Editoriale

La sanita’ fa acqua da tutte le parti! Corsia medica d’emergenza. Il caso di un bambino a cui e’ stato evitato un intervento chirurgico

Momento difficile per la sanità italiana e quella Abruzzese e Marsicana in particolare, ma non dico nulla di nuovo. La maggior parte dei politici ha fatto man bassa, sia metaforicamente che oggettivamente, di tutto ciò che è patrimonio comune, magnificando ed esaltando le proprie gesta, mentre gradualmente prosciugavano le casse dello stato, a scapito dei tanti servizi a cui ognuno avrebbe avuto diritto, non ultimo quello delle cure mediche che, prime fra tutte, uno stato civile non dovrebbe assolutamente negare ai propri cittadini. Gli “onorevoli”, così si fanno chiamare, dimostrano giornalmente la loro incompetenza pur dichiarandosi sereni, innocenti e casti, ma sempre al servizio del cittadino….. e così a noi, poveri illusi ad oltranza, non rimane che nutrire l’unica possibile speranza: che al più presto Papa Francesco si adoperi per riconoscere la santità ad ognuno di loro. Chissà perché poi i risultati e lo stato sociale del nostro bel paese dimostrano l’esatto contrario e, la Sanità, è decisamente il fiore all’occhiello (appassito evidentemente), che a nessun italiano, con un minimo di buon senso, verrebbe in mente di ostentare. Parlare di “Corsia medica d’emergenza” vuole essere una bella provocazione, chissà poi quante volte sarà davvero una soluzione per i pazienti scontenti, nei confronti del nostro sistema sanitario. Dopo le chiusure dei vari pronto soccorso marsicani, regionali e statali avvenute per tagliare le spese eccessive, i cittadini, che ancora non si rendono conto di cosa li attenda nel tempo a venire, continuano a votare ignari, garantendo agli “eletti” privilegi e pompe magne con cui continueranno a maturare sconfitte e risultati inadeguati in ogni ambito, pensando, come sempre, solo ai loro egoistici privilegi e tornaconti. La persone ormai vagano come automi attoniti, raggirate da false promesse e anestetizzate a tal punto da non riuscire a capire, attraverso quali prese per i fondelli, da destra, dal centro e da sinistra, siano manipolate. Esse aspettano invano come bambini “innocenti” regali da Babbo Natale, che, come ogni anno, il prossimo dicembre, tornerà ad elargirli sotto l’albero dell’inganno. Beati quelli che ancora ci credono! I politici giocano con la nostra pazienza e riescono ancora abilmente a manipolarci, abbindolandoci con chiacchiere con cui ottengono decisamente risultati oggettivi……….per sé stessi e solo per sé stessi, chiaramente! Fanno finta di schierarsi e ci fanno abboccare come pesci all’amo della menzogna, raccontandoci che esiste una qualche ideologia verso cui tendere, poi però cambiano partito ad ogni legislatura, così continuano a disorientare il popolino credulone, solo e soltanto per i loro assurdi e comodi vantaggi. Svegliamoci!! Le preghiere che un tempo venivano fatte a Dio e ai Santi, da un po’ di anni in Italia vengono rivolte ai politici, nella vana speranza che un giorno, una qualche intercessione, possa essere accolta. Certo se ognuno di noi agisse attraverso le proprie capacità non avremmo bisogno di genufletterci a questi signori del potere che una cosa certamente la sanno fare: pensare ai fatti propri con estrema eleganza e faccia tosta. Oggi i problemi di tipo sanitario che da tempo venivano tenuti nascosti, si stanno manifestando giorno dopo giorno. Questa, ovviamente, non è un problema solo Marsicano o Abruzzese, ma ovunque in Italia il dramma sembra accrescersi, assumendo dimensioni scioccanti. Ma tutti quelli che si sono susseguiti al governo centrale e regionale dicono di aver fatto il loro dovere!!! Quale!? Mi dispiace davvero per quei pochi medici che si stanno trovando nei pronto soccorso oberati da tantissimo lavoro e con scarsissime risorse ospedaliere, che vanno dall’insufficiente numero dei posti letto agli inadeguati presidi medici d’urgenza. Essi sono rimasti gli unici “parafulmini” di un sistema marcio ed mal funzionante. Gli interventi di pronto soccorso sembrano aumentare considerevolmente, la popolazione aumenta, i costi aumentano, le patologie aumentano…… i posti letto e gli operatori sanitari diminuiscono. La speranza è l’ultima a morire…..si, ma intanto il popolo soffre, si incazza e lui si che muore, viste le inadeguatezze strutturali e, ohimè, troppo spesso, anche professionali che drasticamente vengono pian piano alla luce.

