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Politica

La verità di Imperiale: “Ecco la cronologia dei fatti”

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“La sera successiva alle elezioni del 27 maggio 2013 pur avendole perse per pochi voti, come lista Città al Centro decidemmo di dare un apporto costruttivo, non vincolato dai soliti steccati. Nella stessa sera venne anche rappresentata l’opportunità di dimettermi dalla carica per lasciare spazio ai successivi eletti, ipotesi respinta da tutti. Alcuni ragazzi mi consegnarono in quella sede perfino una lettera firmata chiedendomi di voler e poter collaborare con la nuova maggioranza per il bene della nostra città. La decisione di tutto il coordinamento dei numerosi gruppi fu quella di votare secondo coscienza gli atti, senza il tradizionale ostruzionismo tipico dei partiti. E così è stato fatto.
Sono onorato quindi di non aver contribuito allo sfascio generale, in quanto i problemi della maggioranza erano stati presto già evidenti, per cause in cui non intendo entrare.
Probabilmente questa azione collaborativa decisa da Città al Centro, non era gradita a qualcuno. Tanto che per tutto il periodo in esame (maggio 2013 – maggio 2014) abbiamo ricevuto forti pressioni esterne e condizionamenti mirati a farmi dimettere dalla carica di consigliere. Ipotesi sempre respinta da tutti gli interni. Da tali atteggiamenti scaturì anche l’esigenza di ridurre gli incontri, poiché i partecipanti venivano ritualmente bersagliati.
Nel Maggio 2014 assenze importanti non consentivano di approvare il bilancio nel suo ultimo giorno utile. Poi si sarebbe avviata la procedura di scioglimento del consiglio. In quella circostanza si decise di “non staccare” la spina per evitare un commissariamento che sarebbe durato un anno con conseguente paralisi governativa.
Questo per senso di responsabilità, poiché poteva anche convenire politicamente far cadere l’amministrazione e “riaprire” i giochi politici.
Dunque non me la sono sentita di essere io la causa di un problema di tale portata, supportato in questo dai componenti del gruppo. Mi chiedo ora per allora…se mi fossi alzato facendo mancare il numero legale…che conseguenze si profilavano per Carsoli? Sicuramente negative.
E di qui arrivano le critiche perché “invece di far cadere l’amministrazione”…la si è mandata avanti andando quindi “in soccorso”. Nel caso contrario…le critiche sarebbero state indirizzate alla irresponsabilità o alla sfrenata voglia di riandare presto ad elezioni per rimettermi in pista.
Votai a favore anche per il bilancio semplicemente perché era in perfetto equilibrio e con il patto di stabilità rispettato. Come tutti i bilanci degli anni 2009, 2010, 2011, e 2012 in cui ero stato assessore alle Finanze.
Dopo un paio di mesi è stata reintrodotta dalla Giunta e quindi dal Consiglio la figura del Presidente per cui sono stato proposto ed eletto a maggioranza nell’estate scorsa, restando sempre nel gruppo di minoranza “Città al centro Carsoli”. Accettai l’elezione a Presidente solo dopo aver accolto l’assenso nel corso di specifiche riunioni di tutto il gruppo.
A quel punto lo scopo era quello di dare una mano per le procedure relative alle attività di consiglio, rinunciando totalmente alla indennità di carica. Essendo infatti cambiate le leggi, andavano aggiornati i regolamenti consiliari, sui quali si è iniziato a lavorare.
Tutto ciò è avvenuto rompendo alcuni schemi che “dovrebbero” impedire a maggioranze e minoranze di poter/voler comunque collaborare.
