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Editoriale

La sanita’ fa acqua da tutte le parti! Corsia medica d’emergenza. Il caso di un bambino a cui e’ stato evitato un intervento chirurgico

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Momento difficile per la sanità italiana e quella Abruzzese e Marsicana in particolare, ma non dico nulla di nuovo. La maggior parte dei politici ha fatto man bassa, sia metaforicamente che oggettivamente, di tutto ciò che è patrimonio comune, magnificando ed esaltando le proprie gesta, mentre gradualmente prosciugavano le casse dello stato, a scapito dei tanti servizi a cui ognuno avrebbe avuto diritto, non ultimo quello delle cure mediche che, prime fra tutte, uno stato civile non dovrebbe assolutamente negare ai propri cittadini. Gli “onorevoli”, così si fanno chiamare, dimostrano giornalmente la loro incompetenza pur dichiarandosi sereni, innocenti e casti, ma sempre al servizio del cittadino….. e così a noi, poveri illusi ad oltranza, non rimane che nutrire l’unica possibile speranza: che al più presto Papa Francesco si adoperi per riconoscere la santità ad ognuno di loro. Chissà perché poi i risultati e lo stato sociale del nostro bel paese dimostrano l’esatto contrario e, la Sanità, è decisamente il fiore all’occhiello (appassito evidentemente), che a nessun italiano, con un minimo di buon senso, verrebbe in mente di ostentare. Parlare di “Corsia medica d’emergenza” vuole essere una bella provocazione, chissà poi quante volte sarà davvero una soluzione per i pazienti scontenti, nei confronti del nostro sistema sanitario. Dopo le chiusure dei vari pronto soccorso marsicani, regionali e statali avvenute per tagliare le spese eccessive, i cittadini, che ancora non si rendono conto di cosa li attenda nel tempo a venire, continuano a votare ignari, garantendo agli “eletti” privilegi e pompe magne con cui continueranno a maturare sconfitte e risultati inadeguati in ogni ambito, pensando, come sempre, solo ai loro egoistici privilegi e tornaconti. La persone ormai vagano come automi attoniti, raggirate da false promesse e anestetizzate a tal punto da non riuscire a capire, attraverso quali prese per i fondelli, da destra, dal centro e da sinistra, siano manipolate. Esse aspettano invano come bambini “innocenti” regali da Babbo Natale, che, come ogni anno, il prossimo dicembre, tornerà ad elargirli sotto l’albero dell’inganno. Beati quelli che ancora ci credono! I politici giocano con la nostra pazienza e riescono ancora abilmente a manipolarci, abbindolandoci con chiacchiere con cui ottengono decisamente risultati oggettivi……….per sé stessi e solo per sé stessi, chiaramente! Fanno finta di schierarsi e ci fanno abboccare come pesci all’amo della menzogna, raccontandoci che esiste una qualche ideologia verso cui tendere, poi però cambiano partito ad ogni legislatura, così continuano a disorientare il popolino credulone, solo e soltanto per i loro assurdi e comodi vantaggi. Svegliamoci!! Le preghiere che un tempo venivano fatte a Dio e ai Santi, da un po’ di anni in Italia vengono rivolte ai politici, nella vana speranza che un giorno, una qualche intercessione, possa essere accolta. Certo se ognuno di noi agisse attraverso le proprie capacità non avremmo bisogno di genufletterci a questi signori del potere che una cosa certamente la sanno fare: pensare ai fatti propri con estrema eleganza e faccia tosta. Oggi i problemi di tipo sanitario che da tempo venivano tenuti nascosti, si stanno manifestando giorno dopo giorno. Questa, ovviamente, non è un problema solo Marsicano o Abruzzese, ma ovunque in Italia il dramma sembra accrescersi, assumendo dimensioni scioccanti. Ma tutti quelli che si sono susseguiti al governo centrale e regionale dicono di aver fatto il loro dovere!!! Quale!? Mi dispiace davvero per quei pochi medici che si stanno trovando nei pronto soccorso oberati da tantissimo lavoro e con scarsissime risorse ospedaliere, che vanno dall’insufficiente numero dei posti letto agli inadeguati presidi medici d’urgenza. Essi sono rimasti gli unici “parafulmini” di un sistema marcio ed mal funzionante. Gli interventi di pronto soccorso sembrano aumentare considerevolmente, la popolazione aumenta, i costi aumentano, le patologie aumentano…… i posti letto e gli operatori sanitari diminuiscono. La speranza è l’ultima a morire…..si, ma intanto il popolo soffre, si incazza e lui si che muore, viste le inadeguatezze strutturali e, ohimè, troppo spesso, anche professionali che drasticamente vengono pian piano alla luce.

In un momento in cui la sanità ha l’ossigeno, e la politica non riesce a garantirci un bene primario come questo, poche sono le alternative e meno le via d’uscita. Se questo stato non è in grado di garantirci il diritto alla salute figuriamoci il resto. E visto che il proverbio dice che è meglio un magro accordo che una grassa sentenza, le persone evidentemente cercano altrove le opportunità per migliorare la propria salute, intervenendo ahimè, di tasca propria.

