Abruzzo

Imu agricola, non cessano le polemiche

Egregi Presidenti della Copagri Nazionale e dell’A.N.CI. Abruzzo,
in questi frenetici giorni che ci separano ancora per la prevista scadenza dell’I.M.U. sui terreni agricoli (10 Febbraio 2015) emergono sempre più palesi incongruenze che generano enormi difficoltà applicative ed interpretative della norma che possono indurre, oggi, in errori di calcolo e, domani, all’apertura di facili contenziosi con i comuni quando questi poi procederanno ai naturali accertamenti.
Quanto stiamo per rappresentarVi si aggiunge alle evidenti incongruità da Noi già segnalate: l’illogicità a non aver esteso anche ai Coltivatori Diretti e I.A.P. iscritti all’I.N.P.S. operanti nelle zone tariffarie “normali” la già prevista esenzione per quelli delle aree montane e svantaggiate, la “pretesa” di molti comuni del pagamento anche su terreni gravati da “uso civico” non ancora riscattati.
La presente nota vuole invece rappresentarVi un altro problema che emerge in questi giorni ossia: la difformità di coltura in atto risultante tra le visure catastali e quanto risultante dal “fascicolo aziendale” sulla quale si prendono i contributi della PAC, ogni altro genere di contributo per pratica d’investimento e viene parallelamente assegnato il carburante agricolo a prezzo agevolato.
Spesso è sbagliata la coltura risultante sulla visura catastale con una praticata diversa da quella effettiva ed un reddito dominicale più alto rispetto a quanto dovrebbe essere tanto che, se si calcolasse l’I.M.U. su questo ultimo dato, il contribuente ne uscirebbe palesemente danneggiato perché pagherebbe di più rispetto al dovuto.
Molto spesso è il catasto a non aver effettuato le dovute variazioni colturali nonostante il contribuente abbia prodotto la necessaria autodenuncia (Modello 26).
Per Noi, a rigor di logica, dovrebbe fare affidamento solo ed esclusivamente quanto risulta effettivamente in campo ed è riscontrabile sul “fascicolo del produttore” estraibile dal portale SIAN dell’Agea.
Questa è la nostra opinione in merito e ci muoveremo in questo senso dando precise istruzioni ai nostri uffici.
Ovviamente, utile sarebbe, un esatto pronunciamento del Ministero competente al riguardo cui, con la presente, nel rispetto delle funzioni e dei ruoli di ognuno Vi chiediamo formulare uno specifico ed urgente quesito al riguardo unitamente al fatto che, in ragione dei molteplici dubbi interpretativi ancora esistono, un ulteriore e congrua proroga nella scadenza prevista.
In attesa di una Vostra nota di risposta, con l’occasione, La salutiamo cordialmente.

Camillo D’AMICO, Presidente Vicario Copagri Abruzzo

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