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Il giallo delle ‘Antiche Rue’: tutta la verità sulla polemica della Sagra della Castagna

‘Vengo anch’io? No, tu no’. In occasione della ‘Sagra della Castagna’, (16, 17 e 18 ottobre) appuntamento DOC per i marsicani DOP, più di 100 cantine aperte attendono la gran migrazione turistica abruzzese del 2015, ma L’Associazione ‘A.S.D. Atletico’ di Civitella Roveto, custode del campo sportivo comunale e ‘mamma’ della squadra di calcio locale, resta fuori dai giochi per una questione economica. Nella trama della preparazione all’evento di quest’anno, infatti, è spuntato un piccolo neo: nel Comune patria della castagna, dell’olio d’oliva e delle cose buone della terra, lungo le Antiche Rue si nota già la prima porta sprangata.

«La tradizione, il folklore e i prodotti tipici del Rovetano stanno lasciando il posto ad una schiera sempre più folta di forestieri, oggi ‘fortunati assegnatari’ delle cantine tipiche del Centro storico. Sarà per questo motivo che gli organizzatori della sagra, quest’anno, hanno cercato un pretesto per escludere alcune associazioni locali, prima fra tutte l’ASD Atletico di Civitella Roveto, per irregolarità o ritardi nei pagamenti in merito alla quota di partecipazione». A scoprire l’altarino della faccenda è il presidente dell’Associazione stessa tirata in ballo, ossia Enrico Ferrazzilli, ex assessore comunale. Proprio lui, 14 anni fa, vide letteralmente nascere l’idea della manifestazione cittadina.

I contorni della vicenda sono presto detti: per poter prendere parte alla sagra topica della patria civitellese, occorre pagare una quota di iscrizione/partecipazione che si aggira attorno ai 300 euro netti. Lo scorso anno, il direttivo dell’ASD Atletico Civitella Roveto incappò, però, in un triste problema economico, non riuscendo a coprire alcune spese dovute ai fini del saldo finale della manifestazione. «Lo scorso anno,  – spiega il presidente – prendemmo in carico circa 1000 euro di bottiglie di vino per la realizzazione della sagra di ottobre, da pagare alla Pro Loco locale, organizzatrice, assieme al Comune, della nota manifestazione. Purtroppo, però, le tasche dell’Associazione, in quell’occasione, non poterono far fronte alla spesa, tant’è che chiedemmo di compensare in maniera diversa il debito creato e, comunque, di regolarizzare il tutto il prima possibile. Quest’anno, invece, forti di alcune risorse racimolate, abbiamo pagato la quota di partecipazione all’evento, come tutti gli altri partecipanti alla Sagra, ma proprio ‘in virtù del debito pregresso’, siamo stati esclusi senza se e senza ma». Il mondo associativo, di qualunque territorio esso sia, si sorregge tramite un ‘taglia e cuci’ ridotto all’osso di fondi, incentivi e quote associative.

«Nel prendere atto che nell’organigramma delle 100 cantine scelte, non ci sia stato spazio per un’Associazione sportiva locale di nota storia, la quale, in più occasioni, ha anche dato lustro alla collettività, non resta, a mio avviso, che evidenziare la sconfitta di un’idea valida, quale quella delle ‘Antiche Rue’, caratterizzata, un tempo, da entusiasmo genuino e da spirito collaborativo». ‘Lungo le Antiche Rue’ si barda, infatti, della nomea di essere una manifestazione organizzata e realizzata prettamente per la gente e per lo sviluppo turistico locale.

«L’evento – spiega ancora Ferrazzilli – rappresenta, per il territorio della Valle Roveto, un appuntamento annuale fisso, patrocinato dal Comune e gestito dalla Pro Loco locale, durante il quale i privati, ma soprattutto le Associazioni della zona, riescono a mettere da parte fondi ‘puliti’ per il proseguo delle loro attività sportive, ricreative, artistiche e di pubblica assistenza. Un ‘do ut des’ cittadino e totalmente alla luce del sole, per intenderci». Ciò che non è andato, quest’anno, si connette alla non volontà, da parte degli organizzatori, di dare una seconda chance a un’associazione, come l’ASD Atletico civitellese, «che ha sempre contribuito,  – aggiunge il presidente – alla crescita umana e materiale del paese. Senza contare che, quando è nata la manifestazione, io ero assessore al Comune, quindi ho visto praticamente nascere, sotto un mio battesimo personale, l’evento dal quale oggi vengo così amaramente escluso. Decidemmo, nel 2001, di creare un qualcosa che desse la possibilità ai prodotti tipici di essere messi in vetrina nel migliore dei modi e un’opportunità alle associazioni locali di guadagnare qualche spiccio per non andare sempre a bussare ai portoni di Palazzo Città per il loro sostentamento. Oggi, a quanto pare, non funziona più così».