“Corsia medica d’emergenza” è una nuova rubrica con la quale spero di soddisfare la vostra curiosità, descrivendo le mie ed altrui esperienze professionali con cui ho avuto modo di confrontarmi. Attraverso essa desidero percorrere strade nuove e certamente sconosciute ai più; la medicina ufficiale non ha mai permesso alle persone di trovare alternative o possibilità che non siano legate esclusivamente a percorsi medici preesistenti, troppo spesso da terzo mondo, obsoleti e inconsistenti che non portano sempre a risolvere i problemi dei pazienti in particolare di quelli che non si possono permettere Ospedali di lusso o cliniche private. Non ci si deve meravigliare allora se nel nostro bel paese tutto va a rotoli e funziona con modalità assolutamente deprecabili e non condivisibili con le quali  giornalmente siamo costretti ad imbatterci.

Il mio stupore nasce dal fatto che dalle nostre parti vige ancora un atteggiamento di sottomissione alle “figure” importanti, che certo non sono i saggi o gli anziani come accade nelle culture orientali in cui vengono giustamente rispettati e presi come esempi da imitare, ma, in ordine crescente, preti, politici, e medici. Certamente tra gli ecclesiastici è più facile trovarne con doti d’introspezione, elevata spiritualità, capacità di empatia, altruismo ed amore per il prossimo, mentre, tra le restanti figure di riferimento, è davvero difficoltoso individuarne, ma noi siamo positivisti nati e li stiamo aspettando con ardore! La maggior parte di essi palesano efficacemente il loro delirio d’onnipotenza e la loro arroganza e presunzione ad ogni occasione. Riconosciamo però che la colpa è soprattutto nostra! Perché dovremmo imporci e ad avere garantite per noi stessi spiegazioni e risposte degne di considerazione, che rendano giustizia, anzitutto alla nostra Anima e poi al nostroruolo di cittadini con diritti “eroicamente” acquisiti! In molti sanno quanto talune persone siano lontane da una presa di coscienza che tenda verso un’evoluzione e una consapevolezza del Sé. Il medico e il politico di turno hanno ancora un potere enorme sulle nostre coscienze, ma ancora non ci rendiamo conto del lavaggio del cervello che subiamo per questo. Posso pensare che una qualsiasi di queste figure risulti importante per noi se riuscissero a soddisfarci appieno e ci garantissero quel servizio e quei risultati  per cui si sono impegnati da un punto di vista professionale e deontologico, ma ahimè sappiamo che, troppo spesso, così non è. “Corsia medica di emergenza” vuole essere una rubrica che vi orienti adeguatamente e gradualmente verso le innumerevoli possibilità e alternative mediche esistenti verso cui la natura e Dio, ci guidano ogni giorno della nostra esistenza. La medicina ufficiale dà pochissime alternative curative alle numerosissime patologie e disfunzioni con le quali siamo abituati a confrontarci quotidianamente e quello che racconterò sarà l’esperienza mia personale attraverso la Medicina Osteopatica con cui lavoro ottenendo grandissime soddisfazioni e veri e propri casi di ripristino alla salute e normalità! Le persone che leggono da tempo gli articoli che scrivo probabilmente saranno curiose di conoscere le situazioni in cui mi sono sovente trovato, le problematiche che ho incontrato ed i vari tipi di approccio alla malattia con cui ho riempito le mie giornate nel rispetto, nell’affetto e nell’amore per la mia professione, ma soprattutto per le tante Anime che ho avuto la fortuna d’incrociare in questi anni. Questa idea nasce di getto, ma visto il successo che i miei articoli, che da più di un anno  propongo alla vostra illuminata attenzione, hanno avuto, ritengo giusto proporvi il mio vissuto professionale fatto di retroscena, speranze, timori e dubbi che ho potuto riscontrare tra le ormai innumerevoli persone che si sono avvicinate alle Nuove Medicine. Questa rubrica si alternerà ad articoli specifici come è stato fatto finora, riguardanti le modalità con cui alcuni disagi vengono affrontati in ambito terapeutico e professionale. Buon viaggio!

 

IL BAMBINO CHE HA RISCHIATO DI ESSERE INGIUSTAMENTE OPERATO.

Erano le 14 di un pomeriggio piovoso e, diversamente  dal solito, visto che a quell’ora spengo il mio cellulare, nel lasciarlo acceso, ricevo la telefonata di una mia amica, nonché paziente che ho avuto modo di visitare tempo prima. “Antonio, scusa l’ora, ma avrei un’urgenza! Sono stata chiamata da una mia carissima amica che è disperata per l’esito di una visita medica che è stata fatta a suo figlio proprio questa mattina a Roma. Lei sta piangendo disperatamente perché il chirurgo ha prospettato per il figlio di nove anni un intervento chirurgico da qui a poco. Potresti visitare il bambino? La mia risposta era lecita: “ Se il chirurgo ha detto questo evidentemente sarà così, perché pensi che si possa evitare questo intervento? Non so- rispose lei- vorrei che visitassi il bambino.

