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Intubare il Torrente Rianza, la Regione conferma la necessità della VIA

Valle Roveto. Intubare il torrente Rianza a scopi idroelettrici? La Regione conferma la necessità della Valutazione di Impatto Ambientale completa.

Ieri passaggio in Comitato VIA regionale con audizione delle associazioni, respinta la richiesta di riesame del proponente.

Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nella riunione di ieri ha confermato la precedente decisione di maggio di rinviare a Valutazione di Impatto Ambientale completa il progetto per realizzare un impianto idroelettrico intubando il meraviglioso torrente Rianza a Capistrello.

“Si tratta di un intervento che ben 18 associazioni e centinaia di cittadini stanno avversando”, ricordano i promotori del movemento a difesa del Rianza, Forum H2O, SOA, Fare Verde Onlus, Lipu, Coop. Sociale Lybra, AVIS Pescocanale, WWF Abruzzo Montano, Ass.Verde Liri, Altura, Il Martello del Fucino, Centro Natura Marsica, Associazione Il Salviano, Comitato Piani Palentini, ERCI Team Onlus, Comitato spontaneo Viviamo Il Liri, Comitato Salviamo La ferrovia Avezzano – Roccasecca, Amici dell’Emissario, Nuovo Senso Civico Onlus, “per la bellezza dei luoghi dal punto di vista paesaggistico e l’alto valore naturalistico e idrogeologico del corso d’acqua.

La società ditta ABRUZZO ENERGIE RINNOVABILI S.r.l.aveva infatti chiesto il riesame del provvedimento alla Regione Abruzzo, richiesta a cui si sono nuovamente opposte le 18 associazioni che a maggio avevano presentato approfondite osservazioni e che l’altro ieri avevano presentato un’ulteriore memoria. Una delegazione è stata anche audita nel corso della riunione di ieri del Comitato.

Ora le associazioni auspicano che l’azienda non si avventuri nella procedura di VIA anche in considerazione della forte opposizione dimostrata dal territorio. Ovviamente qualora intenda comunque procedere depositando effettivamente il nuovo progetto e i relativi studi le associazioni saranno pronte a controdedurre le conclusioni dell’azienda per salvaguardare questo patrimonio ambientale. Il Rianza non si tocca!”

 

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