Altri articoli

Il tribunale di Avezzano “battezza” una prima volta

DSCN5867Si è aperta con un applauso spontaneo la conferenza stampa indetta ieri nella Sala Cassinelli del tribunale di Avezzano; un applauso per Mario Petrella, ideatore e promotore della proposta referendaria che potrebbe salvare dalla chiusura i circa mille tribunali indicati nel decreto Cancellieri del 7 settembre 2012.
L’avvocato Sandro Ranaldi ha immediatamente posto l’accento sul ruolo decisivo svolto dall’Ordine degli Avvocati di Avezzano nel vagliare un proposta che, nel giro di pochi mesi e precisamente da quel 7 agosto in cui il consiglio regionale la approvò, è riuscita ad allargarsi anche a Puglia, Calabria, Basilicata, Friuli, Piemonte, Liguria, Campania e Marche.
Come ha ricordato il consigliere regionale Gino Milano, si tratta di un evento unico nella storia del nostro Paese che, per la prima volta dall’entrata in vigore della costituzione, vede applicato l’art. 75 il quale prevede che possa essere indetto un referendum non solo attraverso la raccolta di 500 mila firme, ma anche su proposta di almeno cinque consigli regionali.
Avezzano è andata ben oltre il limite di legge riuscendo a raccogliere l’adesione di nove regioni per un totale di 25 mila cittadini, dando un «esempio di cittadinanza attiva» che, ne è sicuro il dott. Gino Milano, rimarrà come importante precedente negli annali della storia repubblicana.
A chiarire i tempi tecnici che, si spera, porteranno al voto entro il 30 giugno prossimo, è intervenuto quindi l’avvocato Petrella. La proposta referendaria, infatti, dopo esser stata depositata il 30 settembre presso la cassazione da parte dei delegati delle nove regioni (Gino Milano e Emilio Nasuti per l’Abruzzo), passerà ad un primo vaglio della stessa cassazione che ne esaminerà la legittimità assegnando un eventuale termine per delle integrazioni; secondo verdetto toccherà poi alla corte costituzionale che si pronuncerà, invece, sull’ammissibilità della proposta sebbene, come ha riferito l’avvocato Petrella, per l’ex presidente della corte costituzionale, Valerio Onida, non sussisterebbero impedimenti in tal senso; il 10 febbraio quindi scadrà il termine ultimo per la pubblicazione della sentenza che permetterà al progetto referendario di proseguire il suo iter.
La regione Abruzzo e l’Ordine degli Avvocati di Avezzano chiedono a gran voce che a questa battaglia istituzionale e costituzionale venga dato il giusto risalto anche a livello nazionale dove, si auspicano, verrà sottolineato il primato del capoluogo marsicano. Accanto agli onori la città, è, però, pronta a caricarsi anche gli oneri. Dopo aver fatto da apripista, ora la regione e il tribunale di Avezzano, terzo per importanza in Abruzzo, chiedono di ricoprire il ruolo di primaria importanza nel coordinamento interregionale per mezzo della creazione di uno specifico comitato che faccia pressione sugli organi romani e sensibilizzi  l’opinione pubblica che il problema non coinvolge solamente gli “addetti ai lavori”, ma i cittadini tutti.
Alla domanda raccolta in sala sul raggiungimento del quorum Petrella ha risposto di non nutrire dubbi sulla questione, mostrandosi altresì ottimista sulla buona riuscita del voto e rassicurando sul fatto che nemmeno una eventuale crisi di governo potrebbe bloccare un processo oramai avviato a compiersi.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top