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Cultura

La Marsica tra identità perdute e identità ritrovate

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*Professor Sergio Natalia

(Storico, esperto di marketing e sviluppo locale)

Le peculiari vicende storiche della Marsica, in particolare le forti fratture del prosciugamento e del terremoto che hanno cancellato consolidate valenze identitarie, coniugate a paradigmi geografici funzionalisti, concepiti in una logica tipicamente fordista, hanno identificato il comprensorio marsicano come terra di agricoltura ed industria. Tale assunto binario è stato ulteriormente fertilizzato dal prevalere all’interno della sinistra, a partire dal secondo decennio del novecento e soprattutto dopo le epiche lotte contro Torlonia, di classi dirigenti orientate a dare una rappresentazione del comprensorio fucense completamente schiacciata su uno schema agro-industriale. E’ da rilevare che niente è stato fatto da parte di altre forze politiche per attenuarlo. Anzi, le classi dirigenti democristiane, anche quelle borghesi, lo hanno di fatto avvalorato.

Questa particolare “narrazione” del nostro territorio è diventata nel corso degli anni, all’interno ed all’esterno, l’unico canone interpretativo del microcosmo Marsica e ha inghiottito le altre valenze territoriali. Corollario di questa distorta rappresentazione è stato, da un lato, la cancellazione, a tratti brutali, che ha accomunato l’operato amministrativo di tutti i partiti, del patrimonio storico-culturale, dall’altro, la sua progressiva marginalizzazione.

I resti del castello Orsini-Colonna non sono stati rasi al suolo, alla fine degli anni 40′ del 900′, dalla giunta frontista di Avezzano solo per il provvidenziale intervento della Soprintendenza e le amministrazioni democristiane degli anni successivi non hanno brillato quanto a difesa e valorizzazione delle emergenze artistiche e monumentali. Nella Marsica, nella maggior parte dei comuni, i governi locali di tutti i colori, guidati da logiche iconoclaste, hanno smantellato, e nei casi meno gravi, oscurato il variegato patrimonio culturale. In altri termini, lo strapotere della rappresentazione fondata sul binomio agricoltura-industria ha relegato nell’oblio i nostri beni culturali e le tradizioni culturali, ha portato ad una narrazione astorica e mitica di “tornanti” importanti della storia marsicana, come per esempio il prosciugamento ed il terremoto. Nel contempo, fungendo da unico paradigma interpretativo e narrativo del territorio, ne ha riplasmato l’identità, cancellando progressivamente il patrimonio identitario addensato attorno alle risorse culturali marsicane, di cui, fino a non molti anni fa all’esterno ma soprattutto all’interno, non si aveva la minima percezione.

Ciò per molti anni ha costituito un ostacolo culturale alla loro valorizzazione. D’altra parte, come si fa a valorizzare “qualcosa” che, pur tangibile, non è contemplata nell’immaginario collettivo ma relegata a bene di risulta soppiantato da esigenze produttivistiche o dalla speculazione immobiliare?

I capannoni industriali nel nucleo di Avezzano arrivano a poche centinaia di metri dai “Cunicoli di Claudio”; uno degli edifici più significativi del campo di concentramento di Avezzano, ormai abbandonato, è stato progressivamente circondato da palazzoni di dubbio gusto. Per non dire della pompa di benzina che fino a non molti anni fa occupava l’area antistante al Castello Orsini-Colonna e la distanza, non fisica ma culturale, tra la città e gli impianti idraulici dell’Incile.

Sicuramente la rappresentazione territoriale declinata e ancorata solo “sul fare” – rubo l’espressione all’autore di un interessante libro sul terremoto del 1915 – ha costituito un ostacolo anche alla gemmazione di iniziative culturali, quelle significative sono state più l’iniziativa dei singoli che un disegno assorbente e corale. Per fortuna, la crisi del sistema industriale e l’affievolirsi dei paradigmi fordisti, ha attivato anche nel nostro territorio un processo di cambiamento e di ripensamento, non solo economico e produttivo, ma anche socio-culturale e ha portato da un lato alla riappropriazione del nostro patrimonio e dall’altro a un fiorire di iniziative culturali, e di associazioni culturali, sempre più numerose.