Accettai e trovai uno spazio per quello stesso pomeriggio, visto che mi trovavo in città. Alle sedici si presentarono la mia amica con la signora, il marito ed il bimbo. Il piccolo era impaurito e poi capirete il perché. Intenerito da quella tondeggiante faccina spaurita, con fare sereno, riuscii a rassicurarlo dicendogli che non gli avrei procurato alcun dolore durante la visita. Il bimbo annuì e, socchiudendo gli occhi con un gesto di tenerezza, accettò la mia proposta! Si tranquillizzò! Così non fu per la madre che invece era disperata e piena di timori, mentre il marito nascondeva, attraverso il suo volto emaciato, la preoccupazione per una mia eventuale conferma del precedente ed estremo verdetto pronunciato poche ore prima. All’esame radiologico al bimbo era stata riscontrata una Scoliosi dorsale. Con tale referto i genitori si recarono, insieme al figlio, presso un noto ospedale romano, specializzato per patologie dell’infanzia. Li il primario con la prosopopea tipica e gravosa di chi sa tutto lui iniziò a parlare: “Questo bambino ha grandi e gravi problemi, oltre alla scoliosi che si evidenzia con la lastra, presenta un’asimmetria dell’arto (una gamba più corta rispetto all’altra) e un gibbo (gobba) marcato, per questo motivo va assolutamente operato alla colonna vertebrale. L’intervento sarà fatto da me personalmente ed eviterà al bambino di avere ulteriori problemi in futuro”. I tratti incoerenti di un soggetto dedito ai fumi dell’ego, imbevuto di delirio d’onnipotenza, si manifestarono evidentemente forti e decisi, lasciando i genitori impauriti e frustrati per l’impossibilità di manifestare qualsiasi contraddittorio, lecito per l’occasione. Mentre il “Maestro” dall’alto della sua grazia e capacità relazionale parlava, il bambino dov’era? Ma li chiaramente! Proprio vicino a lui! La madre scoppiò a piangere e il bimbo….immaginate voi cosa può accadere al cuoricino di un bambino così piccolo con una madre che piange disperata. Ecco perché al mio cospetto il fanciullino era terrorizzato! E’ violenza questa? Fate voi! Il padre, più forte nella circostanza, mi disse che avrebbe fatto pazzie affinché quel “professore” evitasse di parlare in modo così duro ed ingrato davanti a quell’Anima innocente. Ma il “professore” non aveva avuto il necessario tatto per evitare di “trarre il dado”, traumatizzando il bambino! Giudicate voi! Impariamo a reagire e pretendiamo da chiunque, medico o politico che sia, il giusto rispetto e l’adeguata informazione di cui abbiamo diritto! Questo è un caso di violenza da Telefono Azzurro! Purtroppo ne esistono tante perpetrate in tal guisa, ma nessuno le considera e le punisce! In Italia si pensa a multare chi maltratta gli animali- giusto per carità- mentre si sorvola su questo tipo di violenza, che rimane, lo sapete perfettamente, sovente indelebile nel vissuto emozionale di un essere umano. Questo però non sembra essere così importante! Incredibili punti di vista! Comunque, tornando a noi, di primo acchito, non vedevo il bambino messo così male fisicamente, guardai la lastra, lessi il referto e mi cimentai curioso anche alla lettura della “sentenza” del primario. Da paura! Non ebbi parole! La lastra, comunque, evidenziava una Scoliosi Idiopatica (indica una malattia non dovuta a cause esterne note, ovvero senza causa apparente, che presenta un’eziopatogenesi nascosta), su cui personalmente non mi trovavo d’accordo, ma lo tenni per me. Il primario invece, secondo il mio punto di vista, aveva esagerato nel fare diagnosi. Mi venne immediatamente all’occhio un particolare interessante nel paziente: aveva problemi esasperati a livello occlusale, la chiusura delle arcate dentali non era fisiologica e presentava una posizione incoerente dei denti. Da un punto di vista diagnostico è fondamentale valutare se il paziente è affetto da scoliosi strutturale o da semplice atteggiamento scoliotico. Non bisogna sottovalutareil potenziale evolutivo di una scoliosi strutturata che può portare aconseguenze importanti; allo stesso modo scambiare un semplice vizio posturale per una scoliosi può portare a proporre terapie lunghe, costose e spesso inutili se non dannose. Feci la mia visita: importante atteggiamento scoliotico, con presenza di rotazione, anche se non grave, del tratto dorsale; piedi piatti in maniera evidente; era vero che si evidenziasse un arto più corto e uno più lungo, ma qui dissento alla grande riguardo ai sistemi da prima guerra punica che ancora si usano in Italia per diagnosticare una disfunzione simile!

