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Editoriale

Grande Fratello: il trionfo dell’ “io minimo”

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Sul Grande Fratello bisognerebbe stendere un velo pietoso e non parlarne più. E’ uno spettacolo stereotipato, con attori di quart’ordine e dialoghi poverissimi. Per riaccendere l’interesse, però, ecco che compaiono a intervalli regolari, su TV e giornali, i commenti entusiasti di qualche critico “disinteressato” che ci spiega come quello sia, in realtà, il luogo della vita vera, la fucina sperimentale di un linguaggio innovativo, l’espressione più genuina della filosofia post-moderna.

E allora bisogna almeno ribadire che non tutti la pensano allo stesso modo: che continuano ad essere in molti, quanti non riescono ad entusiasmarsi nemmeno un po’ a questo programma e considerano i suoi messaggi ambigui e svianti. Com’è noto, quelli che gli autori di un programma inviano agli spettatori sono di vario genere e livello e non sempre, chi manda in onda un programma, sono in grado di prevedere quale tipo di segnale sarà preminente e quali avranno maggiore impatto sul pubblico, se i più scoperti ed evidenti o quelli taciti e nascosti. Nella versione nostrana del GF si punta esplicitamente sul sesso, oscurato, mimato, raccontato, perché si tratta di una strategia elementare a basso costo per catturare l’attenzione di un’ audience indifferenziata che non richiede nessuna particolare perizia da parte degli attori.

Anche le scene di nudo sotto la doccia svolgono una funzione analoga. Sull’onda del sesso e del nudo passano, però, altri messaggi. Sebbene non siano affatto rappresentativi dei giovani italiani, gli ospiti della casa vengono offerti come modelli di comportamento, come i nuovi maitre à penser di una filosofia dell’IO. E così quelli che seguono questo programma sono indotti, in modo implicito o esplicito, ad assumere come tali gli stili e le dinamiche messe in atto dagli attori. Ognuno può scegliersi quello di identificazione a seconda della somiglianza, delle aspirazioni o delle proprie frustrazioni. Resta il fatto che tutti i modelli proposti non sono proprio esaltanti. Un altro messaggio è in pieno stile machiavellico sia pure in versione famigliare. Per avere successo bisogna tradire gli Amici in maniera talmente sistemica da fare invidia ai giocatori del Lotto.
A deve tradire B e D, B deve tradire C, D e A e via dicendo, se ci si vuole assicurare un posto nella storia evitando l’eliminazione. Sembra un messaggio da poco, ma molti ragazzini possono imparare, sempre in modo tacito, che bisogna tradire. Un altro modello riguarda lo stile di vita: qui c’è una “combriccola” che settimana dopo settimana passa il tempo a sparlarsi addosso, stando sdraiata su poltrone, divani o in piscina. Non è la brigata dei tempi del Decamerone che si raccontava storie e apologhi ironici e coinvolgenti perché era assediata dalla peste ma nel nostro caso essa manca e la vita quotidiana che si svolge all’interno della casa è ben diversa dai ritmi acquatici che caratterizzano il palcoscenico del GF.

