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La Commissione Pari Opportunità si racconta: “Fiere di avere queste responsabilità”

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Avezzano – Da poco il Comune di Avezzano ha una nuova commissione per le Pari Opportunità. Abbiamo incontrato la presidente Marielisa Serone e la vicepresidente Benedetta Cerasani per avere chiarimenti su questioni attuali che riguardano tutta la cittadinanza e per comprendere meglio il loro ruolo.

Recentemente la pubblicazione sul sito del Comune di Avezzano del bando di concorso  per la  polizia locale ha suscitato non poche polemiche e perlessità. Qual è realmente la situazione?

Non siamo qui per portare avanti una bandiera, puntualizziamo solo quello che ci sembra abbastanza chiaro. Per “Pari Opportunità” non si intende “uguaglianza”, ma “pari possibilità di”, presa coscienza delle differenze implicite in ogni essere umano, che sia di sesso maschile o di sesso femminile. Il testo specifica che il bando si adatta a bandi precedenti, infatti il testo recita “tenendo presente per analogia …”e strutturati così per motivi precisi che nulla hanno a che fare con la discriminazione, ma anzi, piuttosto nel rispetto pieno delle persone. Conditio sine qua non per poter risultare idonei a partecipare al concorso, infatti, è la prova fisica. Chi indice il bando deve garantirsi che i concorrenti che svolgano le prove lo facciano in piena salute, nel rispetto di certi parametri e sicurezza. Nel paragrafo “Pari Opportunità” le prove sportive vengono già differenziate. Non troviamo scritto che se sei incinta non puoi essere agente di polizia locale né che la gravidanza sia uno stato di menomazione, malattia o diversità. C’è solamente scritto che il referto del test di gravidanza è necessario “ per lo svolgimento in piena sicurezza delle prove di efficienza fisica”. Detto questo, mi pare molto chiara la situazione. A nostro avviso, inoltre, confondere il discorso anche con la questione del fertility day è semplicemente retorica, di cui non ci interessa parlare.

Andiamo oltre, cosa avete trovato nel nostro territorio?

Siamo una commissione di 9 membri, ciascuna proveniente da mondi, situazioni diverse, viviamo il territorio per i suoi bisogni interni. Ad una prima analisi, quello che è venuto in risalto è ,ad esempio,una città poco a misura di mamma e di bambino, e infatti abbiamo in mente di attivarci per rendere più fruibile la città da questo punto di vista, senza voler anticipare nulla. Abbiamo, inoltre, rilevato la necessità di una presenza più costante all’interno delle scuole, proprio per questioni legate al fenomeno del bullismo. Vorremmo entrare nelle scuole per fornire un’ educazione al bambino e al ragazzo su determinati comportamenti, ma anche indicazioni utili al genitore, e per sostenere la centralità  dell’insegnante e della scuola, il cui ruolo fondamentale negli ultimi anni è stato screditato. Vorremmo riportare il senso della possibilità di esprimersi per quello che si è. Il conformarsi è una fase psicopedagogica, questo si! Il bambino pensa di poter far parte di un gruppo, adeguandosi ad un certo tipo di pensiero. Ma è importante avere “pari opportunità” di esprimersi senza che vi sia il gruppo di whatsapp dei genitori che detti una linea di educazione (ride, ndr). Quando parliamo di pari opportunità, parliamo anche del fatto che non può esserci lo stigma del bambino che vuole mettersi la maglietta rosa, della donna che non vuole fare figli, della donna che si ammala e perde il posto di lavoro.

Ci sono idee concrete che riguardano anche le persone sole e non più giovani?

Si, abbiamo ricevuto anche indicazioni riguardo le persone sole e anziane! Stiamo pensando a centri di aggregazione polivalenti, per le persone che non vogliono trascorrere sole le giornate, facilmente raggiungibili e non solo centrali, ma anche periferici , perchè le periferie sono le porte d’ingresso alla nostra città.

E in merito alla giornata del 25 novembre….?