Sono anni che noi Osteopati andiamo dicendo che questa asimmetria del’arto può essere tranquillamente normalizzata, spesso anche con una sola seduta (non in caso di una scoliosi importante ovviamente, ma in generale), in quanto essa è spessissimo il frutto di una posizione dell’osso sacro che non è in linea con le creste iliache e con la colonna vertebrale. (Leggasi miei articoli precedenti: Artrosi Coxo-femorale). Questa incoerenza degli arti può portare con il tempo ad un compenso della colonna vertebrale così da evidenziare attraverso esame radiografico la manifestazione di una atteggiamento scoliotico o di una scoliosi. Torno a precisare che nella scoliosi è presente anche la rotazione della colonna vertebrale, rispetto all’atteggiamento scoliotico in cui non si riscontra. Queste due disfunzioni, differenti in modo estremo fra loro, si possono spesso trattare con l’osteopatia con  risultati a volte sensazionali ed evidenti all’occhio! Lavorando nello stesso tempo sull’occlusione del paziente, ove se ne trovasse la necessità, attraverso un presidio odontoiatrico adeguato o anche sull’intestino per esempio, con Omeopatia o Fitoterapia si può aiutare in modo più consistente una persona. In molti casi di asimmetria dell’arto, in assenza di scoliosi, in ortopedia e medicina classica viene consigliato il “plantare”, blasfemo presidio, il cui elevatissimo costo- minimo 150 euro- non ne giustifica il valore, ma soprattutto non ne garantisce la funzionalità e l’efficacia in quanto non risolve proprio alcun problema di tal tipo. Infatti come si può pensare nel 2014 di compensare e tantomeno normalizzare un arto o una struttura come la colonna con una “zeppa” da manovale- consentitemelo-  senza trovare la causa del problema? Siamo portoni di legno o esseri umani con un corpo flessibile e capace di riadattarsi se “plasmato” da abili e flessibili mani? E poi quel plantare innesca un compenso neurovegetativo con tendenza a riadattamenti forzati che con il tempo possono portare a vere e proprie “lesioni osteopatiche”. Altra domanda! In casi come questo chi può stabilire se un arto è più corto, oppure è l’altro che è più lungo? Purtroppo per coloro che tendono a mantenere obnubilate le menti e a bloccare l’evoluzione, solo la Medicina Osteopatica può svelarvi l’arcano attraverso verifiche e misurazioni specifiche per individuare il tipo di disfunzione che è in atto e da quale parte del corpo deriva (può anche essere un problema derivante dalla testa per esempio). Se i vostri figli hanno un arto più “corto” non mettete mai il plantare, se non in caso di estrema necessità, almeno non prima di aver fato una visita da un Osteopata, diversamente, certamente non risolverete alcun problema! La famiglia del bimbo e la mia amica erano in attesa che mi pronunciassi! Come dicevo il paziente non presentava problemi così grandi, secondo il mio modesto parere, da dover intervenire chirurgicamente e fu questo che dissi al padre e alla madre, ma, come era chiaro, non fu sufficiente per risollevare gli animi. La violenza psicologica  perpetrata con classe e nonchalance era tale e tanta che non riuscii a convincerli. Così dissi loro: “Per me non ha alcun bisogno di intervento, state tranquilli e vi farò immediatamente vedere come cambiano le cose in pochi minuti”. Per alleggerire l’atmosfera coinvolsi il padre del bambino e gli feci verificare la differenza di lunghezza tra una gamba e l’altra, poi feci osservare i piedi come erano tendenti al piattismo e in seguito feci verificare il torace, che in realtà presentava una tendenza alla torsione verso sinistra con la spalla dello stesso lato più bassa, tanto da indurre il primario a dire che c’era un gibbo evidente. Individuai la direzione del sacro che presentava una torsione posteriore e con alcune manovre dolci ed indolori riallineai e normalizzai la lunghezza degli arti inferiori. Lavorai con tecniche strutturali e di Bilanciamento tensionale legamentoso sulle gambe e sui piedi ed individuai una costa (costola) destra bloccata in espirazione. Che significa? Questa disfunzione può sembrare una sciocchezza, mentre invece nasconde un aspetto che si dimostra incisivo per il paziente che la manifesta e per le diagnosi che vengono spesso fatte in casi del genere. Un blocco costale oltre a portare disfunzioni evidenziabili strutturalmente (gibbo, rotazione del torace e altro) può altresì portare a sintomi come un respiro corto o difficoltà di espansione toracica! In fase di inspirazione il torace non espande e quindi la persona ha la sensazione che non entri aria nei suoi polmoni e in più, il muscolo Diaframma (muscolo inspiratorio più importante) non esalta al massimo la sua espansione e la sua escursione funzionale è limitata. Altro punto importante da considerare: il  blocco di una costola porta spesso il torace a girare su sé stesso, facendo si che la colonna si adatti a tale torsione, così da portare con il passare del tempo un atteggiamento scoliotico che causa sintomatologie algiche su vari distretti della colonna e della gabbia toracica. Altro grave problema che sovente si evidenzia con una costola “bloccata” è un’aritmia cardiaca. I gangli spinali del Sistema Nervoso Simpatico che aiutano il ritmo del cuore potrebbero subire delle compressioni così da alterare il ritmo cardiaco con tachicardie o bradicardie che compaiono all’improvviso e, spesso, non vanno più via. Ancora vorrei evidenziare tanti altri problemi come quelli allo stomaco legati al reflusso gastroesofageo ed altro, ma mi fermo qui; la Medicina Osteopatica avrebbe ancora tanto da dire riguardo a questa “piccola” disfunzione costale che, evidentemente, tanto piccola non è, viste le ripercussioni sui vari distretti e organi, vicini e lontani. Il bambino in questione presentava un blocco costale che portava il torace verso la rotazione, così che nella lastra si evidenziava questa torsione che appariva come una scoliosi. Riportando lentamente, con manovre specifiche, la perfetta funzionalità e dinamicità bilanciata dell’osso sacro tra le ossa iliache, di tutte le costole e dello sterno del bambino insieme alla manipolazione della testa, potei finalmente ascoltare la “quiete” del suo corpo e il ritmo della normalizzazione; mentre tutto fluiva invitai il bimbo a scendere dal lettino. Questa “operazione” è durata circa quaranta minuti ed è stata incruenta e non invasiva. Chiedo a questo punto al padre del bimbo di verificare nuovamente la lunghezza degli arti inferiori e accoglie la mia richiesta. Con somma sorpresa le gambe erano “uguali”, avevano la stessa lunghezza. I piedi piatti che avevamo evidenziato inizialmente erano tenacemente migliorati ed il gibbo era come svanito nel nulla! Non c’era più! Va altresì evidenziato che con questa singola manipolazione osteopatica non avremmo risolto per sempre le sorti della colonna e dei piedi o delle gambe del paziente, perché nel frattempo il bambino doveva procedere con l’ortodonzia. Fu fatto! Nell’arco dell’anno al bambino fu messo un apparecchio modulare odontoiatrico con il quale gradualmente si correggeva la posizione dei denti e con sedute osteopatiche quindicinali e in seguito mensili si è arrivati dopo tre anni a normalizzare perfettamente tutto il corpo dell’adolescente. Sparito l’arto più corto, sparito il gibbo, spariti i piedi piatti! Magia!!! No, professionalità, abnegazione, studio, il tutto condito con amore per la verità, pazienza e tolleranza nei confronti di molti che ostacolano e rallentano le vera conoscenza e disorientano le persone misconoscendo diritti e volontà di scelta libera e incondizionata di cui hanno innegabile necessità. Vorrei ricordare a questi grandi “Maestri” di arte Medica che, quel che è giusto per un paziente non è dogmatico e prestabilito, visto che ogni paziente è una funzione specifica e a sé stante, ma ciò che dà risultati verificabili scientificamente. La scienza è conoscenza esatta e verificabile per cui se si accetta questa definizione bisogna accettare i risultati resi evidenti da fatti e non da chiacchiere, che sono quelle che sento fare giornalmente nei corridoi del presunto “sapere” da figure che detengono, purtroppo, ancora il potere sull’uomo e, peggio, sulla sua Anima. Se è vero che le chiacchiere se le porta il vento, chiedo al vento di portarsi via soprattutto chi le fa; la nuova umanità, quindi noi, abbiamo bisogno di fatti e non parole! Non si può più tollerare chi crede di fare le veci di Dio sulla terra, specialmente quando si tende verso un vicolo cieco, dove la luce della consapevolezza muore e non può alimentare più menti e Anime affini che anelano ad un mondo nuovo, fatto di risultati e atti tangibili e non di  chiacchiericci ingannevoli, falsi, presuntuosi e pretestuosi.