Ma si sa, esso è al di fuori del tempo e dello spazio. Insomma, per riscattarsi e fare finalmente qualcosa di apprezzabile, i nostri dovrebbero evadere dallo schermo, proprio come fece il personaggio di Woody Allen in “La rosa purpurea del Cairo”. Prima era il Censis il termometro della società post-moderna, ora c’è il GF,cioe’ l’uomo in vitro. La foto dell’italiano attuale,nella sua versione più realistica, è tutta qui. Un “Io minimo” che ha messo in soffitta Dio, Lavoro e Nazione. Questo no-stop mediatico è l’ennesima replica della nostra quotidianità fatta di cibo, chiacchiere, sigarette e,soprattutto, tanto sesso. Più si seduce e più si guadagnano consensi, chi non ce la fa viene eliminato. È l’imperativo categorico del GF che dimostra quanto siamo tutti superficiali, narcisisti ed edonisti. Un film già visto che somiglia tanto alla realtà altrimenti, pur parlandone sempre male, non si spiega come ce ne stiamo lì incollati a guardare una delle tante puntate della nostra vita.
Dai comportamenti dei “reclusi” possiamo conoscere le tendenze, i valori, le aspirazioni degli italiani. E ciò che abbiamo visto e vediamo continuamente corrisponde a ciò che i sociologi hanno teorizzato sull’uomo post-moderno. Ossia l’uomo attuale che non è più sostenuto dalle certezze della modernità (storia, progresso,scienza) ma tende all’affermazione dell’ ”io minimo” e che al posto di Dio, della Nazione, della Famiglia e del Lavoro ha scelto il consumo e il gioco. Un uomo edonista ed individualista. Non tutti, certo. Ma sicuramente molti. In parole più semplici, è l’autocoscienza della post-modernità di un uomo sfiduciato e scanzonato che non vive ma sopravvive e che trova la sua unica realizzazione nel consumare e nel giocare. Ciò che vediamo nel no-stop mediatico è solo il riflesso di quanto accade nella vita di tutti i giorni. Bisogna anche riconoscere che non c’è alcun salto tra la brigata di Canale 5 e i cittadini italiani, perché altrimenti nessuno guarderebbe una trasmissione che è super seguita da sei e più milioni di spettatori. Come ben si sa il simile va con il simile.

Che cosa abbiamo visto in queste ultime settimane nel panopticon di Cinecittà? Una fotocopia del costume degli italiani, mangiare, bere, fumare, scherzare, spogliarsi, toccarsi. Soprattutto sedurre! Chi non ce la fa a sedurre verrà allontanato, in quanto non è più un essere umano. Del resto il fine della trasmissione è proprio questo: ciascuno vive con gli altri solo per cacciarli via uno ad uno. L’imperativo categorico del GF è la lotta per l’esistenza: il prossimo può essere solo strumento e/o ostacolo. Esso,pero’, ha un grande merito: di mostrare la povertà culturale della nostra generazione. Una volta c’erano gli analfabeti,ora non ci sono più. Ma quali interessi rilevano i ragazzi nelle loro conversazioni? Solo banalità e volgarità. Mai sino ad adesso un discorso serio sulla Politica, sulla Cultura sul Lavoro. Cosa del tutto logica perche’ chi vive nel presente non può andare oltre la sfera della quotidianità:”…il bagno è unico, cari uomini cercate di centrare la tazza…”, “…ho voglia di fare sesso ma non trovo uno che risponda ai requisiti da me prescelti…”,”…che cosa sceglieresti tra la masturbazione e il sesso orale…”, ecc…
Ma di che cosa dovrebbero parlare? Della Religione o della Filosofia? Nessuno lo pretende. Basterebbe un po’ di attenzione verso quelle problematiche umane e sociali senza le quali l’Uomo si degrada fino a perdere il senso della Vita. Se gli “inquilini” non ne parlano non c’è da stupirsi: è anche questo un costume diffuso del nostro popolo che la trasmissione è riuscita a raffigurare come nessun altro prima. Si crede che il GF sia un gioco di simulazione. Ma non è così perche’ esso è una precisa diagnosi di una malattia chiamata narcisismo che Nietzsche, cent’anni or sono,aveva fotografato così: “Abbiamo tolto di mezzo il mondo vero, quale mondo ci è rimasto? Forse quello apparente? Ma no! Col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente” (Crepuscolo degli idoli, IV, 6). Del resto che cosa è mai il medium televisivo se non appunto il superamento del confine tra verità e favola.
Il Grande Fratello rappresenta l’evoluzione tecnologica del “guardare attraverso il buco della serratura”, dello spiare, dello sparlare malevolo delle “donnette” abiette ed ignoranti. Rappresenta la sintesi delle negatività sociali, laddove vige l’esaltazione di quei disvalori morali, anticattolici e antisociali del nostro mondo. Questo stereotipo negativo viene propinato per ore ed ore al popolo ignavo. Negli anni della rinascita post-bellica i modelli elogiati e proposti come stereotipi, che hanno contribuito a formare i giovani dell’epoca, si rifacevano a modelli di onestà, moralità, altruismo e a quei Valori Cristiani che sono gli elementi fondanti della nostra società. Chi non ricorda il libro Cuore colmo di tali esempi? Quale messaggio e quale valore potrà mai trasmettere un simile spettacolo ai nostri giovani? Qual è l’insegnamento che passa attraverso lo schermo del Grande Fratello: ignoranza,seduzione,aggressività,scorrettezza, etc. Non si vuole fare del moralismo gratuito ma anche all’indecenza ci dovrebbe essere un limite! Pur di mantenere viva l’attenzione del telespettatore beota, gli autori inseriscono,ad hoc,personaggi che stereotipano,di volta in volta,il pazzo/a di turno, si apre il sipario: entra la coatta, segue lo sciupafemmine con la mangiatrice di uomini, arriva la fallita, seguita dall’isterica, infine il violento e la nevrotica chiudono la schiera di questo esercito di Brancaleone del palinsesto televisivo. Ecco che giunge la “chicca”: tutti noi ci dovremmo riconoscere in uno o più personaggi di questo serraglio elevato al rango di mini-mondo in cui quotidianamente “galline da combattimento” e “tronisti” si incontrano e si scontrano. Bene, signori, noi non ci riconosciamo in tali modelli, ci dobbiamo preoccupare?
Il nostro modello di Vita e’ quello pieno di quei Valori che ci sono stati tramandati dai nostri Padri: Onestà, Moralità, Altruismo, Amicizia e Cristianità e non ci permette di riconoscerci assolutamente in questo modello PATOLOGICO, così come ci auguriamo non si riconoscano i nostri giovani. È in atto un’infame tentativo di far passare la follia e la prevaricazione, per normalità comportamentale di questa società. Se ciò fosse vero non ci dovremmo stupire ne’ tantomeno ci dovremmo opporre o scandalizzare nell’apprendere,dai media,notizie relative ad aggressioni, violenze, stupri, etc. Dovremmo semplicemente accettarle come logica conseguenza di questo modello di società che il reality incriminato propone.

