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Cronaca e Giudiziaria

Il Cardiologo Guarracini ci parla di prevenzione e ci insegna ad usare il defibrillatore!

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Questa mattina presso la palestra “Metrò Fitness Station” di Avezzano, il cardiologo Stefano Guarracini ha tenuto una conferenza dal titolo “La rianimazione cardiopolmonare: chi salva una vita salva il mondo intero”. Questo appuntamento nasce dal progetto “Enjoy Health” che, in collaborazione con la Metrò Fitness Station e con la Pinguino Nuoto, dedica un impegno costante nella promozione di uno stile di vita sano, coinvolgendo esperti di varie discipline in una serie di incontri che hanno lo scopo di informare e rendere partecipi i soci della palestra e tutti i cittadini della Marsica. Investiamo per la realizzazione di questo progetto, ha affermato il Presidente della Metrò Alessandro Lucarelli, circa 20.000 € l’anno, per sensibilizzare il territorio, informare e comunicare mettendo in atto una vera e propria campagna di promozione di uno stile di vita salutare.

L’argomento trattato dal cardiologo Guarracini nel seminario di oggi riguarda la prevenzione del rischio di attacco cardiaco e, di conseguenza, l’importanza del defibrillatore. Ogni anno più di 300.000 persone perdono la vita in seguito ad un arresto cardiaco.

Dopo l’arresto cardiocircolatorio le probabilità di sopravvivenza del paziente sono minime, a meno che i testimoni del malore sappiano eseguire correttamente le procedure di primo soccorso in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. A causa dell’imprevedibilità con cui l’arresto cardiaco colpisce, molte delle vittime muoiono prima di raggiungere l’ospedale o di poter essere soccorse da una equipe sanitaria territoriale dotata di defibrillatore.

 

E’ indispensabile ridurre i tempi, per questo è utile avere a disposizione nei luoghi pubblici e nei punti strategici della città, lo strumento salvavita per eccellenza, il defibrillatore semiautomatico. Deve essere già sul posto per permettere a chi è presente ed è addestrato a farlo di utilizzarlo nell’immediato. I defibrillatori semiautomatici differiscono dai convenzionali defibrillatori per il fatto che sono in grado di analizzare automaticamente il ritmo cardiaco e determinare con precisione ed assoluta sicurezza se la defibrillazione è necessaria. Il defibrillatore permette la restituzione di un ritmo cardiaco corretto e la conseguente normalizzazione della funzione cardiaca. La defibrillazione deve essere effettuata entro pochi minuti dall’arresto cardiaco.
La formazione del soccorritore è semplice ed è garantita dal superamento di un corso BLSD (Basic Life Support Defibrillation), costituito da caratteristiche internazionalmente convenute sui contenuti didattici, sul rapporto allievi/istruttore, sulle forme di verifica e di retraining. Nel corso del seminario il Dott. Guarracini ha trattato il tema della rianimazione cardiopolmonare, dei problemi cardiocircolatori e dell’uso corretto del defibrillatore, con un’introduzione teorica seguita da varie dimostrazioni pratiche.

Si tratta di una grande opportunità per i medici, che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione al corso BLSD, ma anche per tutti coloro che necessitano di informarsi su questo importante argomento e di conoscere le tecniche necessarie per un soccorso tempestivo.

 

Di seguito trovate il video contenente la spiegazione teorica e la dimostrazione pratica del Dott. Guarracini sul tema della rianimazione cardiovascolare e sul corretto uso del defibrillatore.

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1 Comment

1 Comment

  1. Riccardo De Petris

    13 aprile 2014 at 13:05

    Bellissimo incontro per sensibilizzare tutte le persone ad un tema che può salvare la vita, guardatelo!! 🙂

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Controlli del sabato sera: nella Marsica ritirate 12 patenti per guida sotto effetto di alcol o droga

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Avezzano – Nell’ambito dei servizi di controllo volti al contrasto  del fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica  o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, cosi detti “Stragi del sabato sera”, la Sottosezione Polizia Stradale di Avezzano (AQ), con la collaborazione del personale Medico Sanitario della Questura di L’Aquila, nella notte tra sabato 20 e domenica 21 ottobre, ha mpiegato un consistente numero di pattuglie nell’area  di Avezzano che hanno raggiunto un notevole risultato, con elevazione di 15 sanzioni al codice della strada.
In particolare, gli operatori e i  medici della Polizia di Stato, nel territorio marsicano, hanno individuato e denunciato all’Autorità Giudiziaria 12 persone sorprese alla guida in stato di ebbrezza alcolica di cui 3 ragazzi, contestualmente trovati  anche sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Durante il servizio sono state ritirate 12 patenti di guida, decurtati 125 punti. L’attività della Sezione Polizia Stradale L’Aquila, proseguirà anche per  i prossimi weekend. Una particolare attenzione sarà rivolta agli automobilisti che non faranno uso della cintura di sicurezza, che ricordiamo, dovrà essere allacciata anche sui sedili posteriori, nonché alla repressione dell’uso del cellulare alla guida senza auricolare a altro dispositivo idoneo. Saranno intensificati i controlli finalizzati alla riduzione della velocità entro i limiti consentiti attraverso l’uso di strumentazione telelaser e autovelox.

