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Il Mia Casa chiede lo scioglimento delle 5 Ater regionali

Il Mia Casa d’Abruzzo chiede al Presidente della Regione Gianni Chiodi e al Consiglio regionale lo “scioglimento immediato” delle 5 ATER di Chieti, Pescara, Teramo, Lanciano e L’Aquila, per manifesta incapacità di gestione del patrimonio abitativo pubblico ad esse affidato con Legge Regionale 21 luglio 1999, n. 44 recante <<Norme per il riordino degli Enti di edilizia residenziale pubblica>> e la concessione a “riscatto” degli alloggi ex-GESCAL agli attuali Assegnatari che hanno titolo per accedere alla proprietà della loro “prima Casa e unica abitazione”.

Contestualmente la Regione trasferisce ai Comuni la competenza sugli alloggi IACP restanti i quali resteranno in assegnazione a canone sociale e verranno amministrati sulla base delle norme stabilite dalla Legge Regionale 25 ottobre 1996, n. 96 che recante <<Norme per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la determinazione dei relativi canoni di locazione>> che, in base al Titolo V, Art. 117 della Costituzione, è materia di competenza esclusiva delle Regioni.

La delegazione del Mia Casa, nel corso dell’incontro tenutosi a Pescara martedì 11 febbraio scorso in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale, ha consegnato al Presidente della Regione una bozza di “Proposta di Legge” sottoscritta da Cittadini abruzzesi assegnatari di alloggi ex-GESCAL nella Regione Abruzzo, con la quale si chiede al Consiglio Regionale di respingere ogni eventuale proposta di legge tesa alla vendita “generalizzata” ed a prezzi del mercato speculativo privato delle Case Popolari IACP ed ex-GESCAL alfine di utilizzarne il ricavato per la copertura dei debiti contratti dalle ATER in situazione strutturalmente deficitaria e di pre-dissesto economico-finanziario.

In tale “preoccupante” contesto, il Mia Casa ha deciso di “riaprire la vertenza” per ottenere il “riscatto immediato” degli alloggi ex-GESCAL e per chiedere al Governo nazionale ed alla Regione Abruzzo, di DARE UNA CASA A CHI ANCORA NON CE L’HA, rispettando il “patto di solidarietà e reciprocità” che ha consentito di prelevare dalle buste paga di tutti i lavoratori dipendenti oltre 300.000 miliardi di vecchie lire che, che dovevano essere utilizzati per dare una abitazione stabile e sicura ad ogni famiglia attraverso gli istituti giuridici “promessi” del “riscatto graduale e sociale” e del “patto di futura vendita”, poiché il patto E’ STATO TRADITO.

Le famiglie attualmente assegnatarie di alloggio ATER – ex-IACP ed ex-GESCAL sono complessivamente 20.258 così distribuite in ciascuna Provincia: L’Aquila 6.874 (n. 108 Comuni); Chieti 5.146 (n. 104 Comuni); Pescara 5.556 (n. 46 Comuni); Teramo 2.772 (n. 47 Comuni).

Queste famiglie sono così costituite: numero medio dei componenti per famiglia: 2,7; coppie con figli: 62,1%; coppie senza figli e pensionati anche singoli: 28,1%; nucleo con monogenitore: 9,8%; coppie con 1 figlio: 40,5%; coppie con 2 figli: 50,6%; coppie con 3 o più figli: 9%. Il reddito complessivo della maggior parte di queste famiglie è molto basso, più del 57% per cento di esse si trova appena al di sopra del livello minimo di povertà, il 24% sotto al livello di povertà ed il restante 19% vive in condizioni di estrema indigenza.

La “vendita generalizzata” anche di interi edifici e caseggiati popolari, sconvolgerà la vita quotidiana di migliaia di famiglie abruzzesi, molte delle quali, non avendo i mezzi economici per acquistare in contanti e nemmeno con un mutuo ipotecario la loro attuale abitazione, saranno sottoposte a “mobilità obbligatoria”, abbandonate in balia del mercato speculativo delle locazioni private ed in nero, mentre la maggior parte di esse perderanno, ora, per allora, e per sempre, un diritto acquisito, sancito dall’art. 47 della Costituzione Italiana, dalla Legge “Fanfani” del 28 febbraio 1949, n. 43 istitutiva dell’INA-Casa e della GES.CA.L (Gestione Case per Lavoratori).

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