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Abruzzo

La società Santa Croce contro il Comune di Canistro: “L’Amministrazione pensa la cosa pubblica come cosa sua”

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La società Santa Croce ha diffidato il Comune di Canistro ad interrompere immediatamente i lavori di realizzazione di una condotta idrica all’interno del perimetro della sua concessione mineraria “Fiuggino”, in località Cotardo, ritenendo illegittimo l’intervento oltre al fatto che si corre “il rischio, concreto, di interferire e danneggiare le opere di pertinenza della stessa concessione mineraria con grave pregiudizio per la società e per la Regione Abruzzo”.

Con un’istanza di accesso agli atti inviata poi al Comune, e segnalata alla Corte dei conti, ha chiesto di avere copia di ogni comunicazione, provvedimento e documento inerente l’affidamento dei lavori, considerando che non vi è traccia della commessa sull’Albo pretorio on line del Comune.

A renderlo noto è la società dell’imprenditore molisano Camillo Colella, ex concessionario delle sorgenti di acqua minerale Sant’Antonio Sponga di Canistro, 100 alla revoca avvenuta due anni fa da parte della Regione Abruzzo, a cui sta facendo seguito un serrato durissimo contenzioso legale.

Sono stati diffidati anche il Consorzio acquedottistico marsicano (Cam) e l’Ato 2 Marsicano, al fine “di interdire la realizzazione di qualsivoglia opera acquedottistica”, e l’Inail, per “accertare il rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Nell’ambito della stessa vicenda, la Santa Croce ha già presentato un ricorso al Tar in cui si chiede l’annullamento dell’ordinanza del Comune di Canistro con la quale si preclude l’accesso da parte di terzi alla vasca di calma di località Capranica, di proprietà della stessa Santa Croce, e della delibera che autorizza appunto la realizzazione di un acquedotto per continuare ad alimentare abusivamente, con l’acqua minerale proveniente dalla sorgente Sant’Antonio Sponga, la clinica Ini e alcune abitazioni, tra le quali quella del sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo.

Il contenzioso nasce intorno alla vicenda della vasca di calma, collocata tra le sorgenti Sant’Antonio Sponga e lo stabilimento della Santa Croce, di cui la società di Colella al termine di una lunga controversia giudiziaria aveva ripreso il possesso, a seguito della decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano (L’Aquila), Anna Carla Mastelli, che ha disposto l’immediata restituzione delle chiavi che erano state consegnate in affidamento momentaneo all’allora responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Canistro, Massimo Iafolla. Al tecnico erano state consegnate al termine di una ispezione della Regione, anche quelle ritenute illegittime dai giudici.

Il ricorso al Tar è stato presentato in risposta agli atti notificati dal Comune di Canistro nei confronti della società, “con il sindaco Di Paolo intervenuto con la requisizione di un bene della società”.

Le attuali diffide riguardano inoltre la risorsa idrica che dovrebbe transitare dalla  condotta e coinvolgono ancora una volta la Regione, chiamata “a definire le caratteristiche dell’acqua proveniente dalla Fonte Cipollone, il Genio Civile e la Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona, ciascuna per la sua competenza ad impedire eventualmente l’utilizzo di quell’acqua da parte del Comune di Canistro, in assenza dei pareri igienici e sanitari”.

“Siamo alle solite – spiega Colella – il Comune di Canistro con in testa il sindaco Di Paolo pensa che la cosa pubblica sia cosa loro e decidono di fare, senza procedure e senza rispettare la legge, un acquedotto che rischia di invadere e danneggiare la mia concessione. Tutto questo ancora una volta ledendo gli interessi della Santa Croce, da anni al centro di vessazioni da parte dello stesso Comune e della Regione Abruzzo, in particolare della dirigente al ramo Iris Flacco, e del vice presidente con delega alle attività produttive Giovanni Lolli. Ma noi non ci arrendiamo, sono certo che le Autorità interverranno nei confronti del Comune di Canistro perché non è concepibile che si realizzi una condotta per usare dell’acqua minerale senza una concessione ed in assenza dei pareri igienici e sanitari: la Regione Abruzzo ed il Comune di Canistro fanno finta di non capire che la Santa Croce è realmente disposta a riaprire i battenti garantendo occupazione e benessere al territorio”,  conclude il patron della Santa Croce.

