Italia

Insulti a Rom, Borghezio verso processo per discriminazione

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio, accusato di discriminazione razziale e diffamazione aggravata dalla finalità di odio razziale ed etnico per alcune frasi contro la comunità rom pronunciate l’8 aprile del 2013 nel corso della trasmissione ‘La zanzara’ su Radio24.

In particolare, Borghezio nell’intervista si scagliò contro la visita di otto giovani rom alla Camera, invitati dalla presidente Laura Boldrini in occasione della ‘Giornata internazionale dei rom dei sinti’. Dopo averli definiti «facce di c… che qualche presidente della Camera riceve» l’eurodeputato aveva aggiunto, tra l’altro, di sperare «che non portino via gli arredi della Camera». Aveva anche detto che «una buona percentuale» dei ladri «sono rom» e che rispetto al lavoro sono «come l’acqua con l’olio». Da qui l’accusa di diffamazione con l’aggravante della finalità discriminatoria e la contestazione anche del reato specifico di discriminazione razziale previsto dalla legge 645 del ’75 che punisce chi diffonde idee di odio razziale ed etnico.

A fine marzo, inoltre, la Commissione affari giuridici del Parlamento europeo ha deciso di negare l’immunità all’eurodeputato, spiegando, in sostanza, che «non è opportuno che l’immunità parlamentare copra tale dichiarazioni» che, secondo i regolamenti interni, sarebbero sanzionabili anche se pronunciate nel Parlamento Ue. Tra le persone offese del procedimento anche Toni Deragna della comunità rom.

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