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La Bandiera della Fratellanza e della Libertà – Collelongo, 25 aprile 2014 – Festa della Liberazione

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Sessantanove anni fa. Il 25 aprile del 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia con Leo Valiani, Luigi Longo, Emilio Sereni, e Sandro Pertini proclama alla radio l’insurrezione: vengono liberate dai fascisti e dai tedeschi Milano e Torino, è la giornata simbolo della Liberazione e della rinascita dell’Italia dopo vent’anni di dittatura fascista e la tragedia della guerra. Gli Alleati, la Resistenza e i Partigiani vincono, da quel giorno inizia il cammino dell’Italia verso la Repubblica e la Costituzione. Come ogni anno Collelongo tiene viva la memoria e celebra la Festa della Liberazione dal nazifascismo ricordando i sacrifici e i morti. In un clima di pacificazione nazionale ricorda tutti i morti, quelli che combatterono dalla parte giusta e quelli che scelsero la parte sbagliata. Una Storia scritta non dai vincitori ma da coloro che scelsero la giustizia, la libertà, la democrazia e per questo vinsero. Grazie a loro abbiamo oggi un Paese che, immerso in mille difficoltà, è molto migliore di quello in cui sono cresciuti i nostri padri e i nostri nonni.

Ogni mattina del 25 aprile l’appuntamento è in piazza Ara dei Santi, quattro chiacchiere per aspettare i ritardatari e poi, preso il vaso di fiori, ci si incammina per raggiungere Piazza della Libertà dove c’è il monumento alla Resistenza che rappresenta l’elica del Dna e quindi la vita. Dopo la deposizione dei fiori, si sta intorno al monumento ad ascoltare il discorso che custodisce il ricordo per guardare al futuro, una cerimonia sentita ma semplice e senza sbandate retoriche. Anche quest’anno doveva essere così ma il copione è cambiato: quest’anno c’è l’inaugurazione della teca contenente la Bandiera della Libertà nell’atrio del Municipio.

Una bandiera che nell’arco di un secolo ha fatto il giro del mondo: ricamata nel 1898 a Collelongo, nel 1944 lascia il paese per essere portata in Nuova Zelanda per poi tornare finalmente a casa nel 2002. E’ un tricolore italiano ricamato da una ragazzina di dieci anni, Maria Domenica Di Stefano, sposata poi con Antonio Corradi e madre di Italia. Era il vessillo della ‘Fratellanza Agricola Per Infortuni Sul Bestiame’, e infatti le figure ricamate con fili colorati e perline sulla striscia bianca rappresentano una donna, la Giustizia che regge la bilancia, un cavallo, una mucca, un ramo di quercia e uno d’ulivo, due mani che si stringono. Una società di mutuo soccorso in un paese agricolo nel quale era forte l’odore della terra e quello degli animali utilizzati per coltivarla.

Il protagonista della storia legata alla bandiera è Ian Mac Lennan. E’ il giorno di Sant’Antonio da Padova del 1944 e quel 13 giugno la bandiera viene regalata a questo capitano del 27° Machine Gun Battalion appartenente alla Seconda Divisione Neozelandese. Dopo quattro mesi di combattimenti violentissimi, il 19 maggio gli alleati vincono la Battaglia di Cassino e sfondano il fronte scardinando la Linea Gustav dei tedeschi che si ritirano verso nord. A Collelongo arrivano quelli che in dialetto venivano chiamati “j’amerecane”, ma i liberatori che entrano in Paese con due mezzi semoventi non sono americani, sono soldati dell’esercito del Commonwealth britannico, sono ragazzi neozelandesi dell’VIIIª Armata del generale Alexander. Questi soldati in divisa kaki ricevono il benvenuto della gente di Collelongo alla Porta Jó, in una lettera inviata al Comune il capitano Mac Lennan descrive così quella giornata: “Il nostro gruppo ricevette un fantastico benvenuto e i soldati furono trattati come eroi nonostante i tedeschi fossero già scappati. Le celebrazioni erano grandissime e il vino abbondante”.