La disponibilità della maggioranza ad assegnare la presidenza alla minoranza, venne interpretata da noi come un grande segnale di trasparenza (poi riscontrata in tutte le procedure) e di riconoscimento per capacità ed integrazione tra i due progetti piuttosto similari all’origine.
Il ruolo di garanzia è stato in 4 mesi autonomamente esercitato; senza mai interferire minimamente sul ruolo esecutivo che spettava a chi aveva vinto le elezioni. E’ iniziato un lavoro di complessa revisione normativa di norme statutarie, regolamenti vari in raccordo con i preposti uffici di segreteria.
In particolare per citarne alcune;
-perfezionamento della proposta sul Regolamento Comunale per la tutela del benessere degli animali e la loro convivenza con i cittadini, già da noi predisposta all’inizio della legislatura in collaborazione con Baubla Educatore Cinofilo;
-proposta inoltrata il 2 dicembre presso la segreteria Comunale, inerente le registrazioni in streaming dei Consigli Comunali, in accoglimento alla richiesta del concittadino Sandro Proia, sempre unico partecipante alle sedute consiliari;
-attuazione della partecipazione popolare, mediante la proposta di costituzione di gruppo comunale di lavoro per i residenti nei vari borghi decentrati (Le Valli, Golfarolo ecc.) su proposta del concittadino Egidio Felli.
Nell’ultimo consiglio del 31 dicembre, presi l’impegno su proposta dei Consiglieri Mazzetti e Giuliani di convocare al più presto un consiglio dove portare la evidente crisi in atto nella maggioranza. Proposta che venne condivisa dal Sindaco.
Il Consiglio sarebbe stata la sede naturale per il dibattimento, poi l’8 gennaio è stata avviata la procedura di scioglimento, per le intervenute dimissioni di oltre la metà dei consiglieri in carica.
Ora assistiamo a isolati focolai destabilizzanti che attuano la linea della denigrazione. Si possono accettare i contraddittori, ma non le diffamazioni sulle immagini personali che ora sono oggetto di tutela ai sensi di legge.
Andiamo invece a valutare le competenze, la capacità di rappresentanza, di organizzazione e la conoscenza delle materie amministrative. Esaminiamo cosa si è in grado di fare. Sono pronto al confronto, quello educato che è nel mio stile ed in linea con la buona educazione. Se qualcuno poi scambia l’educazione per debolezza, capirà che si sbaglia.
Mi chiedo se sia reato dare una mano come minoranza. O vogliamo farci le guerre nei piccoli centri mentre siamo governati da un premier non eletto dal popolo, che è segretario Nazionale del Partito Democratico in alleanza con il vice di Berlusconi Angelino Alfano Ministro dell’Interno?
Mi chiedo se l’ordinamento delle Autonomie Locali sia poi così conosciuto. Il Presidente di un consiglio non partecipa alle giunte, è una figura quale “primus inter pares” di garanzia istituzionale. Non ha poteri decisionali, se non di conduzione dei lavori consiliari ed in occasioni di rappresentanza. Il Consiglio nel suo complesso è ciò che rappresenta l’intera comunità, non altro.
Di cosa dunque ci si dovrebbe vergognare? Quali reati alla pubblica moralità sarebbero stati commessi in questi comprovabili comportamenti? Nulla, solo accidia mirata a screditare perché forse si hanno le competenze e la giusta socialità. Saranno gli elettori che dovranno decidere a chi far passare il giro.
Ricordo che in una legislatura degli anni precedenti, la maggioranza non aveva i numeri per andare avanti, e lo fece grazie ad un consigliere di opposizione che sostenne la causa… e fece bene..!
Ora si tracci una linea mettendo da parte le divisioni e con umiltà si uniscano forze e gruppi che hanno a cuore il territorio. Se la buona politica riuscirà a fare la sua parte, gli elettori sapranno fare la loro.”

