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Investito e ucciso, Don Aldo: crisi crea violenza

Crimini e intolleranza crescono in un contesto socio-economico che penalizza gli stranieri e i più deboli». Don Aldo Antonelli, coordinatore provinciale di «Libera», il presidio antimafia di don Ciotti, interviene sull’investimento, avvenuto nella notte, di un giovane marocchino, rimasto ucciso forse per un regolamento di conti. Il parroco di Antrosano, frazione di Avezzano, si dice molto preoccupato di fronte all’aumento di aggressioni ed episodi di intolleranza.

«Le incertezze economiche provocate dalla crisi – spiega don Antonelli – si abbattono sui più deboli e costituiscono un terreno fertile per fenomeni di campanilismo e razzismo, come quelli che registriamo ormai da anni nella Marsica».

«Il nostro sportello Libera di Antrosano, punto di riferimento del centro Italia – prosegue il coordinatore -continua a raccogliere denunce relative a fenomeni di violenza e abusi, sempre più legati a contesti in cui un sistema economico legato al profitto ci ruba dignità e sicurezza».

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