Abruzzo

L’Abruzzo e il Molise hanno bisogno di un cambiamento radicale

L’economia abruzzese e molisana stenta a riavviarsi. Il 2013 è stato ancora un anno negativo: secondo le stime effettuate dallo SVIMEZ, il PIL scende in entrambe le regioni.
Con questi dati il Segretario della CISL AbruzzoMolise, Maurizio Spina, ha aperto i lavori del Consiglio Generale, che si è svolto a Lanciano presso l’Hotel Villa Medici. Alla riunione ha partecipato il Segretario Nazionale Confederale, Giuseppe Farina.
Un quadro sfavorevole per la crescita che si riflette anche sui valori del mercato del lavoro: in Abruzzo dal 2008 ad oggi l’occupazione è scesa di quasi 50 mila occupati. La situazione è drammatica, nei primi 9 mesi del 2014 solo 474 mila persone hanno un posto di lavoro a fronte dei 523 mila occupati nel 2008. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è diminuito di 6,2 punti percentuali rispetto a 6 anni fa. Dal 2008 ad oggi il sistema delle imprese ha perso 4 mila lavoratori, mentre nel terziario, le imprese del commercio e dei servizi, hanno fatto registrare, addirittura, un calo di 55.000 unità. Il settore delle costruzioni registra una situazione stabile del numero degli occupati: 46 mila lavoratori. Solo in agricoltura, nei primi 6 mesi di quest’anno, gli occupati sono aumentati di 10 mila unità. Nel terzo trimestre 2014 continua la crescita tendenziale del numero dei disoccupati che sono passati dai 32 mila del 2008 ai 70 mila rilevati dall’ISTAT nel scorso mese di settembre. Il tasso di disoccupazione è pari al 12,9%, in crescita di 1 punto percentuale rispetto al 2013.
Dopo 6 anni dall’inizio della più grave crisi economica dal dopoguerra, il mercato del lavoro in Molise ha perso 11 mila occupati. Anche se nel terzo trimestre 2014 si registra una lieve crescita rispetto all’anno precedente, attualmente solo 105 mila persone hanno un posto di lavoro a fronte dei 116 mila occupati nel 2008. Il tasso di occupazione continua a diminuire: siamo passati dal 54,6% nel 2008 al 50,1% nel 2014. Dal 2008 ad oggi solo nel settore dell’agricoltura si registra un aumento della forza lavoro. Il tasso di disoccupazione dei molisani è arrivato al 13,2%, quasi 4 punti percentuali in più rispetto al 2008. I disoccupati, dal terzo trimestre 2008 ad oggi sono aumentati, passando da 12 mila a oltre 16 mila. Secondo i dati dell’INPS le ore autorizzate di Cig da gennaio ad ottobre sono in aumento.

“L’Abruzzo e il Molise hanno un’unica strada da percorrere: recuperare risorse necessarie per lo sviluppo e la crescita, dato che i bilanci regionali sono ingessati e i trasferimenti statali diminuiscono di anno in anno, – dichiara il Segretario Maurizio Spina – . La classe politica deve sviluppare una capacità di proposta per ridurre gli sprechi e le inefficienze. La CISL, in questi anni è stata troppo spesso inascoltata, soprattutto quando chiedeva una politica riformatrice. Oggi non è possibile perdere ulteriori tempo perché i nostri giovani, i nostri disoccupati, le nostre donne, i nostri anziani e i nostri lavoratori hanno bisogno di certezze. La politica da oggi deve lavorare per costruire una diversa dimensione territoriale, quella della Macroregione Adriatico-Ionica, – continua Spina -”.

“In un contesto economico che è globalizzato il sindacato deve imparare a fare i conti ed a rimettersi in discussione con un mercato diverso, dove anche le vecchie protezioni che fino ad ora ci avevano garantito, sono oramai superate. Di fronte alle sfide del cambiamento dobbiamo rispondere cercando di definire nuovi schemi per riaprire il dialogo con il governo, – ha sottolineato nella sua relazione il Segretario Nazionale Giuseppe Farina”.
“L’Italia è un paese che si è impoverito: oggi per uscire dalla crisi abbiamo bisogno di favorire nuove politiche industriali che attraggano sia investimenti privati che pubblici. Ci sono segnali deboli, ma ci sono, di investitori internazionali interessati a realizzare iniziative imprenditoriali nel nostro paese. In questa situazione mutata, la scommessa è quella di riposizionare, di riformare il sindacato per consentirgli di continuare a difendere i deboli, affrontare la crisi e dare un futuro alle nuove generazioni”.

“La Cisl sta dialogando con il Governo per correggere il Jobs act: gli ammortizzatori sociali vanno rifinanziati e riformati, estendendo l’Aspi a tutte le categorie dei lavoratori. Il contratto a tutele crescenti potrebbe essere uno strumento molto utile per rendere più stabile il lavoro, e per ridurre la piaga della precarietà esistente, – ha concluso Giuseppe Farina”.

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