Politica

Maria Saladino ad Avezzano, al centro del programma Pd lavoro, giovani e solidarietà

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AvezzanoMaria Saladino, unica donna candidata alle primarie per la segreteria nazionale del pd, ha incontrato amici e simpatizzanti della Marsica. L’incontro si è svolto domenica, 13 gennaio, presso Caffè del corso ad Avezzano. A fare gli onori di casa ci ha pensato Maurizio Pendenza, delegato regionale Abruzzo per la mozione Partito Paese di Maria Saladino, insieme al delegato provinciale Sandro Puopolo. La Saladino ha illustrato alle molte persone presenti il programma  della sua mozione dove i punti essenziali sono quelli di far tornare il partito democratico in mezzo alla gente mettendo al centro il lavoro, i giovani, la solidarietà. Maria Saladino, ha inviato una lettera al presidente dem Matteo Orfini e a quello della Commissione Congresso Gianni Dal Moro“Per realizzare pari opportunità ma, soprattutto, offrire alla platea congressuale un grande e unico momento di partecipazione e democrazia”, scrive, “ognuno di noi ce la sta mettendo tutta per riportare il nostro partito nelle piazze e sotto i tetti della case delle famiglie italiane, anche in tutte quelle dove non la politica è all’ordine del giorno ma i problemi quotidiani che le assillano. Stiamo girando e informando i territori, tutti insieme, con lo scopo comune che fa onore ad ogni iscritto o dirigente di partito in trincea che si sta impegnando in questi giorni, per raggiungerlo. I territori, secondo Saladino, chiedono di “organizzare un dibattito entro venerdì, oltre non avrebbe senso”. Venerdì 18 gennaio ci sarà la prima fase congressuale che esprimerà i 3 delle primarie e si concluderà il 23 gennaio.

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Sicurezza scuole, fondi a Luco dei Marsi. La sindaca De Rosa: “Rinnovamento e rinascita del paese, andiamo avanti”

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Luco dei Marsi – Circa 45mila euro destinati alla scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “Ignazio Silone” di Luco dei Marsi. L’anno si chiude “in bellezza” per l’Amministrazione Luco Bene Comune, che ottiene dalla Regione Abruzzo il finanziamento per l’impianto antincendio dell’edificio, fondi che vanno ad aggiungersi al milione e mezzo di euro circa ottenuto per l’adeguamento sismico delle strutture scolastiche, incluse tra quelle di 26 comuni in tutta la provincia ammessi al finanziamento, con l’inserimento nelle graduatorie per il Piano triennale Regionale di Edilizia e, con Campo di Giove, tra i due soli enti annoverati anche nel Piano Annuale 2018.

I luoghi in cui i nostri ragazzi vivono diverse ore al giorno e in cui crescono devono essere accoglienti e funzionali, ma soprattutto sicuri”, ha sottolineato la sindaca Marivera De Rosa, “L’ottenimento di questi fondi porterà ad aggiungere un ulteriore tassello alla messa in sicurezza e alla riqualificazione del nostro patrimonio edilizio scolastico, cui stiamo lavorando su tutti i fronti, dall’adeguamento sismico all’efficientamento energetico agli interventi minuti, e che, nel nostro progetto, sarà implementato da un campus polifunzionale.

Stiamo portando avanti un lavoro meticoloso e incessante, di concerto con gli Uffici, che sostengono con la loro grande professionalità la nostra tenacia, per rigenerare e rinnovare il nostro bel paese a partire dalle strutture essenziali e, per la nostra Amministrazione, al primo posto non può che esservi la scuola. Nei prossimi mesi, ad iter burocratici espletati, daremo corso alle procedure per la realizzazione dei lavori”, conclude la Sindaca. Il Comune di Luco dei Marsi è tra i quattro Comuni marsicani, con Ortucchio, Sante Marie e San Vincenzo Valle Roveto, ad aver ottenuto il finanziamento.

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Abruzzo, “Sud Protagonista” sostiene Marco Marsilio

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Abruzzo – “Sud Protagonista” si schiera al fianco di Marco Marsilio, del quale conosco le qualita’ politiche, umane e professionali, e che sara’ il migliore Presidente della Regione Abruzzo”.
E’ quanto afferma il Segretario federale di “Sud Protagonista,”, Salvatore Ronghi.
“Gia’ nelle prossime ore, insieme con la coordinatrice regionale Rosa Pestilli e il dirigente nazionale Alessandro Cogliati, organizzeremo una serie di iniziative per sostenere Marco Marsilio e Fratelli d’Italia, con il quale abbiamo stretto una forte alleanza il 15 dicembre scorso, al nostro Congresso, a Napoli, con la leader Giorgia Meloni”.

