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Grecia ed euro ai minimi. Tracollo a Piazza Affari

Lunedì nero per le Borse europee. I timori degli investitori sulla nuova tornata elettorale di Atene ed il crollo del prezzo del petrolio (a seguito della decisione dell’Iraq di incrementare le esportazioni) scatenano la tempesta. Piazza Affari ha chiuso con un ribasso del 4,92% ed è stata la peggiore tra le maggiori Borse europee. Una perfomance legata al tracollo registrato dalle azioni Enel (-8%) ed Eni (-7%), titoli sensibili al prezzo del greggio. Londra perde il 2%; Parigi il 3,31; Francoforte il 2,99. Ma la prima settimana dell’anno si è aperta con una notizia di rilievo dal mercato valutario. La moneta unica europea è scesa a 1,197 nei confronti del dollaro: livello minimo registrato dal 2006. Il deprezzamento dell’euro è il risultato dell’effetto combinato di due elementi: la possibilità dell’uscita drammatica dall’Eurozona della Grecia, con l’ascesa di Alexis Tsipras in vantaggio nei sondaggi alle politiche greche del 25 gennaio, e l’attesa per gli interventi che prenderà la Bce per contrastare il rischio «deflazione» (prezzi in calo) in cui rischia di avvitarsi l’economia. La Commissione Europea, per bocca di un portavoce, ha chiarito che il trattato Ue dice che l’appartenenza all’euro è «irreversibile». Questo significa che la Grecia non può essere «cacciata» dall’Eurozona.

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