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Disordini Avezzano-Cesena: identificati altri 26 tifosi, emessi daspo per 93 anni

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Avezzano – In relazione ai disordini del match “Avezzano-Cesena”, disputato lo scorso 16 settembre allo Stadio dei Marsi, il Commissariato di Avezzano in collaborazione con la Digos della Questura di Forli-Cesena e la Polizia Scientifica ha identificato altri 26 supporters delle due squadre (15 marsicani e 11 romagnoli, di età compresa fra 17 e 46 anni). Gli identificati si aggiungono ai 2 tifosi avezzanesi già tratti in arresto differitolo scorso 18 settembre. Dovranno rispondere, singolarmente o in concorso con altri, di uno o più reati che vanno dall’invasione di campo aggravata al lancio di sassi ed altri oggetti con pericolo per le persone, dalla violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale al danneggiamento di veicoli della Polizia, dal porto di oggetti atti ad offendere in occasione di una manifestazione sportiva al travisamento in luogo pubblico. Il Questore di L’Aquila ha emesso a carico sia degli arrestati (già sottoposti ad obbligo giornaliero di firma dall’Autorità Giudiziaria all’atto della convalida dell’arresto) che di tutti i denunciati, 28 daspo (provvedimenti di divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, per una durata complessiva di 93 anni, così distinti: 7 della durata di anni 5, di cui 5 con obbligo di presentazione convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta del Pubblico Ministero, nei confronti di tifosi già in passato destinatari di daspo emessi dai Questori di L’Aquila, Forlì-Cesena e Teramo; 4 della durata di anni 4, di cui 3 con obbligo di presentazione convalidato dal G.I.P. su richiesta del P.M.; 8 della durata di anni 3; 9 della durata di anni 2. Inoltre, i destinatari del daspo con prescrizioni dovranno presentarsi una o più volte presso l’Ufficio di Polizia o la Stazione Carabinieri specificata nel provvedimento amministrativo, in occasione di ogni partita, comprese le amichevoli, che sarà disputata dalla squadra di calcio dell’Avezzano ovvero da quella del Cesena. in caso di violazione del daspo la legge prevede, oltre all’arresto in flagranza di reato, la reclusione da uno a tre anni e la multa da 10.000 a 40.000 €.

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Abusate, malmenate e lasciate senza cibo da padre e madre, fine di un incubo per due minori

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AvezzanoMaltrattamenti e violenza sessuale ai danni delle due figlie minori, nei guai è finita una coppia di origine marsicana. I due sono accusati dal sostituito procuratore di Avezzano, Lara Seccacini, di abusi sessuali su figlia e figliastra. Secondo l’accusa le due minori  venivano legate al divano, violentate e segregate in casa. Le ragazze venivano anche schiaffeggiate, prese a calci e malmenate con strumenti trovati in casa come cucchiai in legno, bastoni delle scope e mattarelli. Inoltre il padre e la madre omettevano di contribuire adeguatamente alla cura e all’igiene delle minori e le lasciavano senza mangiare. I due sono difesi dagli avvocati Mario Flammini e Andrea Tinarelli del foro di Avezzano mentre la parte civile è rappresentata dal legale dell’Aquila Francesca Bafile.

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Cronaca e Giudiziaria

Ondata di truffe telefoniche nelle Marsica, carabinieri: ecco come difendersi…

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Avezzano – Numerosi tentativi di truffe telefoniche sono stati segnalati nei giorni scorsi in diversi comuni dell’Abruzzo, Marsica compresa. In particolare i truffatori di turno avrebbero preso di mira due comuni marsicani. Delle segnalazioni si stanno occupando i carabinieri. Il modus operandi è sempre lo stesso, il malvivente telefona fingendosi un professionista o un esponente delle forze dell’ordine e attraverso una scusa qualunque cerca di estorcere denaro al malcapitato presentandosi a casa dello stesso per ritirare il malloppo.

