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Abruzzo

La musicoterapia e le sue possibilità di applicazione in ambito clinico, pedagogico e riabilitativo


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L’ill.mo Prof. Gabriele Gaudieri dell’Università dell’Aquila, ha organizzato, per Venerdì 27 Febbraio, presso il Dipartimento MESVA(MEDICINA,SANITA’ PUBBLICA,SCIENZE DELLA VITA),un interessante convegno dal titolo:” La musicoterapia e le sue possibilità di applicazione in ambito clinico, pedagogico e riabilitativo”. I lavori inizieranno alle ore 09:00 e termineranno alle 18:30 con l’esibizione del gruppo musicale dei Drum Circle. Interverranno i seguenti relatori: Prof.ssa. Stefania Gianni:” La musicoterapia: definizione, metodologia e ambiti di intervento”; Prof.ssa. Natalia Tiburzi: “Intervento di musicoterapia in pazienti con ritardo mentale e comportamenti psichiatrici”; Prof.ssa.Marina Mariani, Prof.ssa.Flavia Romano, Prof.ssa.Antonella Zenga: “Musicoterapia e campi di esperienza: la musicoterapia benenzoniana in contesto pedagogico”; Prof.ssa.Marina Mariani, Prof.ssa.Antonella Zenga: “La musicoterapia nella scuola: descrizione di un intervento in una scuola di L’Aquila”; Prof.ssa.Barbara Filippi: “L’altra orchestra: gli strumenti musicali in musicoterapia”. Nella tarda mattinata , sono previste due importanti relazioni della Prof.ssa .Roncone dal titolo: “Musicoterapia e obiettivi e progetti individualizzati nei trattamenti a lungo termine in psichiatria” e del Prof. Massimo Casacchia con: “Il contributo della musicoterapia nel percorso della recovery nella malattia mentale”.La Musicoterapia, intesa come metodologia di intervento per un lavoro pedagogico o psicologico, permette di comunicare, con l’aiuto del terapeuta, attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale partendo dal principio dell’ISO (identità sonora individuale) che utilizza il suono, la musica, il movimento per aprire canali di comunicazione ed una finestra nel mondo interno dell’individuo. Dal punto di vista terapeutico essa diviene attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale, un migliore equilibrio e armonia psico-fisica. In tutte le culture dell’antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola. Il sacerdote medico (lo sciamano) sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche quella dell’uomo, è dominata dal ritmo e dall’armonia. Sapeva che la musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale, che procura benessere e che nei casi di malattia può ricostituire l’armonia perduta. La Musicoterapia si basa tre principi: ISO, che caratterizza l’identità sonora di un individuo; suono inteso come oggetto intermediario, cioè come strumento di comunicazione in grado di agire terapeuticamente sul paziente e suono come oggetto Integratore, in grado di integrare le dinamiche di comunicazione in un gruppo uniformandole. Il trattamento di musicoterapia è strutturato in incontri settimanali a seconda delle esigenze del paziente. Le sedute possono essere: individuali o di gruppo della durata di circa 60 minuti ognuno; in alcuni patologie, come ad esempio nella malattia di Alzheimer, sono consigliati tempi di partecipazione molto più brevi. l presupposto principale consiste nell’accettazione incondizionata del paziente. Qualunque atteggiamento o comportamento ha un suo motivo di essere. La lettura della diagnosi e di dati anamnestici non influenzano il modo di porsi del professionista.Il paziente, sia esso bambino, ragazzo, adulto va accolto così come si presenta. Dal primo attimo del primo incontro inizia una storia in musicoterapia che porterà verso eventi che nessuno può conoscere. Il superamento del giudizio (epokè) è un modo di vivere e rapportarsi con la realtà, che il professionista riesce a fare proprio attraverso il percorso formativo.Come scrisse Edith Stein, rapportarsi con una persona è porsi in relazione con ciò che si vede, si sente, si può toccare, ossia con la corporeità propria in relazione con la corporeità dell’altra persona. “Soggetto dell’empatia […] è il noi […] Una singola azione ed altrettanto una singola espressione – uno sguardo o un sorriso – possono perciò offrirmi la possibilità di gettarmi nel nucleo della persona” Edith Stein Il problema dell’empatia ed. Studium, Roma, 1998.Noi siamo corpo e tutto accade all’interno del corpo (emozioni, sentimenti, desideri, tensioni, irrigidimenti emotivi che si manifestano nella muscolatura, nella postura, negli sguardi, nei cambi di intonazione della voce, nei gesti, nei movimenti, in scatti improvvisi ecc). Husserl parla del Körper (il corpo fisiologico, anatomico), del Leib (il corpo che si emoziona), dello Schema Corporeo (il corpo che assume posizioni diverse negli ambienti), del “corpo vivente linguistico” (“il linguaggio è già in un contatto originario con la cosa e per questo può fare quello che fa: nominarla”) Carlo Sini Idoli della conoscenza); in musicoterapia umanistica è il Corpo vibrante, il luogo e il tempo del percepire il mondo circostante, le persone presenti, se stesso.Il Corpo Vibrante è l’esempio utile all’uomo per prolungare se stesso mediante la costruzione degli strumenti musicali. La musica è così dentro all’uomo (la Prima Orchestra, il Corpo Vibrante) da essere costantemente riproposta e ricreata in ogni tempo (la storia delle popolazioni) e luogo (la geografia).In musicoterapia il “fare musica” è ciò che consente un dialogo fatto di movimento, gesti, posture, sguardi, parole, ordine ritmico del numero. Il suono è, per sua natura, relazione perché per essere tale c’è il mondo ed il percepire il mondo. La P.N.L. esprime lo stesso concetto nella frase: “la mappa non è il territorio”, ad indicare la soggettività, la particolarità, la limitatezza di ogni percepire. Inizia il percorso in musicoterapia in quanto apertura verso il mondo, verso gli altri, verso l’apprezzamento di se stesso.Il paziente, sia esso bambino, ragazzo, adulto, è il protagonista della sua storia e delle esperienze che accadranno in musicoterapia. Attraverso lo sperimentare si verificheranno i cambiamenti interiori che caratterizzano l’efficacia di un agire terapeutico.(di Newsmaker)

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