Cultura

Harmonia Novissima e Teatro Lanciavicchio danno vita al Centro di Produzione Culturale I TEATRI DEI MARSI

Ancora un “tutto esaurito” al Teatro Talia di Tagliacozzo e al Palazzo Botticelli di Collelongo con l’anteprima dell’ultima produzione del Teatro Lanciavicchio “Il Principe”.
Si chiudono nel migliore dei modi le due rassegne di Teatro e Musica nei due centri marsicani organizzate dalle associazioni Harmonia Novissima e Lanciavicchio.
Le rassegne, insieme alle stagioni già consolidate del Teatro di Avezzano, fanno parte del Progetto “I Teatri dei Marsi” che ha mosso i primi passi quest’anno dimostrando da subito la validità della formula innovativa messa in campo dalle due associazioni culturali, partendo dal basso e organizzando le attività insieme ai comuni, alle associazioni culturali locali e agli stessi numerosi abbonati.
Le risorse investite hanno prodotto un risultato, come qualità dell’intervento culturale e anche come volume di spettacoli presentati; insieme alla stagione che inizierà anche al Teatro San Francesco di Pescina a ottobre, sono esattamente 50 gli eventi distribuiti in 4 Comuni della Marsica nell’anno solare 2014.
Il progetto “I Teatri dei Marsi” ha creato una rete di relazioni culturali ramificata in tutto il territorio marsicano con al centro il Teatro dei Marsi, dove da anni le due associazioni avezzanesi organizzano, in convenzione con il Comune di Avezzano, rassegne di Musica e di Teatro portando ad Avezzano spettacoli di livello nazionale.
Le amministrazioni comunali finora coinvolte hanno dimostrato di apprezzare molto questo progetto.
Harmonia Novissima e Lanciavicchio stanno già allestendo le prossime stagioni 2014-2015 nei teatri marsicani, un nuovo spettacolo co-prodotto e soprattutto hanno dato vita in questi giorni al nuovo Centro di Produzione Artistica “I TEATRI DEI MARSI”.
Il progetto vuole anche essere il segnale di un nuovo modo di FARE Cultura; difatti le due associazioni lamentano da tempo la persistenza nella Regione Abruzzo di leggi vecchie ed inefficaci che continuano a finanziare, anziché vere attività artistiche rivolte alle collettività, gli stipendi di strutture burocratiche ed amministrative di “carrozzoni culturali” che spesso e volentieri producono pesanti deficit nei propri bilanci, senza più dar vita ad arte e spettacoli.

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