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La Bandiera della Fratellanza e della Libertà – Collelongo, 25 aprile 2014 – Festa della Liberazione

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Sessantanove anni fa. Il 25 aprile del 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia con Leo Valiani, Luigi Longo, Emilio Sereni, e Sandro Pertini proclama alla radio l’insurrezione: vengono liberate dai fascisti e dai tedeschi Milano e Torino, è la giornata simbolo della Liberazione e della rinascita dell’Italia dopo vent’anni di dittatura fascista e la tragedia della guerra. Gli Alleati, la Resistenza e i Partigiani vincono, da quel giorno inizia il cammino dell’Italia verso la Repubblica e la Costituzione. Come ogni anno Collelongo tiene viva la memoria e celebra la Festa della Liberazione dal nazifascismo ricordando i sacrifici e i morti. In un clima di pacificazione nazionale ricorda tutti i morti, quelli che combatterono dalla parte giusta e quelli che scelsero la parte sbagliata. Una Storia scritta non dai vincitori ma da coloro che scelsero la giustizia, la libertà, la democrazia e per questo vinsero. Grazie a loro abbiamo oggi un Paese che, immerso in mille difficoltà, è molto migliore di quello in cui sono cresciuti i nostri padri e i nostri nonni.

Ogni mattina del 25 aprile l’appuntamento è in piazza Ara dei Santi, quattro chiacchiere per aspettare i ritardatari e poi, preso il vaso di fiori, ci si incammina per raggiungere Piazza della Libertà dove c’è il monumento alla Resistenza che rappresenta l’elica del Dna e quindi la vita. Dopo la deposizione dei fiori, si sta intorno al monumento ad ascoltare il discorso che custodisce il ricordo per guardare al futuro, una cerimonia sentita ma semplice e senza sbandate retoriche. Anche quest’anno doveva essere così ma il copione è cambiato: quest’anno c’è l’inaugurazione della teca contenente la Bandiera della Libertà nell’atrio del Municipio.

Una bandiera che nell’arco di un secolo ha fatto il giro del mondo: ricamata nel 1898 a Collelongo, nel 1944 lascia il paese per essere portata in Nuova Zelanda per poi tornare finalmente a casa nel 2002. E’ un tricolore italiano ricamato da una ragazzina di dieci anni, Maria Domenica Di Stefano, sposata poi con Antonio Corradi e madre di Italia. Era il vessillo della ‘Fratellanza Agricola Per Infortuni Sul Bestiame’, e infatti le figure ricamate con fili colorati e perline sulla striscia bianca rappresentano una donna, la Giustizia che regge la bilancia, un cavallo, una mucca, un ramo di quercia e uno d’ulivo, due mani che si stringono. Una società di mutuo soccorso in un paese agricolo nel quale era forte l’odore della terra e quello degli animali utilizzati per coltivarla.

Il protagonista della storia legata alla bandiera è Ian Mac Lennan. E’ il giorno di Sant’Antonio da Padova del 1944 e quel 13 giugno la bandiera viene regalata a questo capitano del 27° Machine Gun Battalion appartenente alla Seconda Divisione Neozelandese. Dopo quattro mesi di combattimenti violentissimi, il 19 maggio gli alleati vincono la Battaglia di Cassino e sfondano il fronte scardinando la Linea Gustav dei tedeschi che si ritirano verso nord. A Collelongo arrivano quelli che in dialetto venivano chiamati “j’amerecane”, ma i liberatori che entrano in Paese con due mezzi semoventi non sono americani, sono soldati dell’esercito del Commonwealth britannico, sono ragazzi neozelandesi dell’VIIIª Armata del generale Alexander. Questi soldati in divisa kaki ricevono il benvenuto della gente di Collelongo alla Porta Jó, in una lettera inviata al Comune il capitano Mac Lennan descrive così quella giornata: “Il nostro gruppo ricevette un fantastico benvenuto e i soldati furono trattati come eroi nonostante i tedeschi fossero già scappati. Le celebrazioni erano grandissime e il vino abbondante”.

