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Cronaca e Giudiziaria

”La SITUAZIONE DETENTIVA dopo il Decreto svuota carceri”, se ne parla anche da noi


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L’ill. Prof. Gabriele Gaudieri, incaricato di “Pedagogia Generale” Dipartimento MeSVA, organizza, insieme alla Dott.ssa Teresa Di Meo e alla Dott.ssa Erika Di Sante, per Sabato 17 Gennaio presso l’Università dell’Aquila P.zzale Salvatore Tommasi-Blocco 11/A- Aula D2.30, un importante Convegno su: “ La SITUAZIONE DETENTIVA dopo il Decreto svuota carceri”. I lavori inizieranno alle ore 9:00 e termineranno alle 18:30. Questi, in sintesi, gli interventi programmati:
Prof.ssa Maria Grazia Cifone Direttrice MeSVA Ore 9:00 – 9:15 Prof.ssa Maria Grazia Cifone : Introduzione ai lavori;
Prof. Gabriele Gaudieri Incaricato di Pedagogia Generale, Dipartimento MeSVA Ore 9:15 – 10:00 Prof. Gabriele Gaudieri: “Le gang giovanili”;
Prof.ssa Teresa Di Meco Pedagogista Ore 14:30 – 15:30 Prof.ssa Teresa Di Meco: Carcere e comunità, la “risocializzazione primaria”;
Dott. Franco Pettinelli Direttore Casa Circondariale di Pescara Ore 12:00 – 13:00 Dott. Franco Pettinelli: Il trattamento rieducativo: progetti e percorsi individualizzati per il reinserimento sociale;
Dott.ssa Fiammetta Trisi Dirigente Amministrazione penitenziaria Abruzzo Ore 10:00 – 12:00 Dott.ssa Fiammetta Trisi: “Detenzione, esecuzione penali e trattamento penitenziario; interventi in attuazione delle raccomandazioni della C.E.D.U.” Dott.ssa Monica Leonzi Psicologo Dott.ssa Monica Leonzi, Dott.ssa Nicoletta Franchi: “Vittima e stalking: percorso di risocializzazione della vittima”;
Dott.ssa Nicoletta Franchi Psicologo.
Maggiori diritti ai detenuti e misure per sfoltire le carceri, come l’ampliamento dell’affidamento in prova o uno “sconto di pena” ulteriore, ad esclusione dei boss, ai più meritevoli: sono queste le principali novità introdotte nel Decreto, convertito poi in Legge dello Stato, lo scorso anno. Ecco cosa è cambiato :
I braccialetti elettronici sono diventati la regola, non più l’eccezione. Con la passata normativa, nel disporre gli arresti domiciliari, il giudice li prescriveva solo se necessari;ora dovrà prescriverli in ogni caso, a meno che (valutato il caso concreto) non ne escluda la necessità. Si rovescia cioè l’onere motivazionale, con l’obiettivo di assicurare un controllo più costante e capillare senza ulteriore aggravio per le forze di polizia.

Piccolo spaccio: l’attenuante di “lieve entità” nel delitto di detenzione e cessione illecita di stupefacenti diventa reato autonomo. Per il piccolo spaccio, in altri termini, niente più bilanciamento delle circostanze, con il rischio (come è oggi) che l’equivalenza con le aggravanti come la recidiva porti a pene sproporzionate. Viene anche meno il divieto di disporre per più di due volte l’affidamento terapeutico al servizio sociale dei condannati tossico/alcool dipendenti. Ai minorenni tossicodipendenti accusati per piccolo spaccio sono applicabili le misure cautelari con invio in comunità.

Affidamento in prova: si spinge fino a 4 anni il limite di pena (anche residua) che consente l’affidamento in prova ai servizi sociali, ma su presupposti più gravosi (periodo di osservazione) rispetto all’ipotesi ordinaria che resta tarata sui 3 anni. Si rafforzano inoltre i poteri d’urgenza del magistrato di sorveglianza.

Liberazione anticipata speciale: in via temporanea (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015) sale da 45 a 75 giorni a semestre la detrazione di pena concessa con la liberazione anticipata. L’ulteriore “sconto”, che comunque non vale in caso di affidamento in prova e detenzione domiciliare, è tuttavia applicato in seguito a valutazione sulla “meritevolezza” del beneficio. Sono in ogni caso esclusi i condannati di mafia o per altri gravi delitti (come omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata, estorsione).

Detenzione domiciliare: acquista carattere permanente la disposizione che consente di scontare presso il domicilio la pena detentiva (anche se parte residua) non superiore a 18 mesi. Restano le esclusioni già previste per i delitti gravi o per altre particolari circostanze (ad esempio, la possibilità di fuga o la tutela della persona offesa).

Espulsione detenuti stranieri: viene ampliato il campo dell`espulsione come misura alternativa alla detenzione. Non solo vi rientra (come è oggi) lo straniero che debba scontare 2 anni di pena, ma anche chi è condannato per un delitto previsto dal testo unico sull’immigrazione purché la pena prevista non sia superiore nel massimo a 2 anni e chi è condannato per rapina o estorsione aggravate. Oltre a meglio delineare i diversi ruoli del direttore del carcere, questore e magistrato di sorveglianza, viene velocizzata già dall’ingresso in carcere la procedura di identificazione per rendere effettiva l`esecuzione dell’espulsione.

Garante dei detenuti: al ministero della Giustizia è istituito il Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Un collegio di tre membri, scelti tra esperti indipendenti, che resteranno in carica per 5 anni non prorogabili. Compito del Garante nazionale è vigilare sul rispetto dei diritti umani nelle carceri e nei Cie. Può liberamente accedere in qualunque struttura, chiedere informazioni e documenti, formulare specifiche raccomandazioni all’amministrazione penitenziaria. Ogni anno il Garante trasmette al Parlamento una relazione sull’attività svolta.

Reclami e diritti: si va dall’ampliamento della platea di destinatari dei reclami in via amministrativa a maggiori garanzie giurisdizionali nel reclamo davanti al giudice contro sanzioni disciplinari o inosservanze che pregiudichino diritti. In particolare, è prevista una procedura specifica a garanzia dell`ottemperanza alle decisioni del magistrato di sorveglianza da parte dell’amministrazione penitenziaria.(di Newsmaker)

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