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Cronaca e Giudiziaria

Istituto Collodi-Marini, bambini in classe con il tablet

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In classe con il tablet: niente quaderni sui banchi della 2C dell’Istituto comprensivo “Collodi-Marini” di Avezzano, dove la tecnologia del futuro è già realtà.

Qui i giovanissimi studenti della scuola primaria di via Fucino, inseriti nel progetto pilota nazionale “Samsung Smart Future”, promosso dal Ministero in collaborazione con Samsung, Università di Milano e Foggia per individuare nuove metodologie didattiche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, usano con grande padronanza gli strumenti di ultima generazione. Competenza mostrata direttamente sul campo, con la presentazione del primo prodotto multimediale, protagonisti gli animali, realizzato sotto la guida delle “insegnanti-tecnologiche” Lucia Lippa e Fabrizia Salvati e le docenti di classe Angela Grossi e Fiorella Paris.
Ospiti d’onore dell’evento organizzato dal dirigente scolastico Claudia Scipioni, il sindaco, Gianni Di Pangrazio, e il direttore Generale Usr Abruzzo, Ernesto Pellecchia. Nell’aula, affollata da genitori e insegnanti, la dirigente ha ripercorso le tappe del progetto, a partire dalla trasferta formativa, a Milano, delle due insegnanti: “oggi”, ha esordito Scipioni, “si vedono i frutti dello splendido lavoro realizzato dai ragazzi con i nuovi strumenti tecnologici. Spero che questo progetto pilota, che ha visto protagonista la scuola Collodi-Marini, possa essere ampliato su scala territoriale”. Città in prima fila nazionale, quindi, nell’avvento delle nuove tecnologie sui banchi di scuola.
“Formazione e ricerca sono punti imprescindibili in un Paese che vuole competere”, ha sottolineato il primo cittadino, “spero che questa grande opportunità di utilizzare gli strumenti di ultima generazione toccata ai bambini della seconda c della Collodi Marini possa diventare presto patrimonio di tutti gli studenti per poter affrontare al meglio le sfide future”. Auspicio che ha trovato in perfetta sintonia il direttore regionale, Ernesto Pellecchia: “speriamo che questo progetto pilota del Ministero, che sarà implementato nei prossimi anni, ci consenta di assicurare la dotazione strumentale a tutte le scuole d’Abruzzo”. Luisa Giglio, Presidente del Consiglio d’Istituto, docente della scuola e mamma di un bambino della seconda C, ha voluto ringraziare il dirigente scolastico, Claudia Scipioni, per la grande opportunità. Poi spazio alle immagini: sullo schermo di classe, sotto gli occhi soddisfatti dei genitori, docenti e alunni hanno fatto scorrere le immagini del loro primo prodotto multimediale.

Abruzzo

MORINO : CONIUGI AGLI ARRESTI DOMICILIARI PER FURTO AGGRAVATO.