Per i collelonghesi la guerra dentro casa era finita ma rimanevano vivi i nove mesi dell’occupazione tedesca e dei bombardamenti. Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 le truppe germaniche invadono l’Italia, a Collelongo il comando tedesco viene posizionato nell’edificio scolastico di via Malpasso. Sono i mesi della paura, dei tradimenti, delle delazioni e degli omicidi. Vengono trucidati e seppelliti ancora vivi dai soldati tedeschi Rocco Sansone, Damaso Di Loreto e Gioacchino Pascale, altri collelonghesi come Pasquale Sucapane, Scardèlla, e Giuseppe Sucapane, Pèppe Lazze, vengono arrestati, torturati e picchiati a sangue nel carcere di Tagliacozzo.

Tanti di Collelongo mettono a rischio la propria vita perché nascondono e danno da mangiare ai fuggiaschi italiani che non vogliono arruolarsi e ai soldati inglesi e americani nascosti nelle stalle di Amplero. In molti assistono alla discesa dei paracadute sulla piana di Collelongo, dapprima fantocci e poi soldati Alleati veri e propri che ingaggiano battaglia con i tedeschi sulla montagna di San Nicola sotto a Valle Canale. E vicino la fonte di Canale venne ucciso il Tenente americano ‘Jim’, ricordato come “figlio di un popolo libero e fratello nostro” nel marmo affisso al monumento di Piazza della Libertà nel 1976, bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli Usa. E le bombe sganciate dagli aerei Alleati con le donne incinte che si rifugiavano nelle grotte scavate sullo spallettone del fossato vicino alle Majure o che andavano con i figli appena nati su in montagna. Il 3 marzo del 1944 le bombe di un aereo Alleato spuntato dal Malpasso invece di colpire i tedeschi che stavano nelle Scuole, centrano diverse case del paese a Balzo Piccione e piazza San Rocco uccidendo 10 persone. Tra queste, ironia della sorte, l’intera famiglia Zampella, sfollata da Avezzano per sfuggire ai massicci bombardamenti sulla città.

Ma poi tutto finisce e il fronte si sposta a nord, quel 13 giugno del 1944 la bandiera lascia Collelongo e insieme al capitano Mac Lennan risale tutta l’Italia fino in Austria e alla fine della guerra viene portata in Nuova Zelanda a Napier, la città dove abita il capitano sull’Isola del Nord nella regione di Hawka’s Bay. Nel maggio 2002, un gruppo di turisti neozelandesi di Napier, guidati dalla signora Pat Tondi, viene a visitare l’Italia e riporta a Collelongo la bandiera che per 58 anni “ho esposto nell’ingresso di casa mia, continuavo con la mia vita da civile ma sempre con il pensiero di riportare la vostra bandiera dove doveva essere – dalla lettera di Mac Lennan – ora dato che mi sto avvicinando al mio ottantottesimo compleanno riportarla mi sembrava un problema sempre più presente quindi sono contento che qualcuno abbia accettato di farlo per mio conto. Vorrei sinceramente riportarla io stesso ma non mi è più possibile. Con un affettuoso pensiero al mio tempo trascorso in Italia, mi scuso profondamente per il ritardo nello svolgere questo mio compito”. Una bella cerimonia suggella il ritorno della bandiera in Paese e al gruppo di turisti neozelandesi, sorpresi anche loro dall’ospitalità collelonghese che a distanza di sessant’anni è ancora intatta, viene affidata una targa e un nuovo tricolore italiano da consegnare all’anziano capitano Mac Lennan.

Da Napier arrivano le foto della consegna della targa e della bandiera a Ian Mac Lennan che il 2 giugno 2002 scrive a Nicola Pisegna Orlando: “Al sindaco, ai consiglieri comunali e al popolo di Collelongo, esprimo la mia gratitudine per la targa, la bandiera d’Italia e i libricini che il gruppo di turisti mi hanno portato. Un pensiero molto gentile da parte vostra, li apprezzo molto, grazie. Senza dubbio il gruppo ha espresso lo stupore e il piacere degli avvenimenti della giornata, incluso la vostra accoglienza così cordiale. Posso assicurarvi che sono ancora ‘effervescenti’ per il momento culminante del soggiorno nel vostro paese. La bandiera italiana ora è appesa orgogliosamente sulla parete di casa mia dove la bandiera di Collelongo ha passato moltissimi anni. Il mio apprezzamento profondo e i miei saluti di fratellanza affettuosa. Ian Mac Lennan”.

