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Inizia oggi in Abruzzo “un mese di solidarietà e di lotta”

Inizia oggi in Abruzzo “un mese di solidarietà e di lotta” per il diritto alla Casa, per l’accesso alla proprietà della prima casa, al riscatto graduale e sociale degli alloggi ex-GESCAL, ad un canonone di affitto veramente equo e giusto per tutti, e per l’immediato inizio della ricostruzione e messa in sicurezza antisismica della Edilizia Residenziale Pubblica e privata nei Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 e nelle zone ad alto rischio sismico su tutto il territorio regionale.

Attualmente nella nostra Regione, ci sono più di 120.000 nuclei familiari, giovani coppie, anziani e persone sole, che non sono proprietarie della loro abitazione e vivono in case in affitto, costrette a pagare canoni mensili che hanno un “peso” iniquo e insostenibile rispetto alle loro modeste condizioni economiche e capacità di farvi fronte senza ricorrere a sempre più frequenti forme di indebitamento e di usura.

E’ compito “prioritario” del Governo nazionale, della Regione Abruzzo, dei Comuni e dei loro Enti strumentali, intervenire con somma urgenza attraverso un “piano strategico” di Edilizia Residenziale Pubblica per dare una sistemazione abitativa stabile, dignitosa e sicura ad ogni famiglia e ad ogni persona.

Il Mia Casa d’Abruzzo “chiede” al Consiglio regionale di approvare, prima della scadenza naturale della legislatura del 15 dicembre prossimo, rispettivamente e contestualmente: una Legge Regionale ad hoc sulla ricostruzione e la messa in sicurezza antisismica della Edilizia Residenziale Pubblica; una Legge Regionale per consentire il diritto alla casa e alla proprietà della prima casa per tutti i Cittadini che vi aspirino, ed un provvedimento per il ripristino del “riscatto graduale” degli alloggi popolari e di Edilizia Residenziale Pubblica realizzati con il contributo GESCAL versato dai lavoratori dipendenti e con i canoni di locazione pagati per tantissimi anni agli ex IACP, alle attuali ATER ed ai Comuni.

Gli altissimi canoni di locazione negli appartamenti privati e la “vendita speculativa” degli alloggi pubblici sta sconvolgendo la vita di tanti inquilini abruzzesi i quali, purtroppo, non avendo avuto in passato i mezzi economici per acquistare la loro “prima casa” nella quale attualmente vivono, e non potendolo più fare oggi in ragione della grave crisi economica e delle grandi difficoltà cui devono fare fronte la maggior parte delle famiglie e delle persone, rischiano di perdere un diritto, sancito dalla Costituzione come quello alla Casa e all’accesso, attraverso il risparmio popolare, alla proprietà della abitazione.

Il Mia Casa d’Abruzzo, nei prossimi giorni, farà sentire forte e alta la sua voce nei confronti del Consiglio regionale che, nei cinque anni che ha avuto a disposizione, non ha avuto la sensibilità ed il senso civico e costituzionale di affrontare e risolvere, anche in parte, il problema della casa in Abruzzo.

Per questo, da oggi e fino al 15 dicembre prossimo (data di scadenza naturale della legislatura regionale) è stato proclamato e verrà attuato in tutto l’Abruzzo “un mese di solidarietà e di lotta” per il diritto alla Casa e per l’avvio della “ricostruzione e messa in sicurezza antisismica” della Edilizia Residenziale Pubblica, di proprietà delle ATER e dei Comuni ad alto rischio sismico.

Gli Inquilini abruzzesi, singolarmente e collettivamente, metteranno in atto manifestazioni, digiuni a rotazione e sciopero della fame nei “luoghi altamente simbolici”, istituzionali, politici, culturali e della religiosità popolare nella Regione Abruzzo.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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