Chiunque di noi pur di emergere, al pari del modello televisivo, si vedrebbe legittimato a sopraffare il proprio Amico o vicino, ad “eliminarlo” per non essere eliminato? E’ una logica primitiva che ci riporta al codice di Hammurabi cancellando di colpo secoli e secoli di cultura ed evoluzione sociale. Se Darwin vedesse un simile programma potrebbe facilmente desumere che l’uomo raggiunto il suo apice evolutivo sotto il profilo culturale, sociale e morale, stia rapidamente discendendo verso un declino irreversibile. Quel che manca purtroppo ad un simile programma, è la punizione degli ascolti, ovvero un segnale di rifiuto che l’utente televisivo dovrebbe inviare disertando in massa la visione.
La televisione ci conosce, sa bene i nostri bisogni, le nostre ansie, le nostre debolezze quindi le compera e le rivende cercando un contatto con lo spettatore sempre meno latente: ma a che prezzo?
Ci sbattono in faccia i nostri difetti e ci etichettano come “l’anticonformista”, “il palestrato”, “il polemico”… Ci mettono in un ambiente deprivato socialmente e ci osservano. Il paradosso è che lo scopo è divertirci, far parlare di sè, colpire la nostra morale rincorrendo una celebrità senza competenze, senza contenuti. Questo tipo di celebrità ostenta l’estetica forse perché l’ “interiorità” non è importante e ci distoglie da noi stessi permettendoci di fare non più di semplici inferenze ma di occuparci di ciò che fanno gli altri pur di non porre l’attenzione su noi stessi. La vita di oggi,sempre più frenetica e stressante, ci fa desiderare la pausa per non riflettere e per rilassarsi. Il guaio è che anche quando si usa la testa ci si spinge spesso verso cose futili oppure si organizza nevroticamente quello che si deve fare durante la settimana! I rapporti diventano sempre più veloci, meno profondi, la comunicazione va in parallelo a questo processo che ormai è diventato un “modus vivendi”, andando di pari passo con i cambiamenti tecnologici, lavorativi, culturali e societari.