Nell’Aula Consiliare del Comune di Collelongo, dal 2002 oltre al tricolore italiano e alla bandiera stellata dell’Europa, ha trovato posto per sempre la bandiera neozelandese, non a caso esposta nella casa dei cittadini. La casa dove i cittadini liberi scelgono liberamente con il proprio voto coloro che devono sedere lì per rappresentarli e amministrarli. Se non sono contenti di come hanno lavorato durante il mandato, non li rivoteranno e li manderanno a casa. Questa è la democrazia che oggi, troppe volte ci sembra scontata fino a non riconoscerne il valore. Il 25 aprile è il giorno nel quale ricordiamo coloro che per ottenerla hanno combattuto e sono morti. Diceva Sandro Pertini: “Oggi la nuova Resistenza consiste nel difendere le posizioni che abbiamo conquistato, consiste nel difendere la Repubblica e la Democrazia”.

Sono passati settant’anni: Collelongo ricorderà sempre il capitano Mac Lennan, un giovane che con molti altri venne a combattere dalla Nuova Zelanda per restituire al nostro popolo una speranza per il futuro. Oggi lo ricambiamo con le sue stesse parole: Ciao Capitano, a te e al popolo neozelandese il nostro saluto di fratellanza affettuosa.

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RUBRICA VENERDÌ PESCE : LE RICETTE GUSTOSE DI MARSICANEWS

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Mangiare pesce al venerdì è una pratica cattolica che intende rispettare il cosiddetto “giorno di magro” che si caratterizza per il consumo di pesce al posto della carne.

L’usanza risponde ad uno dei precetti generali della Chiesa cattolica secondo il quale viene imposto di evitare l’assunzione della carne tutti i venerdì dell’anno e nei giorni di Quaresima: tempi penitenziali in ricordo alla morte di Gesù.

L’astinenza dalle carni è una forma di penitenza per commemorare la Crocifissione di Cristo. In tale senso il sacrificio alimentare onora il sacrificio del Venerdì Santo.

Più che l’obbligo di mangiare pesce, l’imposizione ai fedeli cattolici è di astenersi dalle carni di animali dal sangue caldo, in onore al sangue perso da Gesù. Così, il consumo di animali di sangue freddo, che siano pesci, rettili o anfibi è permesso.

Secondo il codice normativo della Chiesa cattolica è concesso sostituire l’astinenza dalle carni con altre pratiche di pietà, così come l’astinenza dalle bevande alcoliche, tabacco ed altri prodotti che producono dipendenza o inducono al vizio.

Marsicanews vi suggerirà ogni venerdì quindi una ricetta gustosa a base di pesce.

Iniziamo con RISO AL CURRY CON GAMBERI.

La ricetta del riso al curry con gamberi non è complessa, serve solo un po’ di attenzione alla cottura del cereale che avviene per assorbimento di liquido. Il riso viene cotto in forno e il risultato è un elegante piatto unico, perfetto per una cena tra amici, ma anche per una cena a due. La dolcezza dei gamberi e la delicatezza del riso sono vivacizzati da una salsa al curry speziata ed aromatica. Potrete scegliere di rendere la salsa dolce o piccante scegliendo una miscela per curry che soddisfa i vostri gusti.

Il riso al curry , in particolar modo nella varietà Basmati, è una preparazione originaria della regione indiana che, servita da sola o con verdure, sostituisce il pane in accompagnamento a piatti di carne e pesce variamente stufati.

Ingredienti per 4 persone :

320 g di riso
• 350 g di gamberi
• 1 cipolla e 1/4
• 450 ml di brodo
• 70 g di burro
• 2 cucchiai di curry
• farina
• sale
pepe

PREPARAZIONE :
Iniziate la preparazione del riso al curry con gamberi facendo sciogliere 40 grammi di burro in una teglia e insaporitevi la cipolla intera tagliata a fettine. Quando è diventata trasparente versate il riso e mescolate bene per distribuire il condimento in maniera uniforme.

Irrorate quindi con il brodo bollente, coprite e tenete in forno preriscaldato a 220° per 15-17 minuti. Nel frattempo sgusciate i gamberi, eliminate il filo nero sulla schiena e lessateli per due minuti in acqua bollente.
Dedicatevi quindi alla preparazione della salsa al curry.

Tritate la cipolla rimasta, lasciatela ammorbidire per cinque minuti in un tegame con il burro, cospargetela con un cucchiaio di farina, mescolate e unite il curry diluito in poca acqua calda. Cuocete a fuoco basso per mezz’ora, aggiungendo altra acqua via via che viene assorbita. Salate e pepate

.


