Italia

La procura è pronta a riaprire le indagini sulla morte di Cucchi

Il caso Cucchi non è chiuso. Non lo è per la famiglia, ma nemmeno per la giustizia. «Non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia per cause non naturali mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato» dice il procuratore capo Giuseppe Pignatone al terzo giorno di polemiche aspre sulla sentenza della Corte d’assise d’appello di Roma, che ha assolto tutti gli imputati. «Se emergeranno fatti nuovi o comunque l’opportunità di nuovi accertamenti – sottolinea – la procura è sempre disponibile, come in altri casi a riaprire le indagini». È la risposta che anticipa la domanda di Rita, Giovanni e Ilaria, i genitori e la sorella di Cucchi, che da cinque anni denunciano un’inchiesta lacunosa e lottano per conoscere la verità sulla fine di Stefano, morto a 31 anni nel reparto detenzione dell’ospedale Pertini di Roma sei giorni dopo il suo arresto per droga.

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