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La mamma di Loris resta in carcere. Il gip: “Ha mentito”

«Non si è trovata dove diceva di essere ed è provato che nello stesso tempo era altrove». Per il gip di Ragusa Claudio Maggioni Veronica Panarello mente su quello che accadde sabato 29 novembre, quando suo figlio Loris, otto anni, scomparve per poi essere ritrovato cadavere. Strangolato e gettato in un canale. La ricostruzione della procura, che accusa la donna di avere ucciso il bambino per poi liberarsi del corpo è dunque «compatibile»: la giovane mamma resta dunque nel carcere di piazza Lanza a Catania, con le imputazioni di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Il fermo disposto martedì scorso dal procuratore Carmelo Petralia e dal pm Marco Rota è confermato. Un nuovo elemento emerge dall’ordinanza di custodia cautelare del giudice: la Polo nera di Veronica, quella mattina, risulterebbe «essere passata per due volte dal Mulino Vecchio», la contrada di Santa Croce Camerina dove il corpo di Loris venne ritrovato in un canneto dal cacciatore Orazio Fidone. Dunque non una volta sola, così come fino a questo momento era trapelato dalle carte dell’inchiesta basate sulle registrazioni delle telecamere collocate lungo il percorso, circostanza che potrebbe aggravare la posizione della donna.

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