Ritirate il riso dal forno, disponetelo in uno stampo ad anello imburrato e battete il fondo sul tavolo per eliminare gli eventuali vuoti d’aria.

Rovesciate la forma sul piatto da portata, in modo da ottenere una “ciambella” di riso. Disponete al centro i gamberi e ricopriteli con la salsa calda e una macinata di pepe. Servite subito il riso al curry con gamberi.

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Abruzzo

RIGOPIANO, FRATELLI D’ITALIA PROMETTONO DI PAGARE LA SANZIONE DI ALESSIO FENIELLO, POI SPARISCONO DOPO LA CAMPAGNA ELETTORALE. LA DENUNCIA DI FORZA NUOVA ABRUZZO: “NOI AL SUO FIANCO PER DIFENDERNE L’ONORE”.

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La vicenda di Alessio Feniello, padre di Stefano una delle vittime di
Rigopiano, va assumendo tinte sempre più surreali.
Feniello, infatti, era stato multato per oltre 4500 euro per essersi reso
“colpevole” di aver voluto omaggiare il figlio, depositando un mazzo di
fiori sul luogo della tragedia. La condanna a tale assurda ammenda, a
seguito di presunta violazione dei sigilli apposti dalle autorità sul
posto, è arrivata con decreto penale di condanna, cui, per il tramite del
suo avvocato, Feniello si è ovviamente opposto , talché il prossimo 26
settembre dovrà affrontare il relativo processo; ciò, peraltro, aveva
scatenato la rabbia generalizzata dell’opinione pubblica, innescando un
moto di generale protesta e solidarietà da parte di moltissimi volontari.
Dopodiché, nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni
regionali in Abruzzo, il comitato di Fratelli d’Italia per Marsilio
Presidente ha contattato lo stesso Feniello, esprimendo la volontà di
raccogliere denaro per suo conto, al fine di consentirgli di fare fronte
all’enorme esborso impostogli.
Oltre al danno, però, ecco che giunge la beffa: la campagna elettorale,
infatti, è terminata, Marsilio ha vinto le elezioni, e, dopo aver
utilizzato il nome di Alessio feniello per raccogliere denaro e per fare
pubblicità ai propri candidati, i referenti di Fratelli d’Italia non si
sono più fatti vivi, facendo perdere le tracce proprie e dei soldi che
avrebbero dovuto raccogliere.
Tutta questa vicenda è a dir poco allucinante, poiché nei riguardi di
Alessio Feniello c’è stato un accanimento spropositato da parte delle
autorità che a tutti i costi hanno preteso una sua condanna e conseguente
umiliazione, incuranti del dolore subito per la morte del figlio; come se
non bastasse, esponenti abruzzesi di Fratelli d’Italia hanno utilizzato la
vicenda in proprio favore, speculando sulla tragedia, senza poi
corrispondere a Feniello l’aiuto promesso.
Ovviamente ci attiveremo affinché la vittima di questo increscioso
accadimento ottenga finalmente giustizia. Intanto rivolgiamo un appello a
Fratelli d’Italia perché rispetti l’impegno preso, sancito da una promessa
solenne del segretario Giorgia Meloni. Qualora la situazione non dovesse
sbloccarsi, e Alessio Feniello non riuscisse ad ottenere il maltolto, siamo pronti a sostenerlo nell’ennesima battaglia, volta a restituire ad un padre
afflitto dalla perdita del figlio l’onore e la dignità che merita.

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Abruzzo

LA CROCE ROSSA DI OVINDOLI RINGRAZIA PER L’ACQUISTO DELLA NUOVA AMBULANZA

La croce rossa di Ovindoli ringrazia tutti quell che hanno contribuito all’acquisto della nuova ambulanza

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La Croce Rossa Italiana Unità Territoriale di Ovindoli è lieta di annunciare l’avvenuto acquisto della nuova autoambulanza che servirà al nostro territorio per rispondere alle varie emergenze.
“Abbiamo impiegato circa due anni per raggiungere tale obiettivo ed oltre le nostre forze dobbiamo sentitamente ringraziare:
La famiglia Ciminelli che da diversi anni finanzia con il ricavato del memorial “Mario Ciminelli” le nostre attività e in maniera significativa all’acquisto del mezzo.
Marco Angelosante e famiglia che hanno donato, a chiusura della loro attività, la merce rimanente all’interno del negozio dando a noi la possibilità di venderla utilizzando il ricavato per l’acquisto dell’ambulanza.
Ringraziamo inoltre le varie associazioni che hanno contribuito a tale scopo.

