Cronaca e Giudiziaria

La sua solita “protesta”

Ieri mattina il sig. Tatangelo Giuseppe ha messo in scena la sua solita “protesta”. Questa volta a Pescara sotto casa del Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ha accusato, in un cartello, di voler far scomparire gli allevatori dal Parco. Anche se siamo abituati alle ricorrenti proteste del Tatangelo, il quale, non a caso, ha ricevuto un provvedimento amministrativo dell’autorità che gli impedisce di mettere piede a Pescasseroli, la vicenda non può essere derubricata a episodio folcloristico e merita di essere chiarita.

1. Nessuno nel Parco vuole far scomparire gli allevatori, tanto è vero che la maggior parte di essi sa bene che grazie alla presenza del Parco riesce ad avere i rimborsi per danni da fauna selvatica con certezza e celerità, al contrario di quanto accade nei territori fuori Parco;

2. Il Parco ha un sereno rapporto con la maggior parte degli allevatori con i quali esiste un confronto continuo;

3. Gli allevatori rispettosi delle regole sono benvenuti nel Parco, perché aiutano l’Ente a presidiare il territorio e a realizzare attività compatibili con la conservazione in tutte le aree nelle quali è possibile;

4. Il Sig. Tatangelo Giuseppe non è tecnicamente un allevatore del Parco in quanto l’attività della Sig.ra Silo Fiorella, intestataria dell’allevamento, si svolge al di fuori del territorio del Parco;

5. Le predazioni da fauna selvatica denunciate dall’allevamento della Sig.ra Silo Fiorella si riferiscono tutte ai Comuni di Trasacco, Ortucchio e Collelongo che, notoriamente, non sono nel Parco d’Abruzzo ma hanno parte del territorio in Zona di Protezione esterna;

6. Il Presidente del Parco, qualche tempo dopo il suo insediamento, ha incontrato il sig. Tatangelo impegnandosi a garantire i pagamenti degli indennizzi per i quali la sig.ra Silo Fiorella, a norma del regolamento, aveva diritto;

7. La sig.ra Silo Fiorella ha ricevuto come indennizzo per danni da Lupo e da Orso accertati nella zona di protezione esterna del Parco la somma di euro 13.200,00 nell’anno 2012, la somma di euro 12.300,00 nell’anno 2013 e oltre 10.000,00 nell’anno 2014 non ancora concluso;

8. I mancati risarcimenti lamentati dal Tatangelo si riferiscono a predazioni avvenute fuori della zona di protezione esterna, a predazioni in territori nei quali, in assenza di una regolare autorizzazione, il pascolo è da considerarsi abusivo e, infine, a presunte predazioni da lupo e da orso che il personale del Parco non ritiene tali.

Al di là dei chiarimenti nel merito, dai quali come Ente pubblico non possiamo esimerci, ritengo gravissimo – afferma Antonio Carrara, Presidente del Parco – che in un paese civile funzionari pubblici, che provano a fare solo il proprio dovere, ricevano pressioni nella sfera delle proprie abitazioni con comportamenti che assumono il carattere dell’intimidazione, minando la serenità e la tranquillità di contesti familiari. Tra le tante forme di tutela dei cittadini non è prevista la pressione e l’intimidazione dei funzionari pubblici che devono poter svolgere il proprio lavoro in tranquillità e coscienza. Mi aspetto che il prefetto e le forze dell’ordine intervengano per evitare che si ripetano simili episodi.

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