La Santa Croce ha ricominciato nel febbraio scorso ad imbottigliare nello stabilimento di proprietà a Canistro, attivando la captazione di acqua minerale nella più piccola sorgente “Fiuggino”, tornata nella disponibilità della società dopo il contenzioso vinto al Tribunale amministrativo regionale contro la Regione Abruzzo che ne aveva revocato anche in questo caso la concessione.

Le opere ritenute “illegittime” su questo sito, viene spiegato nella diffida, sono rappresentate da uno scavo con posizionamento di una tubazione in p.v.c, effettuato dalla ditta individuale Petricca Ermanno.

I lavori sono stati avviati, con l’impiego anche di mezzi meccanici, nelle giornate di sabato 21 aprile e domenica 22 aprile scorsi e interessano aree prossime e contigue alle opere di adduzione che partono dall’impianto di presa della sorgente Fiuggino.

I lavori riguarderebbero, “la realizzazione di un acquedotto comunale per l’erogazione di acqua ad uso potabile ed alimentare proveniente da fonte Piana Cipollone”.

La Santa Croce sottolinea che il Comune di Canistro “aveva riconosciuto che le attività che la legge consente all’amministrazione comunale all’interno del perimetro della concessione mineraria sarebbero dovute avvenire d’intesa con il titolare della concessione”.

Il Comune di Canistro, ricorda la Santa Croce, non ha però mai comunicato alla società la consistenza dei lavori né trasmesso il relativo progetto. Non è stata nemmeno apposta alcuna cartellonistica di cantiere e par tale ragione non è dato conoscere il nominativo del direttore dei lavori e del responsabile della sicurezza.

La Santa Croce diffida pertanto il Comune, non solo ad interrompere i lavori, ma anche a trasmettere il progetto definitivo ed esecutivo degli scavi ed interventi previsti, con i relativi provvedimenti abilitativi.

Nella richiesta di accesso agli atti al Comune di Canistro, si contesta invece la mancata pubblicità, sull’albo pretorio on-line, di ogni comunicazione, provvedimento e documento inerente l’affidamento dei lavori. Dell’opera non c’è traccia nemmeno nel Programma triennale dei lavori pubblici, e nell’elenco annuale dei lavori.

La Santa Croce fa dunque richiesta degli atti e documenti relativi all’iter di affidamento dei lavori e al contratto d’appalto stipulato con l’impresa affidataria.

Nella diffida viene ricordato che il responsabile del servizio Finanziario del Comune ha espresso “parere favorevole” all’intervento, con l’inciso che “al momento non riveste aspetto contabile”. Dunque conclude la Santa Croce, “appare doveroso invitare e diffidare l’amministrazione comunale a non liquidare alcuna spesa in favore della ditta incaricata e, tantomeno, ad ordinarne il pagamento”.

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LFoundry: il percorso annunciato a ottobre 2018 sta prendendo forma e sostanza

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Avezzano (AQ), 22 marzo 2019 – Con l’obiettivo primario di mantenere inalterati i livelli occupazionali, l’azienda sta continuando ad avere la necessità di gestire un periodo di transizione in cui si rende necessaria una riduzione dell’orario di lavoro per tutti i dipendenti. Come noto, in questi mesi abbiamo applicato una percentuale di riduzione dell’orario di lavoro di circa il 20%, secondo l’accordo firmato da azienda e sindacato a ottobre 2018.

Nel mese di aprile 2019 accadrà ciò che era inizialmente previsto per dicembre 2018 e che fu annunciato con la firma del sopracitato accordo. Con grande ottimismo per il futuro e consapevoli della necessità assoluta di dover cambiare e di dover intraprendere questa strada, l’azienda comunica l’avvio della fase acuta di implementazione del progetto MES, un’attività vitale per l’organizzazione poiché, come tutti ormai sanno, riguarda l’introduzione di un nuovo software di gestione della produzione che renderà LFoundry definitivamente autonoma nei sistemi gestionali rispetto alla precedente controllante, Micron Technology.

Il rovescio della medaglia è che tale situazione di transizione dovuta al progetto MES comporterà un forte rallentamento delle attività produttive. In questo periodo verrà massimizzata l’assenza dal lavoro dei dipendenti con esclusione di coloro espressamente dedicati alle attività MES, salvaguardando, allo stesso tempo, l’operatività aziendale prima di tutto da un punto di vista di sicurezza degli impianti.

