Italia

Jobs act, la minoranza Pd affila le armi

Nessuno evoca la scissione ma sullo jobs act i nervi restano tesi tra governo e minoranza del Pd, soprattutto ora che è chiaro che Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di «concertare» alcunchè con la Cgil. Il premier tira dritto. E alla vigilia della discussione della riforma del lavoro in commissione a Montecitorio, dove la minoranza dem è maggioranza, rilascia l’ennesima intervista in cui nega di voler andare a elezioni anticipate e spande ottimismo sulla ripartenza dell’Italia. «Non bastano sei mesi ma certo già la prossima primavera vedremo il Paese ripartire, dopo troppo tempo di palude e di stagno», assicura Renzi al settimanale Oggi. «Ci siamo dati come orizzonte un governo di mille giorni per dire che le riforme di cui abbiamo bisogno sono profonde e coraggiose e non per guadagnare tempo», spiega. «I cambiamenti che abbiamo messo in campo, dal lavoro alla giustizia, dall’economia con la più straodinaria riduzione delle tasse della storia, al ridisegno delle nostre istituzioni, cominceranno presto a dispiegare i loro effetti: la nostra corsa la dobbiamo fare con la Germania, sul gruppo di testa e non sul fanalino di coda», ribadisce Renzi. Quanto al suo rapporto con i sindacati il premier risponde a Maurizio Landini che si era detto pronto anche a occupare le fabbriche. «Vogliamo tenere aperte le fabbriche perché l’occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non è quella che minaccia il sindacato», spiega il premier.

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