In un momento in cui la sanità ha l’ossigeno, e la politica non riesce a garantirci un bene primario come questo, poche sono le alternative e meno le via d’uscita. Se questo stato non è in grado di garantirci il diritto alla salute figuriamoci il resto. E visto che il proverbio dice che è meglio un magro accordo che una grassa sentenza, le persone evidentemente cercano altrove le opportunità per migliorare la propria salute, intervenendo ahimè, di tasca propria.

“Corsia medica d’emergenza” è una nuova rubrica con la quale spero di soddisfare la vostra curiosità, descrivendo le mie ed altrui esperienze professionali con cui ho avuto modo di confrontarmi. Attraverso essa desidero percorrere strade nuove e certamente sconosciute ai più; la medicina ufficiale non ha mai permesso alle persone di trovare alternative o possibilità che non siano legate esclusivamente a percorsi medici preesistenti, troppo spesso da terzo mondo, obsoleti e inconsistenti che non portano sempre a risolvere i problemi dei pazienti in particolare di quelli che non si possono permettere Ospedali di lusso o cliniche private. Non ci si deve meravigliare allora se nel nostro bel paese tutto va a rotoli e funziona con modalità assolutamente deprecabili e non condivisibili con le quali  giornalmente siamo costretti ad imbatterci.

Il mio stupore nasce dal fatto che dalle nostre parti vige ancora un atteggiamento di sottomissione alle “figure” importanti, che certo non sono i saggi o gli anziani come accade nelle culture orientali in cui vengono giustamente rispettati e presi come esempi da imitare, ma, in ordine crescente, preti, politici, e medici. Certamente tra gli ecclesiastici è più facile trovarne con doti d’introspezione, elevata spiritualità, capacità di empatia, altruismo ed amore per il prossimo, mentre, tra le restanti figure di riferimento, è davvero difficoltoso individuarne, ma noi siamo positivisti nati e li stiamo aspettando con ardore! La maggior parte di essi palesano efficacemente il loro delirio d’onnipotenza e la loro arroganza e presunzione ad ogni occasione. Riconosciamo però che la colpa è soprattutto nostra! Perché dovremmo imporci e ad avere garantite per noi stessi spiegazioni e risposte degne di considerazione, che rendano giustizia, anzitutto alla nostra Anima e poi al nostroruolo di cittadini con diritti “eroicamente” acquisiti! In molti sanno quanto talune persone siano lontane da una presa di coscienza che tenda verso un’evoluzione e una consapevolezza del Sé. Il medico e il politico di turno hanno ancora un potere enorme sulle nostre coscienze, ma ancora non ci rendiamo conto del lavaggio del cervello che subiamo per questo. Posso pensare che una qualsiasi di queste figure risulti importante per noi se riuscissero a soddisfarci appieno e ci garantissero quel servizio e quei risultati  per cui si sono impegnati da un punto di vista professionale e deontologico, ma ahimè sappiamo che, troppo spesso, così non è. “Corsia medica di emergenza” vuole essere una rubrica che vi orienti adeguatamente e gradualmente verso le innumerevoli possibilità e alternative mediche esistenti verso cui la natura e Dio, ci guidano ogni giorno della nostra esistenza. La medicina ufficiale dà pochissime alternative curative alle numerosissime patologie e disfunzioni con le quali siamo abituati a confrontarci quotidianamente e quello che racconterò sarà l’esperienza mia personale attraverso la Medicina Osteopatica con cui lavoro ottenendo grandissime soddisfazioni e veri e propri casi di ripristino alla salute e normalità! Le persone che leggono da tempo gli articoli che scrivo probabilmente saranno curiose di conoscere le situazioni in cui mi sono sovente trovato, le problematiche che ho incontrato ed i vari tipi di approccio alla malattia con cui ho riempito le mie giornate nel rispetto, nell’affetto e nell’amore per la mia professione, ma soprattutto per le tante Anime che ho avuto la fortuna d’incrociare in questi anni. Questa idea nasce di getto, ma visto il successo che i miei articoli, che da più di un anno  propongo alla vostra illuminata attenzione, hanno avuto, ritengo giusto proporvi il mio vissuto professionale fatto di retroscena, speranze, timori e dubbi che ho potuto riscontrare tra le ormai innumerevoli persone che si sono avvicinate alle Nuove Medicine. Questa rubrica si alternerà ad articoli specifici come è stato fatto finora, riguardanti le modalità con cui alcuni disagi vengono affrontati in ambito terapeutico e professionale. Buon viaggio!

