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Editoriale

La sanita’ fa acqua da tutte le parti! Corsia medica d’emergenza. Il caso di un bambino a cui e’ stato evitato un intervento chirurgico

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Momento difficile per la sanità italiana e quella Abruzzese e Marsicana in particolare, ma non dico nulla di nuovo. La maggior parte dei politici ha fatto man bassa, sia metaforicamente che oggettivamente, di tutto ciò che è patrimonio comune, magnificando ed esaltando le proprie gesta, mentre gradualmente prosciugavano le casse dello stato, a scapito dei tanti servizi a cui ognuno avrebbe avuto diritto, non ultimo quello delle cure mediche che, prime fra tutte, uno stato civile non dovrebbe assolutamente negare ai propri cittadini. Gli “onorevoli”, così si fanno chiamare, dimostrano giornalmente la loro incompetenza pur dichiarandosi sereni, innocenti e casti, ma sempre al servizio del cittadino….. e così a noi, poveri illusi ad oltranza, non rimane che nutrire l’unica possibile speranza: che al più presto Papa Francesco si adoperi per riconoscere la santità ad ognuno di loro. Chissà perché poi i risultati e lo stato sociale del nostro bel paese dimostrano l’esatto contrario e, la Sanità, è decisamente il fiore all’occhiello (appassito evidentemente), che a nessun italiano, con un minimo di buon senso, verrebbe in mente di ostentare. Parlare di “Corsia medica d’emergenza” vuole essere una bella provocazione, chissà poi quante volte sarà davvero una soluzione per i pazienti scontenti, nei confronti del nostro sistema sanitario. Dopo le chiusure dei vari pronto soccorso marsicani, regionali e statali avvenute per tagliare le spese eccessive, i cittadini, che ancora non si rendono conto di cosa li attenda nel tempo a venire, continuano a votare ignari, garantendo agli “eletti” privilegi e pompe magne con cui continueranno a maturare sconfitte e risultati inadeguati in ogni ambito, pensando, come sempre, solo ai loro egoistici privilegi e tornaconti. La persone ormai vagano come automi attoniti, raggirate da false promesse e anestetizzate a tal punto da non riuscire a capire, attraverso quali prese per i fondelli, da destra, dal centro e da sinistra, siano manipolate. Esse aspettano invano come bambini “innocenti” regali da Babbo Natale, che, come ogni anno, il prossimo dicembre, tornerà ad elargirli sotto l’albero dell’inganno. Beati quelli che ancora ci credono! I politici giocano con la nostra pazienza e riescono ancora abilmente a manipolarci, abbindolandoci con chiacchiere con cui ottengono decisamente risultati oggettivi……….per sé stessi e solo per sé stessi, chiaramente! Fanno finta di schierarsi e ci fanno abboccare come pesci all’amo della menzogna, raccontandoci che esiste una qualche ideologia verso cui tendere, poi però cambiano partito ad ogni legislatura, così continuano a disorientare il popolino credulone, solo e soltanto per i loro assurdi e comodi vantaggi. Svegliamoci!! Le preghiere che un tempo venivano fatte a Dio e ai Santi, da un po’ di anni in Italia vengono rivolte ai politici, nella vana speranza che un giorno, una qualche intercessione, possa essere accolta. Certo se ognuno di noi agisse attraverso le proprie capacità non avremmo bisogno di genufletterci a questi signori del potere che una cosa certamente la sanno fare: pensare ai fatti propri con estrema eleganza e faccia tosta. Oggi i problemi di tipo sanitario che da tempo venivano tenuti nascosti, si stanno manifestando giorno dopo giorno. Questa, ovviamente, non è un problema solo Marsicano o Abruzzese, ma ovunque in Italia il dramma sembra accrescersi, assumendo dimensioni scioccanti. Ma tutti quelli che si sono susseguiti al governo centrale e regionale dicono di aver fatto il loro dovere!!! Quale!? Mi dispiace davvero per quei pochi medici che si stanno trovando nei pronto soccorso oberati da tantissimo lavoro e con scarsissime risorse ospedaliere, che vanno dall’insufficiente numero dei posti letto agli inadeguati presidi medici d’urgenza. Essi sono rimasti gli unici “parafulmini” di un sistema marcio ed mal funzionante. Gli interventi di pronto soccorso sembrano aumentare considerevolmente, la popolazione aumenta, i costi aumentano, le patologie aumentano…… i posti letto e gli operatori sanitari diminuiscono. La speranza è l’ultima a morire…..si, ma intanto il popolo soffre, si incazza e lui si che muore, viste le inadeguatezze strutturali e, ohimè, troppo spesso, anche professionali che drasticamente vengono pian piano alla luce.

In un momento in cui la sanità ha l’ossigeno, e la politica non riesce a garantirci un bene primario come questo, poche sono le alternative e meno le via d’uscita. Se questo stato non è in grado di garantirci il diritto alla salute figuriamoci il resto. E visto che il proverbio dice che è meglio un magro accordo che una grassa sentenza, le persone evidentemente cercano altrove le opportunità per migliorare la propria salute, intervenendo ahimè, di tasca propria.