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Candidatura Marco Marsilio, per Cesa è sì: “L’UDC lo sosterrà”

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Abruzzo – “Marco Marsilio è un candidato autorevole alle prossime Regionali in Abruzzo”. L’endorsement arriva da Lorenzo Cesa, segretario UDC, proprio mentre nel fronte centrodestra volano gli stracci per la candidatura del senatore romano di Fratelli d’Italia. “La sua storia parla chiaro: un uomo con forti legami con il territorio e al servizio delle istituzioni. Siamo certi che con il suo bagaglio di esperienza amministrativa potrà offrire un serio contributo per il rilancio dell’Abruzzo”. E’ il commento del segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, a seguito dell’incontro con i vertici e i dirigenti del partito in Abruzzo. “L’Udc lo sosterrà con convinzione”, conclude Cesa.

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Rifiuti dalla Capitale, Mazzocca striglia 5Stelle e centrodestra: “Castronerie a buon mercato, studino”

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Il Sottosegretario regionale: «Tante inesattezze dal pressapochismo dei nostri oppositori e qualche interessata dimenticanza».

Abruzzo – “L’emergenza rifiuti del Comune di Roma va discussa con serietà e senza speculazioni elettorali. Purtroppo, infatti, ancora una volta ci troviamo di fronte alle farneticanti dichiarazioni della consigliera Sara Marcozzi. Probabilmente impegnata in qualche lunga partita di golf dopo estenuanti sedute dal visagista, l’eterna candidata grillina imposta (e non scelta) alla presidenza, dimostra di non aver letto nemmeno la documentazione. La proroga per il trasferimento dei rifiuti genera da una richiesta avanzata dall’AMA SpA, municipalizzata del Comune di Roma guidato dalla sua amica Virginia Raggi”.

É l’affondo del Sottosegretario regionale Mario Mazzocca all’indirizzo della consigliera del M5S Sara Marcozzi in merito alla questione deell’emergenza rifiuti a Roma, aggravata dall’incendio nella struttura di AMA avvenuto nei gironi scorsi.

“In merito all’ennesima emergenza rifiuti romana di questi giorni e alla manifestata esigenza di prorogare per l’anno 2019 l’accordo interregionale inerente il trasferimento dei rifiuti urbani residui della Capitale”, rimarca l’assessore Mazzocca, “occorre ribadire alcuni concetti già espressi dal Presidente Vicario Giovanni Lolli: la Regione Abruzzo è disposta al massimo al trattamento e non di certo allo smaltimento, anche perché non era assolutamente prevista l’ipotesi di rinnovare l’accordo dopo il 31 dicembre di questo anno, e comunque non prima dell’esito di un doveroso e meticoloso approfondimento tecnico che gli uffici hanno responsabilmente avviato per tempo nonostante la richiesta del Comune di Roma latiti ancora.

Il metodo dello scaricabarile non convince più nessuno ma questo la consigliera Marcozzi non può comprenderlo. Troppo facile girare tra le trasmissioni televisive nazionali additando responsabilità a tutti fuorché alla propria compagine. Studi piuttosto le carte, ogni tanto!

Anzi, inizino a farlo tutti i grillini, soprattutto tale Ranieri, perfetto bello addormentato nel sottobosco della Casaleggio Associati, a cui consiglio vivamente di cambiare il proprio alchimista di fiducia e alla svelta, visto che si avvicinano le elezioni europee. Un consigliere regionale che non conosce la distinzione tra capoluogo e capitale meriterebbe di ripetere la quarta elementare. Figuriamoci se può essere in grado di interpretare un documento o una delibera! Figuriamoci se può intendere, dalla sola lettura di dati inconfutabili, come l’Abruzzo abbia registrato un +16% di Raccolta Differenziata in soli 4 anni: oggi, infatti, siamo al 62% (superando le Marche ed avvicinandoci all’Emilia Romagna), un risultato impensabile nel 2014 quando il dato regionale era fermo al 46%.

