Cronaca e Giudiziaria

La Famiglia Aratari e la fabbrica delle false invalidità

AVEZZANO (AQ)  – Tutto è cominciato lo scorso giovedì, quando all’alba le Fiamme Gialle del Comando Provinciale hanno cominciato ad eseguire i primi arresti, ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di chi, a vario grado, apparteneva ad un’organizzazione volta all’ottenimento di invalidità false.

A partire dagli arresti, passando per gli indagati, senza dimenticare gli irreperibili (pare qualcuno sia anche fuggito in Galles, ndr), non si può non soffermarsi su ciò che le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato, cioè una procedura criminosa in cui chi indicava i passi da compiere non lasciava nulla al caso, e chi riceveva le indicazioni poi però non faceva nulla per nascondere il proprio falso stato di invalidità.

Il caso emblematico quello di Arnaldo Aratari e della sua famiglia: coinvolti Aratari, recluso, quale coordinatore del meccanismo del falso ottenimento delle invalidità (con il quale ha ottenuto tale regolare riconoscimento anche per se stesso), il suocero poiché beneficiario della falsa invalidità, e la moglie di Aratari, ai domiciliari, che in quanto dipendente statale presso l’Agenzia delle Entrate ha usufruito impropriamente dei benefici della legge 104!

Tornando ad Aratari, imprenditore della sanità già attenzionato da precedenti indagini e sanzioni a vario titolo rivoltegli, egli scrupolosamente descrive ad un ‘beneficiario degli aiutini’ come comportarsi davanti alla commissione della ASL: “Tu quando fa le domande rispondi a rilento e devi fa che non senti bene. E ricordati di tenere il tremore”.

In un’altra chiamata il protagonista invece è Guglielmo Mascitelli, il suocero di Aratari, che dall’alto della propria totale invalidità fa sapere al genere di stare cucinando e di avere da poco terminato una partita a carte.

Una vita da invalido o una vita in vacanza?

Alla prossima puntata…

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