“Corsia medica d’emergenza” è una nuova rubrica con la quale spero di soddisfare la vostra curiosità, descrivendo le mie ed altrui esperienze professionali con cui ho avuto modo di confrontarmi. Attraverso essa desidero percorrere strade nuove e certamente sconosciute ai più; la medicina ufficiale non ha mai permesso alle persone di trovare alternative o possibilità che non siano legate esclusivamente a percorsi medici preesistenti, troppo spesso da terzo mondo, obsoleti e inconsistenti che non portano sempre a risolvere i problemi dei pazienti in particolare di quelli che non si possono permettere Ospedali di lusso o cliniche private. Non ci si deve meravigliare allora se nel nostro bel paese tutto va a rotoli e funziona con modalità assolutamente deprecabili e non condivisibili con le quali  giornalmente siamo costretti ad imbatterci.

Il mio stupore nasce dal fatto che dalle nostre parti vige ancora un atteggiamento di sottomissione alle “figure” importanti, che certo non sono i saggi o gli anziani come accade nelle culture orientali in cui vengono giustamente rispettati e presi come esempi da imitare, ma, in ordine crescente, preti, politici, e medici. Certamente tra gli ecclesiastici è più facile trovarne con doti d’introspezione, elevata spiritualità, capacità di empatia, altruismo ed amore per il prossimo, mentre, tra le restanti figure di riferimento, è davvero difficoltoso individuarne, ma noi siamo positivisti nati e li stiamo aspettando con ardore! La maggior parte di essi palesano efficacemente il loro delirio d’onnipotenza e la loro arroganza e presunzione ad ogni occasione. Riconosciamo però che la colpa è soprattutto nostra! Perché dovremmo imporci e ad avere garantite per noi stessi spiegazioni e risposte degne di considerazione, che rendano giustizia, anzitutto alla nostra Anima e poi al nostroruolo di cittadini con diritti “eroicamente” acquisiti! In molti sanno quanto talune persone siano lontane da una presa di coscienza che tenda verso un’evoluzione e una consapevolezza del Sé. Il medico e il politico di turno hanno ancora un potere enorme sulle nostre coscienze, ma ancora non ci rendiamo conto del lavaggio del cervello che subiamo per questo. Posso pensare che una qualsiasi di queste figure risulti importante per noi se riuscissero a soddisfarci appieno e ci garantissero quel servizio e quei risultati  per cui si sono impegnati da un punto di vista professionale e deontologico, ma ahimè sappiamo che, troppo spesso, così non è. “Corsia medica di emergenza” vuole essere una rubrica che vi orienti adeguatamente e gradualmente verso le innumerevoli possibilità e alternative mediche esistenti verso cui la natura e Dio, ci guidano ogni giorno della nostra esistenza. La medicina ufficiale dà pochissime alternative curative alle numerosissime patologie e disfunzioni con le quali siamo abituati a confrontarci quotidianamente e quello che racconterò sarà l’esperienza mia personale attraverso la Medicina Osteopatica con cui lavoro ottenendo grandissime soddisfazioni e veri e propri casi di ripristino alla salute e normalità! Le persone che leggono da tempo gli articoli che scrivo probabilmente saranno curiose di conoscere le situazioni in cui mi sono sovente trovato, le problematiche che ho incontrato ed i vari tipi di approccio alla malattia con cui ho riempito le mie giornate nel rispetto, nell’affetto e nell’amore per la mia professione, ma soprattutto per le tante Anime che ho avuto la fortuna d’incrociare in questi anni. Questa idea nasce di getto, ma visto il successo che i miei articoli, che da più di un anno  propongo alla vostra illuminata attenzione, hanno avuto, ritengo giusto proporvi il mio vissuto professionale fatto di retroscena, speranze, timori e dubbi che ho potuto riscontrare tra le ormai innumerevoli persone che si sono avvicinate alle Nuove Medicine. Questa rubrica si alternerà ad articoli specifici come è stato fatto finora, riguardanti le modalità con cui alcuni disagi vengono affrontati in ambito terapeutico e professionale. Buon viaggio!

 

IL BAMBINO CHE HA RISCHIATO DI ESSERE INGIUSTAMENTE OPERATO.

Erano le 14 di un pomeriggio piovoso e, diversamente  dal solito, visto che a quell’ora spengo il mio cellulare, nel lasciarlo acceso, ricevo la telefonata di una mia amica, nonché paziente che ho avuto modo di visitare tempo prima. “Antonio, scusa l’ora, ma avrei un’urgenza! Sono stata chiamata da una mia carissima amica che è disperata per l’esito di una visita medica che è stata fatta a suo figlio proprio questa mattina a Roma. Lei sta piangendo disperatamente perché il chirurgo ha prospettato per il figlio di nove anni un intervento chirurgico da qui a poco. Potresti visitare il bambino? La mia risposta era lecita: “ Se il chirurgo ha detto questo evidentemente sarà così, perché pensi che si possa evitare questo intervento? Non so- rispose lei- vorrei che visitassi il bambino.

