Attualità

L’Abruzzo alla guida di Slow Food Italia

Abruzzo – «L’Agro-biodiversità, il ripopolamento delle aree interne con giovani e migranti e le filiere corte, da sempre sono il mio impegno associativo, che vorrei continuare a seguire». È con queste parole che Silvia De Paulis, agronoma, dal ’98 al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ha accolto oggi il suo nuovo incarico nel Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, che ha riunito 650 delegati a Montecatini Terme per il IX Congresso nazionale. «Stiamo vivendo una fase storica della nostra Associazione che segnerà la strada per un futuro straordinario, in Italia come nel mondo. La dichiarazione di Chengdu, Cina ottobre 2017, con le mozioni approvate a sostegno della nostra nuova via, rappresentano una linfa vitale che ha rinnovato molti entusiasmi nei territori in cui Slow Food è presente e dove la sua attività è stata al centro di iniziative importanti. Da quel momento, in tutte le nostre Condotte, in tutti i consessi regionali, all’interno del nostro Consiglio nazionale, le parole rinnovamento, inclusività, apertura, ascolto, sorriso, disponibilità, hanno acquisito nuova forza nei dialoghi e nei confronti e dovranno continuare a farlo per portare la nostra rete italiana a presentarsi degnamente al prossimo Congresso Internazionale del 2020. Ci impegniamo a far nostri i temi delle mozioni, dei documenti e dei contributi che sono stati depositati da diverse parti d’Italia durante il Congresso sui temi delle migrazioni, della giustizia del cibo che consumiamo, del sostegno della rete dei giovani, dell’agricoltura sociale, della riqualificazione ambientale, della mobilità sostenibile così come della lotta a qualsiasi tipo di sfruttamento ambientale, umano e sociale nel sistema produttivo agricolo dei nostri territori. Il nostro modo di guardare alla biodiversità è stato e continua ad essere unico nel mondo, al confronto con la moltitudine di associazioni ed organizzazioni che lavorano sulla conservazione della biodiversità con le quali pure già collaboriamo e sempre più collaboreremo. Questa ricchezza dovrà essere al centro della nostra attività attraverso il nostro progetto dei presìdi, lo sviluppo dei mercati della terra, il consolidamento della rete dell’alleanza dei ristoratori. Ma anche attraverso il rafforzamento delle reti territoriali così come quelle tematiche che stanno svolgendo e possono svolgere un ruolo fondamentale nel nostro Paese, soprattutto in aree con specifiche fragilità. E questo impegno dovrà convergere in modo ancora più forte nell’ambito delle campagne internazionali come quella sugli orti in africa che ci hanno già visto impegnati negli anni scorsi o quella sul cambiamento climatico che merita una strategia attenta a partire proprio dai nostri territori con la consapevolezza di come si svolge a livello globale».
Cinquantasei anni, Silvia De Paulis è nata a L’Aquila, dove vive. Laurea in Scienze Agrarie a Bologna, uno stage a Bruxelles e un corso per divulgatori agricoli a Metaponto. Dopo diverse esperienze iniziate nella Comunità Montana, dal ’98 lavora per il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Conosce Slow Food per l’Atlante dei Prodotti Tipici dei Parchi, si innamora del progetto Presìdi, contribuendo negli anni a costituirne diversi, tra cui 9 nel territorio aquilano. Nel 2006 è eletta nel Consiglio Nazionale di Slow Food e poi diventa membro dell’esecutivo regionale. Dal 2009, dopo il terremoto che ha sconvolto L’Aquila, elabora e realizza prima il progetto 10 orti per 10 tendopoli e poi il Mercato Contadino, uno sforzo “titanico” che la impegna ancora oggi. Chiamati a dirigere l’Associazione nel percorso di rinnovamento che porterà al Congresso del 2020, i sette componenti portano in dote la loro variegata esperienza nella rete Slow Food italiana. Insieme a De Paulis:

Massimo Bernacchini, cinquant’anni, vive e lavora a Orbetello, dove è attivo nel mondo della cooperazione e della pesca. Dal 2006 è membro della Segreteria Regionale di Slow Food Toscana e consigliere nazionale;

Giorgia Canali, classe 1986, vive a Cesena dove lavora come giornalista. Nel 2010 viene eletta fiduciaria, contribuendo alla nascita della Rete giovani di Slow Food in Italia;

Antonio Cherchi, sassarese, 63 anni, commercialista, vive e lavora a Modena. Dal 2010 al 2014 è stato presidente di Slow Food Emilia-Romagna; dal 2015 ha ricoperto l’incarico di Tesoriere e consigliere nazionale;

Giuseppe Orefice, tecnologo alimentare, ha 42 anni e dal 2014 è formatore nell’ambito del progetto Orto in Condotta e docente Master of Food; è il presidente uscente di Slow Food Campania e Basilicata;

Gaia Salvatori, classe 1989, componente della rete giovane di Slow Food Roma. Laurea in Comunicazione nel 2012 e specialistica in Marketing. In Cile lavora con Slow Food allo sviluppo dei Mercati della Terra, mentre oggi in Perú segue un progetto di conservazione produttiva della foresta amazzonica.

Francesco Sottile, agronomo, insegna Biodiversità e qualità delle colture agrarie all’Università di Palermo. In Slow Food ha cominciato vent’anni fa dal mondo dei Presìdi siciliani allargando sempre più la propria collaborazione sul piano tecnico e associativo anche all’estero.

«Se penso a cosa portare dalla mia esperienza di vent’anni di attivismo nell’associazione Slow Food Abruzzo e Molise nel resto del Paese, d’istinto rispondo: la salvaguardia della biodiversità, lo sguardo attento ai bisogni dei piccoli produttori che con fatica e testardaggine continuano a produrre eccellenze agroalimentari per arrivare ai “bei comuni” quali acqua, aria e suolo che regaliamo alle grandi città senza rivendicare nulla. Penso a quanto devo io, come aquilana, alla magnifica Rete di soci Slow Food che, all’indomani del terremoto che ha sconvolto la mia città, si sono prodigati per raccogliere fondi necessari per realizzare il Mercato Contadino Nutrire L’Aquila, ora realtà vera, luogo di incontro dei cittadini in cui parlare di cibo buono, pulito, giusto e sano per tutti. Penso ancora che l’Abruzzo e il Molise hanno ancora tanto da esprimere e che, se facciamo rete con i tanti amici che ci sono intorno, riusciremo a portare, non solo a Slow Food Italia, esempi virtuosi di un volontariato silenzioso, ma sano, forte e gentile. Da ultimo vorrei impegnarmi affinché le Istituzioni abruzzesi e molisane, vale a dire Regioni, GAL, Enti Parco, Camere di Commercio e quant’altro, fossero al nostro fianco per affrontare queste nuove sfide, con la piena consapevolezza che la gratuità del nostro impegno, e del volontariato in generale, può contribuire in modo determinante a restituire alle nuove generazioni un mondo migliore di quello che abbiamo trovato», ha dichiarato De Paulis.

 

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top