Per i collelonghesi la guerra dentro casa era finita ma rimanevano vivi i nove mesi dell’occupazione tedesca e dei bombardamenti. Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 le truppe germaniche invadono l’Italia, a Collelongo il comando tedesco viene posizionato nell’edificio scolastico di via Malpasso. Sono i mesi della paura, dei tradimenti, delle delazioni e degli omicidi. Vengono trucidati e seppelliti ancora vivi dai soldati tedeschi Rocco Sansone, Damaso Di Loreto e Gioacchino Pascale, altri collelonghesi come Pasquale Sucapane, Scardèlla, e Giuseppe Sucapane, Pèppe Lazze, vengono arrestati, torturati e picchiati a sangue nel carcere di Tagliacozzo.

Tanti di Collelongo mettono a rischio la propria vita perché nascondono e danno da mangiare ai fuggiaschi italiani che non vogliono arruolarsi e ai soldati inglesi e americani nascosti nelle stalle di Amplero. In molti assistono alla discesa dei paracadute sulla piana di Collelongo, dapprima fantocci e poi soldati Alleati veri e propri che ingaggiano battaglia con i tedeschi sulla montagna di San Nicola sotto a Valle Canale. E vicino la fonte di Canale venne ucciso il Tenente americano ‘Jim’, ricordato come “figlio di un popolo libero e fratello nostro” nel marmo affisso al monumento di Piazza della Libertà nel 1976, bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli Usa. E le bombe sganciate dagli aerei Alleati con le donne incinte che si rifugiavano nelle grotte scavate sullo spallettone del fossato vicino alle Majure o che andavano con i figli appena nati su in montagna. Il 3 marzo del 1944 le bombe di un aereo Alleato spuntato dal Malpasso invece di colpire i tedeschi che stavano nelle Scuole, centrano diverse case del paese a Balzo Piccione e piazza San Rocco uccidendo 10 persone. Tra queste, ironia della sorte, l’intera famiglia Zampella, sfollata da Avezzano per sfuggire ai massicci bombardamenti sulla città.

Ma poi tutto finisce e il fronte si sposta a nord, quel 13 giugno del 1944 la bandiera lascia Collelongo e insieme al capitano Mac Lennan risale tutta l’Italia fino in Austria e alla fine della guerra viene portata in Nuova Zelanda a Napier, la città dove abita il capitano sull’Isola del Nord nella regione di Hawka’s Bay. Nel maggio 2002, un gruppo di turisti neozelandesi di Napier, guidati dalla signora Pat Tondi, viene a visitare l’Italia e riporta a Collelongo la bandiera che per 58 anni “ho esposto nell’ingresso di casa mia, continuavo con la mia vita da civile ma sempre con il pensiero di riportare la vostra bandiera dove doveva essere – dalla lettera di Mac Lennan – ora dato che mi sto avvicinando al mio ottantottesimo compleanno riportarla mi sembrava un problema sempre più presente quindi sono contento che qualcuno abbia accettato di farlo per mio conto. Vorrei sinceramente riportarla io stesso ma non mi è più possibile. Con un affettuoso pensiero al mio tempo trascorso in Italia, mi scuso profondamente per il ritardo nello svolgere questo mio compito”. Una bella cerimonia suggella il ritorno della bandiera in Paese e al gruppo di turisti neozelandesi, sorpresi anche loro dall’ospitalità collelonghese che a distanza di sessant’anni è ancora intatta, viene affidata una targa e un nuovo tricolore italiano da consegnare all’anziano capitano Mac Lennan.

Da Napier arrivano le foto della consegna della targa e della bandiera a Ian Mac Lennan che il 2 giugno 2002 scrive a Nicola Pisegna Orlando: “Al sindaco, ai consiglieri comunali e al popolo di Collelongo, esprimo la mia gratitudine per la targa, la bandiera d’Italia e i libricini che il gruppo di turisti mi hanno portato. Un pensiero molto gentile da parte vostra, li apprezzo molto, grazie. Senza dubbio il gruppo ha espresso lo stupore e il piacere degli avvenimenti della giornata, incluso la vostra accoglienza così cordiale. Posso assicurarvi che sono ancora ‘effervescenti’ per il momento culminante del soggiorno nel vostro paese. La bandiera italiana ora è appesa orgogliosamente sulla parete di casa mia dove la bandiera di Collelongo ha passato moltissimi anni. Il mio apprezzamento profondo e i miei saluti di fratellanza affettuosa. Ian Mac Lennan”.