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Approfittando della relazione domestica che si era instaurata da tempo con un nucleo familiare caratterizzato dalla presenza di un invalido civile, una coppia di Morino è riuscita a sottrarre una notevole somma di denaro effettuando in più riprese, prelievi dal libretto postale intestato alle vittime.
I Carabinieri della Stazione di Morino, a seguito di una denuncia presentata a maggio 2018 dalla moglie di un 74enne del luogo, invalido al 100%, circa ingenti prelievi effettuati presso l’Ufficio Postale di Morino, da lei disconosciuti, nonché il furto di diversi preziosi in oro custoditi presso l’abitazione coniugale, hanno avviato una serie di accertamenti finalizzati all’individuazione degli autori dei furti e dell’indebito utilizzo della carta di credito, che hanno così portato, durante la scorsa notte, all’esecuzione di una misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal GIP Dottoressa Maria PROIA del Tribunale di Avezzano su richiesta del PM Dott. Maurizio Maria CERRATO.
Le investigazioni hanno permesso di raccogliere inconfutabili elementi di responsabilità a carico di due coniugi, per la donna, D.D.A., classe 75, in ordine ai reati di furto aggravato ed indebito utilizzo di carta di credito, e per l’uomo, F.D.C., classe 69, di riciclaggio. In particolare si è accertato come la 44enne, badante presso l’abitazione delle vittime, in quanto assisteva il 74enne invalido, avrebbe, tra aprile e maggio 2018, sottratto dall’abitazione dei coniugi una carta postale e relativo libretto postale intestata ai medesimi, per poi utilizzare il documento per effettuare ben 13 indebiti prelievi per un totale di Euro 7.300.
Inoltre si è accertato come l’indagata, nel corso del tempo trascorso presso l’abitazione delle vittime quale badante, abbia sottratto numerosi oggetti in oro per un valore di circa 5 mila Euro. Il marito, poi, si sarebbe recato presso un esercizio Compro Oro di Avezzano dove avrebbe realizzato diverse operazioni volte alla sostituzione dei preziosi sottratti presso l’abitazione dei coniugi, che vendeva al prezzo corrente dell’oro usato.
L’attività svolta dai militari della Stazione di Morino, in piena sinergia con l’Autorità Giudiziaria, testimonia ancora una volta come l’Arma dei Carabinieri si sia schierata a difesa di una delle fasce più indifese della nostra società, gli anziani, e che interviene costantemente su quelli che sono i reati di maggior allarme sociale come i furti in abitazione.

Al riguardo, è importante ricordare che le denunce da parte della cittadinanza sono determinati per consentire alle Forze di Polizia di orientare al meglio le investigazioni e addivenire alla compiuta identificazione degli autori.
Inoltre, l’Arma dei Carabinieri, da tempo, ha avviato, in campo nazionale, l’iniziativa rivolta a tutelare le fasce deboli ed in particolare gli anziani, spesso vittime, mediante artifizi e raggiri, del reato di truffa. Si invitano tutti i cittadini a consultare sul sito www.carabinieri.it l’apposita sezione denominata “Servizi per il Cittadino” attraverso il seguente link: http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/giorno-per-giorno/contro-le-truffe, al fine di ricevere qualche consiglio per evitare lo spiacevole inconveniente di essere truffati.

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Abruzzo

POLIZIA DI STATO:L’AQUILA. MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA, ARRESTATO UN CINQUANTENNE

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Nella giornata di ieri personale della Squadra Mobile di L’Aquila – Reati contro la persona ha eseguito l’ordinanza con cui il GIP del Tribunale di L’Aquila, Dr. GARGARELLA, su richiesta del P.M., Dr.ssa D’AVOLIO, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 50nne aquilano.
Il provvedimento è stato determinato al termine delle indagini svolte dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo in ordine ai reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, ricostruendo, attraverso fondamentali testimonianze, episodi di violenza compiuti dallo stesso nei confronti della coniuge.
Le indagini, avviate a seguito della querela presentata dalla moglie, hanno evidenziato che l’uomo dal 2017, e in più occasioni, ha maltrattato la donna anche in presenza dei figli minori, con vessazioni morali e fisiche, tanto che la malcapitata è dovuta ricorrere più volte alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Salvatore. Il comportamento dell’uomo, inoltre, ha reso la vita familiare oltremodo penosa generando nei congiunti un clima di terrore e disagio.
L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso il proprio domicilio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, da cui già da tempo la consorte, insieme con i figli, si era allontanata.

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Abruzzo

AVEZZANO. ARRESTATO UN CITTADINO UCRAINO PER TENTATA RAPINA

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Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra Volante del Commissariato di P.S. di Avezzano, traeva in arresto un cittadino ucraino, di anni 23, per tentata rapina.