Questa sorta di silenziosa rivolta cultural-identitaria, sottotraccia e disorganica fino a qualche anno fa, oggi si va sempre più delineando e consolidando. Ecco allora che, senza rendercene conto, il Teatro dei Marsi ha il cartellone più numeroso tra i teatri abruzzesi, gli spettacoli sono seguitissimi; la stagione musicale di Avezzano è di livello sempre più elevato; i “Cunicoli di Claudio”, il monumento simbolo della Marsica, è finalmente diventato icona territoriale; la mostra sulle nostre emergenze archeologiche viene prolungata a furor di popolo e l’iniziativa “Archeologia a Km zero” trova sempre più consensi; il palazzo dell’Arssa, per decenni una sorta di maniero medievale inavvicinabile, diventa il cuore di Avezzano; l’Aia dei Musei prova a raccontare in termini moderni la storia del nostro territorio; il Festival di Avezzano vanta la presenza di ospiti sempre più illustri; il centenario del terremoto diventa strumento non solo per suturare ferite identitarie vecchie di un secolo, ma per mettere in moto creatività e identità: sono gemmate più di 500 manifestazioni e la chiesa avezzanese di San Bartolomeo, simbolo del sisma, sarà riqualificata e lo spazio antistante ricucito con il resto della città. E che dire della valorizzazione della battaglia di Tagliacozzo, finalmente “pensata” in una dimensione internazionale; della trasformazioni di antichi viottoli rurali in sentieri escursionistici; della riscoperta dello zafferano e del successo delle sagre addensate attorno alle tipicità locali: le mele, le castagne, l’olio; della trasformazione dell’acqua da elemento fisico a fattore culturale?

Quindi, senza che molti se ne siano accorti – è difficile rimuovere consolidate e stereotipate interpretazioni – la Marsica sta progressivamente cambiando “vision”: non più solo terra di agricoltura e di industria, ma anche luogo di elaborazione culturale, giacimento di beni archeologico-monumentali, laboratorio per imprese culturali, e perché no, anche meta turistica distintiva.

Questo magmatico ed a tratti confuso processo di cambiamento sta aprendo la via ad una ridefinizione identitaria che, bypassando all’indietro la configurazione agro-industria, trae linfa dal passato, innervandosi sulle faglie della nostra storia, sugli elementi distintivi del paesaggio. Sta ora agli “attori locali” evitare che essa si attesti nelle secche di lidi nostalgici e mitologici, fuori dal tempo e dalla storia, e farla diventare volano attorno a cui ridefinire e ricucire, in termini moderni ed innovativi, le diverse trame territoriali.

 

 

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1 Comment

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  1. Massimo da Roma

    17 aprile 2017 at 17:01

    Ricordiamo, non citato dall’autore, il Museo Nazionale della Marsica di Celano, nel castello Piccolomini, che già da due anni è risultato il museo più visitato d’Abruzzo, il più votato sui siti specializzati ed è uno dei più prestigiosi simboli della Marsica, in Italia e nel mondo.

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Abruzzo

Il Maestro Riccardo Muti parla di Napoli tramite due Abruzzesi

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Napoli: Il Maestro Riccardo Muti, nella tarda mattinata di ieri, insieme ad alcuni Cantati lirici impegnati nella produzione Mozartiana al San Carlo ha incontrato i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
Il Maestro durante l’incontro ha trattato diversi argomenti; uno di questi è stato spiegare ai giovani di come si possa parlare di una grande città come Napoli attraverso la Musica; il grande Direttore, però, questa volta per parlare della sua amata Napoli non ha utilizzato le “solite” arie di musica napoletana, ma ha scelto un aria da Camera scritta dal Pescarese Gabriele D’Annunzio e musicata dal compositore di Ortona a Mare, Francesco Paolo Tosti; entrambi Abruzzesi; in titolata ” A vucchella” tradotta in ” la boccuccia”.
In riferimento a quest’aria il Maestro Muti ha fatto notare l’ottima rappresentazione del carattere tipico napoletano, con una scrittura molto partenopea e frivola ma allo stesso tempo, passionale e armoniosa. Inoltre si è soffermato sull’importanza dell’espressione musicale e sulla grande libertà espressiva che si può avere rispettando, però, i parametri scritti dall’autore.
Sul testo e su dove sia nata quest’aria ci sono molte dicerie a riguardo; si dice, che, sia stata scritta nel caffè “Gambrinus” in piazza Plebiscito difronte il teatro San Carlo, e che Gabriele D’Annunzio abbia preso ispirazione da una ragazza napoletana che era seduta li mentre sorseggiava un caffè.
Attualmente il Maestro Riccardo Muti, che torna a Napoli dopo 34 anni dall’ultima opera, sta concludendo gli ultimi giorni di prova del “Così fan tutte”, uno dei più grandi capolavori Mozartiani, sotto la regia di sua figlia Chiara Muti con un cast stellare.
Direttore | Riccardo Muti
Maestro del Coro | Gea Garatti
Regia | Chiara Muti
Scene | Leila Fteita
Costumi | Alessandro Lai
Luci | Vincent Longuemare
Interpreti:
Fiordiligi, Maria Bengtsson; Dorabella, Paola Gardina; Guglielmo, Alessio Arduini; Ferrando, Pavel Kolgatin; Despina, Emmanuelle de Negri; Don Alfonso, Marco Filippo Romano.
Aleandro Mariani
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Cultura