Nell’Aula Consiliare del Comune di Collelongo, dal 2002 oltre al tricolore italiano e alla bandiera stellata dell’Europa, ha trovato posto per sempre la bandiera neozelandese, non a caso esposta nella casa dei cittadini. La casa dove i cittadini liberi scelgono liberamente con il proprio voto coloro che devono sedere lì per rappresentarli e amministrarli. Se non sono contenti di come hanno lavorato durante il mandato, non li rivoteranno e li manderanno a casa. Questa è la democrazia che oggi, troppe volte ci sembra scontata fino a non riconoscerne il valore. Il 25 aprile è il giorno nel quale ricordiamo coloro che per ottenerla hanno combattuto e sono morti. Diceva Sandro Pertini: “Oggi la nuova Resistenza consiste nel difendere le posizioni che abbiamo conquistato, consiste nel difendere la Repubblica e la Democrazia”.

Sono passati settant’anni: Collelongo ricorderà sempre il capitano Mac Lennan, un giovane che con molti altri venne a combattere dalla Nuova Zelanda per restituire al nostro popolo una speranza per il futuro. Oggi lo ricambiamo con le sue stesse parole: Ciao Capitano, a te e al popolo neozelandese il nostro saluto di fratellanza affettuosa.

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Dottori Commercialisti di Avezzano e della Marsica

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Si è insediato il 09 gennaio u.s. il nuovo consiglio dell’Ordine dei
Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avezzano e della Marsica.

Nel corso della riunione, presieduta dal Presidente Dr. Valerio
Dell’Olio, si è provveduto all’elezione delle cariche dell’Ente:

Vice Presidente: Rag.Fabrizio Ranieri

Segretario: Dr.Walter Di Giacomantonio

Tesoriere: Dr. Orlando Viscogliosi

Enti Locali e Istituzionali:Dr. Antonio Del Fosco

Formazione e Università: Dr.ssa Monica Pestilli

Formazione Giovani: Dr.ssa Barbara Cleofe

Attività Produttive e Associazioni di Categoria: Dr.ssa Marisa Gismondi

Informatizzazione ed Eventi: Dr. Stefano Olivieri

Il nuovo Consiglio ha poi provveduto alla votazione dei membri del
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti dove è stata eletta
quale supplente la Dr.ssa Felicia Mazzocchi dell’Odcec di
Avezzano e della Marsica.

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano grazie alle casette dell’acqua installate in Piazza Aia e in località Campitelli. Entro pochi giorni entreranno in funzione le due casette per la distribuzione di acqua naturale e gassata, al costo di 5 centesimi al litro.

“Non è stato facile realizzare il progetto – dice il Sindaco Settimio Santilli – a causa delle lungaggini burocratiche per ottenere tutte le autorizzazioni,  ma alla fine la nostra perseveranza è stata premiata. Abbiamo avviato tutto l’iter relativo alla installazione delle casette dell’acqua già al momento del nostro insediamento nel 2015 e ci siamo spesso confrontati con enti superiori quali l’Ato, il Cam e la stessa Regione. Ora la faticosa e tortuosa prassi  si avvia a conclusione e possiamo offrire ai cittadini un servizio  adeguato, conveniente e funzionale”.

“Al momento – continua il Sindaco Santilli – le casette sono state localizzate in piazza Aia e nel Rione Campitelli, in quanto si tratta di due zone della Città molto fruibili, con ampie zone di parcheggio, frequentate e densamente popolate. Tre parametri essenziali  per verificare la bontà del progetto che l’Amministrazione comunale intende estendere successivamente in altre zone della Città. Se i risultati del monitoraggio saranno quelli che ci aspettiamo – conclude il Sindaco – altri due impianti di distribuzione verranno installati a Borgo di Strada 14 e nel quartiere Stazione”.

Il secondo step del programma acqua a Km zero, infatti, prevede che nel corso dei prossimi tre mesi venga effettuato una sorta di attento monitoraggio per verificare l’indice di gradimento da parte dei cittadini che quotidianamente si recheranno nei punti di distribuzione per rifornirsi di acqua naturale e mineralizzata. Le casette dell’acqua, come detto, verranno posizionate in luoghi ben visibili, accessibili a tutti e per evitare episodi di danneggiamento o altro sarà in funzione anche un sistema di videosorveglianza.

