Cultura

Incidente mortale, la scienza ne spiega la ricostruzione al Teatro dei Marsi

Platea gremita, pubblico attento e curioso. Sono molti i professionisti marsicani tra agenti delle forze dell’ordine, avvocati, medici e geometri che hanno partecipato al seminario tecnico giuridico sull’incidente mortale voluto dall’Anvu, Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia, in collaborazione con il Corpo di Polizia Locale di Avezzano e tenutosi nel corso della giornata di ieri al Teatro dei Marsi. La partecipazione all’intero seminario è valsa il riconoscimento di crediti formativi per gli avvocati dell’Ordine di Avezzano e per il Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di L’Aquila.

Moderato dal presentatore Luca Di Nicola, sono stati numerosi gli interventi nel corso della giornata, a partire dal mattino con il saluto alle autorità e le presentazioni del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, del Cav. Nicola Salvato presidente dell’Anvu e dell’Avv. Luca Montanari direttore scientifico del seminario. Tra i professionisti il Commissario Claudio Giacomin, responsabile del reparto di infortunistica stradale della polizia di Venezia; l’Ispettore Capo Raffaele Chianca, comandante della squadra di polizia giudiziaria della polizia stradale di Rimini, docente in materia ed autore di pubblicazioni; l’avv. Alfrida Bearzotti, esperta in materia; Giuseppe Stornelli, medico chirurgo specialista in medicina legale e delle assicurazioni e dottore di ricerca in medicina legale e scienze forensi presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Alghero Vincenti, esperto in analisi e ricostruzione cinematica di incidenti stradali, componente del consiglio direttivo di EVU (associazione europea per l’infortunistica e l’analisi della cause di infortunio stradale) ed il dott. Stefano Venturini, magistrato di Cassazione.

Oggetto del seminario il dramma degli incidenti stradali con esito mortale affrontato da un punto di vista scientifico, dagli aspetti pratici e tecnico operativi dei rilievi sul luogo dell’incidente, alle strategie investigative di polizia giudiziaria in caso di fuga e omissione di soccorso sino ai procedimenti di ricostruzione scientifica dell’evento. Una materia di estrema delicatezza sviscerata nel dettaglio, alla luce delle più moderne metodologie scientifiche e grazie all’esperienza di professionisti del settore. Dati dell’anno 2014 rivelano come in Italia vi siano stati 177.031 incidenti stradali con 3381 decessi e 251.147 feriti. Gli stessi dati hanno riportato come le strade urbane siano lo scenario più frequente di tragedie, a differenza delle altre strade e delle autostrade. Secondo il parametro dell’utenza, il maggior numero dei morti in strada, nello stesso anno, rientra tra gli occupanti le autovetture e a seguire i conducenti delle due ruote, i pedoni ed i ciclisti. In riferimento ai morti per milione di abitanti nei 28 paesi dell’UE, il dato è di 51 vittime, con l’Italia che riporta le 55 vittime per milione di abitanti a metà tra Malta con 23 vittime e Lettonia con 106. Nel bel Paese, la media di incidenti giornaliera è di 485 con 9 vittime nella media dei decessi e 688 feriti. La fascia oraria con maggior tasso di mortalità è tra le 22 e le 6 della domenica mattina. L’uso di alcool e di sostanze stupefacenti assunti da una fascia d’età compresa tra i 15 ed i 40 anni, sono la ragione principale di tali eventi fatali.

Uno studio sperimentale sviluppato in collaborazione con il Ministero dell’Interno, Dipartimento della Salute, esposto nel corso del seminario dal Dott. Stornelli che ha condotto personalmente la ricerca, ha rivelato i dati emersi a seguito di controlli disposti su strade limitrofe a luoghi di divertimento per i giovani, in cui l’unità operativa di ricerca era composta da pattuglie della polizia stradale con stazione mobile, unità mobile del Ministero dell’Interno con personale del Dipartimento di Sanità ed uno o più medici del dipartimento di Medicina Legale. Grazie a diverse tipologie di prelievo, dal campione di saliva a quello urinario, è risultato che il 51% del campione positivo ai test aveva assunto cocaina da sola o assieme ad altre sostanze, il 70% del campione positivo aveva assunto preparati di cannabis da soli o in concomitanza di altre sostanze, i poliassuntori di sostanze stupefacenti rappresentavano il 30% dei positivi ed il 10% del campione risultava aver assunto anfetamine o metanfetamine. Si tratta di una ricerca dagli esiti preoccupanti, che sottolinea la necessità di un controllo sempre più rigido da parte delle autorità per la messa in sicurezza delle strade a difesa dell’incolumità degli utenti.

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