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Abruzzo

Avezzano Rugby, al via la stagione 2018

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Avezzano –  

Tutto pronto per la festa del rugby che si terrà domani presso lo stadio di via dei gladioli ad Avezzano a partire dalle 14 e 45 con un festival del minirugby e si protrarrà fino a tarda  sera. La società giallonera, guidata dal presidente Alessandro Seritti, nel corso della manifestazione consegnerà le borse di studio Elio Seritti, storico dirigente giallonero,  ai giovani atleti della società che si sono contraddistinti per meriti scolastici e sportivi.  “ Ripartiamo per una nuova stagione sportiva con grande entusiasmo – ha dichiarato il presidente Seritti –  ai nastri di partenza schiereremo ben otto categorie di atleti, a partire dai piccoli dell’under 6 fino ad arrivare alla squadra seniores, rispettando in pieno tutti gli obblighi sportivi imposti della nostra federazione”.

Dopo la consegna delle borse di studio si terrà anche un triangolare seniores che vedrà impegnate oltre all’Avezzano Rugby, guidata dal neo allenatore Pierpaolo Rotilio al suo esordio stagionale sulla panchina giallonera, anche due compagini laziali, Arnold Spartaco e Civitavecchia. “ L’arrivo di Pierpaolo Rotilio ha portato entusiasmo in tutto l’ambiente – ha specificato Seritti – e grazie anche alla figura di Vincenzo Troiani, come collaboratore esterno, siamo fiduciosi di disputare il campionato di serie B a buoni livelli; inoltre – ha sottolineato Seritti – l’inserimento di Carlo Cerasoli porterà sicuramente fiducia ed esperienza al reparto di mischia di una squadra, ancora e per fortuna, molto giovane. La nostra resta sempre una squadra del territorio – ha concluso –  e ringrazio oltre a tutti i ragazzi che continuano a divertirsi con noi sul campo, senza di loro sarebbe impossibile parlare di rugby ad Avezzano, anche i componenti dello staff tecnico la cui passione passione va oltre ogni ostacolo”.