Insomma l’Amministrazione comunale ha concretamente predisposto un ulteriore servizio a favore dei cittadini, un servizio che presenta non solo un’alta valenza sociale ma che non trascura anche un aspetto squisitamente economico, consentendo di usufruire con costi contenuti di un bene che appartiene  a tutta la comunità.

casette acqua 1

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Note argentate, i nuovi corsi di musica per i pensionati e over 65

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L’Accademia Musicale- Yamaha Music Point di Avezzano, sotto la direzione didattica del M° Stefano Fonzi, organizza a partire da gennaio 2017 i corsi mattutini di strumento musicale e canto rivolti a pensionati e over 65.

Gli strumenti disponibili sono: Fisarmonica, Pianoforte, Tastiere, Canto, Chitarra Classica, Chitarra Elettrica, Basso Elettrico, Batteria.

Il M° Stefano Fonzi è direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore che collabora costantemente con artisti quali Gino Paoli, Nina Zilli, Fabio Concato, Fabrizio Bosso, Dee DeeBridgewater, autore delle musiche per molte trasmissioni RAI e che ha diretto, tra le altre, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e l’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini.

Da sempre attento alla formazione dei giovani il M° Fonzi, dopo anni di insegnamento ai più piccoli, ha deciso di rivolgere lo sguardo anche agli adulti, in particolare agli over 65 e ai pensionati più in generale.

Un’attenzione particolare”, dichiara il M° Fonzi, “va rivolta a chi, dopo una vita di lavoro e di intensi rapporti sociali, andando in pensione si ritrova a sentirsi quasi inutile, rischiando anche traumi psicologici importanti. La musica fa bene a tutti, ci sono centinaia di libri e migliaia di studi che lo dimostrano, per cui abbiamo pensato con la nostra Accademia musicale di attivare dei corsi lowcost per pensionati, in modo da socializzare ulteriormente con persone della stessa fascia d’età, e con un interesse comune che è quello della musica. Sempre più spesso incontro persone ormai in età pensionabile che mi dicono che avrebbero voluto imparare uno strumento, ma i loro tempi non c’erano le possibilità. Oggi ci sono tutte, e non è mai troppo tardi per iniziare a suonare uno strumento”.

Il metodo di insegnamento Yamaha, riconosciuto come uno dei migliori metodi al mondo per l’educazione musicale sin dai primi anni d’età, sarà al centro dello sviluppo musicale di ogni iscritto.

Il metodo Yamaha, è frutto dell’esperienza di più di 50 anni nel campo della didattica musicale dove tutti i docenti ricevono una formazione di altissimo livello ed un continuo aggiornamento professionale, svolgendo le lezioni in un clima rilassato e divertente con l’obiettivo di far sì che l’allievo impari con gioia e interesse.

I docenti, diplomati nei conservatori nazionali e professionisti del faranno scoprire il piacere della musica a chi da piccolo non ne ha avuto modo.

Le lezioni saranno costituite da piccoli gruppi da 2 a 5 persone a seconda dello strumento e avranno una durata di 60 minuti ognuna con cadenza settimanale con un costo mensile di 40 € per le quattro lezioni.

Per ulteriori informazioni: Tel. 0863 1940160 – 338 8844727 – info@accademiamusicale.eu

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Natale 2016: la generosità della classe 1976

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Magliano. Ci sono ancora persone con un cuore immenso in questo mondo. E’ il caso dei componenti della classe del 1976 di Magliano Dei Marsi, che hanno compiuto un gesto di grande generosità donando alla scuola primaria dell’Istituto Comprensivo una banco scuola speciale per un bimbo che frequenta la classe prima.
I quarantenni maglianesi si sono autotassati per riuscire a realizzare il sogno di un bimbo e cioè quello di poter frequentare le lezioni in classe senza alcun disagio con un banco adatto alle sue esigenze “speciali”.
Ieri mattina il banco scuola  è stato consegnato alla presenza della mamma del piccolo e delle sorelline, delle insegnanti della classe prima, del vice Sindaco del Comune di Magliano Dei Marsi Domenico Cucchiarelli e dei giovani della classe 1976.