 

IL BAMBINO CHE HA RISCHIATO DI ESSERE INGIUSTAMENTE OPERATO.

Erano le 14 di un pomeriggio piovoso e, diversamente  dal solito, visto che a quell’ora spengo il mio cellulare, nel lasciarlo acceso, ricevo la telefonata di una mia amica, nonché paziente che ho avuto modo di visitare tempo prima. “Antonio, scusa l’ora, ma avrei un’urgenza! Sono stata chiamata da una mia carissima amica che è disperata per l’esito di una visita medica che è stata fatta a suo figlio proprio questa mattina a Roma. Lei sta piangendo disperatamente perché il chirurgo ha prospettato per il figlio di nove anni un intervento chirurgico da qui a poco. Potresti visitare il bambino? La mia risposta era lecita: “ Se il chirurgo ha detto questo evidentemente sarà così, perché pensi che si possa evitare questo intervento? Non so- rispose lei- vorrei che visitassi il bambino.

Accettai e trovai uno spazio per quello stesso pomeriggio, visto che mi trovavo in città. Alle sedici si presentarono la mia amica con la signora, il marito ed il bimbo. Il piccolo era impaurito e poi capirete il perché. Intenerito da quella tondeggiante faccina spaurita, con fare sereno, riuscii a rassicurarlo dicendogli che non gli avrei procurato alcun dolore durante la visita. Il bimbo annuì e, socchiudendo gli occhi con un gesto di tenerezza, accettò la mia proposta! Si tranquillizzò! Così non fu per la madre che invece era disperata e piena di timori, mentre il marito nascondeva, attraverso il suo volto emaciato, la preoccupazione per una mia eventuale conferma del precedente ed estremo verdetto pronunciato poche ore prima. All’esame radiologico al bimbo era stata riscontrata una Scoliosi dorsale. Con tale referto i genitori si recarono, insieme al figlio, presso un noto ospedale romano, specializzato per patologie dell’infanzia. Li il primario con la prosopopea tipica e gravosa di chi sa tutto lui iniziò a parlare: “Questo bambino ha grandi e gravi problemi, oltre alla scoliosi che si evidenzia con la lastra, presenta un’asimmetria dell’arto (una gamba più corta rispetto all’altra) e un gibbo (gobba) marcato, per questo motivo va assolutamente operato alla colonna vertebrale. L’intervento sarà fatto da me personalmente ed eviterà al bambino di avere ulteriori problemi in futuro”. I tratti incoerenti di un soggetto dedito ai fumi dell’ego, imbevuto di delirio d’onnipotenza, si manifestarono evidentemente forti e decisi, lasciando i genitori impauriti e frustrati per l’impossibilità di manifestare qualsiasi contraddittorio, lecito per l’occasione. Mentre il “Maestro” dall’alto della sua grazia e capacità relazionale parlava, il bambino dov’era? Ma li chiaramente! Proprio vicino a lui! La madre