Nell’ambito della cerimonia di consegna delle borse di studio uno dei premi lo consegnerà Rosa Pestilli, presidente dell’associazione sindacale datoriale Conapi L’Aquila. ” Il premio dedicato a “Elio Seritti” è un momento che crea un legame speciale tra lo sport, la famiglia e la scuola – ha dichiarato Rosa Pestilli – premiare i bambini e i ragazzi che si sono distinti per i loro percorsi scolastici e sportivi vuol dire trasmettere e riconoscere l’importanza dei valori che li porteranno ad essere uomini e professionisti migliori”.

 

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La Marsica Sportiva

Grande colpo dell’Angizia Luco: firma Kian Newell

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L’Angizia Luco completa il suo organico: è ufficiale la firma della punta Kian Newell.

E‘ ufficiale l’approdo all’Angizia Luco del bomber Kian Newell, attaccante classe ’99 che andrà a completare la rosa messa a disposizione di mister Giordani.

Di origini canadesi, Newell ha militato in passato nell’Eurostar Academy, nell’Atletico San Luqueno e nel Terracina Calcio: è dunque lui l’attaccante che il neo-presidente Omar Favoriti aveva promesso alla piazza, un’autentica ciliegina sulla torta che sarà da subito integrata nella rosa.

Pronto a dare il meglio con la maglia dell’Angizia, Newell ha dichiarato che “questa esperienza rappresenta per me una grande opportunità dal punto di vista professionale: spero tanto di fare bene e di contribuire alla crescita della squadra“. Significativo, poi, il ” ringraziamento al presidente Omar Favoriti per l’opportunità che mi sta dando: spero di ripagare al meglio la sua fiducia!“.

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Calcio

Grande vittoria dell’Angizia Luco contro il Pucetta

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L’Angizia Luco batte 6 a 0 il Pucetta ed accede al turno successivo di Coppa Italia di Promozione.

L‘Angizia Luco supera con un secco 6-0 il Pucetta in quel di Magliano dei Marsi e, bissando il successo dell’andata, si qualifica per il Secondo Turno di Coppa Abruzzo. In attesa del tanto invocato attaccante, il club del neo-presidente Favoriti si mostra comunque squadra già fatta e completa, volando sulle ali con Di Girolamo e Margagliotti e trovando un geometra come pochi altri grazie al rientro di Osvaldo Morelli in mezzo al campo. Un risultato, questo, che ha il sapore del clamoroso se si pensa alla situazione di venti giorni fa: il club luchese, infatti, non aveva nemmeno la certezza di iscriversi alla prossima Promozione, il mercato era del tutto bloccato e gran parte dei giocatori migliori erano già stati accostati ad altri club.

Il Pucetta, dalla sua, conferma le difficoltà seguenti alla piccola rifondazione avvenuta in estate: con un’età media bassissima e giocatori che stanno iniziando a trovare le reciproche misure, ci sarà ancora bisogno di tempo per dare un giudizio al lavoro di mister Giannini e della società.

Nel match, mister Giordani schiera l’Angizia puntando sulla forza degli esterni: Margagliotti si conferma giocatore di categoria superiore, in grado di rientrare con estrema facilità dalla sinistra per mettere pericoli in mezzo col suo destro; Di Girolamo, invece, continua a far valere un’accelerazione senza pari, con Briciu già in forma campionato nonostante la conferma di appena due giorni fa. Il vantaggio è presto servito: già al 13′, su tocco di prima illuminante di Margagliotti, Di Girolamo brucia l’avversario e mette in mezzo per Briciu, fortunato nella conclusione dopo un primo controllo fallimentare davanti a Dell’Unto. La risposta del Pucetta, affidata al solo Salvati, Proietti davanti, latita, così il raddoppio ospite è servito al 20′: cross al bacio di Margagliotti e doppietta per Briciu con un colpo di testa nell’area piccola.

Il primo tempo racconta di un controllo costante dell’Angizia, mentre il Pucetta riesce a rendersi davvero pericoloso solo 35′, quando Di Silvio chiama al miracolo il portiere luchese D’Innocenzo. In pieno recupero, poi, arriva il 3-0 degli ospiti: punizione dalla destra, respinta di Dell’Unto su un colpo di testa da due passi e tap-in di Ciaprini.

Con il discorso-qualificazione ampiamente chiuso già nel primo tempo, la ripresa vede l’Angizia tenere saldamente in mano le redini del gioco. Briciu firma la tripletta al 47′ su assist al bacio di Morelli, Cinquegrana trova il 5-0 con un gran sinistro da fuori ed il giovane Di Battista, appena entrato, colpisce per il 6-0 sull’ennesimo lancio illuminante di Morelli. Il Pucetta, invece, si rimette a qualche intuizione del subentrato Fusarelli, restando in 9 per le espulsioni di Incerto e Silvestri.

Finisce con un palo di Margagliotti, mentre il pubblico di fede luchese esulta sulle tribune urlando “Grandi ragazzi!”: il nuovo corso della società marsicana sembra esser partito davvero con il piede migliore.