 

 

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Tre ricette gustose senza sale, senza grassi e zuccheri aggiunti da preparare durante le feste natalizie

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Ecco tre ricette “famose” suggerite da Marcello Coronini nel suo libro La Cucina del Senza. Perfette per la cucina di ogni giorno, per una cena con gli amici o per una festa in famiglia. Dimostrano che con la Cucina del Senza bastano i giusti accorgimenti per guadagnare in salute senza rinunciare al piacere di mangiar bene.
  1. Pipe saltate con uva passa e scarola
  2. Caciucco di fagioli cannellini 
  3. Torta di mele 
PIPE SALTATE CON UVA PASSA E SCAROLA
1 cespo di scarola da 1 kg, 30 g di uva passa, 500 ml di brodo di verdure senza sale, 1 scalogno 4 filetti di acciuga 20 g di pinoli olive denocciolate 350 g di pipe o lumache 3 cucchiai di pangrattatoPreparazione:
lavatela e riducetela a listarelle non troppo sottili. Sbollentatela per qualche minuto mantenendola croccante, quindi scolatela e tenetela da parte. Mettete l’uva passa in acqua calda e lasciatela in ammollo il tempo necessario a renderla morbida. In un’ampia padella con un mestolino di brodo fate stufare per 5 minuti lo scalogno. Riducete a pezzetti 3 filetti di acciuga e aggiungeteli allo scalogno, schiacciandoli con un cucchiaio di legno fino a disfarli. Unite l’uva passa, ben strizzata, i pinoli e la scarola sbollentata. Aggiungete una manciata di olive tagliate a fettine, un altro mestolino di brodo e proseguite con la cottura. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua non salata. In un padellino antiaderente fate sciogliere il restante filetto d’acciuga con dell’acqua e poi tostatevi il pangrattato per qualche minuto. Scolate le pipe lasciandole molto al dente, e trasferitele nella padella con la scarola facendole cuocere per 4 minuti. Se necessario, aggiungete un altro mestolino di brodo vegetale. Servite la pasta in una zuppiera precedentemente riscaldata con l’acqua di cottura e cospargetela con il pane tostato alle acciughe.

CACIUCCO DI FAGIOLI
1 cipolla, 1 spicchio di aglio, 2 filetti di acciuga dissalati, 500 g di fagioli cannellini lessati, 200 g di erbette o biete piccole, 1 l di brodo vegetale senza sale concentrato di pomodoro, 4 fette di pane rustico, 90 g di Parmigiano-Reggiano stagionato almeno 30 o 36 mesi, olio extravergine di oliva pepe in grani
Preparazione:
In una casseruola fate stufare con qualche cucchiaio d’acqua la cipolla affettata e l’aglio in camicia. Quando l’aglio è morbido, eliminatelo e unite i filetti di acciuga spezzettati, in modo che si disfino, quindi i fagioli e le erbette spezzettate, già lavate e scolate. Cuocete a fuoco dolce per qualche minuto. Versate quindi il brodo, spolverizzate con un po’ di pepe macinato al momento e aggiungete un cucchiaino di concentrato di pomo- doro. Rigirate bene e proseguite la cottura a fuoco basso fino a quando le erbette non sono cotte.
Disponete nei piatti fondi le fette di pane. Versate il cacciucco sul pane e cospargete con il Parmigiano-Reggiano a scaglie. Condite con un giro d’olio e servite caldo.

TORTA DI MELE
1 kg di mele Granny Smith + 2 per decorare, 2 uova, 2 vasetti da 125 g di yogurt bianco non zuccherato, 250 g di farina 1 bustina lievito per dolci, confettura senza zucchero (gusto a piacere)
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 160 °C. Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a pezzi e frullatele in un mixer con le uova, lo yogurt e la farina. Unite il lievito e azionate nuovamente. Trasferite l’impasto in una tortiera da 28 cm di diametro, rivestita con carta da forno. La- vate e tagliate le 2 mele rimanenti a fettine sottili, lasciando la buccia, e disponetele a cerchio sopra l’impasto. Portate la temperatura del forno a 180 °C e infornate per 40 minuti circa. A 5 minuti dalla cottura stendete 1 cucchiaio abbondante di confettura sopra le mele e cuocete per altri 5 minuti. Sfornate quando la confettura è del tutto sciolta e avrà formato una sottile crosticina.