scoppiò a piangere e il bimbo….immaginate voi cosa può accadere al cuoricino di un bambino così piccolo con una madre che piange disperata. Ecco perché al mio cospetto il fanciullino era terrorizzato! E’ violenza questa? Fate voi! Il padre, più forte nella circostanza, mi disse che avrebbe fatto pazzie affinché quel “professore” evitasse di parlare in modo così duro ed ingrato davanti a quell’Anima innocente. Ma il “professore” non aveva avuto il necessario tatto per evitare di “trarre il dado”, traumatizzando il bambino! Giudicate voi! Impariamo a reagire e pretendiamo da chiunque, medico o politico che sia, il giusto rispetto e l’adeguata informazione di cui abbiamo diritto! Questo è un caso di violenza da Telefono Azzurro! Purtroppo ne esistono tante perpetrate in tal guisa, ma nessuno le considera e le punisce! In Italia si pensa a multare chi maltratta gli animali- giusto per carità- mentre si sorvola su questo tipo di violenza, che rimane, lo sapete perfettamente, sovente indelebile nel vissuto emozionale di un essere umano. Questo però non sembra essere così importante! Incredibili punti di vista! Comunque, tornando a noi, di primo acchito, non vedevo il bambino messo così male fisicamente, guardai la lastra, lessi il referto e mi cimentai curioso anche alla lettura della “sentenza” del primario. Da paura! Non ebbi parole! La lastra, comunque, evidenziava una Scoliosi Idiopatica (indica una malattia non dovuta a cause esterne note, ovvero senza causa apparente, che presenta un’eziopatogenesi nascosta), su cui personalmente non mi trovavo d’accordo, ma lo tenni per me. Il primario invece, secondo il mio punto di vista, aveva esagerato nel fare diagnosi. Mi venne immediatamente all’occhio un particolare interessante nel paziente: aveva problemi esasperati a livello occlusale, la chiusura delle arcate dentali non era fisiologica e presentava una posizione incoerente dei denti. Da un punto di vista diagnostico è fondamentale valutare se il paziente è affetto da scoliosi strutturale o da semplice atteggiamento scoliotico. Non bisogna sottovalutareil potenziale evolutivo di una scoliosi strutturata che può portare aconseguenze importanti; allo stesso modo scambiare un semplice vizio posturale per una scoliosi può portare a proporre terapie lunghe, costose e spesso inutili se non dannose. Feci la mia visita: importante atteggiamento scoliotico, con presenza di rotazione, anche se non grave, del tratto dorsale; piedi piatti in maniera evidente; era vero che si evidenziasse un arto più corto e uno più lungo, ma qui dissento alla grande riguardo ai sistemi da prima guerra punica che ancora si usano in Italia per diagnosticare una disfunzione simile!