Dati che, a quanto vediamo, non sono solo i grillini ad ignorare. Purtroppo la castroneria a buon mercato non si limita ai recinti del “Mò Vi Mento” ma invade anche i meandri del centro-destra. Sì, perché ci vuole davvero coraggio, per non dire altro, per sostenere le elucubrazioni esternate dal consigliere Sospiri, il quale sembra essere sceso da Marte dimostrando di non conoscere minimamente le tematiche della gestione rifiuti e dell’impiantistica Pubblica. Occorre ricordare, infine, che Sospiri era nella maggioranza di Chiodi e quindi è anche responsabile di pesantissime eredità del passato; nello specifico mi riferisco a ben tre procedure di infrazione: la n.2003/2077 (per la bellezza di n.391 siti abusivi da bonificare), la n.2011/2215 (in materia di mancato adeguamento di una cinquantina di vecchie discariche alla direttiva europea) e la n.2015/2165 (a causa del mancato adeguamento del Piano Rifiuti entro il 2013). L’incessante attività del nostro impegno istituzionale, invece, ci sta permettendo di superare le relative ed annose sanzioni milionarie”.

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Politica

Un milione e 200mila euro per la messa in sicurezza del municipio di Tagliacozzo

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L’edificio avrà finalità strategica ai fini di protezione civile

Tagliacozzo – La sicurezza dei cittadini, al primo posto nelle cure di ogni ogni Amministrazione, specialmente per i nostri territori bellissimi ma estremamente fragili, passa anche per il miglioramento antisismico degli edifici comunali che dovranno servire, in caso di necessità, come centri strategici di coordinamento.

Un milione e 200mila euro è la somma messa a disposizione dalla Giunta regionale, con delibera 879/2018, a seguito di un intenso lavoro dell’Assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Berardinetti, per la messa in sicurezza dell’edificio del Comune di Tagliacozzo.

Ieri, 14 dicembre a L’Aquila, ha avuto luogo la riunione operativa per illustrare il disciplinare di attuazione. All’incontro, oltre all’Assessore Berardinetti e all’Ing. Maria Basi della Regione Abruzzo, hanno partecipato amministratori e tecnici dei comuni di Casoli, Giulianova e Tornimparte. Per Tagliacozzo erano presenti il Sindaco Vincenzo Giovagnorio e l’Ing. Roberta Marcelli, Dirigente dell’Ufficio Tecnico.

Una volta ultimati tutti i lavori di messa in sicurezza dell’antico edificio, che un tempo era il convento dei frati domenicani adiacente alla Chiesa dell’Annunziata, il municipio di Tagliacozzo avrà tutte le carte in regola per essere edificio con funzioni strategiche ai fini di protezione civile. Nella struttura sarà presente una sala operativa e sarà sede del C.O.M. (centro operativo misto intercomunale). In caso di gravi necessità quindi, il Prefetto attiverà tutte le procedure di emergenza e gli interventi, anche per i comuni limitrofi, saranno coordinati da Tagliacozzo.

Un finanziamento rilevante quindi destinato ad un indispensabile progetto di sicurezza che va ad aggiungersi ad altri importanti opere avviate dall’Amministrazione Giovagnorio quali il Campus Scolastico, il restauro del Palazzo Ducale, attuate in sinergia con la Regione Abruzzo, e la riqualificazione dello Stadio “Luca Poggi” in località Sant’Onofrio.

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Attualità

Protezione dell’orso marsicano, volano gli stracci. Dal basso Lazio la rivolta contro il Piano

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Marsica – Una levata di scudi contro il PATOM dal basso Lazio: raccolta firme e pubblica assemblea, con la partecipazione del sindaco di Picinisco, Marco Scappaticci, e del sindaco Riccardo Frattaroli, sindaco di Settefrati, con altri amministratori del territorio e il comitato “Terra Nostra”, presieduto da Franco Frisone che ai microfoni della testata laziale TG24.Info ha spiegato come “A quanto sembra dagli studiosi si stia estinguendo e siamo preoccupati da questa estinzione dell’orso, ma siamo molto preoccupati soprattutto per i vincoli che ci verranno apposti nel nostro territorio con questo progetto, non comprenderanno solo la caccia ma anche zootecnia, edilizia, tutte le attività artigiane e ricettive che sono in questo territorio”. Insomma, per i vicini laziali, l’orso marsicano andasse a non estinguersi altrove, altrimenti, come specifica il sindaco Scappaticci, “Altri vincoli andrebbero a impoverire ancora di più le nostre piccole comunità montane”.