La Cucina del Senza può rivoluzionare la nostra alimentazione grazie alla facilità di esecuzione e, inoltre, può essere considerata come una cucina preventiva e allo stesso tempo valida per chi ha problemi di salute. È adattabile ad ogni regime alimentare in atto: una dieta non dieta che coinvolge tutta la famiglia.

http://marsicanews.com/?attachment_id=97714
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Abruzzo

Presentato in Abruzzo il “CalendErsercito 2017”

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Presentato stamane a L’Aquila presso l’Auditorium “Elio Sericchi” della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il CalendEsercito 2017 dedicato quest’anno alle innovazioni tecnologiche del periodo bellico di inizio secolo scorso,  divenute col tempo patrimonio della collettività. L’evente  si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, è stato introdotto dal Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, Gen. B. Rino De Vito, e ha visto la partecipazione  del Dott. Giuseppe  Di  Pangrazio, Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo, della Dott.ssa Marcella Nocilla, Responsabile Servizio Rapporti Istituzionali e Coordinamento del Segretariato Generale della Difesa, nonchè di numerose altre autorità civili e militari.

Ad ispirare le pagine dell’intera opera editoriale sono state le numerose invenzioni e scoperte che videro la luce proprio durante il Primo Conflitto Mondiale e che, ancora oggi, vengono utilizzate anche in campo civile. Dall’orologio “da trincea”, ora da polso, al “Ponte istantaneo” precursore dell’attuale “Ponte Bailey”, dalla bicicletta “pieghevole” all’utilizzo delle prime “aereo-fotogrammetrie”,  dai prefabbricati di montagna alla ruota “a cingolo”, solo per citare alcuni esempi. Un importante tributo culturale e di memoria all’intelletto umano, dunque, e  alla scienza che sempre accompagnano i processi evolutivi della società. In tema di innovazione, nelle pagine del CalendEsercito 2017, spicca quest’anno l’introduzione dei codici QR (Quick Response),  moderno sistema di cattura digitale delle informazioni che, con una semplice applicazione, consente di scaricare i contenuti di approfondimento presenti su ogni pagina del calendario utilizzando il proprio dispositivo mobile, sia esso smartphone o tablet.

Denso di significato anche il paginone centrale dedicato all’emancipazione femminile, vera innovazione sociale che, improvvisamente vide le donne, da sempre relegate alle semplici mansioni domestiche, occuparsi di ruoli considerati sino a ad allora totale appannaggio degli uomini. L’evento è stato inoltre valorizzato dalla partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore  “Domenico Cotugno”  di  L’Aquila. Quest’opera celebrativa sottolinea,  ancora una volta, lo stretto rapporto tra Esercito e società scaturito un secolo fà, ancorché in un tragico periodo della nostra storia, ma tuttora vivo e sempre più forte e solido, richiamando al lettore quelle invenzioni e scoperte che ci accompagnano ancora oggi e della cui origine, probabilmente, poco si conosceva. Il Gen. B. De Vito inoltre, nell’intento di rafforzare  anche nelle giovani generazioni  i sentimenti di unità, identità e coesione che da sempre caratterizzano la più sana coscienza di appartenenza alla Patria,  ha consegnato una Bandiera Nazionale alla rappresentante dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Domenico Cotugno”. Infine ha formulato gli auguri per le festività natalizie a tutti gli intervenuti.

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L’amazzone Velia Angelini premiata dal Comune di Avezzano

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Avezzano.Si è tenuta questa mattina nella Sala Consiliare del palazzo municipale di Avezzano,  la cerimonia di premiazione che ha visto protagonista, ancora una volta, l’amazzone Velia Angelini, della Scuderia I Mandorli.

Il riconoscimento per i meriti sportivi conseguiti le è stato assegnato dall’assessore  allo sport Arch. Fabrizio Amatilli che si è congratulato con l’atleta in rappresentanza del Sindaco e della città: 

” Siamo onorati di avere un’atleta del calibro di Velia Angelini nel nostro territorio per l’equitazione e per il lavoro che quotidianamente svolge nel centro ippico che ha creato e che gestisce con il suo team, la Scuderia i Mandorli “

Velia Angelini, in divisa Fise Team Italia, ricevendo questo riconoscimento ha dichiarato di essere altrettanto onorata e grata all’assessore che le ha strappato la promessa di portare a “casa” risultati sempre più prestigiosi e di continuare a lavorare per la diffusione di questo bellissimo e formativo sport, ancora cosi poco conosciuto in Abruzzo. 

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