Sono anni che noi Osteopati andiamo dicendo che questa asimmetria del’arto può essere tranquillamente normalizzata, spesso anche con una sola seduta (non in caso di una scoliosi importante ovviamente, ma in generale), in quanto essa è spessissimo il frutto di una posizione dell’osso sacro che non è in linea con le creste iliache e con la colonna vertebrale. (Leggasi miei articoli precedenti: Artrosi Coxo-femorale). Questa incoerenza degli arti può portare con il tempo ad un compenso della colonna vertebrale così da evidenziare attraverso esame radiografico la manifestazione di una atteggiamento scoliotico o di una scoliosi. Torno a precisare che nella scoliosi è presente anche la rotazione della colonna vertebrale, rispetto all’atteggiamento scoliotico in cui non si riscontra. Queste due disfunzioni, differenti in modo estremo fra loro, si possono spesso trattare con l’osteopatia con  risultati a volte sensazionali ed evidenti all’occhio! Lavorando nello stesso tempo sull’occlusione del paziente, ove se ne trovasse la necessità, attraverso un presidio odontoiatrico adeguato o anche sull’intestino per esempio, con Omeopatia o Fitoterapia si può aiutare in modo più consistente una persona. In molti casi di asimmetria dell’arto, in assenza di scoliosi, in ortopedia e medicina classica viene consigliato il “plantare”, blasfemo presidio, il cui elevatissimo costo- minimo 150 euro- non ne giustifica il valore, ma soprattutto non ne garantisce la funzionalità e l’efficacia in quanto non risolve proprio alcun problema di tal tipo. Infatti come si può pensare nel 2014 di compensare e tantomeno normalizzare un arto o una struttura come la colonna con una “zeppa” da manovale- consentitemelo-  senza trovare la causa del problema? Siamo portoni di legno o esseri umani con un corpo flessibile e capace di riadattarsi se “plasmato” da abili e flessibili mani? E poi quel plantare innesca un compenso neurovegetativo con tendenza a riadattamenti forzati che con il tempo possono portare a vere e proprie “lesioni osteopatiche”. Altra domanda! In casi come questo chi può stabilire se un arto è più corto, oppure è l’altro che è più lungo? Purtroppo per coloro che tendono a mantenere obnubilate le menti e a bloccare l’evoluzione, solo la Medicina Osteopatica può svelarvi l’arcano attraverso verifiche e misurazioni specifiche per individuare il tipo di disfunzione che è in atto e da quale parte del corpo deriva (può anche essere un problema derivante dalla testa per esempio). Se i vostri figli hanno un arto più “corto” non mettete mai il plantare, se non in caso di estrema necessità, almeno non prima di aver fato una visita da un Osteopata, diversamente, certamente non risolverete alcun problema! La famiglia del bimbo e la mia amica erano in attesa che mi pronunciassi! Come dicevo il paziente non presentava problemi così grandi, secondo il mio modesto parere, da dover intervenire chirurgicamente e fu questo che dissi al padre e alla madre, ma, come era chiaro, non fu sufficiente per risollevare gli animi. La violenza psicologica  perpetrata con classe e nonchalance era tale e tanta che non riuscii a convincerli. Così dissi loro: “Per me non ha alcun bisogno di intervento, state tranquilli e vi farò immediatamente vedere come cambiano le cose in pochi minuti”. Per alleggerire l’atmosfera coinvolsi il padre del bambino e gli feci verificare la differenza di lunghezza tra una gamba e l’altra, poi feci osservare i piedi come erano tendenti al piattismo e in seguito feci verificare il torace, che in realtà presentava una tendenza alla torsione verso sinistra con la spalla dello stesso lato più bassa, tanto da indurre il primario a dire che c’era un gibbo evidente. Individuai la direzione del sacro che presentava una torsione posteriore e con alcune manovre dolci ed indolori riallineai e normalizzai la lunghezza degli arti inferiori. Lavorai con tecniche strutturali e di Bilanciamento tensionale legamentoso sulle gambe e sui piedi ed individuai una costa (costola) destra bloccata in espirazione. Che significa? Questa disfunzione può sembrare una sciocchezza, mentre invece nasconde un aspetto che si dimostra incisivo per il paziente che la manifesta e per le diagnosi che vengono spesso fatte in casi del genere. Un blocco costale oltre a portare disfunzioni evidenziabili strutturalmente (gibbo, rotazione del torace e altro) può altresì portare