In particolare, durante lo svolgimento dei consueti servizi di controllo del territorio volti al contrasto del fenomeno dei reati predatori, gli operatori della Squadra Volante, a seguito di notizia giunta al 113, si portavano presso un centro commerciale della città per segnalazione di rapina in atto.

Giunti sul posto, gli operatori riuscivano ad immobilizzare l’arrestato il quale, nel tentativo di impossessarsi della merce esposta in negozio, aveva anche aggredito le commesse dell’esercizio commerciale.

Il ragazzo, che risultava avere a carico precedenti penali per reati contro il patrimonio, veniva condotto presso il Commissariato di Avezzano e dopo le formalità di rito veniva tradotto in carcere a disposizione dell’A.G. procedente.

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Abruzzo

CASO UOMO SCOMPARSO A S.BENEDETTO. SPUNTA IPOTESI OMICIDIO

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San Benedetto. Spunta l’ipotesi omicidio sul caso della scomparsa di Collinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto dei Marsi di cui si sono perse le tracce dal primo febbraio. Delle perquisizioni sono state eseguite ieri all’interno di alcune abitazione del paese dai carabinieri della compagnia di Avezzano. Si cercano probabilmente indumenti e altri indizi che possano portare alla soluzione di quello che sta acquisendo sempre di più i caratteri di un giallo.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini, ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti e l’ipotesi di morte violenta non è più esclusa. Sono state esaminate anche delle immagini riprese da un circuito video in paese dove ci sarebbero gli ultimi momenti in paese del 51enne scomparso il primo febbraio quando si è allontanato  da casa.

I carabinieri della stazione di San Benedetto e della compagnia di Avezzano, coordinati dalla procura, non tralasciano alcuna pista. Avrebbero infatti  già ascoltato delle persone su cui sorgono dei sospetti. Sull’indagine c’è il massimo riserbo.

Il caso è finito anche sulle reti nazionali, a Chi l’ha visto e a La vita in diretta. I genitori dell’uomo, intervistati, hanno ipotizzato un allontanamento volontario. “Io penso che sia tra i barboni, a Roma”, ha affermato l’anziano, “lo diceva spesso. Poi si lavava le mani trenta volte al giorno”.   Sembra che alla base dell’allontanamento ci sia è stata una discussione con l’anziana madre che avrebbe portato il marsicano a fare quella che lui stesso avrebbe definito “una passeggiata per schiarirsi le idee”.

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Abruzzo

POLIZIA DI STATO – ARRESTATA PER FURTO UNA CITTADINA RUMENA

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In seguito a due furti perpetrati nel mese di ottobre 2018 all’interno del “centro commerciale bellavista” di Pratola Peligna (Aq) e del “nuovo borgo” di Sulmona (Aq), personale di questa sottosezione polizia stradale deferiva alla procura della repubblica di Sulmona (Aq), la cittadina di nazionalita’ rumena m.m. di anni 23, fermata, subito dopo il secondo furto, a bordo di autovettura smart.- il controllo permetteva di rinvenire la refurtiva all’interno dell’abitacolo, per il valore complessivo di circa € 1.000,00 (mille) e di accertare che la donna circolava con una patente di guida rumena risultata falsa, come falsa e’ risultata la revisione del veicolo condotto.- dopo il deferimento di questo ufficio, la cittadina rumena ha continuato nel tempo ad effettuare furti e rapine improprie nei centri commerciali in ambito nazionale, anche in violazione degli obblighi dell’autorita’ giudiziaria quale l’obbligo di firma e l’obbligo di dimora in chieti.- raccolte le varie denunce e segnalzioni degli uffici/comandi delle ff.pp. procedenti, vista la pericolosita’ della persona, il sostituto procuratore della repubblica, dott.ssa Laura Scarsella, chiedeva al locale tribunale l’emissione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere; in seguito a cio’, il g.i.p., dott. Marco Billi, emetteva l’ordinanza richiesta.- cosi’, il giorno 11.02.2019 personale di questa sottosezione polizia stradale si recava in roma, dove nel frattempo la cittadina rumena, in italia senza fissa dimora, si era spostata, dava esecuzione all’ordinanza descritta associandola presso la casa circondariale femminile “rebibbia” di roma.- la cattura dell’indagata avveniva mentre si trovava a bordo di autovettura con targa di nazionalita’ rumena condotta dal fratello a.i. di anni 28 il quale, alla richiesta dei documenti, esibiva una patente di guida, anch’essa rumena, risultata falsa.- per tale motivo, veniva deferito all’a.g. competente, con il sequestro della patente, e sanzionato per una somma superiore ad € 5.000,00 (cinquemila).-