Alla rivolta risponde il Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise. “In riferimento alle manifestazioni di contrarietà rivolte, in maniera del tutto strumentale, al PATOM (Piano d’Azione nazionale per la tutela dell’Orso bruno Marsicano) che hanno avuto luogo nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e alle dichiarazioni del vice presidente, oggetto di polemiche e richiesta di dimissioni, il consiglio direttivo del Parco, all’unanimità, ha approvato il documento seguente.

Il PATOM è il principale protocollo per la definizione delle strategie di conservazione dell’Orso marsicano e rappresenta il documento programmatico di riferimento per il consiglio direttivo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che svolge la propria azione di organo di gestione dell’area protetta, finalizzata alla conservazione della specie. La sua redazione si è basata sulle migliori e più aggiornate conoscenze scientifiche e su un processo di ampia partecipazione per la definizione degli obiettivi, dei metodi e delle azioni necessarie a garantire un migliore stato di conservazione dell’Orso marsicano in tutto l’Appennino centrale.

Il PATOM è stato sottoscritto, già a partire dal 2006, da numerosi Enti (Ministero dell’Ambiente, Regioni, Province, Aree protette, ISPRA, Carabinieri Forestali), Università e organizzazioni non governative, che hanno sentito la necessità, condivisa, di intervenire in modo coordinato sul territorio, per il raggiungimento del comune obiettivo di tutela della specie.

Ogni indirizzo e decisione di questo Consiglio, rispetto alla gestione dell’Orso marsicano, si inserisce nelle linee di pianificazione individuate dal PATOM e dalle normative per la gestione della fauna. La tutela della popolazione residua di Orso marsicano, sottospecie unica al mondo, dallo straordinario valore conservazionistico, ecologico e simbolico, rappresenta una priorità nell’indirizzo di gestione ed è responsabilmente condivisa da tutti i membri del Consiglio.

L’iniziativa contro il PATOM, svoltasi nel Comune di Picinisco, è puramente strumentale e finalizzata evidentemente ad altri obiettivi, come quello di evitare qualsiasi controllo sull’attività dell’Azienda faunistica venatoria.

Quali limitazioni a zootecnia, selvicoltura, raccolta funghi, turismo montano, attività edilizie o artigianali, i territori hanno subito da quando il PATOM è in vigore? Quali sindaci hanno dovuto vietare in nome del PATOM queste attività?

Creare cortine fumogene per non affrontare i problemi non aiuta le comunità locali a difendere i propri interessi, come dimostrano le decisioni dei giudici amministrativi di questi ultimi 2 mesi sulla caccia in Zona di Protezione Esterna. Continuare ad attardarsi a rimettere in discussione la legittimità degli atti e l’autorità del Parco e del suo servizio di sorveglianza risponde ad interessi che non sono quelli dei cittadini che vivono nel Parco.

Una delle attività che nel territorio deve trovare una nuova e più efficace programmazione è sicuramente quella venatoria, ma per essa servono strumenti normativi, come l’istituzione dell’area contigua, che attende di vedere la luce dall’emanazione della Legge Quadro sulle Aree Protette. Nell’area contigua, l’attività venatoria viene esercitata dai cacciatori residenti e, dunque, per essi non si determina alcuna restrizione.

L’Ente Parco non si è mai sottratto all’ascolto e al dialogo con i territori e si mette a disposizione per incontrare e spiegare pubblicamente le decisioni gestionali intraprese, nella consapevolezza che un confronto costruttivo interessa la maggioranza dei cittadini. Pertanto, la chiarezza e correttezza sul PATOM, evitando messaggi non corretti, è utile a tutti.

Ancora una volta, i documenti, le norme, le indicazioni, hanno senso se trovano concretezza in chi li vede come un’opportunità di crescita e di confronto ed è disposto a raccogliere la sfida di rendere il territorio appenninico un modello di gestione delle aree protette.”

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