Non ignoriamo il fatto che questo periodo sarà di forte impatto per tutti. Un periodo duro, difficile, che ancora una volta richiederà sacrifici per tutti i dipendenti, ulteriormente aggravato da una ormai forte crisi del mercato delle automobili in Cina che sta registrando perdite consistenti: -13,8% di vendite solo a febbraio 2019, l’ottavo mese di fila al ribasso secondo la China Association of Automobile Manufacturer (Fonte: La Repubblica).
Tale condizione di calo del mercato automobilistico in Cina sta ovviamente e inevitabilmente determinando un calo di domanda di sensori ottici per LFoundry e per tutte le aziende al mondo che operano nello stesso settore. Attualmente l’impatto ci viene riportato anche dai nostri clienti del settore.

D’altro lato stiamo lavorando su piani futuri verificando potenziali possibilità di sviluppo del sito con nuovi partner. Ci sono trattative in corso di cui, per ovvi motivi, non è possibile ancora parlare. Contiamo di poter concludere l’attività entro poche settimane. Il lavoro che si sta facendo vuole consentire di rilanciare nel medio-lungo termine la competitività dell’azienda e tornare, quindi, a offrire crescita e sviluppo sul territorio.

La strada è ancora in salita, ci aspetta un duro periodo nel breve termine, ma cominciamo ad intravedere possibilità di nuovo sviluppo futuro.

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FINANZIAMENTO AL TERRORISMO IN ABRUZZO: PERQUISIZIONI IN CORSO SU SOGGETTI DI ORIGINE TUNISINA

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Nell’ambito di una complessa indagine coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila, in data odierna sono state disposte ed eseguite numerose attività di perquisizione nei confronti di oltre 20 soggetti di origine tunisina, da anni stabilitisi in Italia, per l’accertamento di responsabilità in ordine alla commissione di vari reati con finalità di terrorismo. Le attività di perquisizione sono state delegate per l’esecuzione ai carabinieri del R.O.S. e ai finanzieri del G.I.C.O. di L’Aquila, che hanno anche curato congiuntamente le fasi investigative. Le attività di perquisizione, oltre che in Abruzzo, hanno interessato anche le città di Torino, Milano e la provincia di Ascoli Piceno. Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria, posta in essere per raccogliere ingenti disponibilità di denaro potenzialmente da destinare anche al finanziamento di attività riconducibile al movimento radicale islamico “Al-Nusra”. In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a soggetti di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società. Le illecite disponibilità finanziarie sarebbero state successivamente “riciclate”, mediante l’acquisto di beni immobili e l’investimento in altre attività imprenditoriali, nonché destinate al finanziamento di gruppi radicali di ispirazione islamica insediati all’estero. Le attività di polizia giudiziaria eseguite oggi sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Torino, Milano, Ascoli Piceno e Teramo e anche grazie all’azione di coordinamento assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza

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POLIZIA DI STATO: OPERAZIONE “FARE CENTRO” DURO COLPO AL TRAFFICO DI STUPEFACENTI.

