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I tribunali d’Italia sotto la guida del comitato avezzanese “pro referendum”

Aula3Prima uscita pubblica per il neonato “comitato pro referendum sulla geografia giudiziaria” che ieri mattina ha incontrato cittadinanza ed istituzioni nella sala consiliare del Comune di Avezzano. Circondati da sindaci marsicani, rappresentanti delle associazioni di categoria e consiglieri comunali, a sedere sugli scranni più alti dell’aula c’erano il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, l’ideatore del progetto referendario, avvocato Mario Petrella, e la presidente del comitato, avvocato Fabiana Contestabile, la quale ha prontamente chiarito le motivazioni che hanno portato alla nascita dell’associazione lo scorso 31 ottobre. «Il nostro intento» ha dichiarato l’avvocato «è quello di raccogliere il testimone che ci ha consegnato Mario Petrella e di diffondere capillarmente la coscienza dell’azione popolare per rendere edotti tutti i cittadini».

Aula1La regione Abruzzo e il tribunale di Avezzano desiderano fortemente mantenere quel ruolo di centralità che li ha portati a farsi promotori di un progetto referendario maturato, per la prima volta nella storia costituzionale del nostro Paese, in seno ai consigli regionali di ben nove delle tredici regioni coinvolte nei tagli imposti dalla riforma Cancellieri. L’esiguo risparmio che deriverebbe dalla soppressione dei presidi giudiziari indicati in tale proposta, ha sostenuto l’avvocato Petrella, non può infatti giustificare gli enormi sacrifici e le ingenti spese che graverebbero inevitabilmente sulle spalle di tutti i cittadini i quali si vedrebbero costretti ad affrontare lunghe e costose trasferte per esercitare il loro diritto alla giustizia.

Ma quali sono in concreto le azioni che il comitato si prefigge di portare avanti? Oltre a fungere da esempio per analoghe associazioni che si stanno costituendo in questi giorni, il comitato ha già inviato richiesta al presidente Chiodi affinché la questione della geografia giudiziaria venga inserita all’ordine del giorno nella conferenza stato-regioni. Il versante operativo più importante resta tuttavia la ricerca di un considerevole consenso popolare che possa far pressione sulle decisioni della cassazione e della corte costituzionale chiamate a pronunciarsi nei prossimi mesi rispettivamente su legittimità ed ammissibilità della richiesta referendaria.

La CNA, la Confcommercio e la città di Pescina si sono immediatamente associate alla causa palesando l’intenzione di sostenere concretamente un comitato composto, a tutt’oggi, da cinque membri (il presidente dell’ordine dei dottori commercialisti di Avezzano Agostino Barbati, il geometra Roberto Guanciale e gli avvocati Annunziata Morgani, Antonio Carlini e Fabiana Contestabile), ma che, nelle speranze del direttivo, vedrà crescere il numero di iscritti da ricercarsi fra tutti i cittadini dal momento che, come ha sottolineato l’avvocato Petrella, la difesa del tribunale coincide appieno con la difesa del territorio.

Affinché si possa «combattere insieme per la vittoria», il sindaco Di Pangrazio ha concesso la disponibilità a mettere a disposizione del comitato alcuni locali all’interno del comune dove chiunque potrà sottoscrivere la propria adesione.

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