Abbiamo deciso di accogliere la richiesta delle Nazioni Unite, organizzando anche noi una Giornata Internazionale della Lotta Contro la Violenza sulle Donne, di sensibilizzazione su questo tema. Questo sembra un modo per riempirsi la bocca e non dire nulla, ma in Italia muore una donna circa ogni 2 giorni per mano di persone prossime, vicine, se non della famiglia stessa. Vogliamo onorare questa giornata con iniziative legate alla presenza di personalità che riportino loro testimonianze sia fattive che teoriche. Il rischio che possa divenire solo retorica è altissimo. Per esempio, quando è uscita fuori la storia della bimba violentata per 3 anni, tutti hanno problematizzato le frasi e i comportamenti sessisti del paese, della mamma che sapeva e non diceva, tutti indignati! Due giorni dopo la Jolie ha lasciato il marito e il mondo si è riempito di affermazioni della ex di Brad Pitt che gongolava perchè era stato lasciato. Anche questo è un approccio sessista alla realtà, quasi come a far passare l’idea che per la donna la figura dell’uomo è centrale. Oppure gli atteggiamenti sessisti derivanti dalla vicenda della giornalista cui avrebbero hackerato il cloud. Può una donna farsi tutti i video e foto che vuole e mandarli ad una persona vicina senza dover essere derisa o presa in giro? Qui non si sono scritte pagine e pagine di retoriche sessiste come nel caso della ragazzina poc’anzi detta, della quale si diceva “Beh si poteva capire, era un po’ agitata?” solo perché, magari le piaceva indossare una minigonna. È così facile indignarsi quando le cose appaiono talmente evidenti, che non si ha nemmeno la voglia di fermarsi a riflettere su cosa ci è stato proposto, e non ci si accorge che nel giro di 48 h si esprime un punto di vista, e poi uno esattamente contrario, avendo un atteggiamento che, senza rendersi conto, è oggetto stesso della critica mossa. È paradossale. Vogliamo quindi non cadere nella classica retorica e sensibilizzare e lavorare, realmente sul tema, a partire anche dal 25 novembre.

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Rischio idrogeologico, a Venere dei Marsi messa in sicurezza della parete rocciosa sopra l’abitato

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Venere dei Marsi – L’Amministrazione comunale comunica che sono in corso di ultimazione i lavori di completamento delle opere finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio di Venere dei Marsi (AQ), in un’area a rischio molto elevato, classificata come R4. Gli interventi hanno interessato 3 zone sovrastanti l’abitato dove sono state installate barriere paramassi e reti metalliche ad alta resistenza per la messa in sicurezza di alcuni pendii rocciosi potenzialmente pericolosi. Sono stati imbragati ed ancorati, inoltre, alcuni massi instabili e perlustrata e bonificata l’intera area oggetto dei lavori.

“Riteniamo che la prevenzione del rischio sia la miglior cura per ridurre al minimo le nefaste conseguenze dovute ai disastri naturali ed in questa direzione quotidianamente lavoriamo. Quest’opera, così come l’azione amministrativa intrapresa sul tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici ne sono testimonianza. Vogliamo condividere, infine, questo risultato con l’intera comunità e ringraziare la Regione Abruzzo, ed in particolar modo il Consigliere regionale Maurizio Di Nicola, per aver accolto la nostra richiesta di finanziamento mettendo a disposizione dell’Ente una dotazione finanziaria pari ad euro 400.000,00″.

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Il Centro riabilitazione di Avezzano intitolato alla memoria di Nilo Fracassi

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Avezzano – Il “Centro di Riabilitazione” di Avezzano (lato Tre Conche) intitolato alla memoria di “Nilo Fracassi”. L’intitolazione, in programma per questa mattina, al compianto geometra Nilo Fracassi, funzionario tecnico dell’Ente Fucino ed assessore comunale, trova fondamento nel suo impegno politico e sociale degli anni ’60, grazie al quale l’ex Centro Polio iniziò a svilupparsi, tanto da potersi definire di fatto promotore di quello che oggi è il “Centro di Riabilitazione di Avezzano”.

Alla cerimonia di intitolazione parteciperanno, il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, il figlio di Nilo Fracassi, Enzo Fracassi, il Vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, il Direttore Generale della Asl, Rinaldo Tordera e  autorità civili, militari e religiose.