Inoltre ma non con minore importanza ringraziamo tutti i cittadini e non e le varie attività
commerciali che ci hanno supportato.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI “

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Abruzzo

PER IL TERRITORIO DELL’ABRUZZO INTERNO È NECESSARIO UNO SVILUPPO SIGNIFICATIVO E ARMONICO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE.

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PER IL TERRITORIO DELL’ABRUZZO INTERNO È NECESSARIO UNO SVILUPPO
SIGNIFICATIVO E ARMONICO DELLE
La Confesercenti del Centro Abruzzo intende riaprire subito il confronto
con il nuovo Governatore dell’Abruzzo e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio della Provincia del’Aquila.
Lo scopo è quello di dare un seguito concreto al Documento programmatico
che l’Associazione di categoria ha già avuto modo di presentare nel corso
dell’ultima campagna elettorale. Si tratta di un documento strategico per
sostenere, con un’azione di sistema, le istanze delle imprese in un momento
cruciale per la competitività del territorio, basato su punti strutturati
per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, con
progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in
particolare alle PMI) nel mondo 4.0, favorire la crescita e l’occupazione,
in particolare quella giovanile.
Sono obiettivi imprescindibili senza i quali non sarà possibile contrastare
disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare,
ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.
Per la Confesercenti del Centro Abruzzo, tutto questo assume una valenza di
alto livello strategico, se condivisa con chi si appresta a gestire la
Regione, perché il servizio politico deve essere la forma più alta di
servizio pubblico svolto nella ricerca del bene comune, al servizio di ogni
imprenditore, di ogni addetto e, soprattutto dei tanti giovani e adulti
disoccupati che stentano ad entrare o a rientrare nel difficile mercato del
lavoro. Per questo è stato organizzato un incontro con il Presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio dell’Aquila: Americo Di Benedetto, Emanuele Imprudente, Giorgio
Fedele, Guido Liris, Marianna Scoccia, Roberto Santangelo e Simone
Angelosante.
L’incontro si terrà giovedì 14 marzo 2019, a partire dalle ore 19.00, nella
suggestiva cornice del “Mercato Pratola Centrale”, a Pratola Peligna (AQ)
in Via SS 5 Dir

La Confesercenti del Centro Abruzzo intende riaprire subito il confronto
con il nuovo Governatore dell’Abruzzo e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio della Provincia del’Aquila.
Lo scopo è quello di dare un seguito concreto al Documento programmatico
che l’Associazione di categoria ha già avuto modo di presentare nel corso
dell’ultima campagna elettorale. Si tratta di un documento strategico per
sostenere, con un’azione di sistema, le istanze delle imprese in un momento
cruciale per la competitività del territorio, basato su punti strutturati
per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, con
progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in
particolare alle PMI) nel mondo 4.0, favorire la crescita e l’occupazione,
in particolare quella giovanile.
Sono obiettivi imprescindibili senza i quali non sarà possibile contrastare
disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare,
ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.
Per la Confesercenti del Centro Abruzzo, tutto questo assume una valenza di
alto livello strategico, se condivisa con chi si appresta a gestire la
Regione, perché il servizio politico deve essere la forma più alta di
servizio pubblico svolto nella ricerca del bene comune, al servizio di ogni
imprenditore, di ogni addetto e, soprattutto dei tanti giovani e adulti
disoccupati che stentano ad entrare o a rientrare nel difficile mercato del
lavoro. Per questo è stato organizzato un incontro con il Presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio dell’Aquila: Americo Di Benedetto, Emanuele Imprudente, Giorgio
Fedele, Guido Liris, Marianna Scoccia, Roberto Santangelo e Simone
Angelosante.
L’incontro si terrà giovedì 14 marzo 2019, a partire dalle ore 19.00, nella
suggestiva cornice del “Mercato Pratola Centrale”, a Pratola Peligna (AQ)
in Via SS 5 Dir

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Abruzzo

L’AQUILA : PRIMO TRAPIANTO DI RENE CON ROBOT CHIRURGICO

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L’AQUILA: INIZIA L’ATTIVITÂ DEL ROBOT CHIRURGICO NEL TRAPIANTO DI RENE: PRIMO INTERVENTO SU UN PAZIENTE MOLISANO

CON L’ESORDIO DEI ‘BRACCI MECCANICI’ NEL TRAPIANTO L’OSPEDALE AQUILANO ENTRA NEL CIRCUITO EUROPEO DELLA DISCIPLINA

Il rene è solo l’ultima applicazione della nuova tecnologia che, in poco più di un anno, ha consentito di eseguire oltre 200 operazioni in urologia, chirurgia d’urgenza addominale e altri campi.