 

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Cronaca e Giudiziaria

Spaccio di droga. Arrestati dai Carabinieri di Tagliacozzo Arjan Macaj

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Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”

Compagnia di Tagliacozzo

COMUNICATO STAMPA

La scorsa notte, durante un servizio perlustrativo atto a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, i militari dell’Aliquota Radiomobile unitamente a quelli della Stazione di Tagliacozzo hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente Arjan MACAJ, cl. 1986, residente a Tagliacozzo e denunciato in stato di libertà,  per lo stesso reato, il fratello, cl.1989. I due cittadini stranieri sono stati controllati fuori dal centro abitato a bordo della loro autovettura e trovati in possesso di tre involucri in nylon contenenti 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, suddivisa in dosi, che, alla vista dei militari hanno gettato dal finestrino cercando di eludere il controllo. Nonostante ciò, i militari li hanno prontamente fermati e sottoposti a perquisizione personale e veicolare. Arjan MACAJ è stato successivamente condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria in attesa della celebrazione del rito direttissimo presso il Tribunale di Avezzano.

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Cronaca e Giudiziaria

Preso il latitante Bogdan Musetescu. Grande lavoro dei carabinieri di Trasacco

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Collelongo. Latitante da oltre tre anni. Se non fosse rientrato in Italia probabilmente l’avrebbe fatta franca.

I carabinieri hanno saputo della sua presenza in paese e sono entrati in azione. Per lui non c’è stato scampo ed è stato bloccato e ammanettato. Bogdan Musetescu, 31 anni, deve scontare una condanna  in via definitiva  per una rapina a mano armata messa a segno in un bar di Luco dei Marsi insieme a due complici di nazionalità romena nel 2012.

Era sparito dalla circolazione dopo il delitto Callegari nel quale era rimasto coinvolto con l’accusa di rissa aggravata. Da allora, nonostante dovesse scontare una pena di due anni e cinque mesi   per rapina, era diventato un fantasma. Ma le indagini degli investigatori non si erano mai fermate. Le sue tracce portavano in Romania, poi in Germania.  I carabinieri della stazione di Trasacco, guidati dal comandante Armando Croce, hanno avuto la soffiata e lo hanno arrestato.

Per il delitto di Marco Callegari, avvenuto il 10 settembre del 2015 in località Piccola Svizzera di Tagliacozzo, i giudici della prima sezione della Cassazione hanno condannato a 16 anni, confermando i primi due gradi di giudizio,  Pietro Catalano,  50enne buttafuori, colui che ha sparato contro la vittima uccidendolo sul colpo. Musetescu è accusato insieme ad altre cinque persone di aver preso parte attiva nella rissa  che ha poi portato all’uccisione di Callegari.

Dopo questa accusa che il giovane aveva deciso di  iniziare la sua latitanza, fuggendo all’estero, prima in Romania e poi da lì trasferendosi in germani. Era accusato anche di evasione perché nell’estate del 2012, mentre era  sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora con permanenza notturna in casa, era stato trovato dagli agenti della squadra anticrimine di Avezzano,  davanti a un pub del centro. Tutti reati  per i quali erano in corso processi a suo carico e dai quali era riuscito a sfuggire  trasferendosi all’estero.

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