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Autostrade, Toninelli: stop ai tir su A24 e A25. Procura apre inchiesta e il Gran Sasso chiude per verifiche

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Avezzano Toninelli: Stop ai tir su A24 e A25 “Stop il prima possibile ai tir pesanti sull’autostrada A24-A25 così da evitare un’altra tragedia come quella di Genova – Lo ha ribadito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, – Noi invitiamo, segnaliamo, diamo direttive. E lo stiamo facendo dopo anni di totale inerzia poi le azioni concrete, le ordinanze di regolazione del traffico spettano al concessionario. Qui serve, dicono i miei tecnici, una disciplina rigorosa per i mezzi pesanti – E insiste – Non c’e’ tempo da perdere. Intanto, abbiamo subito sbloccato i fondi nel decreto emergenze”.
Nessun aumenti tariffe
Alla domanda se il suo intervento per la messa in sicurezza comportera’ l’aumento dei pedaggi, Toninelli risponde che “non c’e’ alcuna correlazione. Intanto in quest’ultimo trimestre siamo riusciti ad abbassare le tariffe ai livelli del 2017 – sottolinea – per il resto, c’e’ un Piano economico finanziario in discussione che vogliamo definire per sbloccare una situazione ferma da troppo tempo”.

Stop alla concessione a Strada dei Parchi
Per quanto riguarda la concessione alla Società Strada dei Parchi, “non c’e’ sul tavolo alcuna proroga – prosegue il ministro – si tratta di un meccanismo che non ci piace. Attraverso il Piano finanziario si rivedono i termini delle concessioni e noi vogliamo privilegiare l’interesse pubblico rispetto a quello che fino a oggi era il prevalente interesse del privato. Ricordo ancora una volta che la societa’ Strade dei Parchi non sottoscrive un nuovo Piano economico finanziario dal 2013″. E osserva: “Non possiamo permetterci un’altra Genova. Il Paese ha bisogno di un grande piano di manutenzione: e questa e’ la piu’ grande opera che serve all’Italia.

A24: Procura L’Aquila apre inchiesta dopo caduta calcinacci
Intanto la Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un’inchiesta sullo stato dei viadotti dopo la caduta di calcestruzzo in particolare dai viadotti dell’A24 (Roma-Teramo) che attraversano la frazione aquilana di San Giacomo, avvenuto il 10 settembre. A causa del cedimento venne disposta la chiusura momentanea della strada sottostante il viadotto. A presentare un esposto gli uffici competenti della Regione Abruzzo. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno sequestrato documenti in varie sedi istituzionali. Nel fascicolo compare anche la relazione dei vigili del fuoco intervenuti per rimuovere i pezzi rimasti sospesi in cui sarebbe stato accertato lo stato di degrado del viadotto.

Traforo Gran Sasso chiude per verifiche tecniche 
La concessionaria Strada dei Parchi comunica che, per attivita’ di monitoraggio e verifiche tecniche, sara’ disposta la chiusura della tratta autostradale San Gabriele/Colledara – Assergi (Traforo del Gran Sasso) dalle ore 22:00 dei giorni 23, 24, 25 e 26 ottobre alle ore 06:00 dei giorni successivi, limitatamente al traffico proveniente da Teramo e diretto verso AQ/A25/RM. Conseguentemente, nei giorni ed orari sopra indicati, i veicoli provenienti da Teramo, e diretti verso AQ/A25/RM, potranno usufruire dell’uscita obbligatoria allo Svincolo di San Gabriele/Colledara e percorrere la SS 80 per il Valico delle Capannelle. Considerate le limitazioni della SP86, tra la SS80 ed Assergi, si consiglia di proseguire sulla SS80 e rientrare in autostrada allo Svincolo di L’Aquila Ovest. In alternativa, da Teramo e per le lunghe percorrenze con provenienza dall’autostrada A14, sara’ possibile usufruire dell’autostrada A25.

