Italia

In lotta contro il tempo per finire i lavori dell’Expo

Meno 36. È questo l’indice del ritardo dei lavori sul cantiere di Expo 2015, secondo una scala che va da – 100 (lavoro ancora da iniziare) a lavoro finito (100), in base ai dati messi a disposizione da OpenExpo. L’indice zero viene assegnato all’appalto che è in linea con la tabella di marcia stabilita in fase contrattuale. In ottobre, gli stessi dati registravano 15 appalti con un indice di ritardo “molto alto”, tra il -80 e il – 100. In termini assoluti significa 27 appalti sui 34, all’epoca in fase di realizzazione. L’indice comprende tutti gli appalti, anche quelli di poche decine di migliaia di euro, facilmente recuperabili. Ma la fotografia scattata da OpenExpo resta: il tasso di ritardo è ancora alto. E all’apertura del primo maggio mancano solo 50 giorni. Dalle immagini che ogni settimana sono registrate dal drone che sorvola il sito, si vede il padiglione crescere. Il Commissario unico Giuseppe Sala mostra invece un marcato ottimismo: «Le cose vanno avanti bene, siamo obiettivamente intorno al 90 per cento. I lavori sono quasi completati per quanto riguarda le infrastrutture». La situazione più problematica è Palazzo Italia, edificio da 13 mila metri quadrati, cuore dell’esposizione e vetrina dell’Expo made in Italy; i cluster, ossia gli edifici che ospiteranno le aree tematiche (cacao, caffè, spezie, frutta e legumi…); le architetture di servizio (bar, bagni pubblici, magazzini e altre strutture); e la passerella che collega il sito Expo con l’area di Cascina Merlata, dove ha sede il villaggio Expo.

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