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La Uil Fpl rompe gli indugi: “D’Alfonso nomini immediatamente il Direttore Generale della Asl 1”

“La più grande azienda pubblica d’Abruzzo bloccata da uno stucchevole e improduttivo ‘balletto’: il governatore D’Alfonso rompa gli indugi e nomini immediatamente il nuovo direttore generale della Asl 1”. Così la Uil Fpl, forte del ruolo di sindacato largamente più rappresentativo dell’azienda sanitaria, affinché i vertici regionali diano un risolutivo colpo d’acceleratore alla nomina del futuro Manager Asl. “Un ‘transatlantico’ come la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, deputato alla tutela della salute di tutta la provincia di L’Aquila – afferma la Uil Fpl – è da troppo tempo senza timoniere e rischia di andare alla deriva, danneggiando la salute di migliaia di cittadini e lo stesso personale, costretto a navigare a vista”.

“A differenza di coloro che sono intervenuti finora – proseguono rispettivamente Giuseppe De Angelis Segretario Regionale della Uil Fpl e Antonio Ginnetti della Segreteria Regionale Uil Fpl – noi non  poniamo paletti né diamo indicazioni, che sia al di fuori della Asl o all’interno di essa, medico o con diverso profilo, quello che ci preme, nell’interesse di utenti e lavoratori, è che si nomini al più presto un manager tra coloro che hanno tutte le carte in regola sul piano formale e della capacità gestionale. Ci attendono scelte strategiche importantissime come l’attuazione del Decreto 70/2015 che riguarda il futuro dei servizi del territorio, il destino di Ospedali e reparti, la ridistribuzione del personale e l’offerta dei servizi che interessa piccoli e grandi comuni”.

“A questo quadro, già di per sé molto delicato, si aggiunge come questione urgente che sta mettendo in ginocchio molti reparti ospedalieri, la Direttiva della Comunità Europea sui riposi obbligatori del personale che lascia scoperti molti turni in corsia – proseguono De Angelis e Ginnetti – vi sono situazioni drammatiche in tutti gli ospedali, che rischiano di deflagrare con effetti devastanti su operatori sanitari e degenti, come la situazione di un solo infermiere in servizio in reparti cruciali per l’assistenza. A questo punto – concludono – come si fa a tutelare il diritto alla salute in questo impasse?”.

 

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