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Ceglie(Pd): dopo il lifting alla città e la campagna acquisti si pensi a salvare tribunale e università

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Avezzano – “La ricreazione è finita.  Il Tribunale di Avezzano va salvato a ogni costo insieme con la sede distaccata di Giurisprudenza – il monito viene lanciato in una nota da Giovanni Ceglie, segretario del Pd di Avezzano all’indomani dell’allarme lanciato dagli avvocati del foro di Avezzano circa il nuovo rischio chiusura che incombe sul palazzo di giustizia. [Leggi qui] –I fatti sgradevoli di questi giorni ci convincono che l’attuale amministrazione comunale non sia una compagine coesa e mirata al bene della città, ma piuttosto un’armata Brancaleone. L’avvicendarsi sugli scranni di persone diverse almeno una volta al mese, tra vicesindaci, assessori e Consiglieri, assegna ad Avezzano un record poco gratificante, quello dell’amministrazione più rinnovabile ed evanescente del territorio. Senza contare le sconfitte al TAR i cui costi cadono sempre sui soliti cittadini. Forse sono finiti i posti disponibili da barattare con la campagna acquisti dei consiglieri eletti in una coalizione e che poi sono stati arruolati con questa nuova amministrazione (nata dall’Anatra Zoppa). In ogni elezione –  continua la nota – si trova sempre qualche mercenario pronto a cambiare casacca e a ripudiare le promesse fatte ai loro elettori. A questi si attinge in caso di necessità. Si pensava che ci fosse una fede che guidasse la Giunta ed un Vangelo da proteggere. Oggi tutto è chiaro. Si lavora solo per fare un pò di lifting in città e per rispondere ad esigenze esogene nel distruggere attività consolidate e produttive come il mercato. Ma le attività strategiche quando le si affronta? Il Tribunale chiuderà, chi se ne occupa? si domanda Ceglie – Il Tribunale di Avezzano va salvato a ogni costo insieme con la sede distaccata di Giurisprudenza per un servizio finalizzato alla valorizzazione di un territorio che lamenta isolamento e sofferenza. Se il Ministro Bonafede ha depennato dal contratto di Governo il paragrafo 12, (quello della riapertura dei tribunali minori depennati dalla Geografia Giudiziaria del 2012), addio a quelli di Vasto, Sulmona, Lanciano, Avezzano. La sede distaccata di  Giurisprudenza  dell’Università degli Studi di Teramo con la convenzione del 2012 e rinnovata nel 2018 consente di effettuare un tirocinio presso il Tribunale di Avezzano. La soppressione del Tribunale genererà con effetto domino anche la chiusura della sede distaccata. Ad essere penalizzati saranno i giovani, il futuro del territorio, la Pubblica Amministrazione ed il mondo Forense che gravita intorno ad esso. I risultati ottenuti in questi anni dal Tribunale sono lusinghieri e confermano l’elevata mole di lavoro smaltito in tempi rapidi e con grande professionalità. Il Tribunale quindi non è “Minore”. Cancellare il Tribunale significa depotenziare un territorio, che essendo ad un rilevante tasso di incidenza criminale, avrà come conseguenza quella di incoraggiare le attività criminali, aumentando la sfiducia dei Cittadini nei confronti delle Istituzioni. Entro la fine dell’anno la sede distaccata di Giurisprudenza sarà allocata in Via Sandro Pertini. Ma bisogna ricordare che l’ex Sindaco Gianni Di Pangrazio fece di tutto per spostarla da lì al Liceo Classico. Ancora una volta uno spostamento dal centro in periferia, che ricorda i disagi che si creano agli utenti, disagi già palesati in Avezzano per altre tematiche. Qualsiasi sede potrebbe andare bene, ma ad una condizione, che i mezzi di trasporto pubblici siano adeguati  e colleghino anche la stazione ferroviaria alla sede in questione in modo continuativo. Inoltre, noi suggeriamo di adeguare a tale scopo Palazzo Torlonia oppure l’originaria sede di Via Napoli” conclude Giovanni Ceglie.

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LFoundry, Tangredi (Fim-Cisl) a De Angelis: incontro solitario con Galbiati sarà una “colazione da Tiffany”

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AvezzanoAntonello Tangredi, rappresentante sindacale Fim-Cisl, interviene sull’incontro che il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, ha annunciato con il manager di LFoundry, Sergio Galbiati, per discutere della situazione di crisi in cui si trova l’azienda. [Leggi qui] 
“Il sindaco di Avezzano continua a non rendersi conto che l’interlocutore, oltre alla direzione aziendale, è il sindacato. Comprendo sempre di più che al sindaco “interessi” sempre di più l’idea di “uno” piuttosto che il parere di chi rappresenta la collettività: la democrazia è uno strano esercizio che De Angelis evidentemente non ha molto a cuore. Più che un incontro di merito, stando alla convocazione “zoppa”, mi sembra una “colazione da Tiffany” – tuona il sindacalista – il cui risvolto sarà un comunicato “Urbi et Orbi”, secondo il suo “motto” va tutto bene: andate a lavorare !! Peccato che la fabbrica si fermerà dal 1° dicembre a data da destinarsi e i dipendenti staranno a casa con un “bell’ammortizzatore sociale” sulle spalle e senza un futuro concreto” conclude Tangredi.