 

Il Tabellino

ASD Pucetta – Angizia Luco 0-6 (13′ Briciu, 20′ Briciu, 45’+1′ Ciaprini, 47′ Briciu, 62′ Cinquegrana, 66′ Di Battista)

ASD Pucetta: Dell’Unto; Paolini, Castellani, Chiucchiarelli, Di Silvio; Liberati, G.Tarola (54′ Di Giovanbattista), Silvestri; Incerto, Salvati Proietti (55′ Fusarelli), Romani. All. mister Corrado Giannini.

Angizia Luco: D’Innocenzo; Di Giamberardino (83′ Venditti), Ciaprini, Venditti, Ranieri; Cinquegrana (77′ Angelucci), Morelli (73′ Shero), Zangari (65′ D’Aurelio), Margagliotti; Di Girolamo, Briciu (70′ Di Battista). All. mister Gianluca Giordani.

Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Ammoniti: Paolini (Pucetta); Ranieri (Angizia Luco)

Espulsi: 64′ Incerto per rosso diretto (Pucetta), 81′ Silvestri per doppia ammonizione (Pucetta)

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La Marsica Sportiva

DANIELE DI GIROLAMO E’ UFFICIALMENTE UN GIOCATORE DELL’ANGIZIA LUCO

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L’esperto Daniele Di Girolamo, classe ’89, è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Angizia Luco.

Sarà Daniele Di Girolamo, attaccante esterno classe 1989, il primo rinforzo per la linea offensiva dell’Angizia Luco targata Omar Favoriti.

Dopo aver passato l’ultima stagione in quel di Celano (10 le realizzazioni con il club castellano), l’ala ha ufficializzato la sua scelta: sposerà dunque la causa dell’Angizia, proprio come fece già nel 2016/17 (anno in cui realizzò addirittura 13 marcature). Positiva anche la stagione 2015/16, quando, in quel di Sulmona, Di Girolamo mise a referto 10 reti.

“L’anno più bello per me è stato il 2016/2017, anno in cui ho giocato il campionato con l’Angizia. Mi ha regalato tantissime emozioni…” ha raccontato, in esclusiva per Centralmente Sport, Di Girolamo “una tifoseria unica dentro e fuori dal campo, una società ed uno staff seri e competenti, compagni amici ed una piazza che merita tanto! Si torna sempre dove si è stati bene e con il cuore sono sempre stato qui. Forza Angizia!”.

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Abruzzo

Dieci arresti della Guardia di finanza per un giro di certificati falsi. Coinvolti politici, medici, imprenditori, e pubblici ufficiali (Video)

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AVEZZANO – Una “fabbrica di certificati falsi” allestita nel proprio studio medico. Era destinata a personaggi di ogni genere: dal politico al medico, del dipendente pubblico al pregiudicato fino a pubblici ufficiali. Questa mattina all’alba, quando ad Avezzano è scattata l’operazione “Tutti per uno”, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di L’Aquila, ha “chiuso i battenti.

Emessi dieci ordini di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari emessi dal Gip del Tribunale di Avezzano, su richiesta della Procura marsicana, nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di frode processuale, corruzione, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.

L’indagine è iniziata con accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Avezzano nei confronti di soggetti pubblici e privati del settore sanitario. In seguito l’attenzione investigativa si è concentrata su un’importante impresa sanitaria il cui amministratore pagava “bustarelle” ad impiegati e ufficiali pubblici per avere falsi certificati medici in favore della sua famiglia, della moglie in particolare.

Più precisamente, sono emersi chiari elementi di prova circa la redazione di certificati falsi, dietro pagamento di somme di danaro, da parte di un medico psichiatra responsabile del Centro di igiene mentale (C.I.M.) della A.S.L. di Avezzano, il cui studio è stato sottoposto ad intercettazione ambientale ed a monitoraggio video. Ne esce un film dettagliato sugli accadimenti. “Non ti fare la barba, fatti vedere trasandato”. “Se ti fanno delle domande fai finta di non capire tu hai la demenza senile”. “Stai a casa a letto per qualche giorno”.  Questi alcuni dei consigli che il medico non risparmiava ai suoi “pazienti”. E poi, i soldi, in contanti, passati di mano in mano per quelle prestazioni illecite. L’imprenditore, il politico locale, il medico di pronto soccorso, il dipendente della multinazionale, ma anche il vecchio migrante, il pluripregiudicato. Persone di ogni genere quelle che si rivolgeva a lui per avere documenti falsi grazie ai quali presentare domande risarcitorie all’esito di sinistri stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità o di esonero dal presenziare ai processi.

I casi più eclatanti hanno riguardato: la produzione di elementi di prova fittizi per incrementare le richieste risarcitorie che un politico, noto a livello locale per aver ricoperto l’incarico di consigliere regionale, aveva avanzato ad un importante società assicurativa; l’elaborazione di false certificazioni a favore di un altro medico per evitare a quest’ultimo il trasferimento di sede; l’attestazione di patologie inesistenti fornita ad un noto pregiudicato che si era rivolto a lui per ottenere certificazioni sanitarie che lo esentassero dal presenziare ai processi a suo carico; il riconoscimento di false malattie psicosomatiche a due pubblici dipendenti che consentivano, ad uno, di assentarsi dal lavoro per periodi prolungati, e, all’altro, di ottenere l’esonero dalle attività lavorative pur mantenendo lo stipendio; l’induzione in errore di un consulente del lavoro nominato dal Giudice del Lavoro di Avezzano che, grazie alle false certificazioni, riconosceva ad una donna una pensione di invalidità ai danni dell’INPS.