Una giornata di studio dedicata all’intellettuale avezzanese Ugo Maria Palanza

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Avezzano – L’Associazione culturale Ugo Maria Palanza, presieduta da Lia Palanza, e l’amministrazione comunale di Avezzano, assessorato alla Cultura, hanno organizzato per venerdì 9 novembre una Giornata di studio dedicata all’illustre intellettuale avezzanese “Ugo Maria Palanza, Il senso del tempo”.
Si terrà venerdì 9 novembre 2018 la Giornata di studio e approfondimento sulla figura di Ugo Maria Palanza. La giornata si divide in due momenti. Il primo, solenne, si terrà alle ore 11 nell’aula consiliare del Municipio di Avezzano e sarà introdotto dal saluto del Sindaco Gabriele De Angelis, cui seguiranno gli interventi di Lia Palanza, presidente dell’associazione culturale “Ugo Maria Palanza”, di Armando Palanza, giornalista Rai e di Angelo Guido Sabatini, scrittore ed ex assessore del Comune di Avezzano.
Il secondo appuntamento della giornata è alle ore 17 del 9 novembre presso l’aula Magna del Liceo Classico Torlonia, intitolata allo stesso Ugo Maria Palanza. Questo il programma: saluti istituzionali diAnna Maria Fracassi, dirigente scolastico del Liceo Statale Torlonia – Bellisario, e di Pierluigi Di Stefano, assessore alla Cultura del Comune di Avezzano. Seguiranno gli interventi di Lia Palanza, Angelo Guido Sabatini, Walter Capezzali, presidente Deputazione Abruzzese di Storia Patria. Modera Armando Palanza. Al termine dei lavori, sempre nell’Aula Magna, ci sarà il concerto dei Maestri Francesco Mammola (mandolino) e Giulia Mangone (pianoforte).
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Cultura

L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens tema di un libro, sabato la presentazione

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Alba Fucens – Un nuovo studio sull’archeologia del Fucino sarà presentato sabato 27 ottobre alle 17 ad Alba Fucens, presso “L’Alchimista del Borgo Medievale”. Alla presentazione del libro dal titolo “Studi sull’opera poligonale tra Alta Valle del Salto e Fucino L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens di Dario Rose” interverranno Alessandra Ten, docente alla Sapienza di Roma, Daniela Liberatore , docente all’Università degli Studi di Foggia e Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Abruzzo.

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Cultura

“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo”

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Tagliacozzo“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo” è il tema del convegno in programma per oggi, 13 ottobre, alle 16 nelle scuderie del Palazzo ducale di Tagliacozzo. Ecco il programma dettagliato dell’evento.

Si inizia con i saluti istituzionali del sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Abruzzo Lorenzo Berardinetti e di  Rosaria Mencarelli della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

A seguire una serie di interventi di natura storica: Leonardo Saviano, docente emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dalla torre dei de Pontibus al palazzo comitale degli Orsini; Domenico Colasante, storico e urbanista. Dal palazzo comitale degli Orsini al palazzo ducale dei Colonna; Fernando Pasqualone, storico dell’arte. Gli affreschi e le decorazioni del palazzo.

L’evento si conclude con interventi di natura tecnico amministrativa: Antonella Lopardi, Funzionario della Soprintendenza alle belle arti dell’Aquila e Storico dell’arte. Storia dei restauri del palazzo ducale di Tagliacozzo nei secoli XX e XXI; Clara Verazzo, Professore associato di restauro- dipartimento di Architettura dell’ Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Esame critico dei restauri eseguiti nel palazzo ducale di Tagliacozzo; Mirco Crisante, autore della tesi “Palazzo ducale di Tagliacozzo, dall’analisi al progetto di riuso”. Ipotesi di restauro e di destinazione del palazzo ducale di Tagliacozzo; Emidio Primavera, dirigente Regione Abruzzo. Procedura amministraiva regionale della destinazione dei fondi Masterplan e Roberta Marcelli, Dirigente ufficio tecnico Comune di Tagliacozzo. Procedura amministraiva comunale del restauro del palazzo ducale di Tagliacozzo.