L’AQUILA – All’Aquila si apre il nuovo corso della chirurgia robotica applicata al trapianto di rene. Nei giorni scorsi, infatti, è stato effettuato il primo intervento su un uomo residente nel Molise a cui è stato impiantato il rene donatogli dalla sorella. Il robot segna una svolta importante nell’attività della trapiantologia non solo dell’Aquila ma della Regione perché alza la qualità dell’asticella della qualità della chirurgia, riduce la sofferenza del paziente e accelera i tempi di attesa. L’avvio al San Salvatore dell’utilizzo del robot ‘da Vinci’ nel trapianto di rene (uno dei pochi centri in Italia a praticarlo con l’ausilio di questa tecnologia) è stato illustrato questa mattina all’ospedale di L’Aquila nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, il manager della Asl, Rinaldo Tordera, la rettrice dell’Università, Paola Inverardi, il sindaco Pierluigi Biondi, il prof. Francesco Pisani, direttore del centro regionale trapianti Abruzzo e Molise e il dr. Luigi Di Clemente, direttore del reparto urologia. L’applicazione del robot chirurgico, tra i grandi vantaggi, presenta quello della precisione che nessuna abilità manuale, anche del professionista più esperto, può eguagliare. L’uso dei bracci meccanici nel campo dei trapianti di rene è l’ultima delle applicazioni del robot da Vinci, acquistato dalla Asl ed entrato in funzione oltre un anno fa: è stato utilizzato prima nell’ urologia e, a seguire, in altri ambiti tra cui, recentemente, nella chirurgia d’urgenza addominale (fegato e pancreas). In poco più di un anno sono stati 200 gli interventi compiuti con robot nelle diverse specialità.

Come avviene il trapianto di rene col robot? L’organo viene prelevato dal donatore per via laparoscopica (con piccole incisioni anziché apertura totale) attraverso il fianco, senza entrare nella cavità addominale e poi estratto con un’incisione di pochi centimetri nella regione inguinale. Con questa tecnica mininvasiva si riducono di molto i danni biologici rispetto alla procedura tradizionale. Contemporaneamente alla fase di estrazione del rene dal donatore una seconda équipe interviene con robot sul ricevente per preparare la sede in cui reimpiantare l’organo. Tramite un’incisione di 5 centimetri sopra al pube il rene prelevato viene posizionato all’interno della cavità addominale, lateralmente alla vescica. Il robot chirurgico consente di eseguire queste procedure con movimenti molto precisi e con maggiore rapidità, grazie anche alla visione delle immagini molto ingrandita rispetto alle dimensioni normali. Con il ricorso ai bracci meccanici in sala operatoria, in virtù della mininvasività dell’intervento, il paziente ha tempi di recupero molto veloci perché il danno biologico, legato al trapianto, è molto ridotto.