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Carenza di personale Asl1, Fp Cgil: 166 posti in meno nell’anno in corso

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Avezzano – La FP CGIL torna a denunciare “la gravissima carenza di personale all’interno della ASL n. 1 di Avezzano Sulmona L’Aquila”. Ricevimao e pubblichiamo la nota: “E’ a tutti nota l’estrema difficoltà nella programmazione ed organizzazione dei turni di servizio del personale, il quale è obbligato a svolgere turni massacranti in completo dispregio della Legge n. 161/2014 (norma che regolamenta le prestazioni lavorative). In tali condizioni ai lavoratori viene chiesto di farsi carico di garantire ciò che la programmazione non riesce a fare, ovvero, il mantenimento degli standard assistenziali. Così come stabilito dagli atti di programmazione Regionali, il costo del personale per la ASL n. 1 è passato da circa 194 milioni di € per l’anno 2017 a circa 196 milioni per il 2018. Peccato però che la Regione Abruzzo comprende in tale complessiva somma, il costo del rinnovo contrattuale avvenuto nel mese di maggio u. s. stimabile in oltre 3,7 milioni di €, di cui accantonati dalla ASL – su indicazione della Regione – circa 1,5 milioni, ne consegue che oltre 2,2 milioni resterebbero a carico della Azienda Sanitaria e quindi a carico dei lavoratori e dei servizi sanitari. Va ricordato che il costo del rinnovo contrattuale è obbligatorio e che per tale spesa sono previsti specifici finanziamenti, di norma, infatti, il tetto di spesa del costo del personale viene calcolato rispetto alla spesa sostenuta nel 2004 diminuita dell’1,4%, tale calcolo doveva essere previsto al netto dei predetti rinnovi. Risulta  assurdo che tali somme siano poste a carico del costo del personale già programmato che di per se è  insufficiente alle reali necessità. Infatti la ASL, da una previsione di spesa per l’anno 2018, sosterrebbe un costo complessivo, fra personale a tempo indeterminato e personale precario, pari a circa 200 milioni di € a cui vanno aggiunte le spese per il personale caricato sulla voce di bilancio riferita ai beni e servizi. Non v’è chi non veda che l’attuale programmazione sul costo del personale, con le ulteriori decurtazioni imposte dalla regione Abruzzo per i rinnovi contrattuali, non solo non è sufficiente a coprire le effettive esigenze di fabbisogno di personale, ma addirittura genera uno sforamento di oltre 6 milioni di € sui tetti di spesa. Tant’è che, ad oggi, la ASL n. 1 ancora non ha ricevuto le necessarie autorizzazioni per avviare i processi di stabilizzazione del personale precario. Non vorremmo che a pagare le spese di una errata programmazione siano i lavoratori più deboli dell’Azienda. Ad aggravare la situazione si apprende che la ASL stima per l’anno 2018 un numero di pensionamenti pari a circa 166 unità lavorative per le quali, ad oggi, non risultano autorizzazioni da parte della Regione Abruzzo per le dovute sostituzioni con conseguente perdita di posti di lavoro del predetto personale in quiescenza. I 166 posti di lavoro che si andranno a perdere nell’anno in corso si aggiungono ai 100 posti di lavoro persi nell’anno 2017. Si evidenzia, altresì, che dal conto annuale anno 2017 risultano in forza 3383 unità lavorative a fronte di una dotazione organica di 4053 unità, con conseguenti 670 posti vacanti a tempo indeterminato, solo parzialmente coperti con lavoro precario. A quanto sin ora descritto, si aggiunga che l’età anagrafica media del personale della Asl n. 1 contrattualizzato a tempo indeterminato è in costante ed inesorabile aumento, diventa pertanto facile comprendere che in assenza di azioni correttive volte ad una revisione dell’effettivo fabbisogno di personale e quindi a nuove assunzioni e stabilizzazioni, sia le condizioni di lavoro, sia la garanzia dei LEA e sia la qualità dei servizi verrà ulteriormente compromessa. Infatti dal conto annuale 2017 si rileva che oltre il 45% dei lavoratori in forza si trova in età compresa fra i 55 ed i 67 anni di età. Nello specifico risultano ricomprese tra i 55 ed i 59 anni 769 unità lavorative; tra i 60 ed i 64 anni 679 unità lavorative e tra i 65 ed i 67 anni 93 unità lavorative, su tali categorie di lavoratori, ricade l’onere della assistenza al paziente 24 al giorno per 365 giorni l’anno con evidente pregiudizio della salute delle maestranze. Le condizioni anagrafiche su descritte, in assenza delle mancate autorizzazioni per la sostituzione del personale,   determineranno nell’immediato futuro la perdita di centinaia di posti di lavoro con conseguente ulteriore aggravio della carenza di personale e peggioramento delle condizioni lavorative. In mancanza di azioni concrete, volte alla definitiva risoluzione delle criticità rappresentate, da parte della Regione Abruzzo, la FP CGIL, congiuntamente a tutte le sigle sindacali preoccupate per tale grave carenza di personale riattiverà tutte le procedure utili per la mobilitazione dei lavoratori. La FP CGIL ritiene altresì necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e del Comitato ristretto dei Sindaci a difesa e per il rilancio del Sistema Sanitario Pubblico che deve garantire il fondamentale diritto alla salute del cittadino”.

