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Cronaca e Giudiziaria

Imu agricola, D’Amico chiede ai sindaci abruzzesi di applicare l’aliquota minima


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La Copagri Abruzzo (Confederazione produttori agricoli) – annuncia in una nota il presidente regionale Camillo D’Amico – interviene sulla vicenda dell’Imu sui terreni agricoli, invitando i sindaci dei comuni abruzzesi ad applicare l’aliquota minima.

“Signori Sindaci, nonostante lo scorso 17 giugno si aspettava l’uscita della sentenza del Tar del Lazio, in merito ai ricorsi per chiarire la congruità dell’imposta I.M.U. sui terreni agricoli riferita al 2014, il giorno prima si è regolarmente pagata la prima rata del corrente anno 2015. La nostra Confederazione – spiega D’Amico – aveva chiesto uno slittamento in attesa della sentenza del Tar, laddove venissero accolti gli evidenti rilievi d’iniquità contenuti nella norma vigente. Ovviamente, le esigenze di cassa, hanno prodotto un sordo silenzio alla nostra richiesta, con la riscossione della prima rata che potrebbe poi essere incongrua e non dovuta se, come noi speriamo, le nostre ragioni al Tar saranno accolte.

Riteniamo la patrimoniale dell’I.M.U. sui terreni agricoli assolutamente ingiusta – aggiunge D’Amico – poiché colpisce tutte le tipologie di terreno, sia coltivati che abbandonati; non crea certezza sulla tassazione sui terreni gravati da uso civico e demaniali perché non dovuta; non salvaguardia la figura del conduttore coltivatore diretto e/o imprenditore agricolo professionale; non chiarisce che il pagamento del tributo è basato sull’effettiva coltivazione in atto sul fondo e non quella risultante al catasto perché affatto probante. A tal proposito il governo promette variazioni consistenti, ma solo dal 2016 con la ‘local tax’; per quest’anno, rimangono inalterate le regole del 2014.

La presente nota vuole sostanziare alle SS LL la richiesta a tenere le aliquote le più basse possibili, e a livelli bassissimi quelli per i terreni incolti, improduttivi e boschivi. Inoltre la preghiera che rivolgiamo è di destinare parte delle risorse alla manutenzione delle strade rurali ed interpoderali, perché necessarie per l’accesso ai fondi agricoli coltivati. Capiamo le difficoltà di bilancio che vi trovate ad affrontare quotidianamente – conclude D’Amico – ma, una festa in meno d’estate finanzia un’azienda agricola in più, al fine di renderla produttiva e competitiva per il mercato, garantendo reddito ed occupazione”.

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