A tal punto è utile ricordare a tutti i cittadini le preziose raccomandazioni contenute nel vademecum dei carabinieri:

Identikit del truffatore “Il truffatore si presenta in genere gentile ed elegante. Si dichiara funzionario di un ufficio pubblico, o addetto di società che eroga servizi (luce, acqua, gas), o come appartenente alle forze dell’ordine. Ricordatevi che di norma il controllo delle utenze viene preceduto da un avviso che indica il motivo, il giorno e l’ora della visita del tecnico, È bene comunque in occasione di controllo preannunciato farsi assistere da una persona di fiducia. Non aprite a estranei, non fateli entrare soprattutto in orari inusuali, Prima di aprire, guardate dallo spioncino. Se è uno sconosciuto, parlate con la porta chiusa. Se l’estraneo dichiara di lavorare per società di servizi (luce, gas, etc,) dite che il controllo non è preannunciato e che state richiedendo assistenza. Contattate pertanto una persona di fiducia. O meglio chiamate il 112. Non chiamate numeri forniti dagli interessati perché potrebbe rispondervi un complice. Tenete a disposizione, accanto al telefono. un’agenda con i numeri utili (Luce, Gas, etc.) per consultarli”.

Non date soldi agli sconosciuti Non date soldi a sconosciuti che si dichiarano funzionari di uffici vari. Gli enti non chiedono soldi in contanti. Bonifici e bollettini postali sono mezzo sicuro per pagare. Non date soldi a sconosciuti che dichiarano di dovere controllare se sono falsi. Diffidate di chi dice di conoscere vostri familiari chiedendo denaro per pagare merce o per onorare debiti. Spesso davanti a voi fingono anche di telefonare. Chiamate personalmente il parente o il 112. Non credete a fantomatici avvocati che telefonano e dichiarano che un vostro congiunto è stato arrestato o coinvolto in incidente, preannunciando l’arrivo di un loro rappresentante per riscuotere onorari o spese. Lettere, pacchi o altro, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. Ove possibile fatevi passare la ricevuta attraverso la fessura sotto la porta o aprite usando la catenella. Se avete già aperto ad un estraneo e avete paura, invitatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Apritela e ripetete l’invito ad alta voce mostrandovi decisi nell’agire. Diffidate di acquisti molto convenienti e di guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata. Siate sospettosi di lotterie, gioielli o prodotti miracolosi. Non accettate mai assegni da estranei. Non firmate nulla se non vi è chiaro; chiedete consiglio a persone di fiducia. Avete dubbi? chiamate subito il 112″

Al sicuro nelle nostre case Vivere tranquilli in una casa, è il desiderio di tutti e ci sono alcuni semplici accorgimenti che possono renderla più sicura. I ladri agiscono ove ritengono vi siano meno rischi. Chiudete il portone. Al citofono, non aprite se non sapete chi è che ha suonato. Fatevi installare una porta blindata con spioncino. Se abitate in basso o in una casa indipendente, mettete le grate alle finestre. Se vivete in una casa isolata, adottate un cane. Illuminate l’ingresso e le zone buie. Installate dispositivi antifurto collegati con  il 112: il servizio è gratuito. Ogni volta che uscite di casa, ricordate di attivare l’allarme. Se dovete duplicare una chiave, provvedete personalmente o mediante persona di fiducia. Evitate di attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo. Sul citofono e sulla cassetta della posta indicate solo il cognome. L’assistenza reciproca tra i vicini di casa assume un ruolo fondamentale. Scambiatevi i numeri di telefono per poterli chiamare se necessario. Non dite dei vostri movimenti o di eventuali periodi di assenza prolungata. Avvisate solo persone di fiducia e chiedete loro di fare controlli periodici e di ritirare la corrispondenza. Nei casi di breve assenza, o se siete soli in casa, lasciate accesa una luce o la radio in modo da mostrare che la casa è abitata. Non lasciate mai la chiave sotto lo zerbino o in posti intuibili e vicini all’ingresso. Siate consapevoli che i ladri di solito frugano tra vestiti, armadi, quadri, vasi, cassetti, tappeti, letti, Fotografate gli oggetti dì valore. Conservate con cura le fotocopie dei documenti importanti e custoditele in luogo separato dagli originali. Se vi accorgete che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrate in casa e chiamate il 112. Non toccate nulla, per non inquinare le prove”. In ogni caso possiamo aiutarvi chiamateci 112.

 

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Fuoco acceso in pieno centro storico, il sindaco di Sante Marie: non ci sono parole per commentare

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Sante Marie – Un fuoco è stato acceso da ignoti in una piazzetta nel centro storico di Sante Marie. La foto denuncia arriva proprio da primo cittadino, Lorenzo Berardinetti, che esprime tutta la propria indignazione per l’accaduto affermando: “Vi sembra normale accendere un fuoco in una piazzetta nel centro storico di Sante Marie ? Non ci sono parole per commentare”. Il fuoco, probabilmente acceso nella notte, ha lasciato una macchia evidente sia sul pavimento in pietra, che caratterizza il centro storico del piccolo comune marsicano, sia sulla pietra di un muretto. Sul posto sono stati lasciati anche pietre e tizzoni.

