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“Il ring è onesto”, un libro sul dualismo boxe-vita

Il ring è buono, onesto, ma come si sa di buone intenzioni è lastricato l’inferno, e la boxe sta tra la verità di uno scontro leale fra uomini e le bassezze di coloro che pensano soltanto a ricavarne un guadagno. Accanto alla boxe c’è tutto un mondo di sentimenti che guidano l’esistenza di un pugile, l’amore, l’amicizia, le aspettative per il futuro, le vittorie e le delusioni. È questo il fulcro del romanzo sportivo “Il ring è onesto” di Domenico Paris.

In questo nostro appuntamento virtuale vorrei condividere con voi, amici di MarsicaNews, l’incontro con Domenico, giornalista e scrittore marsicano, avvenuto lo scorso 17 ottobre alle ore 12, presso la sala consiliare del Comune di Avezzano. In quell’occasione ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del suo nuovo libro “Il ring è onesto”, recensito su giornali locali e su molte testate nazionali (RollingStone Magazine, Il Corriere dello Sport, La Gazzetta dello Sport ed altri), presentato a Milano nella prestigiosa Libreria dello Sport e in molte altre realtà italiane. Il giovane autore, nato ad Avezzano nel 1977, vive e lavora a Roma, dove collabora con Il Tempo, Metro, L’Occidentale, Gente, Mondoboxe, Il Ribelle. “Il ring è onesto”, che costituisce il suo primo esperimento compiutamente narrativo dopo le raccolte di racconti “Fuorifuoco” (Give Me A Chance, 2010) e “La via difficile” (Edizioni Tracce, 2003), è il racconto delle vicende di Remo Pariglia, il protagonista del romanzo.

Remo è un pugile abruzzese 35enne di talento, ormai disincantato e a fine carriera. Ma la sua vita cambia di colpo direzione e per lui arriva l’occasione più importante della sua carriera: battersi per il Mondiale Wba dei leggeri a Berlino contro l’imbattuto turco-tedesco Hakim Hasan. C’è in ballo una borsa di 85.000 €, dunque la possibilità di sistemarsi e di metter su famiglia. Ma agli organizzatori serve qualcuno che “non vinca”, che assicuri il primato al campione del mondo. “Tu che vuoi fare, Herr Pariglia? Accetti o passi la mano? Vieni qui a farti battere da Hasan o te ne resti dove sei, a masticare rimpianti nel tuo paesotto italiano?”.

Questo combattimento dà la possibilità allo scrittore di svelare i retroscena che caratterizzano gli allenamenti, i meccanismi interni di un match, di dipingere i caratteri dei personaggi che orbitano intorno al protagonista, il manager Adelmo, il maestro Fernando, la fidanzata Silvia. Il ring è pathos, il sudore e il sacrificio sono reali e onesti, ma la vita non sempre lo è, e bisogna fare delle scelte. Il romanzo parte da qui, e il lettore e lo scrittore diventano un tutt’uno perché sanno le stesse cose, vivono scena dopo scena quello che sta succedendo. Gli eventi descritti non contano per se stessi ma per ciò che rappresentano per il protagonista che ci racconta la sua storia in prima persona, fino alla sfida di Berlino e al suo epilogo.

Il punto di forza del romanzo risiede nella capacità del suo autore di estrapolare e sviluppare l’aspetto sportivo all’interno della narrazione, senza risvolti sordidi e stereotipati, senza sovrastrutture sociologiche e retoriche, focalizzando l’attenzione sulle verità di uno sport duro, affascinante e rivelatore. Vi auguro una buona lettura!

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