E’ fondamentale adattarsi a queste trasformazioni per stare al passo con i tempi e qui i mass-media giocano un grande ruolo ma è altrettanto importante essere critici e non assistere passivamente a quello che ci viene mostrato. La televisione è un nostro punto fermo per sapere se qualcosa è successo davvero, per passare il tempo, per distoglierci dai brutti pensieri, per farci sorridere, per parlare e osservare gli altri, per confrontarci con loro, come nel caso del Grande Fratello. Queste funzioni sono sempre meno svolte dalla comunicazione faccia a faccia, dalle relazioni con gli altri e dai rapporti intimi che spesso non si ha tempo di avere anche se è importante recuperare il confronto e il contatto diretto, senza mediazione.
Sicuramente il Grande Fratello è, come si suol dire, la punta di un iceberg. La Tv stessa soddisfa, talvolta,il nostro bisogno di staccare la spina ma poi l’inconveniente è che rischiamo di perdere la consapevolezza di ciò che stiamo guardando e di come stiamo impiegando il nostro tempo.
Sta a noi giudicare. L’arma vincente è pensare…..

Prof. Sandro VALLETTA

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Abruzzo

Avezzano Rugby, al via la stagione 2018

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Avezzano –  

Tutto pronto per la festa del rugby che si terrà domani presso lo stadio di via dei gladioli ad Avezzano a partire dalle 14 e 45 con un festival del minirugby e si protrarrà fino a tarda  sera. La società giallonera, guidata dal presidente Alessandro Seritti, nel corso della manifestazione consegnerà le borse di studio Elio Seritti, storico dirigente giallonero,  ai giovani atleti della società che si sono contraddistinti per meriti scolastici e sportivi.  “ Ripartiamo per una nuova stagione sportiva con grande entusiasmo – ha dichiarato il presidente Seritti –  ai nastri di partenza schiereremo ben otto categorie di atleti, a partire dai piccoli dell’under 6 fino ad arrivare alla squadra seniores, rispettando in pieno tutti gli obblighi sportivi imposti della nostra federazione”.

Dopo la consegna delle borse di studio si terrà anche un triangolare seniores che vedrà impegnate oltre all’Avezzano Rugby, guidata dal neo allenatore Pierpaolo Rotilio al suo esordio stagionale sulla panchina giallonera, anche due compagini laziali, Arnold Spartaco e Civitavecchia. “ L’arrivo di Pierpaolo Rotilio ha portato entusiasmo in tutto l’ambiente – ha specificato Seritti – e grazie anche alla figura di Vincenzo Troiani, come collaboratore esterno, siamo fiduciosi di disputare il campionato di serie B a buoni livelli; inoltre – ha sottolineato Seritti – l’inserimento di Carlo Cerasoli porterà sicuramente fiducia ed esperienza al reparto di mischia di una squadra, ancora e per fortuna, molto giovane. La nostra resta sempre una squadra del territorio – ha concluso –  e ringrazio oltre a tutti i ragazzi che continuano a divertirsi con noi sul campo, senza di loro sarebbe impossibile parlare di rugby ad Avezzano, anche i componenti dello staff tecnico la cui passione passione va oltre ogni ostacolo”.