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Mercato: qualche banco a nord, in centro monta la protesta. Cronaca di un sabato avezzanese [VIDEO e FOTO]

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Avezzano – Qualche banco che apre a nord, mentre in centro monta la protesta. E’ la cronaca di un sabato avezzanese di fine ottobre. La città è ancora alle prese, per il quarto sabato consecutivo, con la protesta legata allo spostamento a nord del tradizionale mercato del sabato di piazza Torlonia voluto dall’amministrazione De Angelis.

A nord la sperimentazione
Qualche ambulante, si parla al massimo di una decina di banchi, hanno provato la sperimentazione a nord nella zona della campana della pace, a grande richiesta del sindaco, del vicesindaco e degli assessori Casciere e Silvagni. Malcontento tra i pochi che questa mattina hanno tentato di aprire nella nuova zona che parlano di sperimentazione fallita.

In centro monta la protesta
Ma mentre a nord c’è un mercato spettrale, in centro continua la mobilitazione, la protesta e lo sciopero della maggior parte degli ambulanti che, armati di megafoni e slogan, stanno attraversando le vie del centro, compresa la centralissima via Corradini, per rivendicare la posizione centrale del mercato nella zona di piazza Torlonia al grido “lavoro… lavoro”. Il testa al corteo un camion tappezzato di slogan con al seguito i manifestanti che imbracciano bandiere.

La proposta degli ambulanti al sindaco
Intanto lunedì mattina verrà ufficialmente presentata al comune di Avezzano la proposta redatta dagli ambulanti con l’ausilio di alcuni esperti. Il mercato che gli ambulanti proporranno al sindaco De Angelis e alla sua amministrazione si svolgerà in via Mazzini e via AnnaMaria Torlonia nell’osservanza delle misure di sicurezza: i banchi saranno disposti su unico lato delle strade con le traverse che le intersecano lasciate libere per il transito di eventuali mezzi di soccorso. fdm

 

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Impiegata comunale denunciata, Cotturone: avrebbe cancellato file durante il blitz

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Celano – “Siamo sbalorditi! Ogni giorno una sorpresa diversa senza sapere cosa ci riserva il domani e cosa sta accadendo in queste ore. Per quale motivo manomettere dei documenti addirittura in presenza dei Carabinieri? – E’ il segretario cittadino del Pd Calvino Cotturone ad intervenire su quanto accaduto nel corso dell’ennesimo blitz dei carabinieri nel municipio di Celano – E’ assurdo che nessun consigliere di maggioranza ci chiarisca cosa sta accadendo. Nessun parla. Se è vero quanto avvenuto in presenza del nucleo investigativo, cosa succede in loro assenza? Come si può garantire la trasparenza degli atti alla luce di così tante indagini in corso? Durante l’ennesimo blitz dell’Arma dei Carabinieri dell’Aquila – continua Cotturone – un’impiegata dell’ufficio ricostruzione e riqualificazione viene accusata di aver tentato di modificare e cancellare file dal proprio pc riguardanti il progetto della scuola media Tommaso da Celano, in particolar modo documenti riguardanti gli infissi e le specifiche dell’opera. Di cosa si tratta? Celano ha il diritto di sapere! I carabinieri che sono tornati nel comune di Celano erano convinti finalmente di poter trovare anche la documentazione fiscale relativa ai contributi elargiti ad un periodico locale, richiesta dalla Procura e mai fornita. Infine la nuova acquisizione di fatturazioni e documenti relativi all’attività della cooperativa “Il risveglio”, ed alla riqualificazione urbana di alcuni quartieri. C’è qualche amministratore in grado di dirci chi sono i dipendenti che operano per questa cooperativa e di cosa si occupano? Credo che non vi sia nulla di peggio del mistificare la realtà, con l’aggravante che quando si sa di mentire deformando le informazioni si commette qualcosa di più grave. Un’altra pagina buia è stata scritta da questa amministrazione. Avvisi di garanzia, denunce per favoreggiamento, turbativa d’asta, cosa altro dobbiamo aspettarci? Celano non merita tutto questo. Celano non può essere governata nei fine settimana così come da anni avviene; non può essere amministrata da post scritti sui social. Chiediamo per il bene di Celano di collaborare con la Procura e le immediate dimissioni degli amministratori che non si rivedono in questo modus operandi” conclude il segretario del Pd.

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