Accettai e trovai uno spazio per quello stesso pomeriggio, visto che mi trovavo in città. Alle sedici si presentarono la mia amica con la signora, il marito ed il bimbo. Il piccolo era impaurito e poi capirete il perché. Intenerito da quella tondeggiante faccina spaurita, con fare sereno, riuscii a rassicurarlo dicendogli che non gli avrei procurato alcun dolore durante la visita. Il bimbo annuì e, socchiudendo gli occhi con un gesto di tenerezza, accettò la mia proposta! Si tranquillizzò! Così non fu per la madre che invece era disperata e piena di timori, mentre il marito nascondeva, attraverso il suo volto emaciato, la preoccupazione per una mia eventuale conferma del precedente ed estremo verdetto pronunciato poche ore prima. All’esame radiologico al bimbo era stata riscontrata una Scoliosi dorsale. Con tale referto i genitori si recarono, insieme al figlio, presso un noto ospedale romano, specializzato per patologie dell’infanzia. Li il primario con la prosopopea tipica e gravosa di chi sa tutto lui iniziò a parlare: “Questo bambino ha grandi e gravi problemi, oltre alla scoliosi che si evidenzia con la lastra, presenta un’asimmetria dell’arto (una gamba più corta rispetto all’altra) e un gibbo (gobba) marcato, per questo motivo va assolutamente operato alla colonna vertebrale. L’intervento sarà fatto da me personalmente ed eviterà al bambino di avere ulteriori problemi in futuro”. I tratti incoerenti di un soggetto dedito ai fumi dell’ego, imbevuto di delirio d’onnipotenza, si manifestarono evidentemente forti e decisi, lasciando i genitori impauriti e frustrati per l’impossibilità di manifestare qualsiasi contraddittorio, lecito per l’occasione. Mentre il “Maestro” dall’alto della sua grazia e capacità relazionale parlava, il bambino dov’era? Ma li chiaramente! Proprio vicino a lui! La madre scoppiò a piangere e il bimbo….immaginate voi cosa può accadere al cuoricino di un bambino così piccolo con una madre che piange disperata. Ecco perché al mio cospetto il fanciullino era terrorizzato! E’ violenza questa? Fate voi! Il padre, più forte nella circostanza, mi disse che avrebbe fatto pazzie affinché quel “professore” evitasse di parlare in modo così duro ed ingrato davanti a quell’Anima innocente. Ma il “professore” non aveva avuto il necessario tatto per evitare di “trarre il dado”, traumatizzando il bambino! Giudicate voi! Impariamo a reagire e pretendiamo da chiunque, medico o politico che sia, il giusto rispetto e l’adeguata informazione di cui abbiamo diritto! Questo è un caso di violenza da Telefono Azzurro! Purtroppo ne esistono tante perpetrate in tal guisa, ma nessuno le considera e le punisce! In Italia si pensa a multare chi maltratta gli animali- giusto per carità- mentre si sorvola su questo tipo di violenza, che rimane, lo sapete perfettamente, sovente indelebile nel vissuto emozionale di un essere umano. Questo però non sembra essere così importante! Incredibili punti di vista! Comunque, tornando a noi, di primo acchito, non vedevo il bambino messo così male fisicamente, guardai la lastra, lessi il referto e mi cimentai curioso anche alla lettura della “sentenza” del primario. Da paura! Non ebbi parole! La lastra, comunque, evidenziava una Scoliosi Idiopatica (indica una malattia non dovuta a cause esterne note, ovvero senza causa apparente, che presenta un’eziopatogenesi nascosta), su cui personalmente non mi trovavo d’accordo, ma lo tenni per me. Il primario invece, secondo il mio punto di vista, aveva esagerato nel fare diagnosi. Mi venne immediatamente all’occhio un particolare interessante nel paziente: aveva problemi esasperati a livello occlusale, la chiusura delle arcate dentali non era fisiologica e presentava una posizione incoerente dei denti. Da un punto di vista diagnostico è fondamentale valutare se il paziente è affetto da scoliosi strutturale o da semplice atteggiamento scoliotico. Non bisogna sottovalutareil potenziale evolutivo di una scoliosi strutturata che può portare aconseguenze importanti; allo stesso modo scambiare un semplice vizio posturale per una scoliosi può portare a proporre terapie lunghe, costose e spesso inutili se non dannose. Feci la mia visita: importante atteggiamento scoliotico, con presenza di rotazione, anche se non grave, del tratto dorsale; piedi piatti in maniera evidente; era vero che si evidenziasse un arto più corto e uno più lungo, ma qui dissento alla grande riguardo ai sistemi da prima guerra punica che ancora si usano in Italia per diagnosticare una disfunzione simile!

