Italia

Jobs act, pressing del governo: fare presto

Non intende transigere sui tempi, Matteo Renzi: al di là delle «tecnicalità parlamentari», il primo gennaio 2015 dovranno essere in vigore le «regole nuove» per il mercato del lavoro. Serve a portare a regime il sistema ma anche a mantenere una promessa fatta all’Europa. Dunque il premier lascia che alla Camera gli “sherpa” della maggioranza si parlino, per cercare una sintesi su modifiche concordate al testo del jobs act che facciano rientrare, almeno in parte, il dissenso della minoranza del Pd. Anche per questo motivo, il premier dovrebbe convocare una nuova direzione del partito dopo il 17 novembre al suo rientro dal G20 di Brisbane, in Australia. Intanto, di fronte al braccio di ferro in corso nella maggioranza, il presidente del Consiglio ribadisce che «se ci sarà bisogno» porrà la fiducia a Montecitorio sul testo licenziato dal Senato. Alla Camera si ripropone il confronto tra i partiti di governo andato in scena al Senato. La minoranza dem è sulle barricate per ottenere modifiche alla delega lavoro. Ncd è determinata a difendere con i denti il punto di caduta trovato. La differenza è che alla Camera nella commissione Lavoro, presieduta da Cesare Damiano, la sinistra Pd è presente in forze. E fa sapere che un’accelerazione sarà possibile solo se si troverà un accordo «accettabile» sulle modifiche al ddl.

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