Abruzzo

La regione che vogliamo: da un Ente burocratico ad un Ente al servizio del cittadino

La CISL e la CISL FP auspicano che si creino le condizioni per una Regione, efficiente e vicina ai cittadini. Inoltre, ritengono fondamentale istituire subito una CABINA DI REGIA, costituita da rappresentanti delle istituzioni, della politica e delle parti sociali, che sia impegnata, in raccordo con le indicazioni del Governo, a valutare le funzioni da attribuire a ciascun livello amministrativo (comuni, Provincia – aree vaste, Unioni dei comuni) e le conseguenti ricadute sui servizi da erogare alle comunità.
In altri termini progettare per la Regione Abruzzo una nuova architettura istituzionale, che superi campanilismi ormai datati e sterili strumentalizzazioni, per costruire un sistema socio- istituzionale che sia in grado di assicurare con chiarezza lo svolgimento di competenze, servizi e funzioni, e di realizzare importanti economie nel pieno rispetto della qualità della vita da assicurare ai cittadini abruzzesi.
“Siamo consapevoli che la sfida che lanciamo alla Regione e alle Istituzioni è un’operazione complessa, che comporta un’analisi approfondita dei bisogni e dei servizi da erogare sul territorio, ridisegnare la rete dei servizi, individuare ambiti, applicare costi standard e centrali unificate di acquisti, definire i fabbisogni, le competenze, le professionalità necessarie per garantire flessibilità organizzativa, tenuta dell’occupazione, e una formazione continua del personale. In sostanza un vero e proprio “piano industriale” dei servizi della nostra Regione, – sottolineano Maurizio Spina e Vincenzo Traniello -”.
Un vero progetto di riforma non può prescindere da un pieno coinvolgimento delle forze sociali e dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni, coinvolgendo tutti i dipendenti pubblici in un processo di riordino di tutta la Pubblica Amministrazione.
“Riteniamo infatti che pensare di utilizzare lo strumento della “mobilità” dei pubblici dipendenti senza avere un progetto strategico volto a raggiungere obiettivi concreti di una maggiore incisività dell’azione amministrativa dell’Ente regione e degli Enti locali territoriali diffusi sul territorio, porti ad un populismo gratuito senza risultati- denunciano i due Segretari della CISL e della CISL FP -.”
La CISL accetta la sfida dell’innovazione e di una riforma radicale del funzionamento del pubblico impiego, con il coinvolgimento dei lavoratori e delle forze sociali per un progetto che deve puntare a valorizzare gli enti e le istituzioni territoriali attraverso nuove forme di associazionismo istituzionale, organico, e articolato su più livelli per favorire lo sviluppo e dare risposte concrete ai cittadini e alle aziende, ma più in generale alle comunità, con un’attenzione particolare a quelle periferiche e interne. “In altri termini, è necessario ridisegnare la mappatura delle istituzioni presenti nella regione Abruzzo eliminando sovrapposizioni e doppioni, che spesso rendono poco incisiva l’azione amministrativa. Non è più accettabile trincerarsi dietro la sterile polemica di campanile per perpetuare posizioni di rendita che costituiscono un ostacolo allo sviluppo dell’Abruzzo, – concludono i due Segretari-“.

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