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Ieri mattina, personale della Squadra Mobile di L’Aquila, al termine di una complessa e articolata attività investigativa, ha eseguito sette, delle nove, ordinanze di custodia cautelare disposte dal GIP del Tribunale di L’Aquila, Dr. Giuseppe Romano GARGARELLA, nei confronti di sei uomini ed una donna, indagati per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, R. K., 32enne di nazionalità albanese, e M. M., 46enne di nazionalità italiana, sono stati destinatari della misura cautelare della custodia in carcere, mentre sono stati posti agli arresti domiciliari S. O., 28enne, R. S., 25enne, e H. E., 40enne, tutti cittadini albanesi, S. D., 30enne romena, e S.T. , 50enne macedone.
Sono in corso le ricerche di altri due indagati, un 27enne romeno e un 32enne albanese, destinatari, rispettivamente, della custodia cautelare in carcere e di quella degli arresti domiciliari.
Sei di loro dovranno rispondere del delitto di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, gli altri tre delle varie cessioni dello stupefacente.
Le indagini, durate circa un anno, sono iniziate nell’estate del 2017, allorquando nel corso dei continui servizi di osservazione effettuati dagli operatori della Sezione Antidroga è stato notato un anomalo via vai di persone nei pressi di un’abitazione della centrale Via del Guasto.
Gli investigatori, approfondendo il fenomeno, hanno capito che, all’interno e nei pressi dello stabile, avvenivano numerose cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
Le attività investigative, coordinate dal P.M., dr. David MANCINI della DDA di L’Aquila e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, hanno permesso di documentare, anche attraverso l’utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, una fiorente attività di spaccio di cocaina.
I clienti, dopo aver preso accordi telefonici con gli indagati, utilizzando anche whatsapp, entravano nell’abitazione e ricevevano la cocaina pattuita: il prezzo di ogni singola dose (mezzo grammo) era di circa 50 euro.
In alcuni casi, per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine, alcuni clienti consumavano la droga direttamente nell’abitazione.
Le articolate attività operative hanno consentito, inoltre, di dimostrare l’esistenza di una vera e propria associazione, di cui facevano parte alcuni degli indagati, costituita allo scopo di reperire e poi vendere al dettaglio la cocaina, evidenziando i singoli ruoli degli appartenenti all’associazione criminale.
Lo spaccio avveniva, principalmente, nell’abitazione di Via del Guasto, luogo scelto dai malviventi perché vicino ai locali di intrattenimento della città; in alcuni casi è stata documentata la cessione di droga anche in altri luoghi cittadini,
Già ai primi stadi delle indagini, R.K e T.M. , uno dei soggetti al momento irreperibile, sono stati arrestati in flagranza di reato, con conseguente sequestro di circa 450 gr. di cocaina.
La puntuale e analitica ricostruzione degli episodi di spaccio, l’individuazione del modus operandi e dei “compiti” che ogni appartenente all’organizzazione svolgeva, hanno consentito alla Squadra Mobile di prospettare alla Procura della Repubblica un solido quadro probatorio circa le responsabilità degli indagati e hanno così permesso all’Autorità Giudiziaria di disporre i provvedimenti cautelari oggi eseguiti dalla Polizia di Stato.

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FESTA DEL PAPÀ : QUANDO LA LEGGE NEGA L’ESSERE PADRE

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Ci sono padri straordinariamente felici di essere padri e di fare da padri. Perché è l’esperienza più bella della loro vita. Perché il figlio è, la loro vita. Perché crescere, educare, giocare, gioire col proprio cucciolo nutre il cuore, la mente, l’anima.

Ci sono madri (non tutte chiaramente) che negano ai padri questo diritto. Negandogli così di vivere.

Ci sono padri che passano notti e settimane insonni; che subiscono: alienazioni genitoriali, telefonate interrotte con il figlio, figli manipolati, menzogne inculcate nel figlio e parole infamanti; assistono ad: accordi violati, aggressioni al patrimonio; vivono improvvisi sospetti imprevisti del figlio. Padri che vivono il figlio come un ostaggio, vile merce di scambio, corpo contundente, strumento di vendetta; arma non convenzionale. Ci sono padri che non vivono più serenamente, che non lavorano più serenamente, che non gioiscono più, che non riescono più ad immaginare il proprio futuro. Ci sono padri che si impoveriscono, aggrediti patrimonialmente. Che finiscono a fare la coda dai padri gesuiti o dormono in auto. Che hanno sconvolgimenti esistenziali non più riparabili, destinati a restare come inchiostro d’odio su candida seta. Ci sono padri negati.

Uno dei maggiori drammi della società moderna, nella quale una coppia su due è destinata a separarsi, riguarda i padri che si “separano”, ai quali si oppongono le madri con “violenza” negando loro l’esercizio della condivisione genitoriale nella crescita del figlio. La letteratura spiega che in una “separazione” (in un matrimonio o in una convivenza more uxorio) le donne tendono spesso a usare il figlio come arma e i padri invece strumentalizzano il mantenimento.

Diventa dunque essenziale il ruolo del giudice e degli avvocati che assistono le parti.

