Politica

Il centrodestra celanese prende posizione

Da qualche anno Celano sta vivendo la sua stagione d’oro per quanto concerne la politica. Dopo un lungo periodo di “oscuramento” la cittadina castellana si è collocata a pieno titolo come centro nevralgico dell’attività politica, non solo di quella regionale. Una fase espansiva di credibilità senza precedenti, un susseguirsi di riconoscimenti e di successi, dovuti in gran parte agli exploit a ripetizione della coalizione di centrodestra, forte della presenza di Forza Italia prima e del Pdl poi. Ma ora tutto questo rischia di essere vanificato per il “manifesto dilettantismo” di coloro che, non solo hanno determinato la caduta di un’Amministrazione di centrodestra, ma addirittura si ergono a “generali di ventura” nel voler proporre programmi e strategie all’interno di Forza Italia e, addirittura di una coalizione. Costoro, che vorrebbero, “animati dalla stessa volontà garantire ai cittadini un’amministrazione attenta, dinamica, presente”, si sono accorti che proprio loro hanno decretato la fine di un’amministrazione di centrodestra? O ahinoi, sono ancora in letargo, inconsapevoli che fuori c’è tutto un mondo che ha ripreso a marciare a gran ritmo, anche senza la loro silente e solitaria partecipazione? La storia dei partiti e dei movimenti politici è fatta di alti e bassi, di grandi successi elettorali e di qualche brusca frenata, di spinte propulsive cariche di entusiasmo e coinvolgimenti, di momenti di appannamento, durante i quali è necessario riflettere, analizzare e individuare le giuste contromisure per ripartire. Come spesso accade, sono i piccoli dettagli che rendono di straordinaria rilevanza i fatti e gli accadimenti. Come di frequente, si è avvezzi a ravvisare che sono i protagonisti di tale excursus a fare le fortune o le disgrazie dei partiti politici e delle forme associative in genere. Fino qui siamo nel campo della teoria generale. Ebbene, a questo punto è quantomeno doveroso spendere qualche parola su quanto sta accadendo a Celano e nello specifico in casa Forza Italia dove con quotidiana puntualità si registrano prese di posizione e comportamenti il più delle volte incompatibili tra loro. Segno evidente che manca una strategia di base, manca un metodo condiviso, manca una leadership che possano coagulare attorno alla sua figura tutte le “anime” del partito. Insomma, per dirla tutta, assistiamo ad una “diaspora” degli azzurri, con il rammarico di dover constatare che solo fino a poco tempo fa la “bandierina tricolore” era issata stabilmente ai vertici della Regione, delle Province e di un gran numero di Comuni ed Enti sovracomunali, con un ben definito ruolo di guida della politica territoriale. Un risultato non ottenuto per caso, ma dovuto all’impegno personale, alla disponibilità, alla lungimiranza politica profusi da un gruppo di lavoro, che non solo su base regionale, si riconosceva nella leadership dell’On. Filippo Piccone, come Coordinatore del Pdl. Le vicende politiche nazionali, le difficoltà dei Governi, la necessità di assicurare una stabilità all’ultimo Esecutivo, hanno determinato il passaggio di un gran numero di parlamentari (tra questi anche l’On. Piccone) al Nuovocentrodestra di Alfano. Come avviene quando si apre la porta della stalla e i buoi scappano via, così è accaduto in seno al Pdl e di conseguenza in Fi (che lo ricordiamo era la parte più consistente del Pdl). E’ iniziata una gara alle posizioni più prestigiose, privilegiate, che potessero garantire quei famosi cinque minuti di notorietà. E seppur la politica è da intendersi come impegno di servizio, è altresì vero, che non può essere gestita in maniera dilettantistica ed approssimativa o ancor peggio per meri scopi personali, frutto di accordi trasversali o sottobanco. Come detto in apertura, le fortune sono alterne e Forza Italia da partito capofila è diventato subalterno a formazioni che in epoca recente dovevano allinearsi e condividere un percorso comune. Emblematico è, appunto, quanto sta accadendo a Celano dove in modo ferraginoso e sconclusionato i due ex assessori in quota azzurri (Piperni e Di Loreto), dopo aver contribuito alla caduta dell’Amministrazione a guida Piccone, stanno organizzando, con l’ausilio di personaggi, che per i loro trascorsi poco c’azzeccano con Celano, riunioni su riunioni per decidere strategie, candidature e programmi in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Verrebbe da dire che siamo caduti in basso, molto in basso, se le sorti future del quarto Comune della Provincia dell’Aquila, debbono essere decise da chi, fino ad oggi, non è andato oltre il cortile della propria abitazione. Non si fa torto a nessuno se si rammenta che la politica è da intendersi come un’arte, nobile, seria, che presuppone conoscenza e capacità, non assimilabile ad un hobby al quale dedicare i ritagli di tempo e da gestire con approssimazione e scarsa passione. Senza le giuste dosi di preparazione, di esperienza e di affidabilità non si va da nessuna parte. Ci sarà spazio solo per sporadici proclami, tipo “copia-incolla”, ai quali sarà ben difficile dare seguito con azioni politiche degne di questo nome.

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