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Una marsicana firma la sceneggiatura di “Nessuno come noi”, da oggi al cinema

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Capistrello – Squadra che vince non si cambia. Lunga e produttiva la collaborazione tra la sceneggiatrice di Capistrello, Tiziana Martini, e il regista romano, Volfango De Biasi, che ritroviamo in 350 sale cinematografiche dal 18 ottobre con il loro nuovo film: “Nessuno come noi”. Scritto a più mani, da Tiziana Martini, Volfango De Biasi, Luca Bianchini, Marco Ponti e Felice Di Basilio, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Medusa film, “Nessuno come noi” ci fa fare un tuffo nel passato, riportandoci nei mitici anni ’80, tempi in cui non c’erano gli smartphone e si rischiava di passare le ore attaccati a un telefono fisso aspettando notizie dalla persona amata.

La trama
Il film racconta due triangoli amorosi: il primo si consuma tra tre adolescenti, Vincenzo Crea, Sabrina Martina, Leonardo Pazzaglia; l’altro, quello più adulto, vede protagonisti la professoressa di Liceo, interpretata dalla bellissima Sarah Ferberbaum, il padre di uno dei suoi alunni, Alessandro Preziosi, e la moglie, Christine Filangeri. Un intrigante intreccio che si trasforma in una struggente commedia romantica. “Nessuno come noi” è un romanzo di formazione, che ci invita a riflettere su come l’amore non corrisposto non sia amore, ma solo una prigione.

“Ci piace definirlo il film dell’amante”, ci dice la Martini, “non soltanto perché tutti i protagonisti sono amanti, nel senso letterale di coloro che amano, ma perché racconta anche una storia d’amore clandestina tra la professoressa Betty e il professor Umberto, che nasce quando meno se lo aspettano, quando non lo stavano cercando e soprattutto in un momento in cui entrambi credono che non possa più accadere loro qualcosa di bello. È un amore a cui tutti e due cercano di resistere perché moralmente sbagliato, ma non possono farne a meno. Accade così che Umberto si vede catapultato nell’inferno della solitudine di non essere mai dove vorrebbe essere: è con l’amante ed ha il fantasma della moglie, è con la moglie e vorrebbe stare con l’amante. Il senso di colpa lo logora. Betty, l’amante, sente di doversi accontentare di briciole di tempo, di briciole di felicità e ogni volta che Umberto esce da casa per tornare da sua moglie si sente morire. Vorrebbe sentirsi dire: Nessuna è come te. Ma, per scoprire se possa dirglielo un uomo sposato e andare verso un happy end, bisogna vedere il film”.

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