L’Associazione, inoltre, ha preso coscienza della sua estromissione dalla fiera dei prodotti tipici locale in maniera del tutto casuale, ossia non vedendo stampato il proprio nome fra quelli delle associazioni ammesse e riportati a caratteri cubitali sulla locandina ufficiale. «Non credo che parteciperemo più alla manifestazione negli anni a venire. – conclude il presidente – Si corre, inoltre, quest’anno, il rischio di dover ritirare la squadra di calcio del paese, da me presieduta, dal Campionato per mancanza di fondi. Voler stroncare così il futuro di un territorio, non permettendo, per mere questioni economiche, la possibilità, a chi vuole, di fare qualcosa di buono per la propria città di appartenenza, significa tarpare le ali allo sviluppo territoriale e al turismo del ‘particolare’. Dall’amore per il folclore all’avidità del business il passo è breve e, a volte, micidiale».

Resta con l’amaro in bocca, invece, per una stortura che, a detta sua, ha inficiato non poco la realizzazione di uno degli appuntamenti più seguiti in zona Marsica, il presidente della Pro Loco civitellese di quest’anno, ossia il dottor Gianni De Blasis che, ascoltato da Marsicanews, parla di «una volontà da parte della Pro Loco di far rispettare semplicemente le regole, che sono valide per tutti e da tempi immemori. Le Associazioni  – spiega – che partecipano annualmente alla Sagra della Castagna, aprendo le loro cantine ai turisti nei tre giorni di festa canonici, sono solite dare alla Pro Loco un contributo in danaro, senza il quale, lo dico chiaramente, non esisterebbe manifestazione». L’alto livello raggiunto dalla Sagra tipica e topica della Marsica, praticamente, si sarebbe raggiunto, a detta di De Blasis, grazie ad un intreccio territoriale di energie e competenze, ma anche di strette di mano economiche.

Il dottor De Blasis è presidente dell’Ente territoriale da due anni circa a questa parte. «Io voglio bene a Civitella Roveto – afferma – tutte queste polemiche create stanno ombrando, a mio avviso, una manifestazione di grande tenore e prestigio sociale. Le rabbie e i malumori non fanno bene al paese; sarebbe bastato molto più salutare un confronto viso a viso da parte dell’Associazione tirata in ballo: io non avrei creato disagi. Dico solo che, in casi come questo, bisogna far rispettare le regole a tutti, poiché esistono e sono sempre esistite. A me compete il ruolo istituzionale, infatti, di fare gli interessi di Civitella, nella sua totalità e non qualche parte sociale specifica. Mi domando e chiedo: perché le altre associazioni hanno pagato la loro quota di partecipazione durante entrambi gli anni mentre l’ASD Atletico no? Io tutta questa polemica non la capisco davvero».

Quale sarebbe stata, quindi, un’ipotetica soluzione? Chiediamo. «Sarebbe bastato, da parte del presidente dell’Associazione ‘incriminata’, venirmi a trovare di persona, senza alzare tutti questi venti forieri di tempesta. Io avrei portato, a quel punto, la questione economica in consiglio: fraintendimenti, storture e incomprensioni varie sarebbero state appianate grazie al dialogo. Invece, di domenica mattina, mi sono ritrovato ad abitare in un paese pieno zeppo di volantini che inneggiavano al mio errore e al mio cattivo comportamento verso la città. Civitella merita questo? Non mi piace dare l’immagine di un paese poco unito. Io dico solo che le regole vanno rispettate da parte di tutti». Il presidente della Pro Loco di quest’anno punta, nella sua risposta caratterizzata per lo più da stupore misto a delusione, soprattutto sul fatto che non avrebbe mai potuto permettere ad un’associazione, rea di non aver saldato i conti dello scorso anno, di partecipare alla manifestazione presente, «anche perché  – continua – ha versato la quota del 2015 dopo la scadenza, per giunta. Mi chiedo come si fa a pensare di bypassare così un debito di 1000 euro circa lasciato in sospeso: prima si deve saldare il passato e poi pensare al futuro. Mi dispiace, ma credo che questo sia l’ABC del quieto vivere».

Tanta polvere innalzata, assieme ai toni, alle parole e alla rabbia montante, ma «tanto chi ci rimette – conclude De Blasis – è sempre e soltanto il paese, il quale lo sa come sono andate veramente le cose».

 

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