 

 

 

 

 

 

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Avezzano. Ai nastri di partenza la fiera campionaria “Magia del Fare”

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Tutto pronto per il taglio del nastro della quinta edizione della Fiera di Avezzano “Magia del Fare”, patrocinata dal Comune di Avezzano. L’appuntamento si svolgerà all’interno del centro fieristico marsicano, nel nucleo industriale di Avezzano, per quattro giorni, da sabato 28 aprile a martedì Primo maggio, dalle 10 alle 20.

L’evento è organizzato dalla cooperativa L’Orizzonte di Massimo De Luca e Enza Di Nino e ha ottenuto il patrocinio anche della Camera di Commercio dell’Aquila, Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confagricoltura e Conapi L’Aquila.

La manifestazione è stata presentata questa mattina, nella sala consiliare, dal sindaco Gabriele De Angelis e dall’assessore alle Attività produttive Rocco Di Micco, che ha curato l’iter burocratico dell’organizzazione. Presenti anche il vice sindaco Lino Cipolloni, gli assessori Felicia Mazzocchi e Chiara Colucci e i consiglieri Arianna Stati e Leonardo Rosa.

L’assessore Di Micco ha elogiato chi in città “si dà da fare, lavorando e portando il nome di Avezzano anche fuori Regione” e ha assicurato che sta già lavorando con altri Enti per farsì che la Fiera cresca sempre di più.

“Mi fa piacere vedere che ci sono tanti giovani del territorio che sono già degli imprenditori vincenti e che in questi giorni saranno il volto della nostra città”, ha detto il sindaco De Angelis, “so che la Fiera sarà non solo esposizione ma anche eventi di spessore, dove si parlerà di Industria 4.0, mercato del lavoro, progetti accreditati contro la violenza alle donne, promozione del turismo e valorizzazione dei prodotti locali”.

Alla conferenza sono intervenuti anche Rosa Pestilli, che insieme ai suoi collaboratori ha illustrato il programma delle conferenze organizzate con il Conapi (Associazione sindacale datoriale artigiani e piccoli imprenditori della Provincia dell’Aquila) e Andrea Di Cintio, titolare di Eurocash. Entrambi i giovani imprenditori hanno investito nella Fiera, occupando le due aree espositive maggiori. Di Cintio ha illustrato il progetto che porta avanti già da qualche anno, in collaborazione con il Parco Sirente Velino, grazie al quale l’emergenza cinchiali si sta trasformando in prodotto di qualità, certificati e molto apprezzati.

Benedetta Cerasani, presidente dell’Associazione di promozione sociale “I girasoli” ha illustrato l’offerta dello stand dedicato ai servizi sanitari offerti dalla Casa di Cura medico-chirurgica “L’Immacolata” di Celano e la partecipazione all’evento Fiera di numerose associazioni che si occupano del Sociale, che arriveranno anche da fuori Regione. Con lei anche Daniela Senese che da qualche anno porta avanti nella Marsica il progetto “La Casa delle Donne”.

Presente per la prima volta anche lo stand del Comune di Tagliacozzo, che ha scelto di investire sulla promozione turistica allestendo una propria area curata da Mary Louisa Benigno, Raffaele Castiglione Morelli, Marco Maiolini e Maicol Venturini.

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Abruzzo

Avezzano, si riaccende anche il focaraccio dei commercianti

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Avezzano:  come lo scorso anno Confcommercio ed i Commercianti di Avezzano, vogliono ridare vita al “FOCARACCIO” dei Commercianti, proseguendo l’iniziativa di Don Claide, parroco della Cattedrale Dei Marsi, con la collaborazione di Savina Mazzocchi ed Amedeo Figliolini.

Un evento simbolico per “riaccendere” la nostra Città ripartendo dalle tradizioni, mostrare la nostra identità e magari chissa, attirare visitatori anche da fuori Avezzano.

Per Confcommercio la rivalorizzazione dei Centri Città,  passa anche attraverso il recupero di iniziative che hanno radici profonde nell’identità delle Città stesse e dei cittadini: per Avezzano la ricorrenza della Madonna di Pietraquaria  e la festa dei “focaracci”, sono di sicuro, un punto da cui poter ripartire richiamando principi religiosi e laici uniti insieme fra loro; questo è stato ciò che ha mosso 112 attivita’ economiche della Città per dare il proprio appoggio e contributo all’iniziativa.

“L’anno scorso il “focaraccio dei Commercianti” ha riscosso un gran successo di partecipazione e di unione, speriamo che l’edizione 2018 possa replicare e migliorare il numero di persone partecipanti ad una serata pensata e sviluppata per aggregare e per dare un forte segnale di unione”, sono queste le parole di Roberto Donatelli, Presidente di Confcommercio Imprese.

 

 

Fonte foto di copertina: Paesaggi d’Abruzzo

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