Sono anni che noi Osteopati andiamo dicendo che questa asimmetria del’arto può essere tranquillamente normalizzata, spesso anche con una sola seduta (non in caso di una scoliosi importante ovviamente, ma in generale), in quanto essa è spessissimo il frutto di una posizione dell’osso sacro che non è in linea con le creste iliache e con la colonna vertebrale. (Leggasi miei articoli precedenti: Artrosi Coxo-femorale). Questa incoerenza degli arti può portare con il tempo ad un compenso della colonna vertebrale così da evidenziare attraverso esame radiografico la manifestazione di una atteggiamento scoliotico o di una scoliosi. Torno a precisare che nella scoliosi è presente anche la rotazione della colonna vertebrale, rispetto all’atteggiamento scoliotico in cui non si riscontra. Queste due disfunzioni, differenti in modo estremo fra loro, si possono spesso trattare con l’osteopatia con  risultati a volte sensazionali ed evidenti all’occhio! Lavorando nello stesso tempo sull’occlusione del paziente, ove se ne trovasse la necessità, attraverso un presidio odontoiatrico adeguato o anche sull’intestino per esempio, con Omeopatia o Fitoterapia si può aiutare in modo più consistente una persona. In molti casi di asimmetria dell’arto, in assenza di scoliosi, in ortopedia e medicina classica viene consigliato il “plantare”, blasfemo presidio, il cui elevatissimo costo- minimo 150 euro- non ne giustifica il valore, ma soprattutto non ne garantisce la funzionalità e l’efficacia in quanto non risolve proprio alcun problema di tal tipo. Infatti come si può pensare nel 2014 di compensare e tantomeno normalizzare un arto o una struttura come la colonna con una “zeppa” da manovale- consentitemelo-  senza trovare la causa del problema? Siamo portoni di legno o esseri umani con un corpo flessibile e capace di riadattarsi se “plasmato” da abili e flessibili mani? E poi quel plantare innesca un compenso neurovegetativo con tendenza a riadattamenti forzati che con il tempo possono portare a vere e proprie “lesioni osteopatiche”. Altra domanda! In casi come questo chi può stabilire se un arto è più corto, oppure è l’altro che è più lungo? Purtroppo per coloro che tendono a mantenere obnubilate le menti e a bloccare l’evoluzione, solo la Medicina Osteopatica può svelarvi l’arcano attraverso verifiche e misurazioni specifiche per individuare il tipo di disfunzione che è in atto e da quale parte del corpo deriva (può anche essere un problema derivante dalla testa per esempio). Se i vostri figli hanno un arto più “corto” non mettete mai il plantare, se non in caso di estrema necessità, almeno non prima di aver fato una visita da un Osteopata, diversamente, certamente non risolverete alcun problema! La famiglia del bimbo e la mia amica erano in attesa che mi pronunciassi! Come dicevo il paziente non presentava problemi così grandi, secondo il mio modesto parere, da dover intervenire chirurgicamente e fu questo che dissi al padre e alla madre, ma, come era chiaro, non fu sufficiente per risollevare gli animi. La violenza psicologica  perpetrata con classe e nonchalance era tale e tanta che non riuscii a convincerli. Così dissi loro: “Per me non ha alcun bisogno di intervento, state tranquilli e vi farò immediatamente vedere come cambiano le cose in pochi minuti”. Per alleggerire l’atmosfera coinvolsi il padre del bambino e gli feci verificare la differenza di lunghezza tra una gamba e l’altra, poi feci osservare i piedi come erano tendenti al piattismo e in seguito feci verificare il torace, che in realtà presentava una tendenza alla torsione verso sinistra con la spalla dello stesso lato più bassa, tanto da indurre il primario a dire che c’era un gibbo evidente. Individuai la direzione del sacro che presentava una torsione posteriore e con alcune manovre dolci ed indolori riallineai e normalizzai la lunghezza degli arti inferiori. Lavorai con tecniche strutturali e di Bilanciamento tensionale legamentoso sulle gambe e sui piedi ed individuai una costa (costola) destra bloccata in espirazione. Che significa? Questa disfunzione può sembrare una sciocchezza, mentre invece nasconde un aspetto che si dimostra incisivo per il paziente che la manifesta e per le diagnosi che vengono spesso fatte in casi del genere. Un blocco costale oltre a portare disfunzioni evidenziabili strutturalmente (gibbo, rotazione del torace e altro) può altresì portare a sintomi come un respiro corto o difficoltà di espansione toracica! In fase di inspirazione il torace non espande e quindi la persona ha la sensazione che non entri aria nei suoi polmoni e in più, il muscolo Diaframma (muscolo inspiratorio più importante) non esalta al massimo la sua espansione e la sua escursione funzionale è limitata. Altro punto importante da considerare: il  blocco di una costola porta spesso il torace a girare su sé stesso, facendo si che la colonna si adatti a tale torsione, così da portare con il passare del tempo un atteggiamento scoliotico che causa sintomatologie algiche su vari distretti della colonna e della gabbia toracica. Altro grave problema che sovente si evidenzia con una costola “bloccata” è un’aritmia cardiaca. I gangli spinali del Sistema Nervoso Simpatico che aiutano il ritmo del cuore potrebbero subire delle compressioni così da alterare il ritmo cardiaco con tachicardie o bradicardie che compaiono all’improvviso e, spesso, non vanno più via. Ancora vorrei evidenziare tanti altri problemi come quelli allo stomaco legati al reflusso gastroesofageo ed altro, ma mi fermo qui; la Medicina Osteopatica avrebbe ancora tanto da dire riguardo a questa “piccola” disfunzione costale che, evidentemente, tanto piccola non è, viste le ripercussioni sui vari distretti e organi, vicini e lontani. Il bambino in questione presentava un blocco costale che portava il torace verso la rotazione, così che nella lastra si evidenziava questa torsione che appariva come una scoliosi. Riportando lentamente, con manovre specifiche, la perfetta funzionalità e dinamicità bilanciata dell’osso sacro tra le ossa iliache, di tutte le costole e dello sterno del bambino insieme alla manipolazione della testa, potei finalmente ascoltare la “quiete” del suo corpo e il ritmo della normalizzazione; mentre tutto fluiva invitai il bimbo a scendere dal lettino. Questa “operazione” è durata circa quaranta minuti ed è stata incruenta e non invasiva. Chiedo a questo punto al padre del bimbo di verificare nuovamente la lunghezza degli arti inferiori e accoglie la mia richiesta. Con somma sorpresa le gambe erano “uguali”, avevano la stessa lunghezza. I piedi piatti che avevamo evidenziato inizialmente erano tenacemente migliorati ed il gibbo era come svanito nel nulla! Non c’era più! Va altresì evidenziato che con questa singola manipolazione osteopatica non avremmo risolto per sempre le sorti della colonna e dei piedi o delle gambe del paziente, perché nel frattempo il bambino doveva procedere con l’ortodonzia. Fu fatto! Nell’arco dell’anno al bambino fu messo un apparecchio modulare odontoiatrico con il quale gradualmente si correggeva la posizione dei denti e con sedute osteopatiche quindicinali e in seguito mensili si è arrivati dopo tre anni a normalizzare perfettamente tutto il corpo dell’adolescente. Sparito l’arto più corto, sparito il gibbo, spariti i piedi piatti! Magia!!! No, professionalità, abnegazione, studio, il tutto condito con amore per la verità, pazienza e tolleranza nei confronti di molti che ostacolano e rallentano le vera conoscenza e disorientano le persone misconoscendo diritti e volontà di scelta libera e incondizionata di cui hanno innegabile necessità. Vorrei ricordare a questi grandi “Maestri” di arte Medica che, quel che è giusto per un paziente non è dogmatico e prestabilito, visto che ogni paziente è una funzione specifica e a sé stante, ma ciò che dà risultati verificabili scientificamente. La scienza è conoscenza esatta e verificabile per cui se si accetta questa definizione bisogna accettare i risultati resi evidenti da fatti e non da chiacchiere, che sono quelle che sento fare giornalmente nei corridoi del presunto “sapere” da figure che detengono, purtroppo, ancora il potere sull’uomo e, peggio, sulla sua Anima. Se è vero che le chiacchiere se le porta il vento, chiedo al vento di portarsi via soprattutto chi le fa; la nuova umanità, quindi noi, abbiamo bisogno di fatti e non parole! Non si può più tollerare chi crede di fare le veci di Dio sulla terra, specialmente quando si tende verso un vicolo cieco, dove la luce della consapevolezza muore e non può alimentare più menti e Anime affini che anelano ad un mondo nuovo, fatto di risultati e atti tangibili e non di  chiacchiericci ingannevoli, falsi, presuntuosi e pretestuosi.