Nell’ambito della cerimonia di consegna delle borse di studio uno dei premi lo consegnerà Rosa Pestilli, presidente dell’associazione sindacale datoriale Conapi L’Aquila. ” Il premio dedicato a “Elio Seritti” è un momento che crea un legame speciale tra lo sport, la famiglia e la scuola – ha dichiarato Rosa Pestilli – premiare i bambini e i ragazzi che si sono distinti per i loro percorsi scolastici e sportivi vuol dire trasmettere e riconoscere l’importanza dei valori che li porteranno ad essere uomini e professionisti migliori”.

 

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La Marsica Sportiva

Grande colpo dell’Angizia Luco: firma Kian Newell

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L’Angizia Luco completa il suo organico: è ufficiale la firma della punta Kian Newell.

E‘ ufficiale l’approdo all’Angizia Luco del bomber Kian Newell, attaccante classe ’99 che andrà a completare la rosa messa a disposizione di mister Giordani.

Di origini canadesi, Newell ha militato in passato nell’Eurostar Academy, nell’Atletico San Luqueno e nel Terracina Calcio: è dunque lui l’attaccante che il neo-presidente Omar Favoriti aveva promesso alla piazza, un’autentica ciliegina sulla torta che sarà da subito integrata nella rosa.

Pronto a dare il meglio con la maglia dell’Angizia, Newell ha dichiarato che “questa esperienza rappresenta per me una grande opportunità dal punto di vista professionale: spero tanto di fare bene e di contribuire alla crescita della squadra“. Significativo, poi, il ” ringraziamento al presidente Omar Favoriti per l’opportunità che mi sta dando: spero di ripagare al meglio la sua fiducia!“.

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Calcio

Grande vittoria dell’Angizia Luco contro il Pucetta

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L’Angizia Luco batte 6 a 0 il Pucetta ed accede al turno successivo di Coppa Italia di Promozione.

L‘Angizia Luco supera con un secco 6-0 il Pucetta in quel di Magliano dei Marsi e, bissando il successo dell’andata, si qualifica per il Secondo Turno di Coppa Abruzzo. In attesa del tanto invocato attaccante, il club del neo-presidente Favoriti si mostra comunque squadra già fatta e completa, volando sulle ali con Di Girolamo e Margagliotti e trovando un geometra come pochi altri grazie al rientro di Osvaldo Morelli in mezzo al campo. Un risultato, questo, che ha il sapore del clamoroso se si pensa alla situazione di venti giorni fa: il club luchese, infatti, non aveva nemmeno la certezza di iscriversi alla prossima Promozione, il mercato era del tutto bloccato e gran parte dei giocatori migliori erano già stati accostati ad altri club.

Il Pucetta, dalla sua, conferma le difficoltà seguenti alla piccola rifondazione avvenuta in estate: con un’età media bassissima e giocatori che stanno iniziando a trovare le reciproche misure, ci sarà ancora bisogno di tempo per dare un giudizio al lavoro di mister Giannini e della società.

Nel match, mister Giordani schiera l’Angizia puntando sulla forza degli esterni: Margagliotti si conferma giocatore di categoria superiore, in grado di rientrare con estrema facilità dalla sinistra per mettere pericoli in mezzo col suo destro; Di Girolamo, invece, continua a far valere un’accelerazione senza pari, con Briciu già in forma campionato nonostante la conferma di appena due giorni fa. Il vantaggio è presto servito: già al 13′, su tocco di prima illuminante di Margagliotti, Di Girolamo brucia l’avversario e mette in mezzo per Briciu, fortunato nella conclusione dopo un primo controllo fallimentare davanti a Dell’Unto. La risposta del Pucetta, affidata al solo Salvati, Proietti davanti, latita, così il raddoppio ospite è servito al 20′: cross al bacio di Margagliotti e doppietta per Briciu con un colpo di testa nell’area piccola.

