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La democrazia ha un prezzo?

Vincenzo Mini, capogruppo OricolaCamp,  dichiara che non si può monetizzare la possibilità di sentire i cittadini.

Nell’ultimo Consiglio comunale di Oricola ho presentato un emendamento per una diversa localizzazione del Polo Scolastico. Le motivazioni dell’emendamento parlano di sicurezza e migliore logistica rispetto all’intero territorio di Oricola e alla Piana del Cavaliere. Bocciato l’emendamento proponevo la possibilità di fa svolgere un Referendum, previsto dallo Statuto comunale. Le risposte della maggioranza sono state: “E facciamolo, ma poi vediamo dove si trovano i soldi ed i tagli che si devono fare per sostenerne i costi. L’unica cosa che chiediamo è di far sapere alla popolazione quanto costerà questo referendum alle casse del Comune; perché la gente deve sapere tutto”.

Queste risposte mi hanno lasciato sconcertato, ho riflettuto ed ho intrapreso un percorso di sensibilizzazione della popolazione.  Nel frattempo ho lanciato attraverso la piattaforma internet di OricolaCamp un sondaggio, che non ha sicuramente valenza di legge, come potrebbe essere un Referendum.  (http://oricola.wordpress.com/2014/03/30/consiglio-comunale-28-03-2014-scuole-sicure-3/)

Le risposte sono state numericamente importanti e attualmente dopo il primo fine settimana di sondaggio si ha una percentuale di settantacinque percento per la localizzazione sulla Piana del Cavaliere e venticinque percento per MonteCalvario.

In un momento di spesa pubblica da selezionare, ricordiamo che trattasi di un finanziamento regionale, ribadiamo che un Polo scolastico in un luogo non centrale dovrebbe lasciare il passo a una localizzazione, sempre in terreni di proprietà comunale ai piedi della montagna di Oricola e logisticamente più appetibili per tutti i cittadini di Oricola, anzi centrali rispetto all’intero territorio di Oricola e dell’intera Piana del Cavaliere.

Se i cittadini continueranno a rispondere al nostro sondaggio – conclude Vincenzo Mini – siamo pronti a chiedere alla maggioranza, la possibilità di svolgere il Referendum, tagliando per esempio sugli emolumenti della Giunta e non toccando i cittadini, per effettuarlo.

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