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Attualità

Maltrattamenti in nido domiciliare: Save the Children “necessari controlli più efficaci anche sui servizi per l’infanzia integrativi”

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Indispensabile rendere obbligatorio in tutte le strutture, pubbliche, private o integrative, un sistema specifico di tutela e prevenzione.
“Il nuovo caso di maltrattamenti ai bambini emerso a Siena in un nido domiciliare è particolarmente allarmante per il rapporto di massima fiducia con la quale spesso i genitori affidano i loro figli a questo tipo di servizio integrativo per l’infanzia, che in Italia non è molto diffuso come nel nord Europa, ma riguarda comunque 1 bambino su 100, soprattutto nelle regioni del Nord. La normativa per questo tipo di servizi è disposta a livello regionale, e nel caso della Toscana è particolarmente stringente, ma purtroppo c’è il rischio che i controlli siano più formali, burocratici o strutturali che sostanziali,” è il commento di Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in merito alla nuova indagine per i maltrattamenti subiti dai bambini ospiti di un nido domiciliare di Siena, condotta dalle forze dell’ordine.
“Per ogni bambino, l’asilo nido, di qualunque tipo, dovrebbe essere un luogo sicuro, anche in virtù di una fascia età dove la vulnerabilità è ancora più elevata. Chiediamo alle istituzioni nazionali e locali di rendere obbligatoria, anche nel caso dei servizi integrativi, come dovrebbe avvenire per gli asili pubblici o provati convenzionati, la definizione di un sistema di tutela per prevenire o quantomeno ridurre al minimo i rischi di questo tipo, un sistema che abbia al centro un ‘patto per l’educazione positiva’ che coinvolga tutti gli adulti a contatto con i minori e gli stessi genitori, al fine di evitare ogni forma di comportamento degradante verso i bambini e le bambine.
In particolare, il sistema di tutela deve avere l’obiettivo di definire e concordare chiaramente, anche nel caso dei servizi integrativi, le misure e procedure necessarie per prevenire condotte inappropriate verso i bambini o per segnalare e rispondere in maniera tempestiva ed efficace a eventuali sospetti.
Con l’obiettivo di fornire ai diversi tipi di strutture educative uno strumento utile per prevenire condotte inappropriate, abusi e maltrattamenti contro i minori, nel 2017 Save the Children ha divulgato un Manuale per la formazione sul Sistema di tutela delle bambine e dei bambini, realizzato in collaborazione con alcuni servizi educativi e disponibile sul sito dell’Organizzazione al link https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/allasilo-nido-si-cresce-sicuri

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Abruzzo

POLIZIA DI STATO:L’AQUILA. MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA, ARRESTATO UN CINQUANTENNE

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Nella giornata di ieri personale della Squadra Mobile di L’Aquila – Reati contro la persona ha eseguito l’ordinanza con cui il GIP del Tribunale di L’Aquila, Dr. GARGARELLA, su richiesta del P.M., Dr.ssa D’AVOLIO, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 50nne aquilano.
Il provvedimento è stato determinato al termine delle indagini svolte dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo in ordine ai reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, ricostruendo, attraverso fondamentali testimonianze, episodi di violenza compiuti dallo stesso nei confronti della coniuge.
Le indagini, avviate a seguito della querela presentata dalla moglie, hanno evidenziato che l’uomo dal 2017, e in più occasioni, ha maltrattato la donna anche in presenza dei figli minori, con vessazioni morali e fisiche, tanto che la malcapitata è dovuta ricorrere più volte alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Salvatore. Il comportamento dell’uomo, inoltre, ha reso la vita familiare oltremodo penosa generando nei congiunti un clima di terrore e disagio.
L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso il proprio domicilio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, da cui già da tempo la consorte, insieme con i figli, si era allontanata.