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Cultura

Convegno sulla Grande Guerra, Di Pangrazio: “Fare memoria per la pace futura”

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Avezzano – Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha partecipato al Convegno “I campi dei prigionieri in Abruzzo nella Grande Guerra” organizzato dalla Pro Loco di Avezzano nel Palazzo Torlonia, alla presenza di studiosi, cittadini e di una numerosa delegazione di studenti. Nel suo intervento il Presidente ha ricordato che la Prima Guerra Mondiale resta il simbolo negativo di una generazione di giovani sradicata dalla propria terra e sacrificata per la guerra, una generazione che vissuto giorni, mesi, anni in una lontana regione della Penisola, tra disagi estremi: uccidendo per non essere uccisa. In Abruzzo in quegli anni bui furono costruiti due campi di concentramento per i prigionieri di guerra austroungarici. Il primo a Sulmona, in località Fonte d’Amore, e l’altro nella città di Avezzano. Il Campo di concentramento di Sulmona fu progettato e costruito per ospitare fino a 10.000 prigionieri austroungarici, e quello di Avezzano fino a 15.000. Precarie condizioni di detenzione, che aggravarono lo stato psico-fisico dei soldati, già minato da mesi di stenti e privazioni a causa della guerra, un clima rigido,  la malnutrizione, i ritmi lavorativi pesanti, il sovraffollamento, la mancanza di igiene, chiamano alla memoria delle giovani generazioni un vincolo per dedicarsi alla pace con assoluta determinazione. “A distanza di un secolo dobbiamo  raccogliere quel lungo, soffocato grido alla pace  – ha sostenuto il Presidente nel suo intervento – ed affermare la responsabilità di un vocabolario  cent’anni fa inesistente o ancora sconosciuto , che sappia costruire parole ed eventi di dialogo, solidarietà, corresponsabilità: il vocabolario della pace, della libertà, dell’uguaglianza da percorrere insieme . Fare memoria per la pace futura – ha concluso il Presidente – è  il compito affidato ad ogni cittadino; ma, nello specifico, è la missione che impegna innanzi tutto ed irrevocabilmente gli uomini impegnati nel governo delle Istituzioni pubbliche”.

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Viaggio nella cultura e nella bellezza, tornano le Giornate Fai d’autunno

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Marsica – Un viaggio nella ricchezza del patrimonio culturale italiano. L’occasione la offre il Fai, che ripropone le “Giornate Fai d’autunno” e invita a visitare 660 luoghi in in tutte le regioni. L’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 ottobre.

Il gruppo Fai Marsica presenta Magliano dei Marsi con le chiese del suo centro storico, l’apertura della riserva orientata del monte Velino, in programma per domenica, a cura del Personale Carabinieri Nucleo Biodiversità di Castel di Sangro, mentre alle 16, per il Fai, straordinariamente, si terrà per le vie del centro il “Torneo del Cacio”.

Altra meta sarà Rosciolo, con il suo borgo antico, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria in Valle Polcraneta e la chiesina appena restaurata e riaperta di San Sebastiano.

“Queste giornate però sono anche un’occasione per aderire alla campagna ” Ricordati di Salvare l’Italia “, raccolta fondi”, ricorda il Fai Marsica, “con cui il Fai invita sempre più persone che hanno a cuore il patrimonio culturale italiano, a partecipare alla sua missione; è un grande investimento di risorse economiche ed umane che non fa notizia ma produce uno straordinario risultato per la collettività: 30 beni regolarmente aperti al pubblico per le generazioni presenti e future. Vi invitiamo a partecipare numerosi”.

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Cultura

Al caffè letterario Vieniviaconme la mostra Sketched songs # 1

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AvezzanoVieniviaconme lettere e caffè, via M. Colaneri 8-10, Avezzano – di fronte al municipio – ospita la mostra di Valerio Babbo e Giuseppe Pantaleo Sketched songs # 1, dal 4 al 13 ottobre 2018. Si tratta di otto stampe firmate e numerate, comprese in una cartella a tiratura limitata edita nel 2012 ed esposte a un pubblico più ampio. Sono lavori che trovano la loro origine nell’ascolto di alcune tracce di musicisti operanti tra il Novecento e l’inizio del secolo (Dylan, Eno, Frisell, Reich ecc.). Secondo gli autori: «Il punto di partenza è da ricercare nei corsi d’Educazione artistica, alle medie. C’insegnavano a trattare i crescendo rossiniani o le note delicate di Chopin; a campire con un colore appropriato mentre ascoltavamo una Stagione di Vivaldi».

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