a sintomi come un respiro corto o difficoltà di espansione toracica! In fase di inspirazione il torace non espande e quindi la persona ha la sensazione che non entri aria nei suoi polmoni e in più, il muscolo Diaframma (muscolo inspiratorio più importante) non esalta al massimo la sua espansione e la sua escursione funzionale è limitata. Altro punto importante da considerare: il  blocco di una costola porta spesso il torace a girare su sé stesso, facendo si che la colonna si adatti a tale torsione, così da portare con il passare del tempo un atteggiamento scoliotico che causa sintomatologie algiche su vari distretti della colonna e della gabbia toracica. Altro grave problema che sovente si evidenzia con una costola “bloccata” è un’aritmia cardiaca. I gangli spinali del Sistema Nervoso Simpatico che aiutano il ritmo del cuore potrebbero subire delle compressioni così da alterare il ritmo cardiaco con tachicardie o bradicardie che compaiono all’improvviso e, spesso, non vanno più via. Ancora vorrei evidenziare tanti altri problemi come quelli allo stomaco legati al reflusso gastroesofageo ed altro, ma mi fermo qui; la Medicina Osteopatica avrebbe ancora tanto da dire riguardo a questa “piccola” disfunzione costale che, evidentemente, tanto piccola non è, viste le ripercussioni sui vari distretti e organi, vicini e lontani. Il bambino in questione presentava un blocco costale che portava il torace verso la rotazione, così che nella lastra si evidenziava questa torsione che appariva come una scoliosi. Riportando lentamente, con manovre specifiche, la perfetta funzionalità e dinamicità bilanciata dell’osso sacro tra le ossa iliache, di tutte le costole e dello sterno del bambino insieme alla manipolazione della testa, potei finalmente ascoltare la “quiete” del suo corpo e il ritmo della normalizzazione; mentre tutto fluiva invitai il bimbo a scendere dal lettino. Questa “operazione” è durata circa quaranta minuti ed è stata incruenta e non invasiva. Chiedo a questo punto al padre del bimbo di verificare nuovamente la lunghezza degli arti inferiori e accoglie la mia richiesta. Con somma sorpresa le gambe erano “uguali”, avevano la stessa lunghezza. I piedi piatti che avevamo evidenziato inizialmente erano tenacemente migliorati ed il gibbo era come svanito nel nulla! Non c’era più! Va altresì evidenziato che con questa singola manipolazione osteopatica non avremmo risolto per sempre le sorti della colonna e dei piedi o delle gambe del paziente, perché nel frattempo il bambino doveva procedere con l’ortodonzia. Fu fatto! Nell’arco dell’anno al bambino fu messo un apparecchio modulare odontoiatrico con il quale gradualmente si correggeva la posizione dei denti e con sedute osteopatiche quindicinali e in seguito mensili si è arrivati dopo tre anni a normalizzare perfettamente tutto il corpo dell’adolescente. Sparito l’arto più corto, sparito il gibbo, spariti i piedi piatti! Magia!!! No, professionalità, abnegazione, studio, il tutto condito con amore per la verità, pazienza e tolleranza nei confronti di molti che ostacolano e rallentano le vera conoscenza e disorientano le persone misconoscendo diritti e volontà di scelta libera e incondizionata di cui hanno innegabile necessità. Vorrei ricordare a questi grandi “Maestri” di arte Medica che, quel che è giusto per un paziente non è dogmatico e prestabilito, visto che ogni paziente è una funzione specifica e a sé stante, ma ciò che dà risultati verificabili scientificamente. La scienza è conoscenza esatta e verificabile per cui se si accetta questa definizione bisogna accettare i risultati resi evidenti da fatti e non da chiacchiere, che sono quelle che sento fare giornalmente nei corridoi del presunto “sapere” da figure che detengono, purtroppo, ancora il potere sull’uomo e, peggio, sulla sua Anima. Se è vero che le chiacchiere se le porta il vento, chiedo al vento di portarsi via soprattutto chi le fa; la nuova umanità, quindi noi, abbiamo bisogno di fatti e non parole! Non si può più tollerare chi crede di fare le veci di Dio sulla terra, specialmente quando si tende verso un vicolo cieco, dove la luce della consapevolezza muore e non può alimentare più menti e Anime affini che anelano ad un mondo nuovo, fatto di risultati e atti tangibili e non di  chiacchiericci ingannevoli, falsi, presuntuosi e pretestuosi.

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