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Abruzzo

ELEZIONI REGIONALI. CHI HA VINTO E CHI HA PERSO DAVVERO

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Le elezioni regionali in Abruzzo hanno portato all’elezione del candidato del centrodestra, Marco Marsilio. Dietro di lui Giovanni Legnini, del centrosinistra, e Sara Marcozzi del M5s. Ma chi ha vinto e chi perso davvero le elezioni in confronto al passato? Analizziamo i risultati di oggi confrontandoli con quelli delle precedenti elezioni regionali (2014) e con le politiche del 4 marzo 2018.

Il centrodestra esulta, il Movimento 5 Stelle prova a ridimensionare il risultato elettorale e il centrosinistra vede al modello abruzzese come un qualcosa da ripetere. Come avviene in tutte le occasioni elettorali, le dichiarazioni dei leader politici non rendono un quadro chiaro di quanto effettivamente avvenuto e del successo, o meno, dei vari partiti. Per capire cosa è successo veramente in Abruzzo, con le elezioni regionali che hanno visto l’elezione a presidente di Marco Marsilio, è allora necessario confrontare i dati di oggi con quelli delle scorse elezioni regionali (del 2014) e con le politiche del 4 marzo 2018. L’Abruzzo è tornato al voto a cinque anni di distanza dal 25 maggio 2014, quando presidente di Regione fu eletto l’esponente del centrosinistra Luciano D’Alfonso.

A vincere è Marco Marsilio, candidato del centrodestra e rappresentante di Fratelli d’Italia. Il centrodestra, in queste elezioni regionali, ha raggiunto il  48,03% . Dietro di lui il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini, con il 31,28%. E ancora più staccata Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle, al 20,20%. Andando a vedere i risultati delle liste è evidente il primato della Lega che raccoglie il 27,53% dei voti. Secondo partito è il M5s con il 19,73%. Molto staccato il Pd con l’11,14%, con i voti del centrosinistra raccolti soprattutto dalle molte liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Più indietro, invece, Leu con il 2,8%. Nel centrodestra non sfonda Forza Italia (9,04%), mentre ottiene un buon risultato Fratelli d’Italia (6,48%). Raggiunge il 2,9% l’Udc.

Il confronto con le regionali del 2014
Nel 2014 D’Alfonso vinse con il 46,2% dei voti. Dietro di lui il candidato del centrodestra, Giovanni Chiodi, al 29,2%, e la candidata del Movimento 5 Stelle, sempre Sara Marcozzi, al 21,4%. Per quanto riguarda le singole liste, spicca la differenza tra allora e oggi per il Pd: nel 2014 ottenne il 25,4% dei consensi, oggi solo l’11%, nonostante parte di quei voti siano comunque stati assorbiti dalle tante liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Nel centrodestra a farla da padrone era Forza Italia, con il 16,6%, il 7% in più di oggi. Mentre, rispetto al 2014, avanza Fratelli d’Italia: dal 2,9% al 6,5%. Nel 2014 la Lega non presentava alcuna lista in Abruzzo: passa, quindi, da 0 al 27,4%. Ed è sicuramente il partito che più ha guadagnato in quattro anni. Il Movimento 5 Stelle perde, come lista, quasi due punti percentuali. In conclusione, rispetto al 2014 avanza la Lega, crollano Pd e Forza Italia ed è in calo anche il Movimento 5 Stelle.

Il confronto con le politiche del 2018
Andando ad esaminare il dato relativo alle elezioni più vicine, le politiche del 4 marzo 2018, confrontiamo il dato di oggi con quello della Camera dei deputati (dove hanno votati tutti i cittadini con almeno 18 anni, al contrario del Senato). In questo caso il tracollo del Movimento 5 Stelle è evidente. Il 4 marzo era stato il primo partito con il 39,8%: oggi dimezza i suoi voti non raggiungendo neanche il 20% come lista. Può esultare il centrodestra che passa dal 35,5% al 48%. E a crescere è soprattutto la Lega: dal 13,8% al 27,4% di oggi, quasi il doppio. Forza Italia prese il 14,5% ed è oggi in calo di cinque punti. Mentre guadagna consensi Fratelli d’Italia, passando dal 4,9% al 6,5%. Guadagna anche l’Udc: dal 2,2% al 2,9%. Nel centrosinistra il Pd si conferma in difficoltà. Al netto delle molte liste civiche che hanno sostenuto il candidato di coalizione, i dem perdono più di 3 punti da marzo, passando dal 14,3% all’11,1%. Ma il centrosinistra, nel suo complesso, cresce nettamente: dal 17,6% al 31,3% delle regionali. Infine, è sostanzialmente stabile Leu che passa dal 2,6% al 2,8%. In conclusione, chi può festeggiare è sicuramente la Lega, insieme a Fratelli d’Italia. Il Pd regge (soprattutto in funzione delle liste civiche), il centrosinistra risorge, mentre – rispetto alle politiche di marzo – chi deve preoccuparsi è Forza Italia, ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che vede dimezzarsi i suoi voti.

