Abruzzo

Dieci arresti della Guardia di finanza per un giro di certificati falsi. Coinvolti politici, medici, imprenditori, e pubblici ufficiali (Video)

 

AVEZZANO – Una “fabbrica di certificati falsi” allestita nel proprio studio medico. Era destinata a personaggi di ogni genere: dal politico al medico, del dipendente pubblico al pregiudicato fino a pubblici ufficiali. Questa mattina all’alba, quando ad Avezzano è scattata l’operazione “Tutti per uno”, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di L’Aquila, ha “chiuso i battenti.

Emessi dieci ordini di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari emessi dal Gip del Tribunale di Avezzano, su richiesta della Procura marsicana, nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di frode processuale, corruzione, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.

L’indagine è iniziata con accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Avezzano nei confronti di soggetti pubblici e privati del settore sanitario. In seguito l’attenzione investigativa si è concentrata su un’importante impresa sanitaria il cui amministratore pagava “bustarelle” ad impiegati e ufficiali pubblici per avere falsi certificati medici in favore della sua famiglia, della moglie in particolare.

Più precisamente, sono emersi chiari elementi di prova circa la redazione di certificati falsi, dietro pagamento di somme di danaro, da parte di un medico psichiatra responsabile del Centro di igiene mentale (C.I.M.) della A.S.L. di Avezzano, il cui studio è stato sottoposto ad intercettazione ambientale ed a monitoraggio video. Ne esce un film dettagliato sugli accadimenti. “Non ti fare la barba, fatti vedere trasandato”. “Se ti fanno delle domande fai finta di non capire tu hai la demenza senile”. “Stai a casa a letto per qualche giorno”.  Questi alcuni dei consigli che il medico non risparmiava ai suoi “pazienti”. E poi, i soldi, in contanti, passati di mano in mano per quelle prestazioni illecite. L’imprenditore, il politico locale, il medico di pronto soccorso, il dipendente della multinazionale, ma anche il vecchio migrante, il pluripregiudicato. Persone di ogni genere quelle che si rivolgeva a lui per avere documenti falsi grazie ai quali presentare domande risarcitorie all’esito di sinistri stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità o di esonero dal presenziare ai processi.

I casi più eclatanti hanno riguardato: la produzione di elementi di prova fittizi per incrementare le richieste risarcitorie che un politico, noto a livello locale per aver ricoperto l’incarico di consigliere regionale, aveva avanzato ad un importante società assicurativa; l’elaborazione di false certificazioni a favore di un altro medico per evitare a quest’ultimo il trasferimento di sede; l’attestazione di patologie inesistenti fornita ad un noto pregiudicato che si era rivolto a lui per ottenere certificazioni sanitarie che lo esentassero dal presenziare ai processi a suo carico; il riconoscimento di false malattie psicosomatiche a due pubblici dipendenti che consentivano, ad uno, di assentarsi dal lavoro per periodi prolungati, e, all’altro, di ottenere l’esonero dalle attività lavorative pur mantenendo lo stipendio; l’induzione in errore di un consulente del lavoro nominato dal Giudice del Lavoro di Avezzano che, grazie alle false certificazioni, riconosceva ad una donna una pensione di invalidità ai danni dell’INPS.

 

 

 

 

 

 

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