Cronaca e Giudiziaria

Grande successo per la prima Bottega della Marsica

C’erano un centinaio di persone questa mattina ad Avezzano per l’inaugurazione della prima bottega del made in Italy firmata da Coldiretti nella Marsica. Carote, patate, insalate e ogni genere di prodotto – non solo orticolo – sono stati praticamente presi d’assalto nella bottega italiana di via Garibaldi 44. Un’oasi della tipicità a chilometro zero inaugurata dall’imprenditore agricolo marsicano Francesco Palma ma fortemente sostenuta da Coldiretti nell’ambito della rete Campagna Amica per tracciare il percorso della vendita diretta dei prodotti del territorio e per valorizzare il vero “Made in Italy” anche nel Fucino, terra  di eccellenze orticole. <<Una importante iniziativa con un grande valore economico e sindacale>> evidenzia il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone <<La Bottega Italiana deve rappresentare, oltre che una opportunità economica per i produttori, il luogo di garanzia qualitativa e di tipicità dei consumatori attenti ad una sana alimentazione ed una proposta permanente delle tipicità agroalimentari che fanno grande ed unico il territorio>>. E a dimostrazione della bontà e dell’interesse dell’iniziativa, la gande attenzione da parte delle istituzioni presenti nelle persone del sindaco Giovanni Di Pangrazio, dell’assessore Francesco Paciotti, del consigliere regionale Fabio Ranieri, del consigliere provinciale Felicia Mazzocchi, del presidente del Consorzio di Bonifica del Fucino Francesco Sciarretta, del sindaco di Luco dei Marsi Domenico Palma e di San Benedetto dei Marsi Quirino D’Orazio, oltre naturalmente ai vertici di Coldiretti nelle persone del direttore regionale Alberto Bertinelli e del direttore provinciale Massimiliano Volpone.

Nel punto vendita di Francesco Palma si possono acquistare, oltre ai prodotti del suo campo, salumi e formaggi, pasta e pane di solina, olio e vino, ma anche miele, zafferano della rete di Campagna Amica.

1 Comment

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  1. Elide Piccone

    Elide Piccone

    11 luglio 2014 at 12:46

    Ma i prodotti del fucino non erano inquinati?

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