Abruzzo

Imu agricola, la posizione di Copagri

Egregio Presidente,
nel Consiglio dei Ministri straordinario del 23/1/2015 è stata corretta la deliberazione assunta a fine Novembre 2014 in materia di I.M.U. sui terreni agricoli.
Detta deliberazione ha modificato nel merito errori e storture che si erano evidenziate nella precedente decisione che tantissime e motivate proteste aveva generato nel mondo agricolo e nelle istituzioni locali nelle quali, anche l’associazione regionale da Lei presieduta, bene fece ad inoltrare ricorso al T.A.R. del Lazio per chiedere la sospensiva afine di ottenere correzioni sui contenuti e chiarezza nell’applicazione.
La delibera numero 46 del 23/1/2015 adottata dal Consiglio dei Ministri fa chiarezza su alcuni aspetti, come la totale esenzione del pagamento dell’imposta sui terreni classificati montani ed esonera quelli condotti dai Coltivatori Diretti ed Imprenditori Agricoli iscritti all’I.N.P.S. in quelli definiti svantaggiati o parzialmente tali, lascia aperta ancora la possibilità di tassazione a questi stessi soggetti in tutti gli altri comuni “normali”.
L’iniquità di questo assunto è palese perché non è sostenibile e giustificabile sul piano dei principi in quanto la figura del Coltivatore Diretto e dell’Imprenditore Agricolo Professionale è tal quale in ogni dove ed in ogni luogo; inoltre, in tantissimi casi, la divisione fisica dei corpi aziendali tra le zone “svantaggiate” e quelle “normali” si sostanzia per il tramite di una semplice strada generando un incomprensibile disparità di trattamento rispetto alla medesima azienda che si troverebbe costretta a pagare su alcuni fondi agricoli sì ed in altri no.
E’ un colossale errore cui è urgente e necessario porvi immediato rimedio estendendo l’esenzione del pagamento dell’I.M.U ai Coltivatori Diretti ed agli Imprenditori Agricoli Professionali iscritti all’IN.P.S. sull’intero territorio.
Altra questione da chiarire al più presto riguarda il pagamento dell’I.M.U. sui terreni gravati da uso civico ancora non riscattati ma legittimati; come è a Lei noto la norma, in tal caso, affida ai comuni facoltà e possibilità di riscuotere un canone a carico dei soggetti che risultano legittimati.
Da qui non si spiegano le ragioni per le quali, moltissimi comuni, insistano nel chiedere ai soggetti legittimati il pagamento dell’I.M.U. quando non ne risultano affatto proprietari e, laddove richiesto, dovrebbero pagare un regolare canone d’uso.
Chiedo a Lei, quale presidente dell’A.N.C.I. Abruzzo,di farsi carico di queste nostre richieste presso il Governo ed il Ministero affinchè ci siano decisioni uniformi e chiare oltre ad interpretazioni che non destino alcuna perplessità.
In attesa di una Sua nota di risposta, con l’occasione, La salutiamo cordialmente.

Camillo D’AMICO, Presidente Vicario Copagri Abruzzo

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