Cronaca e Giudiziaria

“I lavoratori immigrati nel Fucino ieri e oggi”

immigrati nel Fucino“Gli invisibili del Fucino”: è stato questo il tema del convegno che Flai-Cgil ha organizzato, nei giorni scorsi ad Avezzano, nell’ambito di una campagna nazionale sull’agricoltura contro le illegalità.  Il convegno ha posto l’attenzione su una serie di questioni relative al lavoro irregolare e al caporalato. Oltre a questo tema sono stati trattati anche argomenti relativi all’inclusione sociale dei migranti e alla necessità di riorganizzare il lavoro e le condizioni contrattuali. Tutte queste argomentazioni hanno assunto particolare valore all’interno di un focus di Orante Venti, pubblicato su un opuscolo riferito ad un contesto territoriale, quello luchese, in cui l’impiego nel Fucino di immigrati extracomunitari è particolarmente elevato.

“Luco è un paese di circa seimila abitanti ad economia agricola – scrive Venti – con una richiesta di braccianti che ha trovato soluzione in una presenza numerosa di immigrati. Nel tempo il Comune ha promosso iniziative tese a favorire l’inserimento degli immigrati. Il processo di integrazione ha avuto un percorso tranquillo fino al 2000, quando si contavano circa 550 immigrati. Con l’introduzione della Bossi Fini la destra locale decide però di adeguarsi alle campagne di stampo leghista e di cavalcare il disagio che ha provocato l’aumento della microcriminalità legata allo spaccio di droga e ad un’incontrollata richiesta di permessi di soggiorno.

L’attenzione di cittadini e istituzioni – aggiunge Venti – si sposta così dalle problematiche sull’integrazione a quelle sull’ordine pubblico, complice una campagna di stampa ben orchestrata. A seguito di leggi sbagliate che hanno instaurato un circolo vizioso sul rilascio di permessi di soggiorno e sull’inefficacia dei decreti di espulsione, si è registrato un aumento di clandestini. La percezione che ha avuto la popolazione è stata che la presenza di immigrati fosse superiore alle necessità, generando un clima di disagio. Sindaco e amministrazione non sono stati a guardare, rappresentando presso gli organi competenti una situazione di pericolo sociale. Ciò ha portato nel 2010 ad un rafforzamento dell’organico della caserma dei carabinieri e ad un’attenzione particolare da parte della Prefettura.

Le elezioni amministrative del 2012 hanno visto per la prima volta la vittoria della destra – sottolinea l’ex sindaco di Luco – e la situazione si è ulteriormente deteriorata. Non è accettabile l’idea di arrendersi alla cronaca che rappresenta Luco come un triste mercato della droga, teatro di frequenti arresti. Amministrazione, partiti, associazioni e cittadini devono fare la propria parte, in modo da rendere il paese inospitale per chi delinque, sia esso italiano o straniero, ma allo stesso tempo riconoscere i meriti degli onesti lavoratori. Luco – conclude Orante Venti – deve tornare ad essere un modello di società civile, di comunità viva, che trova nel lavoro e nel confronto delle idee motivo di crescita e progresso”.

 

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