Occorre infatti che la legge venga applicata con equilibrio, saggezza e responsabilità, dai giudici minorili e che gli avvocati che assistono i genitori in tale delicato conflitto siano innanzitutto competenti, esperti e responsabili. Ho invece conosciuto tanti cialtroni che danneggiano le parti e soprattutto l’interesse dei minori arrecando danni irreparabili. Tali incompetenti andrebbero sanzionati con la radiazione o l’espulsione.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) esercita nello spirito della realizzazione del migliore interesse del minore e ha giurisdizione penale, civile e amministrativa. E’ organo specializzato della giustizia, composto da quattro giudici (due togati e due onorari). In Italia ci sono 29 tribunali minorili, con 782 magistrati, dei quali circa 600 sono onorari. La selezione dei giudici andrebbe fatta col massimo rigore possibile poiché gestiscono situazioni di straordinaria importanza.

La competenza in materia civile non è esclusiva (concorrente con il tribunale ordinario e e il giudice tutelare) ma di assoluto rilievo, decidendo anche in tal senso: interventi a tutela dei minori i cui genitori non adempiono in modo adeguato o affatto ai doveri verso i figli (art. 147 cod. civ.); può limitare l’esercizio della potestà genitoriale, attivando l’intervento dei servizi socio-sanitari (art. 333 cod. civ.); può allontanare il minore dalla casa familiare (artt. 330, 333 e 336 cod. civ.); può dichiarare i genitori decaduti dalla potestà sui figli (art. 330 cod. civ.); può dichiarare lo stato di adottabilità del minore; regola l’affidamento dei figli di genitori non sposati, che hanno cessato la convivenza e che sono in situazione di conflitto rispetto all’esercizio della potestà genitoriale (art. 317 bis cod. civ.).

Ricordiamoci dunque che dove c’è un padre negato, c’è sempre un bambino negato.

STORIA DELLA FESTA DEL PAPÀ

La Festa del papà è celebrata in tutto il mondo, anche se in date differenti, e la tradizione vuole che i figli festeggino i papà con regali e biglietti pieni di sentimento. La storia di questa festa è piuttosto recente e risale precisamente al 5 luglio del 1908, giorno in cui venne festeggiata per la prima volta nella città di Fairmont, in Virginia Occidentale, presso la chiesa metodista locale in commemorazione della morte di oltre 360 uomini, 250 dei quali padri di famiglia, nel disastro di Monongah, la più grave sciagura mineraria degli Stati Uniti.

Successivamente, per la precisione il 19 giugno del 1910 a Spokane nello Stato di Washington, la Signora Sonora Smart Dodd, all’oscuro della celebrazione avvenuta a Fairmont e ispirata da un sermone ascoltato in chiesa per la festa della mamma del 1909, organizzò la prima festa del papà così come la conosciamo oggi e fece in modo che la ricorrenza venisse ufficializzata. Ancora oggi infatti diversi Paesi seguono la tradizione statunitense e festeggiano i propri papà la terza domenica di giugno. Nei Paesi cattolici invece, proprio come l’Italia, questa festa viene legata al giorno di San Giuseppe e celebrata quindi il 19 marzo.

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CHIUSURA TRIBUNALI. IL VICE PRESIDENTE SANTANGELO AL SIT-IN DI VASTO: “SONO ALTRE LE SPESE CHE LO STATO DEVE TAGLIARE” 

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(ACRA) – L’Aquila, 18 marzo – Oggi il vicepresidente vicario del Consiglio regionale Roberto Santangelo ha partecipato al sit-in di protesta contro la chiusura del Tribunale di Vasto e più in generale anche dei tribunali di Lanciano, Avezzano e Sulmona così come previsto dalla riorganizzazione del Ministero di Giustizia. Nel corso della manifestazione il vicepresidente Roberto Santangelo ha dichiarato “che i funzionari del Ministero non possono attraverso mere statistiche decretare la chiusura dei tribunali che sono presidi di giustizia all’interno del comprensorio dove operano ma bisogna tener conto anche della conformazione dei territori e delle loro peculiarità. Sono altre le spese che lo Stato deve tagliare”. “La Regione Abruzzo sarà vicina ai cittadini in questa giusta battaglia – ha concluso Santangelo – e chiederemo al Ministero di riaprire il tavolo decisionale in quanto, come si evince dall’ultima proroga, la presenza dei tribunali è indispensabile per il terremoto, ma se i tribunali sono utili lo sono sempre”

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CO.RE.COM, GRANDE SUCCESSO PER IL TRUCK DI “UNA VITA DA SOCIAL” 

