Abruzzo

Immigrazione Caritas, in Abruzzo quasi 75mila stranieri

In Abruzzo sono 74.939 i cittadinistranieri, il 5,7% della popolazione, percentuale inferiore allamedia nazionale del 7,4%. L’Aquila e Teramo sono le due provincecon il maggior numero di residenti stranieri, complessivamente 42.199. Le comunità sono costituite soprattutto da romeni,albanesi, marocchini e cinesi. È quanto emerge dal 23/oRapporto Immigrazione presentato da Caritas Italiana eFondazione Migrantes, per cui è stato scelto il titolo «Tracrisi e diritti umani». Il rapporto, con dati riferiti al 2013,è stato presentato a Chieti nella sala consiliare dellaProvincia, presenti l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte,il deputato Khalid Chaouki, il direttore generale di Migrantes,Giancarlo Perego, il missionario padre Renato Kizito Sesana,fondatore di Koinonia, il direttore della Caritas Chieti-Vasto edi Migrantes regionale, don Enrico D’Antonio. Riguardo all’Abruzzo, dal Rapporto emerge che sono oltre72.000 i lavoratori nati all’estero occupati nell’economiaabruzzese, mentre le imprese straniere sono circa 12.300. Sitratta perlopiù di cittadini provenienti da Romania, Albania,Svizzera, Marocco e Cina. Anche la scuola abruzzese è sempre piùfrequentata da alunni stranieri, oltre 13.000 nell’anno scolastico 2012-2013: il 33,1% frequenta la scuola primaria, il23,4% la secondaria di primo grado, il 22,2% la secondaria disecondo grado e il 21,3% la scuola dell’infanzia. «Quando parliamo di immigrati – ha detto Forte – parliamo dipersone, non di numeri. Una realtà con una dignità sacra e inviolabile. Senza l’immigrazione il nostro sistema produttivosarebbe al collasso, per il numero di lavoratori eimprenditori». Secondo Chaouiki «non può esserci futuro perl’Italia senza che faccia pace con se stessa e la sua multiculturalità. È un paese di immigrazione, ma oggi si trovaimpreparato e il rischio è di creare capri espiatori come ibambini delle periferie romane». Dal canto suo D’Antonio haevidenziato che «la chiesa è vicina al mondo dell’emigrazione. Esolo se tutti torniamo a scuola, approfondiamo questo mondo e cilasciamo educare, possiamo capirne diritti e doveri»

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