Cultura

Harmonia Novissima: la storia di Mozart e Salieri al Teatro dei Marsi

Venerdì 26 febbraio alle ore 21, sul palcoscenico del Teatro dei Marsi di Avezzano, l’associazione culturale Harmonia Novissima presenta “Mozart e Salieri, Requiem”, un dramma teatrale con musica dal vivo ispirato all’affascinante, leggendaria e romantica storia che raccontava di Salieri omicida di Mozart. Sul palco due attori affermati: Giorgio Bongiovanni, proveniente dalla scuola di Strehler, e Biancamaria D’Amato, nota per numerosi ruoli in fiction su TV nazionali. La storia è intrecciata alla musica eseguita dal quartetto d’archi composto dai violinisti Antonio Anselmi e Fabruizio De Melis, dal violista Alessandro Santucci e dal violoncello di Francesca Taviani. Progetto e regia di Giorgio Bongiovanni, traduzione di Mirella Meringolo. Costo dei biglietti: euro 20-15-12 in vendita al Punto Informativo fino a giovedì (ore 18-19,30) e direttamente al botteghino del Teatro nella giornata di venerdì ore 16-21. Info e prenotazioni: 329.9283147.

Giorgio Bongiovanni: “L’affascinante e romantica ipotesi di Salieri omicida di Mozart era diffusa anche all’epoca di Puškin e lui stesso la considerava possibile. Ma questa non è solo la tragedia in cui si inscena un delitto. L’invidia di Salieri non è che il punto di partenza per più ampie riflessioni. Salieri non è un assassino, è un artista. Un uomo che dedica vita, studio, rigore, passione alla musica; e, come tutti gli artisti, considera l’Arte un privilegio da conquistare attraverso crisi e stimoli costanti. Per questo Salieri, come un atto di giustizia, deve uccidere Mozart, perché Mozart non giova all’Arte, non è Arte, è Genio, limpido, assoluto; è vita, natura, che scorre per dono divino, senza studio, senza sforzo. E per dono divino ottiene la perfezione che l’artista non riesce a conquistare in tutta una vita di studi. “A che serve che Mozart resti in vita?” è la terribile questione che Salieri si pone. Mozart, con la sua perfezione, potrà solo evidenziare la mediocrità dell’Arte umana in confronto al Genio divino. Nella conclusione di Salieri, Mozart fa male all’Arte e per questo motivo va fermato, eliminato; non per invidia, ma per salvaguardare l’Arte”.

“A malincuore – spiega l’ideatore del progetto – mi trovo costretto a confessare di non riuscire a non dare almeno una parte di ragione a Salieri; soprattutto ascoltando quel Requiem che lo stesso Mozart, nell’ultima scena, dopo aver bevuto il veleno, come un tragico presagio, suona per Salieri. Per questo ho creduto che proprio il Requiem dovesse essere il protagonista della serata. Il Requiem, ultima opera di Mozart, che provoca l’invidia e le riflessioni di Salieri, che suggerisce i versi della tragedia a Puškin. Ma non il ‘solito’ Requiem, la monumentale opera per orchestra, coro e solisti. In questo caso ho pensato che fosse più giusto ascoltare una piccola versione del Requiem, la bellissima trascrizione per quartetto d’archi di Lichtenthal, capace di restituire tutta la potenza della grande opera mozartiana. Lo spettacolo riunisce in una serata due opere, dimostrando come le nobili arti, musica e poesia, non necessitano di grandi mezzi per esprimere tutta la propria potenza”. (Giorgio Bongiovanni)

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