Il primo tempo racconta di un controllo costante dell’Angizia, mentre il Pucetta riesce a rendersi davvero pericoloso solo 35′, quando Di Silvio chiama al miracolo il portiere luchese D’Innocenzo. In pieno recupero, poi, arriva il 3-0 degli ospiti: punizione dalla destra, respinta di Dell’Unto su un colpo di testa da due passi e tap-in di Ciaprini.

Con il discorso-qualificazione ampiamente chiuso già nel primo tempo, la ripresa vede l’Angizia tenere saldamente in mano le redini del gioco. Briciu firma la tripletta al 47′ su assist al bacio di Morelli, Cinquegrana trova il 5-0 con un gran sinistro da fuori ed il giovane Di Battista, appena entrato, colpisce per il 6-0 sull’ennesimo lancio illuminante di Morelli. Il Pucetta, invece, si rimette a qualche intuizione del subentrato Fusarelli, restando in 9 per le espulsioni di Incerto e Silvestri.

Finisce con un palo di Margagliotti, mentre il pubblico di fede luchese esulta sulle tribune urlando “Grandi ragazzi!”: il nuovo corso della società marsicana sembra esser partito davvero con il piede migliore.

 

Il Tabellino

ASD Pucetta – Angizia Luco 0-6 (13′ Briciu, 20′ Briciu, 45’+1′ Ciaprini, 47′ Briciu, 62′ Cinquegrana, 66′ Di Battista)

ASD Pucetta: Dell’Unto; Paolini, Castellani, Chiucchiarelli, Di Silvio; Liberati, G.Tarola (54′ Di Giovanbattista), Silvestri; Incerto, Salvati Proietti (55′ Fusarelli), Romani. All. mister Corrado Giannini.

Angizia Luco: D’Innocenzo; Di Giamberardino (83′ Venditti), Ciaprini, Venditti, Ranieri; Cinquegrana (77′ Angelucci), Morelli (73′ Shero), Zangari (65′ D’Aurelio), Margagliotti; Di Girolamo, Briciu (70′ Di Battista). All. mister Gianluca Giordani.

Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Ammoniti: Paolini (Pucetta); Ranieri (Angizia Luco)

Espulsi: 64′ Incerto per rosso diretto (Pucetta), 81′ Silvestri per doppia ammonizione (Pucetta)

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La Marsica Sportiva

DANIELE DI GIROLAMO E’ UFFICIALMENTE UN GIOCATORE DELL’ANGIZIA LUCO

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L’esperto Daniele Di Girolamo, classe ’89, è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Angizia Luco.

Sarà Daniele Di Girolamo, attaccante esterno classe 1989, il primo rinforzo per la linea offensiva dell’Angizia Luco targata Omar Favoriti.

Dopo aver passato l’ultima stagione in quel di Celano (10 le realizzazioni con il club castellano), l’ala ha ufficializzato la sua scelta: sposerà dunque la causa dell’Angizia, proprio come fece già nel 2016/17 (anno in cui realizzò addirittura 13 marcature). Positiva anche la stagione 2015/16, quando, in quel di Sulmona, Di Girolamo mise a referto 10 reti.

“L’anno più bello per me è stato il 2016/2017, anno in cui ho giocato il campionato con l’Angizia. Mi ha regalato tantissime emozioni…” ha raccontato, in esclusiva per Centralmente Sport, Di Girolamo “una tifoseria unica dentro e fuori dal campo, una società ed uno staff seri e competenti, compagni amici ed una piazza che merita tanto! Si torna sempre dove si è stati bene e con il cuore sono sempre stato qui. Forza Angizia!”.

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Abruzzo

Dieci arresti della Guardia di finanza per un giro di certificati falsi. Coinvolti politici, medici, imprenditori, e pubblici ufficiali (Video)

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AVEZZANO – Una “fabbrica di certificati falsi” allestita nel proprio studio medico. Era destinata a personaggi di ogni genere: dal politico al medico, del dipendente pubblico al pregiudicato fino a pubblici ufficiali. Questa mattina all’alba, quando ad Avezzano è scattata l’operazione “Tutti per uno”, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di L’Aquila, ha “chiuso i battenti.

