Lavoro

I lavoratori delle province abruzzesi protestano e manifestano

Venerdì scorso, in tutte le province abruzzesi, CGIL,CISL e UIL, congiuntamente alle rispettive rsu, hanno indetto e svolto assemblee nei luoghi di lavoro per mobilitare il personale contro i tagli della Legge di stabilità sulle dotazioni organiche dei dipendenti provinciali e sul ritardo del processo di riordino delle funzioni demandato alle regioni.
La protesta e la mobilitazione dei lavoratori delle province continua domani a l’Aquila con un presidio davanti all’Emiciclo della Regione Abruzzo, contestualmente allo svolgimento del Consiglio regionale.
Le modifiche apportate con il maxi emendamento al ddL di stabilità 2015, pur allungando la tempistica della messa in disponibilità del personale in esubero, non risolve la problematica del trasferimento delle funzioni e del relativo personale alle Regioni e ai Comuni.
La Regione Abruzzo, nonostante le sollecitazioni da parte di CGIL, CISL e UIL tese ad ottenere l’apertura di un tavolo di confronto, è fortemente in ritardo e ad oggi nessun confronto è stato aperto con i rappresentanti dei lavoratori, né tantomeno è stato siglato un protocollo d’intesa che fissi il percorso del trasferimento delle deleghe e del relativo personale.
Dal 1° gennaio si rischia la paralisi delle province e il relativo blocco dei servizi che le stesse erogano nell’ambito dei territori alle comunità e alle imprese. L’emendamento approvato nella mattinata di sabato 20 dicembre fa slittare il termine del processo di riordino demandato alle regioni di ulteriori tre mesi, ma questo rappresenta solo un rinvio senza sciogliere i nodi strutturali del trasferimento delle funzioni e del relativo personale.
CGIL-CISL-UIL ritengono inaccettabile la latitanza dell’Ente Regione, che lascia allo sbando i lavoratori e le comunità. Chiedono l’immediata apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni locali, le province-aree vaste e la regione, per affrontare in tempo utile il percorso del trasferimento delle funzioni.

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