E’ evidente dunque il boom della LEGA guidata dall’unico personaggio politico attualmente capace di raccogliere consensi in continuazione, ovvero Matteo Salvini, come altrettanto evidente il crollo drastico dei partiti tradizionali come FORZA ITALIA e PD. Perde terreno il M5S nei confronti dell’alleato di governo. Sorride Legnini, che porta la coalizione di centro sinistra ad un risultato inatteso dopo le politiche dello scorso anno, dimostrando che mentre nel partito leader della coalizione (il PD) si fanno guerre interne e si portano avanti ideologie lontane dal volere popolare, una persona come lui attira molti più voti di quelli che battagliano per la segreteria PD. Buon risultato di Fratelli D’Italia che ormai punta a spodestare Forza Italia.

Piange comunque la Marsica, che fa appello tutta agli unici due eletti Simone Angelosante (LEGA) e GIORGIO FEDELE (M5S) affinchè riescano a far sentire la voce di un territorio che non è riuscito a fare squadra.

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Altri articoli

Comune riciclone 2018. Attestato regionale a Ortucchio

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La Regione Abruzzo ha consegnato al Comune di Ortucchio l’attestato di Comune Riciclone 2018.

Un altro successo per il paese fucense che detiene il primato dei per il riciclo dei rifiuti tra i comuni serviti da Aciam Spa.

Soddisfazione per il Sindaco Favoriti : “Il plauso per il risultato ottenuto va soprattutto alla nuova cultura del rispetto dell’ambiente affermatasi nel contesto del paese e quindi alla popolazione. In tal senso la Regione ha trasmesso al nostro Ente l’attestato di comune riciclone 2018 nell’ambito della manifestazione organizzata in collaborazione con il comitato regionale di Legambiente”.

Ma Favoriti non si accontenta e dichiara che ” prossimamente verranno installate numerose fototrappole per stanare i delinquenti che ancora abbandonano i rifiuti e creano un danno a tutta la comunità”.

 

 

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NON SONO FINITI I DISAGI PER GLI UTENTI TELECOM A SCURCOLA INTERE ZONE SONO ANCORA  SENZA TELEFONO E INTERNET DA OTTOBRE

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NON SONO FINITI I DISAGI  PER GLI UTENTI TELECOM A SCURCOLA

 INTERE ZONE SONO ANCORA  SENZA TELEFONO E INTERNET DA OTTOBRE

  L’Associazione Credici, per la tutela dei diritti Civili, rettifica quanto sostenuto nel Comunicato dell’AECI  pubblicato dagli organi di stampa: a Scurcola Marsicana i disagi sulla rete Telecom per il telefono fisso e per il collegamento ad Internet affliggono un intero quartiere prossimo alla Tiburtina Valeria.

Ci spiace smentire le manifestazioni di entusiasmo con cui la giovane associazione che ha diramato   il comunicato con il quale,  riferendosi al ripristino delle linee telefoniche per alcuni  utenti, si estende la soddisfazione a tutta   la comunità di Scurcola Marsicana per l’immediata fiducia dimostrata verso il suo operato. Al contrario la nostra Associazione è costretta a stigmatizzare l’indifferenza della Telecom nei confronti dei cittadini che hanno pagato il canone senza avere il riscontro del servizio con l’addebito sul Conto Corrente bancario ( che qualcuno ha già  sospeso come contropartita al disservizio) a partire dalla fine del mese di  ottobre e e per gli interi mesi  di novembre dicembre e gennaio. Il colosso  Multinazionale alle segnalazioni relative al guasto, effettuate tempestivamente dagli utenti (costretti ovviamente ad  utilizzare altre reti), ha risposto  con  i consueti messaggi stereotipati del tipo “stiamo provvedendo”,

Ad inizio  gennaio 2019 Telecom ha  attribuito il guasto ad un  problema di carattere tecnico straordinario e ha  annunciato la sistemazione entro il giorno 8. Di fatto i lavori presso la cabina situata sulla Tiburtina Valeria (nelle adiacenze del Vecchio Palazzo Comunale) sono iniziati a metà gennaio e si sono protratti fino a qualche giorno fa. Ma per numerose famiglie il telefono resta muto e l’ADSL è ancora latitante (leggi intera Via Antonio Rocchi e parte della Tiburtina) .

Invitiamo di conseguenza l’AECI,  associazione con cui ci complimentiamo, riconoscendole  il merito di aver attivato il contenzioso giudiziario (e proprio a tal fine), a prendere atto che il problema dopo 100 giorni   “ non è stato risolto”  e che numerosi cittadini, contrariamente a quanto affermato nel comunicato, non  hanno ottenuto già (!!) a Gennaio,il repentino ripristino delle utenze. Non più tardi di ieri, la solita “risponditrice Chiara” del 187  dopo lunghe attese, ci ha fatto contattare il servizio Assistenza Tecnica TIM, che  “ prevede che  la soluzione del  disservizio per il 5 – 02 -2019 salvo problematiche di particolare complessità” (sic)

Di ciò ovviamente dovrà tenersi conto nell’udienza dl 26 Marzo 2019 fissata per la quantificazione dei danni subiti, per il cui risarcimento, se possibile forniremo i nominativi di ulteriori cittadini.