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(ACRA) – Pescara, 18 marzo – Ha fatto tappa in Abruzzo, a Pescara e Roseto, il truck di Una vita da social, la campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia postale e della comunicazioni per sensibilizzare i giovani sui rischi e pericoli della Rete. Oltre 1.000 ragazzi delle scuole primarie e degli istituti superiori abruzzesi hanno visitato il villaggio della Polizia dove il Co.re.Com Abruzzo ha distribuito i gadget, come gli auricolari per gli smartphone, e i vademecum sul cyber bullismo; sono stati inoltre organizzati incontri formativi rivolti sia agli studenti sia agli insegnanti. “Siamo molto soddisfatti del riscontro che riscuote ogni volta questa iniziativa – ha dichiarato il Presidente del Co.Re.Com Filippo Lucci – che rappresenta senza dubbio un’esperienza davvero molto interessante. Questa due giorni ha confermato il ruolo del Co.Re.Com che resta un punto di riferimento di formazione e prevenzione in tema di corretto uso di internet e nuove tecnologie”. (red/sf)
Nella foto in allegato il Presidente Lucci con il responsabile nazionale Marco Valerio Cervellini e il responsabile Abruzzo Elisabetta Narciso

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SINDACI E AMMINISTRATORI DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA AL FIANCO DI PIERLUIGI BIONDI

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Pieno supporto al Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.

L’impegno di Pierluigi Biondi sulla questione del riequilibrio delle aree
interne, il rilancio della sanità nelle zone più disagiate e il fatto che
L’Aquila dopo anni di isolamento abbia ripreso a dialogare con tutte le
realtà del territorio provinciale, ci portano ad esprimergli la nostra
vicinanza politica e umana.

Le sue dimissioni siano monito per il governo nazionale, affinché vengano
stanziate nel più beve tempo possibile le risorse necessarie per il
riequilibrio del bilancio del Comune capoluogo di regione, così come
accaduto per gli altri centri del cratere colpiti dal sisma del 2009. Fondi
necessari per non tagliare servizi e aumentare le tasse ai cittadini.

Al contempo invitiamo le forze del centrodestra aquilano a rinsaldare
l’unità d’intenti, che ha consentito di vincere le elezioni amministrative
del 2017 e le regionali del 10 febbraio scorso.

Auspichiamo che Pierluigi Biondi riconsideri la sua posizione: un gesto che
non sarebbe una marcia indietro quanto, piuttosto, il segnale per
continuare a guardare avanti e completare il disegno delineato in quasi due
anni di amministrazione a sua guida, durante i quali già molto si è fatto
anche per il rilancio delle aree interne abruzzesi e il riequilibrio con le
zone costiere.

Per queste ragioni confidiamo che il sindaco Biondi torni al più presto
alla guida della nostra città-territorio.

FIRMATO:

*Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia
dell’Aquila; Vincenzo Calvisi e Pierluigi Del Signore, consiglieri della
Provincia dell’Aquila; Settimio Santilli, sindaco di Celano; Antonella
Buffone, sindaco di Balsorano; Paolo Federico, sindaco di Navelli; Enzo Di
Natale, sindaco di Aielli; Vincenzo Giovagnorio, sindaco di Tagliacozzo;
Mariangela Amiconi, sindaco di Magliano dei Marsi; Antonio
Paraninfi, sindaco di Oricola; Sara Cicchinelli, sindaco di Civita
d’Antino; Ivo Cassiani, sindaco di Caporciano; Antonio Silveri, sindaco di
Ofena; Gianfranco Sirolli, sindaco di San Benedetto in Perillis; Domenico
Nardis, sindaco di Villa Sant’Angelo; Giovanni Berardinangeli, sindaco
di Sant’Eusanio Forconese; Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale;
Giuseppe Lo Stracco, sindaco di Bugnara; Sandro Ciacchi, vice sindaco di
Gagliano Aterno; Domenico Di Cesare, sindaco Carapelle Calvisio; Ludovico
Marinacci sindaco di Calascio; Massimo Tomassetti sindaco di Collepietro;
Luigina Antonacci, sindaco di Castelvecchio Calvisio; Fabrizio Boccabella,
sindaco di Fossa; Luigi Fasciani, sindaco di Molina Aterno.*

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