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Abruzzo

LINO GUANCIALE PORTA IL CINEMA A SCUOLA

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Il cinema Arriva in classe: ieri mattina nella palestra della scuola Giovanni XXIII di
Avezzano è stato presentato il progetto “Cinemando… Il nostro primo ciak”
con la Peperonitto
e
tanti alunni dell’ Istituto comprensivo Vivenza – Giovanni XXIII>pronti
a dare il via alle scene.
Il progetto, proposto lo scorso anno dal dirigente scolastico Roberto
Puliti, ha ricevuto un finanziamento dal MiBAC di 50mila euro e ha trovato
partner ideale nella Peperonitto film, casa di produzione audiovisiva
indipendente di Avezzano, che organizzerà laboratori di storia del cinema,sceneggiatura, regia e svelerà vari segreti della settima arte.
Padrino speciale è l’attore di origine marsicana, Lino Guanciale
<https://www.facebook.com/LinoGuancialeOfficial/?__tn__=K-R&eid=ARDQV2ndwBXI1Pg29OBCzVTAeK1QIMXJQE5BbMJinuERS1MlA2-O1vYvdpraDk1rjGYtUWDlHzJn32VK&fref=mentions&__xts__%5B0%5D=68.ARDXsM8fmA459WxKEmW_PBqoIFFSFdv2nCziSderO1sJPplkZNoIOeDyOIAaq7TKxp4vVyYdmNo0zCebS5y1CPV7qzly6plMMFwP0aqzcuBnoNVs5VHJPjQQQV0EEaI8VmchdzSpo8parhzWB6__8Md3JplO59rz8XFE01v0vMFmSUaXavoaxSHjXA2wMj45qadtL2Cw1X77v6U61nBZzg6L_LjcgrbPw6G5ZSt40lG9Bca14O3qVn8gMCkhqV-gdpvs6rDy5UMijfJjDFipAEGBCk4xqPjguycLJGF7BjR00yaZDoLvEsWvjemHIzs3F8Y4qyi206R9h6AKACJtgwc>
, che ieri mattina ha tenuto una vera e propria lezione, interagendo con
i giovani studenti, facendoli partecipare attivamente alla spiegazione su
come si realizza un film.
Entusiasmo e allegria, in un piccolo set che ha preso forma sotto gli occhi
delle insegnanti.
Tutta l’iniziativa è coordinata dalla referente del progetto,
l’insegnante Irene
Bracone
<

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Abruzzo

ASSOCIAZIONE VERONICA GAIA : 2 BORSE DI STUDIO PER PROMUOVERE LA RICERCA SULLA DEPRESSIONE GIOVANILE

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Due borse di studio alle migliori tesi in Psicologia e Medicina e un premio per il migliore articolo scientifico riguardanti tematiche sulla depressione giovanile: queste le iniziative decise dall’Assemblea dell’Associazione Veronica Gaia di Orio per la Ricerca e la Lotta alla Depressione Giovanile, che ha nominato la prof.ssa Maria Grazia Cifone nel ruolo di Vicepresidente

Si è svolta ieri, presso il Centro Celestiniano, la seconda Assemblea dell’Associazione Veronica Gaia di Orio per la Ricerca e la Lotta alla Depressione Giovanile.
Nel corso dell’Assemblea è stato deciso il finanziamento di due borse di studio dell’importo di 1500 € ciascuna per laureati magistrali in Medicina e Chirurgia e in Psicologia Applicata, Clinica e della Salutedell’Università degli Studi dell’Aquila che abbiano presentato una tesi sperimentale sviluppata nell’ambito della depressione giovanile e aspetti ad essa correlati.
E’ stato inoltre istituito il premio per il Migliore Articolo Scientifico sempre su tematiche concernenti la Depressione giovanile, dell’importo di 1500 €,rivolto ai giovani under 40 (dottorandi/e, borsisti/e, assegnisti/e, ex borsisti/e o ex-assegnisti/e) che non abbiano una posizione lavorativa a tempo indeterminato.
Tutte le informazioni su queste iniziative sono reperibili sul sito dell’Associazione: http://www.veronicagaia.it

Nel corso dell’Assemblea, oltre agli adempimenti statutari legati all’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo presentati dal Tesoriere prof. Enrico Perilli, sono stati nominati all’unanimità la prof.ssa Maria Grazia Cifone quale Vicepresidente e il prof. Giuseppe Paradiso Galatioto quale nuovo membro del Consiglio Direttivo.
E’ stato inoltre eletto il Collegio dei Probiviri nelle persone dei proff. Umberto Ciciarelli, Mario Giannoni e Cristina Petrucci.
“Le iniziative dell’Associazione – ha spiegato il Presidente prof. Ferdinando di Orio – vogliono essere uno stimolo e un incoraggiamento per i giovani studiosi a dedicarsi alla ricerca in particolare nel campo della depressione giovanile. Ancora troppo poco si fa nel nostro Paese per promuovere l’attività di ricerca soprattutto da parte dei giovani, che spesso sono costretti ad emigrare all’estero. Le nostre iniziative, per quanto limitate, oltre a promuovere la ricerca scientifica in un settore delicato per il benessere dei giovani, vogliono anche richiamare l’attenzione su un problema spesso sottostimato come la depressione giovanile”.

MANIFESTO-PSICOLOGIA-2019.pdf

Bando-PREMIO-ARTICOLO.pdf

MANIFESTO-MEDICINA-2019.pdf

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