo previsto per la riconsegna vale a dire Agosto 2015. Perche’ al momento e’ tutto fermo.

 

 

 

 

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