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La Blundo e il M5S incalzano sull’emendamento della Geografia Giudiziaria in Abruzzo

Secondo gli attivisti del Movimento 5 Stelle l’approvazione dell’emendamento sulla proroga della Geografia Giudiziaria in Abruzzo, nella versione presentata dal Pd a prima firma Pezzopane, non prevede la copertura per l’effettiva presenza dell’organico necessario per il funzionamento di tali sedimenti, previsto invece nell’emendamento del M5S.
Di seguito il testo dell’interrogazione della Senatrice del M5S Enza Blundo al Ministro della Giustizia per chiedere quali provvedimenti intenda adottare al bene di tutelare le esigenze della comunità.
 Il 13 settembre 2013 è entrata in vigore la Riforma della Geografia Giudiziaria. Con i decreti legislativi nn. 155 e 156 del 7 settembre 2012, si e proceduto alla soppressione di 31 procure, 31 tribunali, 220 sezioni distaccate e 667 uffici del giudice di pace. Tuttavia, secondo quanto stabilito dal primo periodo del comma 3 articolo 11 del Dlgs n. 155/2012, le modifiche delle circoscrizioni giudiziarie di L’Aquila e Chieti, nonché delle relative sedi distaccate, acquistano efficacia decorsi 3 anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Considerato che nel comma 1 dell’articolo 3-bis del Decreto Legge n. 150 del 30 dicembre 2013 è stabilito che, a causa delle perduranti condizioni di inagibilità delle sedimenti dei Tribunali de L’Aquila e Chieti, gravemente danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009 e per i quali sono in corso le procedure di ricostruzione, i termini sono prorogati di ulteriori tre anni.
Pertanto, la chiusura dei Tribunali abruzzesi viene rinviata dal 2015. Nel comma 1 dell’articolo 6 del Dlgs n.155 /2012, inoltre, è sancito che entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i Magistrati titolari dei posti di Presidente di tribunale, Presidente di sezione, Procuratore della Repubblica e Procuratore aggiunto degli uffici destinati alla soppressione, possono chiedere, in deroga al disposto dell’articolo 194 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, l’assegnazione a posti vacanti pubblicati.
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