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Inchiesta Confindustria: in Abruzzo zero segnali di ripresa

Ulteriore saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di aziende, tasso di disoccupazione su livelli molto preoccupanti, dati negativi sulla Cassa integrazione, calo delle esportazioni ed ennesima contrazione, sul fronte innovazione, delle richieste di brevetti; «una situazione di enorme difficoltà che ancora non mostra segnali di ripartenza». È quanto emerge dall’indagine sull’industria abruzzese relativa al primo semestre del 2013, presentata stamani da Confindustria Abruzzo.

«L’Abruzzo, come il Mezzogiorno – si legge nell’indagine -, continua a manifestare segni di cedimento sui principali indicatori economici, tutti orientati alla stabilità, avendo però come punti di riferimento semestri con il segno negativo, se non alla diminuzione».

Per quanto riguarda l’andamento degli indicatori di produzione e commerciali, l’indagine parla di un fatturato stabile con tendenza alla diminuzione e di investimenti effettuati da meno del 10% delle aziende. Sul fronte fatturato soffrono tutte le province (orientamento predominante alla diminuzione) ad eccezione dell’Aquila (stabile). Male gli investimenti in tutte e quattro le province.

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