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Luco dei Marsi, la Shoah raccontata dai ragazzi: la memoria faro per il futuro

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Commozione e forte partecipazione per la Giornata della Memoria a Luco dei Marsi. La commemorazione della Shoah si è svolta lunedì, 28 gennaio, tra piazza Umberto I, dov’è stata onorata la memoria dei Caduti di tutte le guerre e dei 33 Martiri di Capistrello, e la sala consiliare del Comune, in cui si sono avvicendate letture, immagini, musica, a cura dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado e degli alunni delle classi quinte della scuola primaria, che hanno anche eseguito ai flauti la melodia portante de “La Vita è bella”, cantata da Marta Candeloro in una toccante interpretazione di “Beautiful that way”. Alla presenza delle autorità civili e militari, del Consiglio dei Ragazzi, del gruppo Alpini di Luco dei Marsi, dei rappresentanti delle maggiori Associazioni cittadine, del dirigente scolastico, Romolo Del Vecchio, degli insegnanti Vera Pulsinelli, Mariella Gallese, Santina Panella, Flavia del Fiacco, Marianna Patrizi, Antonio Candeloro, e di tanti cittadini intervenuti, il filo della memoria si è dipanato attarverso le testimonianze dai campi di Auschwitz, Birkenau, Terezin, con “la voce” dei sopravvissuti: poesie e testi biografici, tra cui stralci della testimonianza di Carmine Grossi, deportato dai tedeschi e miracolosamente scampato alla morte, resi agli alunni da suo figlio, il  professor Giuseppe Grossi. “Sono rimasta colpita dal lavoro dei ragazzi delle scuole, che hanno dimostrato una sensibilità e una capacità di riflessione genuine e profonde su temi anche molto difficili da trattare”. Ha commentato la sindaca Marivera de Rosa, “è fondamentale coltivare questo nei giovani, un sano senso critico e la capacità di avvertire le ingiustizie come tali, a qualunque latitudine avvengano e in ogni tempo, è il migliore antidoto ai veleni di certe propagande e una garanzia della difesa dei valori della libertà e della democrazia. Questi ragazzi sono la nostra più grande ricchezza”. La dottoressa Giulia Ciaffone, rappresentante del Tavolo Verde, ha accompagnato idealmente i presenti nei luoghi simbolo della Shoah, narrando, anche attraverso foto e appunti, il suo viaggio della Memoria in quei luoghi e ha affidato la conclusione dell’incontro alle parole di Martin Niemöller, sopravvisuto al lager, “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari…“ per rimarcare come il pericolo di derive razziste e fomentatrici di odio sia quanto mai attuale.

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Editoriale

Elezioni regionali: anche la Marsica scalda i motori tra new entry e volti noti…

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Avezzano – E’ un clima politico di calma apparente quello che si vive in territorio marsicano, in realtà la competizione elettorale per una poltrona in Regione è già iniziata da un pezzo. Anche se ufficialmente si percepisce un’aria di relativa tranquillità, ufficiosamente la politica marsicana è al lavoro in cerca di nomi, ma soprattutto di alleanze.

In campo ci saranno quasi tutti i consiglieri e gli assessori della legislatura D’Alfonso che volge al termine. Giuseppe Di Pangrazio molto vicino a Giovanni Legnini, con molta probabilità si candiderà tra i ranghi del Pd, ma questa volta non potrà contare sul prezioso sostegno del fratello maggiore Giovanni (Di Pangrazio). L’ex sindaco di Avezzano sarebbe, infatti, pronto a scendere in campo con le Civiche d’Abruzzo che avrebbero scelto di appoggiare la candidatura di Fabrizio Di Stefano. Sicura è anche la candidatura di Lorenzo Berardinetti che, in veste civica, negli ultimi tempi è dato vicino agli ambienti politici di centrodestra. Quasi sicura anche la discesa in campo dei già consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Emilio Iampieri. Ancora incerta, invece, quella di Gianluca Ranieri del Movimento Cinque Stelle che potrebbe lasciare il posto ad un militante marsicano come Giorgio Fedele, vicino al senatore pentastellato Primo Di Nicola.

Tra le new entry di questa campagna elettorale c’è il sindaco dimissionario di Trasacco Mario Quaglieri, che ha lasciato la poltrona di primo cittadino per tentare la corsa alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Quaglieri, che era stato riconfermato sindaco per la seconda volta l’11 giugno 2017  con la lista civica “Trasacco Nel Cuore”, alle regionali si candiderà con il centrodestra tra i ranghi di Fratelli d’Italia. Hanno detto no il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, e il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli. Vicino alla candidatura per una poltrona in consiglio regionale anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, in prima linea insieme ai sindaci di Lazio e Abruzzo nella lotta ai rincari autostradali. Lo scenario politico marsicano, continuamente in divenire non esclude colpi di scena. Insomma fino alla data di presentazione delle candidature ne vedremo delle belle.

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