Emessi dieci ordini di custodia cautelare, di cui tre in carcere e sette ai domiciliari emessi dal Gip del Tribunale di Avezzano, su richiesta della Procura marsicana, nei confronti di altrettante persone responsabili, a vario titolo, di frode processuale, corruzione, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico, frode assicurativa, truffa ai danni dello Stato e favoreggiamento.

L’indagine è iniziata con accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Avezzano nei confronti di soggetti pubblici e privati del settore sanitario. In seguito l’attenzione investigativa si è concentrata su un’importante impresa sanitaria il cui amministratore pagava “bustarelle” ad impiegati e ufficiali pubblici per avere falsi certificati medici in favore della sua famiglia, della moglie in particolare.

Più precisamente, sono emersi chiari elementi di prova circa la redazione di certificati falsi, dietro pagamento di somme di danaro, da parte di un medico psichiatra responsabile del Centro di igiene mentale (C.I.M.) della A.S.L. di Avezzano, il cui studio è stato sottoposto ad intercettazione ambientale ed a monitoraggio video. Ne esce un film dettagliato sugli accadimenti. “Non ti fare la barba, fatti vedere trasandato”. “Se ti fanno delle domande fai finta di non capire tu hai la demenza senile”. “Stai a casa a letto per qualche giorno”.  Questi alcuni dei consigli che il medico non risparmiava ai suoi “pazienti”. E poi, i soldi, in contanti, passati di mano in mano per quelle prestazioni illecite. L’imprenditore, il politico locale, il medico di pronto soccorso, il dipendente della multinazionale, ma anche il vecchio migrante, il pluripregiudicato. Persone di ogni genere quelle che si rivolgeva a lui per avere documenti falsi grazie ai quali presentare domande risarcitorie all’esito di sinistri stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità o di esonero dal presenziare ai processi.

I casi più eclatanti hanno riguardato: la produzione di elementi di prova fittizi per incrementare le richieste risarcitorie che un politico, noto a livello locale per aver ricoperto l’incarico di consigliere regionale, aveva avanzato ad un importante società assicurativa; l’elaborazione di false certificazioni a favore di un altro medico per evitare a quest’ultimo il trasferimento di sede; l’attestazione di patologie inesistenti fornita ad un noto pregiudicato che si era rivolto a lui per ottenere certificazioni sanitarie che lo esentassero dal presenziare ai processi a suo carico; il riconoscimento di false malattie psicosomatiche a due pubblici dipendenti che consentivano, ad uno, di assentarsi dal lavoro per periodi prolungati, e, all’altro, di ottenere l’esonero dalle attività lavorative pur mantenendo lo stipendio; l’induzione in errore di un consulente del lavoro nominato dal Giudice del Lavoro di Avezzano che, grazie alle false certificazioni, riconosceva ad una donna una pensione di invalidità ai danni dell’INPS.

 

 

 

 

 

 

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Abruzzo

Avezzano. Ai nastri di partenza la fiera campionaria “Magia del Fare”

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Tutto pronto per il taglio del nastro della quinta edizione della Fiera di Avezzano “Magia del Fare”, patrocinata dal Comune di Avezzano. L’appuntamento si svolgerà all’interno del centro fieristico marsicano, nel nucleo industriale di Avezzano, per quattro giorni, da sabato 28 aprile a martedì Primo maggio, dalle 10 alle 20.

L’evento è organizzato dalla cooperativa L’Orizzonte di Massimo De Luca e Enza Di Nino e ha ottenuto il patrocinio anche della Camera di Commercio dell’Aquila, Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confagricoltura e Conapi L’Aquila.

La manifestazione è stata presentata questa mattina, nella sala consiliare, dal sindaco Gabriele De Angelis e dall’assessore alle Attività produttive Rocco Di Micco, che ha curato l’iter burocratico dell’organizzazione. Presenti anche il vice sindaco Lino Cipolloni, gli assessori Felicia Mazzocchi e Chiara Colucci e i consiglieri Arianna Stati e Leonardo Rosa.

L’assessore Di Micco ha elogiato chi in città “si dà da fare, lavorando e portando il nome di Avezzano anche fuori Regione” e ha assicurato che sta già lavorando con altri Enti per farsì che la Fiera cresca sempre di più.

“Mi fa piacere vedere che ci sono tanti giovani del territorio che sono già degli imprenditori vincenti e che in questi giorni saranno il volto della nostra città”, ha detto il sindaco De Angelis, “so che la Fiera sarà non solo esposizione ma anche eventi di spessore, dove si parlerà di Industria 4.0, mercato del lavoro, progetti accreditati contro la violenza alle donne, promozione del turismo e valorizzazione dei prodotti locali”.

Alla conferenza sono intervenuti anche Rosa Pestilli, che insieme ai suoi collaboratori ha illustrato il programma delle conferenze organizzate con il Conapi (Associazione sindacale datoriale artigiani e piccoli imprenditori della Provincia dell’Aquila) e Andrea Di Cintio, titolare di Eurocash. Entrambi i giovani imprenditori hanno investito nella Fiera, occupando le due aree espositive maggiori. Di Cintio ha illustrato il progetto che porta avanti già da qualche anno, in collaborazione con il Parco Sirente Velino, grazie al quale l’emergenza cinchiali si sta trasformando in prodotto di qualità, certificati e molto apprezzati.

Benedetta Cerasani, presidente dell’Associazione di promozione sociale “I girasoli” ha illustrato l’offerta dello stand dedicato ai servizi sanitari offerti dalla Casa di Cura medico-chirurgica “L’Immacolata” di Celano e la partecipazione all’evento Fiera di numerose associazioni che si occupano del Sociale, che arriveranno anche da fuori Regione. Con lei anche Daniela Senese che da qualche anno porta avanti nella Marsica il progetto “La Casa delle Donne”.

Presente per la prima volta anche lo stand del Comune di Tagliacozzo, che ha scelto di investire sulla promozione turistica allestendo una propria area curata da Mary Louisa Benigno, Raffaele Castiglione Morelli, Marco Maiolini e Maicol Venturini.

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Abruzzo

Avezzano, si riaccende anche il focaraccio dei commercianti

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Avezzano:  come lo scorso anno Confcommercio ed i Commercianti di Avezzano, vogliono ridare vita al “FOCARACCIO” dei Commercianti, proseguendo l’iniziativa di Don Claide, parroco della Cattedrale Dei Marsi, con la collaborazione di Savina Mazzocchi ed Amedeo Figliolini.

Un evento simbolico per “riaccendere” la nostra Città ripartendo dalle tradizioni, mostrare la nostra identità e magari chissa, attirare visitatori anche da fuori Avezzano.

Per Confcommercio la rivalorizzazione dei Centri Città,  passa anche attraverso il recupero di iniziative che hanno radici profonde nell’identità delle Città stesse e dei cittadini: per Avezzano la ricorrenza della Madonna di Pietraquaria  e la festa dei “focaracci”, sono di sicuro, un punto da cui poter ripartire richiamando principi religiosi e laici uniti insieme fra loro; questo è stato ciò che ha mosso 112 attivita’ economiche della Città per dare il proprio appoggio e contributo all’iniziativa.

“L’anno scorso il “focaraccio dei Commercianti” ha riscosso un gran successo di partecipazione e di unione, speriamo che l’edizione 2018 possa replicare e migliorare il numero di persone partecipanti ad una serata pensata e sviluppata per aggregare e per dare un forte segnale di unione”, sono queste le parole di Roberto Donatelli, Presidente di Confcommercio Imprese.

 

 

Fonte foto di copertina: Paesaggi d’Abruzzo

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